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I Top e Flop del weekend

Niente da fare, senza calcio non possiamo proprio stare. Un’altra tre giorni di calcio e di spettacolo è andata in archivio e, purtroppo, con la consueta rubrica dei top e flop ci rivedremo solo tra due settimane. Le Nazionali tornano protagoniste, con squadre e allenatori che possono, almeno per il momento, staccare la spina. Quello appena concluso, tuttavia, è stato un weekend calcistico di altissimo livello; non sono mancati gol bellissimi, vittorie entusiasmanti ma anche delusioni e rimpianti. Tutto questo nei top e flop del weekend.

TOP

LE BIG NON SI FERMANO

È stato un turno di campionato che ha visto tutte le big, o quasi, vincere e non fermare il proprio ruolino di marcia. A partire dalla Francia, dove il Paris Saint-Germain vince in trasferta a Brest per 2-1, allungando sul secondo posto ora a +8. Ancora una volta è una rete di Mauro Icardi ad esser decisiva per i parigini: l’argentino, entrato negli ultimi dieci minuti, ha segnato il suo nono gol nelle ultime dieci partite ufficiali giocate con il Psg e ora Tuchel pare proprio non volerne fare a meno. Ecco che, allora, in quel di Parigi si parla già di un piccolo “problema Cavani” che, rientrato dall’infortunio ormai da un paio di settimane, non riesce a trovare lo spazio voluto. Poco male, comunque. Il Psg vince e convince. Mauro Icardi non avrà la 9 sulle spalle come all’Inter, ma l’efficacia e il killer instinct dei tempi migliori non sembra esser andato via.

(Fonte: profilo Twitter ufficiale del PSG)

In Inghilterra rimane invidiabile il cammino del Leicester, che dopo aver battuto 2-0 l’Arsenal è balzato al secondo posto in Premier League, in concomitanza con il Chelsea, anch’esso vincente. Cade il Manchester City e lo fa nel super match di Anfield in casa del Liverpool. I Reds non si fermano e sembrano imbattibili: finisce 3-1 e la banda di Klopp scava un solco di ben 8 punti sulle dirette rivali. Il big match di domenica pomeriggio ha visto trionfare il Liverpool dopo una gara sofferta, spettacolare e tra l’altro piena di polemiche riguardo alcune decisioni arbitrali. Rimane, tuttavia, incredibile il bottino di 34 punti in 12 partite raccolto dalla squadra del Marseyside, che può vantare l’onore di essere la squadra che a inflitto più sconfitte nella carriera da allenatore a Pep Guardiola. Letali.

(Fonte: profilo Twitter del Liverpool)

In Liga, invece, la classifica è cortissima: vincono tutte le prime quattro, raccolte in un solo punto. A quota 25 troviamo Barcellona e Real Madrid, entrambe uscite vittoriose con 4 gol a testa: sugli scudi Benzema, doppietta e capocannoniere con 9 reti, e Messi, autore di una fantastica tripletta al Celta Vigo. Rimangono attaccate in scia delle prime due sia Atletico Madrid che Siviglia. I colchoneros battono l’Espanyol 3-1 mentre gli uomini di Lopetegui passano sul Betis, nell’attesissimo derby di Siviglia deciso dalla seconda rete in Spagna di Luuk De Jong.

In Germania la copertina è tutta per il “Der Klassicker“. Il Bayern Monaco strapazza il Dortmund nel big match della giornata numero 11 di Bundesliga: Gnabry, una doppietta dell’incredibile Lewandoski e un autogol di Hummels consegnano ai bavaresi l’ennesima vittoria nella super sfida tedesca. Una pillola statistica: dal 2014 il Bayern ha sempre vinto sul Borussia le gare di campionato giocate all’Allianz Arena e dal 2015 ha segnato ben 24 reti, una media di quasi 5 reti ogni partita. Una maledizione per i gialloneri.

BARELLA CHIAMA, LA JOYA RISPONDE

Difficile pensare che lo Scudetto, quest’anno, possa andare ad una squadra diversa dall’Inter o dalla Juventus. Queste prime 12 giornate ci hanno detto che Inter e Juve sono le più forti, sotto tutti i punti di vista, e le più continue in termini di risultati. Nel sabato sera di Serie A i nerazzurri hanno ottenuto la terza vittoria di fila per 2-1, agguantando i tre punti grazie ad un eurogol di Barella. Il centrocampista sardo ha segnato il suo primo gol in campionato e lo ha fatto risolvendo un match iniziato in salita con il rigore realizzato da Verre. L’Inter ha dominato, vero, ma ci è voluto un destro a giro da fantascienza di Barella per completare la rimonta che ha portato Conte e i suoi in testa alla classifica, almeno per una notte.

(Fonte: profilo Twitter dell’Inter)

Sì, perché in cima alla classifica ci è di fatto tornata la “Vecchia Signora”. Nel posticipo di domenica sera nel big match tra Juventus e Milan, sono stati i bianconeri a raccogliere i fondamentali tre punti. Peccato per il Milan, il miglior Milan visto in questo primo scorcio di stagione; ma di fronte c’è stata una squadra tecnicamente superiore, che ha pazientato e che ha poi affondato con un altro gol di bellezza rara, quello di Paulo Dybala. Dopo la rete segnata all’Inter, ecco un’altra milanese soccombere sotto i colpi della Joya, al settimo sigillo realizzato ai rossoneri, la sua vittima preferita. Quello tra Inter e Juventus, già a partire dalla prossima settimana, si preannuncia essere un testa a testa senza esclusione di colpi. Ne vedremo delle belle.

(Fonte: profilo Instagram della Juventus)

LA FAVOLA CAGLIARI

Molti, ad inizio stagione, avevano pronosticato un Cagliari nella metà sinistra della classifica. Pochi, però, avevano immaginato di vedere i rossoblù battagliare con le big per un posto Champions. Il Cagliari ha rifilato un sonoro 5-2 alla Fiorentina, confermando che la squadra allestita in estate in sede di calciomercato possa ambire a traguardi ben più importanti di una salvezza tranquilla. Anzi. Questo Cagliari è così bello, così efficace in zona gol – 23 realizzati, quarto migliore del campionato – e solido in fase difensiva – 12 reti subite, come l’Inter – che a tratti fa anche paura.

(Fonte: profilo Twitter del Cagliari)

Rolando Maran ha trovato il giusto equilibrio, riportando fosforo in mezzo al campo con Cigarini in cabina di regia e dando libertà di azione ai vari Rog, Nandez e soprattutto Nainggolan, letteralmente dominante nella gara di domenica. Un gol e tre assist, uno più bello dell’altro, il bottino del Ninja. Revitalizzato dalla società che aveva più a cuore e grazie alla quale è tornato ad essere quel giocatore determinante che è stato alla Roma. Il Cagliari è appaiato alla Lazio a quota 24 punti, in piena corsa Champions League. Sognare non costa nulla.

FLOP

LA SITUAZIONE DEL NAPOLI

Tra i flop del weekend come ignorare ciò che sta accadendo a Napoli. Il caos degli ultimi giorni, dopo il rifiuto dei giocatori di prendere parte al ritiro indetto dal patron De Laurentiis, non pare essersi placato. Anche perché sul campo il Napoli non è più brillante e vincente come prima. I partenopei avevano pareggiato al San Paolo contro il Salisburgo in settimana, in Champions League, e nell’anticipo serale del sabato non sono andati oltre uno scialbo 0-0 contro un Genoa attento, concentrato e che se non fosse stato per Koulibaly sarebbe tornato a casa con i tre punti. Delicata la situazione del Napoli: i tifosi non sembrano essere dalla parte dei giocatori, contestati sia fuori che dentro lo stadio, e anche Carlo Ancelotti non è stato risparmiato dalle critiche. Ora la pausa Nazionali, un momento importante durante il quale riflettere sugli errori commessi da tutte le parti: dirigenza, giocatori e staff tecnico. La vetta del campionato è sempre più lontana, urge risveglio immediato.

LA REAZIONE DI RONALDO

“Cristiano arrabbiato? Ci sta che un campione che viene sostituito possa arrabbiarsi. Anzi, lo ringrazio per essersi messo a disposizione in un momento in cui è fisicamente provato. Irrispettoso verso i compagni? Come ho detto questo non lo so. Se è vero che se ne è andato prima della fine è un problema da risolvere con i suoi compagni. Ci sarà una discussione con i compagni che diranno le loro impressioni”.

(Fonte: profilo Instagram della Juventus)

La reazione di Cristiano Ronaldo, sostituito intorno al 50′ del secondo tempo per Dybala – autore poi della rete decisiva – e che ha abbandonato lo Stadium tre minuti prima del fischio finale, non ha lasciato indifferenti. Vero, che un giocatore possa esprimere il proprio disappunto per un cambio ci può stare, ma agli occhi di tutti l’atteggiamento del fuoriclasse portoghese è stato eccessivo. Quasi irrispettoso nei confronti dei compagni che la difficile partita contro il Milan l’hanno vinta anche senza di lui.

Maurizio Sarri, nel post gara, ha fatto un po’ da pompiere, rasserenando gli animi facendo leva soprattutto sui diversi problemi fisici che ultimamente stanno condizionando le performance non proprio eccezionali di CR7. Tuttavia rimane l’immagine, alquanto spiacevole, di un giocatore che abbandona i propri compagni senza festeggiare, in campo e non su Instagram, una vittoria sofferta e decisa proprio da colui il quale ha preso il posto dell’ex Real Madrid. La Juventus, al momento, pare non stia riflettendo su una eventuale multa. Ma chissà se poi i compagni qualcosa gliel’avranno detta per davvero a Cristiano Ronaldo…

GLI PSEUDO TIFOSI UCRAINI

Appena una settimana fa parlavamo dello scempio andato in scena al Bentegodi di Verona, con Balotelli vittima di cori e ululati razzisti. Quella dell’uomo, evidentemente, è una memoria estremamente corta. In Ucraina, nel corso del big match tra Shaktar e Dinamo Kiev, i tifosi ospiti hanno iniziato a bersagliare con degli ululati il calciatore brasiliano dello Shakhtar, Taison. Il trequartista carioca, preso dalla rabbia, ha prima mostrato il dito medio al settore ospiti e poi scagliato loro il pallone. Per questo gesto è stato espulso dall’arbitro che ha però poi deciso di sospendere la partita per 5 minuti. Taison è uscito dal campo in lacrime, incredulo dinanzi ad un orrore del genere, e lo stesso è accaduto al compagno Dentinho, pure lui oggetto di ululati razzisti da parte dei tifosi ucraini. O pseudo tifosi. Perché così sarebbe giusto chiamarli: chi ama lo sport ama la cultura, ama il diverso, ama l’integrazione. Concetti che sono alla base non solo del calcio, ma del vivere quotidiano, della vita. E sicuramente questi pseudo tifosi non amano nemmeno la loro vita.

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