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Ibanez entusiasta di Mourinho: "È una persona speciale"

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Ibanez entusiasta di Mourinho: “È una persona speciale”

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Ibanez

La finale di Europa League persa contro il Siviglia non ha intaccato il formidabile lavoro svolto da José Mourinho in questi due anni con la Roma, in particolare sulla mentalità dei giocatori. Il risultato di questo lavoro è rappresentato dagli attestati di stima che i calciatori giallorossi riservano in ogni circostanza al proprio tecnico.

L’ultimo di questa lunga lista è Roger Ibanez, che ha parlato a Sambafoot soffermandosi su questo aspetto. Il difensore brasiliano, nuovamente selezionato dal Brasile per gli impegni di giugno, ha rilasciato al portale verdeoro parole al miele verso Mourinho:

È una persona molto speciale. Sa come trattare con tutti. È uno che lavora molto sulla mentalità, parla con ogni giocatore nel modo che ritiene migliore, dal giorno in cui si è presentato fino ad oggi continua ad essere la stessa persona. È una persona molto competitiva, che vuole sempre vincere, quindi non c’è molto da dire su di lui. Le sue espressioni a bordo campo dicono tutto“.

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Champions League

ULTIM’ORA – L’esito degli esami di Thuram: il comunicato dell’Inter

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Marcus Thuram e Axel Witsel, giocatori di Inter e Atletico Madrid, Serie A, La Liga, Coppa Italia, Champions League, EURO2024

Apprensione in casa Inter per quanto riguarda le condizioni di Marcus Thuram. L’attaccante francese, nel match di Champions contro l’Atletico Madrid, aveva accusato un fastidio in seguito a una conclusione tentata verso lo specchio della porta difesa da Jan Oblak. Il club nerazzurro ha pubblicato, qualche istante fa, un comunicato relativo alle sue condizioni.

IL COMUNICATO DELL’INTER

“Marcus Thuram si è sottoposto questa mattina a esami strumentali presso l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano. Per l’attaccante nerazzurro elongazione dell’adduttore lungo della coscia destra. Le sue condizioni saranno rivalutate nei prossimi giorni“.

Uno scatto, poi il tiro: l’esito non è affatto tra i più sperati. Tutto il popolo nerazzurro, può però tirare un sospiro di sollievo. Il numero 9, tra i protagonisti più luminosi della stagione della Beneamata, dovrebbe rientrare tra poco più di due settimane. Ulteriori controlli faranno maggior chiarezza sul recupero del classe ’97.

Arrivato a Milano con qualche scetticismo, e col peso di dover sostituire il ‘casinista’ Lukaku, il figlio di Lilian ha saputo conquistare il cuore dei supporters interisti a suon di gol, accelerazioni e ottime prestazioni.

Ad ogni modo, in attesa di una pronta guarigione, Simone Inzaghi potrà contare su un ritrovato Marko Arnautovic, l’uomo meno atteso, riuscito a ritagliarsi, nonostante un modesto minutaggio, un ruolo da protagonista nell’ultimo match europeo grazie al gol vittoria.

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Flash News

Falcone: “Contro l’Inter inizia il nostro mini-campionato. Noi spacciati? Voglio ricordarvi una partita”

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Wladimiro Falcone, calciatore del Lecce - Serie A, Coppa Italia

LECCE – Intervenuto nel corso della consueta conferenza stampa di viglia, il portiere del Lecce, Wladimiro Falcone ha parlato del prossimo impegno casalingo contro l’Inter, trattando, in conclusione, il tema principale della stagione dei salentini: la salvezza.

LECCE, L’INTERVISTA DI FALCONE PRIMA DELLE SFIDA CONTRO L’INTER

MOMENTO NO – “Attualmente, dentro lo spogliatoio non siamo felicissimi. Stiamo cercando con il gruppo di uscirne: ci parliamo spesso, facciamo riunioni tra senatori. Al momento risulta difficile, ma speriamo di invertire il trend con le prossime partite. Ne stiamo parlando con Blin, Baschirotto e Sansone che sono esperti. Sapevamo delle difficoltà del campionato: siamo uniti e lavoriamo seguendo le parole del mister. Un pizzico di fortuna ci darebbe morale, tuttavia sappiamo che sta a noi lavorare e uscirne insieme”.

PROBLEMI SU PALLA INATTIVA – “Ci lavoriamo spesso col mister. Non va assolutamente bene, però un po’ di concentrazione potrebbe bastare. In Serie A c’è gente che calcia bene. Col mister lo diciamo spesso, ma molte volte accade di prendere gol. Cercheremo di lavorarci ancora di più. Nel corso del campionato sono normali dei momenti di calo. Siamo uniti e vogliamo subire meno gol”.

INTER – Ricetta per fermarla? Magari ad avercela. È la squadra più forte del campionato e sta facendo cose fantastiche. Giochiamo in casa: un aspetto positivo. Ricordo la prima partita dello scorso campionato, ci davano per spacciati. Poi abbiamo fatto una buonissima gara. Cercheremo una grande prestazione. L’assenza di Pongracic peserà, sono sicuro che giocherà in grandissime squadre. Mi fido di Baschirotto, Touba e Blin: sono sicuro che Marin verrà sostituito alla grande”.

SALVEZZA – Gli scontri diretti saranno importanti. Ora pensiamo all’Inter, poi le partite davvero importanti saranno gli scontri diretti, nei quali dobbiamo fare risultato per allontanarci dalle rivali. Contro l’Inter inizia il nostro mini-campionato”.

DIFFICOLTÀ IN TRASFERTA – “Lo scorso anno ci ripetevamo che dovevamo fare punti in casa. In questa stagione si sta verificando il contrario. Ci stanno mancando vittorie sporche in trasferta, speriamo di iniziarle a fare negli scontri diretti“.

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Europa League

Adli: “Pioli mi aveva detto di andarmene, ma è successa una cosa! Ibra? Ecco cosa mi diceva”

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Milan Borussia Dortmund

In vista della gara di ritorno dei playoff di Europa League che vedrà il Milan affrontare il Rennes, Yacine Adli si è raccontato in una recente intervista, rilasciata al quotidiano francese, L’Équipe. L’ex centrocampista del Bordeaux ha ripercorso le tappe della sua avventura in rossonero: dall’arrivo, momento in cui ha attraversato momenti durissimi, fino ai giorni d’oggi dove, per una serie di ragioni, ha potuto mettere in mostra le proprie qualità sotto l’occhio vigile di Stefano Pioli e Zlatan Ibrahimovic, quest’ultimo definito come “uomo straordinario e valore aggiunto“.

MILAN, L’INTERVISTA AD ADLI

ARRIVO AL MILAN – “Ero giovane ed esposto. Sono molto maturato. Ciò che mi ha colpito di più arrivando al Milan è stata la forza dell’istituzione”.

ASPETTO TATTICO – Mai dubitato della mie qualità, perché non ero messo male negli allenamenti. Secondo l’allenatore, dovevo fare un salto tattico, come tutti i giocatori che arrivano in Serie A”.

SCARSO IMPIEGO – Dovevo migliorare in difesa. E poi, al ruolo di trequartista c’erano Brahim Diaz, che stava facendo bene, e Charles De Ketelaere, che era stato il grande acquisto dell’estate. Ero in fase di apprendimento e gerarchicamente dietro di loro. Era difficile conquistare il mio posto in campo. Non ho mai mollato agli allenamenti e l’intensità era massima ad ogni sessione. Non ero nella lista della Champions League e quindi a volte mi allenavo da solo, con un preparatore. Dovevo essere pronto per ogni eventualità. Avevo un buon rapporto con tutti, avevo un peso nello spogliatoio, ero un punto di riferimento, anche se giocavo poco”.

PIOLI – “I dirigenti erano contenti del mio impegno e volevano che rimanessi. Anche il discorso di Pioli era simile, non ho mai avuto problemi con lui, rispettavo le sue scelte come allenatore e l’uomo è sempre stato onesto. Ha adottato un nuovo sistema con un mediano e due centrocampisti centrali. All’inizio della stagione, mi ha detto: ‘Abbiamo fatto altre scelte, devi trovare una via d’uscita’. L’ho ringraziato per la sua onestà e gli ho detto che poteva contare sulla mia serietà fino alla mia partenza. Ma poi sono rimasto nel gruppo perché lavoravo duro, preparavo i titolari e l’allenatore mi ha persino portato in tournée negli Stati Uniti. Lì, mi ha detto che il club stava cercando un mediano difensivo ma pensava che potessi dire la mia. Gli ho risposto che avevo già giocato in quella posizione anche se non sono nemmeno sicuro che sia vero”.

RAPPORTO CON IBRA – “Sono abbastanza vicino a lui. Chiunque lo conosca ti dirà che è un uomo straordinario e sicuramente un valore aggiunto nella vita di qualcuno. Riesce a analizzare bene le cose e a dare consigli mirati. Lo faceva da giocatore ed è naturale farlo da dirigente. Zlatan mi diceva: ‘Taci e lavora, arriverà’. Ed è successo”. 

GIROUD – “Una fonte di ispirazione? Certamente, è sempre stato messo in discussione e ogni volta ha dimostrato carattere e si è mantenuto ai massimi livelli. È un esempio di determinazione e perseveranza“.

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Flash News

Calhanoglu: “Io il miglior regista al mondo. Futuro? Ho già comunicato all’Inter cosa voglio fare”

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Calhanoglu

Hakan Calhanoglu ha concesso una lunga intervista ai microfoni di DAZN, raccontando le sue sensazioni sul futuro e ciò che ha imparato dal passato. Il centrocampista turco, inoltre, ha confermato quanto detto mesi fa sul sentirsi il miglior regista al mondo. Scopriamo cos’ha detto.

LE DICHIARAZIONI DI HAKAN CALHANOGLU

Di seguito le parole di Calhanoglu a DAZN raccolte da fcinternews.it:

MIGLIOR REGISTA AL MONDO – “Mesi fa ho detto di essere tra i migliori registi e nessuno mi ha creduto. Però io credo sempre in me stesso, conosco le mie qualità e non ho paura di nessuno. Mi sento il migliore perché i gol e quello che faccio non li fanno gli altri. Non segno mai da vicino, ma dai 25-30 metri o su punizione. Sono cose difficili. E se guardate gli altri non fanno come me. Poi tutti sono bravi a gestire, ma fare passaggi a cinque metri non mi piace. Io cerco sempre il passaggio finale, per aumentare la possibilità di segnare. Darla a destra o a sinistra non mi serve“.

MIGLIORAMENTI – “Ora gli avversari cercheranno di marcarmi uomo contro uomo, come nel primo tempo a Roma. Ero in difficoltà. Devo fare più spazio ed essere più intelligente in queste situazioni, ma con Barella e Mkhitaryan che mi aiutano ci riusciamo. Poi in fase difensiva sono cresciuto ma devo migliorare, analizzo i video con lo staff e commetto ancora degli errori“.

SECONDA STELLA PRIMA DEL MILAN – “Io non guardo questo dettaglio, ognuno guarda in casa sua e noi lo facciamo“.

MILAN – “Al Milan non ero pronto per fare il regista, mentre all’Inter sì. Volevo mettermi alla prova, quando hai l’età giusta ti pesa di meno. Per il mio percorso in questi mesi è stato molto importante“.

PASSAGGIO CON LA JUVE – “Mi piace verticalizzare subito, giocare veloce perché abbiamo giocatori che vanno in profondità. Qui avevo già visto Dimarco che correva prima di ricevere il pallone, i miei compagni sanno che questi palloni arrivano. Purtroppo Marcus (Thuram, ndr) non ha segnato ma è stata una buona azione

RIGORI – “Non dico nulla, è un segreto“.

INZAGHI – “Io ne parlo sempre bene, lui mi ha chiamato per venire qui dopo l’Europeo. Lo ringrazio. Poi mi ha messo in quel ruolo. Merita, è una persona che non parla tanto ma ha un cuore caldo con i giocatori. Sa come porsi. Se guardiamo la nostra strada dal primo anno abbiamo avuto una grande crescita insieme, lo sappiamo anche noi calciatori“.

PIRLO – “Lo conosco bene. Mi piace come sta in campo, la sua serenità. Non sentiva lo stress. Il numero uno. Il mio procuratore mi diceva che mi vedeva come Pirlo, non ci credevo. Dicevo che mi sentivo un numero dieci ma il tempo ha dimostrato che aveva ragione. Pirlo però è Pirlo, ha vinto tanto e non posso essere messo al suo livello“.

OFFERTA ARABA – “Ho rifiutato perché io voglio bene all’Inter. Quando sono arrivato qui Piero (Ausilio, ndr), il mister e i compagni mi hanno dato una grossa mano. Questa è una famiglia enorme. Poi sono arrivato a zero, alla fine decide sempre la società. Io ho già detto che la decisione è la loro ma io voglio rimanere qua. All’Inter mi sento rinato. Ho avuto un periodo difficile, ma qui mi hanno risollevato, sono maturato come uomo. Sono una persona emotiva, vivevo una situazione pesante ma tutti qui mi hanno aiutato. Poi la canzone che mi hanno dedicato i tifosi mi ha trasmesso ancora più energia. Per questo dico che per me l’Inter è diversa, non si può spiegare…“.

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