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Alla Ricerca del Diez

William Gallas: il dieci atipico di Londra

William Gallas: il dieci atipico di Londra

Il 10 nel calcio è essenzialmente genialità, fantasia, carisma, personalità. È quel numero che ogni bambino sogna di vestire prima o poi, e che molto spesso coincide con quello dei loro idoli. Da sempre però esistono dei casi in cui il numero 10 è stato indossato da calciatori che non rappresentavano a pieno la figura del Diez. Uno di questo è stato William Gallas

“Number three was uncomfortable for him and I had given the rest of the numbers out. In the end I thought it might be a good idea to give the number ten to a defender, because a striker would suffer a lot with the comparison with Dennis. At first I was reluctant to give Dennis’s number out, and especially to a defender, but overall I think it’s better that way”

L’idea di Arsène Wenger era questa. Il numero che per nove anni di fila era stato di Dennis Bergkamp (non uno qualunque quindi), sarebbe stata una responsabilità troppo pesante per un attaccante. Ereditare la maglia dell’olandese non sarebbe stato un compito facile per i nuovi volti offensivi dei Gunners come Julio Baptista e Jérémie Aliadiére. Consegnare il 10 ad un difensore avrebbe alleggerito le tensioni e le pressioni.Ecco perché fu William Gallas ad indossare quel numero.

L’ARRIVO A LONDRA

Nato a Asnières-sur-Seine, Gallas si affaccia al mondo del calcio professionistico nel 1995, quando veste la maglia del Caen. Al primo anno da professionista il classe 1977 vince la Division 2 trascinando la squadra normanna alla promozione alla Division 1. Due anni dopo arriva la grande chiamata: Olympique Marsiglia. Gallas resterà all’OL per quattro anni collezionando 101 presenze, condite da 3 reti. I 6 anni in cui rimane in patria saranno soltanto il trampolino di lancio per quella che sarà la realtà che gli darà più soddisfazioni nell’arco della sua carriera, ovvero l’Inghilterra. Più precisamente la Premier League. Sarà un italiano a portarlo oltremanica. Claudio Ranieri infatti, alla guida del Chelsea, individua nel francese il profilo perfetto per rinforzare la difesa dei Blues. Nelle cinque stagioni con la maglia del Chelsea il francese viene spesso adottato come jolly difensivo: qualche volta centrale, altre volte terzino sinistro. Nelle prime tre annate non arriverà nessun trofeo. Dal 2004 in poi, in coincidenza con l’arrivo di Josè Mourinho, la squadra di Abramovich vincerà due Premier League (2004-2005, 2005-2006), una League Cup (2004-2005) ed un Community Shield (2005).

Gallas con la maglia del Chelsea

Lo stesso tecnico portoghese ha sempre ricordato positivamente le prestazioni del francese, rimarcando anche l’importanza dell’ex OL all’interno dello spogliatoio a livello di carisma e personalità.

“He’s the kind of player that when you have him in your squad, instead of having 22, you have 24 or 25. He plays right-back, left-back, central defender on the right and on the left. I don’t remember a William mistake, I just remember his untouchable performances”

IL DIEZ DELL’ÎLE-DE-FRANCE

Nell’agosto del 2006 Gallas rimane a Londra, ma negli ultimi giorni di mercato si definisce il suo passaggio all’Arsenal. Nella stessa operazione Ashley Cole farà il percorso inverso approdando al Chelsea. Ci mette poco il francese ad ambientarsi nel nuovo club, e già l’anno successivo Arsène Wenger lo nominerà capitano dopo l’addio di Thierry Henry, diretto verso Barcellona. In due anni quindi il francese aveva ereditato il numero 10 appartenente a Dennis Bergkamp, e la fascia da capitano indossata da “The King”, ovvero una delle più grandi leggende dei Gunners. Responsabilità non da poco per uno che ha vestito la maglia dei cugini londinesi fino a qualche anno prima. Nonostante ciò Gallas dimostra di possedere tutto il necessario per poter rappresentare un buon capitano. Personalità, carisma, determinazione e carattere. Caratteristiche però, che spesso hanno scemato in atteggiamenti non consoni al suo ruolo. Nel 2008 infatti, il difensore della nazionale transalpina perde la fascia dopo varie esternazioni poco felici.

“Quando, come capitano, alcuni compagni vengono da te e si lamentano di un altro giocatore, e poi durante una partita tu parli con quel giocatore e lui ti risponde insultandoti, viene un momento in cui non puoi più capire come questo possa succedere. Ci sono cose che non possono essere più tollerate”

Tutto ciò era avvenuto durante il 4-4 nel derby col Tottenham. Gallas era già stato sotto l’occhio del ciclone quando poche settimane prima era stato ripreso mentre fumava una sigaretta. Dopo l’ennesima uscita imprudente, Wenger decise di togliergli la fascia da capitano e di escluderlo dalla successiva trasferta.

 

Un’altra dinamica poco simpatica con la maglia dei Gunners, fu quella relativa al rapporto con il compagno di squadra Samir Nasri. Nelle due annate in cui furono compagni di squadra, i due transalpini si scontrarono ripetutamente. Lo stesso Gallas successivamente confidò che gli amici dell’attuale calciatore del Siviglia tentarono addirittura di sparagli con un teaser.

«Ero fuori a pranzo con i miei cugini, era la vigilia del ritiro con la nazionale francese. Alla fine del pranzo sono uscito dall’hotel e alcune persone mi hanno fermato dicendo che volevano parlarmi. All’inizio ho cercato di evitarli, ma poi ho riconosciuto una persona che veniva spesso agli allenamenti dell’Arsenal con Nasri. Pochi giorni prima io e Samir (Nasri) avevamo avuto una discussione per alcuni commenti che aveva fatto su di me e che non mi erano piaciuti. Le persone che mi avevano fermato volevano che li seguissi verso la macchina di Nasri che era parcheggiata poco più in là. Mio cugino, poliziotto, mi ha detto in creolo di non seguirli. Nello stesso momento, guardando nell’automobile, ho visto uno di questi abbassarsi per aprire una borsa nella quale ho notato un taser e quindi sono tornato indietro. Fortunatamente ero con altre persone quel giorno, altrimenti non saprei cosa sarebbe potuto accadere»

La situazione all’Arsenal ormai era quasi irrimediabile, e così a Gallas non venne rinnovato il contratto, rimanendo svincolato.

ANOTHER TRIP IN LONDON

Altro, ed ultimo giro nel calcio che conta per William Gallas. Il francese infatti dopo essere rimasto svincolato, viene tesserato dal Tottenham nell’agosto del 2010. Un’operazione che non rese felice nessuno. Né i tifosi dell’Arsenal, né quelli degli Hotspurs. I primi perché (com’era successo a quelli del Chelsea nel 2006) si erano visti traditi da una delle proprie bandiere, i secondi in quanto non accettavano l’acquisto dell’ex capitano dei Gunners. Harry Redknapp cercò di smorzare gli animi al suo arrivo.

“What has he done? He is not the Yorkshire Ripper. He plays football”

Il tecnico del Tottenham sottolineò poi l’enorme coraggio che Gallas ebbe nel scegliere come destinazione White Hart Lane, rifiutando anche qualche proposta di club italiani.

“Look at the courage he has shown to come here. He’s not done it for money. I think he could have earned a lot more money at Arsenal or he could have gone to a couple of Italian clubs”

Dopo tre stagioni con il Tottenham, Gallas decise di accettare la proposta del Perth Glory, diventando il primo francese a giocare nel campionato di calcio australiano. L’avventura in Australia però, dura soltanto un anno, e nell’ottobre del 2014 il transalpino decide di ritirarsi.

IL DIECI ATIPICO

La storia di William Gallas è qualcosa di unico e assolutamente atipico. Uno dei pochi giocatori ad aver giocato con tre squadre londinesi, ed uno, o forse l’unico difensore, ad aver avuto la possibilità di vestire il numero dieci. Proprio quel Diez che merita di essere indossato da determinati giocatori, e che molti giocatori mai hanno avuto la possibilità di indossare. Quel Diez che Gallas ha dovuto portare per prendersi responsabilità che altri non volevano prendere. Un Diez atipico, e follemente affascinante nella sua unicità.

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