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Icardi-Inter, ora è calma piatta, situazione stazionaria

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Icardi-Inter, ora è calma piatta

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Questa mattina Icardi si è sottoposto ad una serie di esami, richiesti dalla società, dopo le assenze con Rapid Vienna e Sampdoria, a causa di un dolore al ginocchio. Nonostante ciò, ed il successivo comunicato della società, molti continuano ad essere incerti e piuttosto dubbiosi sulla vera esistenza di questo infortunio, concentrandosi maggiormente sui rapporti tesi delle ultime settimane con la dirigenza.
Difatti questa infiammazione esiste da più di sei mesi, ma l’argentino è sempre potuto scendere in campo regolarmente, regalando anche ottime prestazioni, segno di quanto oramai sia profonda la rottura con la società. Adesso bisognerà capire quanto Giuseppe Marotta sarà in grado di gestire la situazione, anche se fino ad ora i segnali sono tutto fuorché positivi.

CRISI NERA

Se da una parte Icardi è stato il motore trainante dell’Inter nelle ultime sei stagioni, siglando la bellezza di 109 reti in 179 gare e regalando tantissimi emozioni a tutto il popolo nerazzurro, dall’altra non si può nascondere come il suo atteggiamento nei confronti della squadra, insieme alle continue e stucchevoli parole del suo agente, nonché moglie, Wanda Nara, non stiano facendo altro che destabilizzare un ambiente che sta provando ad uscire da un momento di grande difficoltà.
Oltre a ciò comunque quello che più stupisce sia come l’ex capitano interista, con il suo entourage, abbiano accelerato così tanto le pratiche per una questione risolvibile in tempistiche più lunghe vista la scadenza del contratto dell’argentino fissata a giugno 2021.
Spalletti dal canto suo non ha voluto aprire a nessun tipo di mediazione, facendo ben capire come la scelta di togliere la fascia al numero 9 sia dovuta alla mancata risposta di Icardi alla convocazione con il Rapid Vienna, mancando così di rispetto alla società e ai suoi compagni. Proprio per questo infatti diversi tifosi temono che tutto ciò possa avere dei risvolti negativi sulla stessa squadra, che, nonostante abbia trovato in Brozovic, Skriniar, Nainggolan e nel neo-capitano Handanovic i leader da cui ripartire, non sembra ancora pronta a reggere l’urto di una perdita così importante, soprattutto dal punto di vista psicologico.
Quel che sembra sicuro al momento, è che se non si dovesse trovare una situazione in breve tempo, questi continui rancori e lamentele si protraranno fino a giugno, se non oltre.

Intanto vi consigliamo l’ottimo rapporto, fatto dal nostro Claudio Pellegatti sulla situazione attuale tra Icardi e l’inter.

 

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Il Barcellona pensa a De Gea per il prossimo anno

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De Gea

Il Barcellona pensa a David De Gea per la prossima stagione. Il portiere spagnolo ha giocato per più di dieci anni al Manchester United, ma dall’estate scorsa si trova svincolato. Secondo il Mundo Derportivo dalla prossima stagione potrebbe vestire la maglia blaugrana. Dopo l’addio alla Premier League erano circolate voci su un possibile addio al calcio da parte del portiere spagnolo, che infatti non ha ancora trovato una squadra.

L’interessamento nei confronti di De Gea, potrebbe variare anche in base all’allenatore che siederà sulla panchina del Barcellona l’anno prossimo. Xavi è destinato a salutare il Barcellona al termine di questa stagione. La decisione quindi di affidarsi ad un nuovo portiere passerà anche dalla scelta del nuovo tecnico.

Uno dei motivi per cui il Barcellona potrebbe decidere di puntare su De Gea è proprio il suo stato attuale di svincolato. I problemi economici del club spagnolo sono conosciuti, quindi non è impossibile pensare che il prossimo mercato sarà incentrato sulla ricerca di colpi economici, proprio come potrebbe esserlo il portiere spagnolo.

Per De Gea, che ha visto le sue fortune maggiori da calciatore in Inghilterra, si tratterebbe di un ritorno in Liga. Il portiere ha infatti vestito la maglia dell’Atletico Madrid dal 2009 al 2011, prima di approdare allo United.

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L’Inter prima anche negli incassi dagli stadi: la classifica

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In foto: la Curva Nord dell'Inter a San Siro

Sul proprio profilo Instagram, Calcio e finanza, ha mostrato un grafico che ritraeva i ricavi derivanti dagli stadi delle squadre di Serie A nell’anno 2023.

Senza troppe sorprese a guidare la classifica ci sono le due milanesi. L’Inter occupa il primo posto di questa speciale classifica con un ricavo di 79 milioni di euro. Al secondo posto con circa 6 milioni in meno si trova appunto il Milan. Un vero e proprio dominio da parte delle due formazioni di Milano, certamente aiutate dalla capienza del Meazza, ma che dimostra l’attaccamento che le due tifoserie stanno dimostrando verso le due squadre del capopluogo lombardo.

A chiudere il podio, anche qui senza particolare stupore, c’è la Juventus con 61.5 milioni di euro di ricavi dallo stadio.

Abbastanza impietoso il confronto tra le due squadre della capitale: la Roma infatti ha ricavato dall’Olimpico circa 49 milioni di euro, mentre la Lazio appena 18. Un divario larghissimo se considerato che entrambe le squadre giocano nello stesso stadio.

Nelle retrovie di questa speciale classifica si trovano invece Spezia, Empoli e all’ultimo posto il Monza, con appena 2.7 milioni di ricavo.

Il Sassuolo, squadra che gode del minor tifo in Serie A, ha ricavato 3.7 milioni di euro, posizionandosi al 17° posto in questa classifica.

 

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Juve-Vlahovic, prove di rinnovo: il serbo vuole restare

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In foto: Dusan Vlahovic, attaccante della Juventus e della Serbia - Serie A, Coppa Italia

Quello tra la Juventus e Vlahovic si è rivelato un matrimonio non facile, ricco di insidie ma mai di ripensamenti. Le sue idee sono sempre state chiare: quando ha scelto il club bianconero a soli 22 anni sapeva a cosa andava incontro. Nonostante un periodo buio a livello individuale e, seppur la Juventus non sia più quella dei tempi d’oro, la sua voglia di legarsi al club bianconero non è mai cambiata. Forse la voglia di riportare in alto il club per cui ha sempre provato una fortissima attrazione, fin da quando era un ragazzino e nella sua Belgrado guardava le partite dei bianconeri in tv, è più forte di tutto.

IL RINNOVO DI VLAHOVIC CON LA JUVENTUS: LE CIFRE

Per la sua ambizione, voglia e devozione Vlahovic è sempre stato disponibile a rinnovare. Il serbo si considera già in un top club e per questo non sente il bisogno di andare via. Anzi, la voglia di prolungare nasce dal voler dimostrare il suo vero valore. Cristiano Giuntoli ha rimandato tutto a primavera inoltrata, quando ci sarà più chiarezza sulla prossima stagione ma le idee sono già chiare.

Come riporta La Gazzetta dello Sport, Vlahovic ha un contratto con stipendio a salire, è partito da 7,5 milioni (più bonus), attualmente prende sui 10 e nel 2026 arriverà a guadagnare 12. La propensione è verso prolungamento biennale (fino al 2028) che potrebbe essere la soluzione migliore per rendere il costo di Dusan più sostenibile per i bianconeri.

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Fabbian: “Il nostro obiettivo è quello di vincere sempre, Motta un maestro”

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In foto: Giovanni Fabbian, centrocampista del Bologna in prestito dall'Inter - Serie A, Coppa Italia

Il Bologna è sicuramente una delle sorprese più belle di questa stagione, capace di essere in piena zona Champions League esprimendo davvero un buon calcio grazie a mister Motta. Proprio della stagione dei rossoblu e del suo passato ha parlato in una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport Giovanni Fabbian, classe 2003 in forza ai felsinei reduce dal gol e dall’assist contro il Verona.

FUORI DAL CAMPO“Ho fatto le superiori seguendo l’indirizzo del liceo scientifico sportivo, prima a casa e poi presso la scuola dell’Inter. Preso il diploma di maturità mi sono iscritto a Economia e Commercio. Mi interessano le materie, ho già dato tre esami. Calciare e pensare non sono due termini in contraddizione“.

MISTER MOTTA “Con lui mi trovo benissimo. È un maestro di calcio che chiede molto a ciascuno di noi e sa garantire un clima molto bello, molto sereno all’interno dello spogliatoio, in campo e fuori. Sa essere duro, quando serve. E aiuta a migliorare tecnicamente e tatticamente. Il nostro obiettivo è vincere ogni volta che scendiamo in campo”.

RICORDO DEL NONNO – “Lui era molto bravo a giocare, Nereo Rocco lo voleva portare al Padova, siamo alla fine degli anni cinquanta. Ma lui era l’unico maschio di una famiglia contadina in cui c’erano otto figlie femmine. Il mio bisnonno aveva bisogno di braccia nei campi per lavorare la terra e decise, allora si faceva così, che a Rocco si dicesse di no. Mio nonno Gabriele giocava da libero, un ruolo che non c’è più. Era tanto forte ed aveva molta passione per il calcio. Però non ha mai potuto continuare. Anche mio padre giocava vicino casa, in una squadra amatoriale. I Fabbian da generazioni portano il calcio nel sangue e nel Dna. Penso sia proprio orgoglioso, felice. Un Fabbian in Serie A alla fine ci è arrivato“.

 

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