Poco più di un paio di settimane. Non una vita, e nemmeno un lasso di tempo particolarmente lungo. Ovviamente, sono punti di vista che variano in base a tutto ciò che accade e che, soprattutto, potrebbe accadere.

Se il punto centrale del discorso è il fatidico bivio tra partenza e rinnovo, ecco che la questione si fa incandescente. E non stiamo parlando del primo episodio della serie, perché quello è andato in scena nell’estate del 2017. In quel frangente nessuno ne uscì bene, se così si può dire. 

Ed è forse per questo motivo che tifosi e addetti ai lavori, per questo secondo episodio, sono fiduciosi, ma non fino in fondo. Non completamente.

RAIOLA RULES

Si ha sempre questa impressione. Che alla fine la spunti sempre lui.

Mino Raiola è una superpotenza. Può non piacere, e di sicuro non piace a tante persone, ma alla voce “centrare l’obiettivo”, l’agente campano si è sempre rivelato un profilo di altissimo livello. Tra i suoi assistiti di primo livello è impossibile non pensare, soprattutto in questo momento, a Gigio Donnarumma.

Mino Raiola, agente di Donnarumma, pronto a discutere il rinnovo del suo assistito per la seconda volta in 4 anni (Fonte: Getty Images)

Tante volte si parla di fenomeni, di fuoriclasse, di giocatori di un altro livello. E non stona di certo pensare che l’estremo difensore rossonero possa entrare di diritto in questa ristretta cerchia di giocatori. Considerando l’età, l’esperienza già maturata e, ovviamente, i margini di crescita, ecco che Donnarumma rappresenta uno dei nomi potenzialmente più caldi nel panorama dei top club europei in prospettiva mercato.

Nell’estate del 2017, a Casa Milan, è successo davvero di tutto. La questione rinnovo, il dialogo tra Raiola e Fassone, il ruolo estremamente marginale del giovane portiere, l’estromissione di Mirabelli dal confronto e, di fatto, dalla decisione riguardante la permanenza del talento di Castellammare di Stabia. Ne uscì, nero su bianco, un rinnovo da 6 milioni di euro annui e l’ingaggio del fratello Antonio, alla modica cifra di un milione di euro a stagione per un terzo portiere. Una scelta che avrebbe avuto senso a fronte di un secondo portiere dall’impatto discutibile e dal contratto contenuto, ma in quel caso il profilo di cui stiamo parlando di chiamava Pepe Reina e la società rossonera vantava il monte ingaggi tra i pali più alto della Serie A.

Gianluigi e Antonio Donnarumma, rispettivamente primo e terzo portiere dei rossoneri (Fonte: Getty Images)

Il messaggio del popolo rossonero era fin troppo chiaro: “Da ora in poi non ti perdoneremo più nulla”. Una dose di pressione notevole, considerata l’età e le responsabilità di Gigio Donnarumma, eppure le risposte sono arrivate senza troppi giri di parole. Il rendimento del classe ’99 è sempre stato di altissimo livello, a protezione di una porta che si è rivelata facilmente attaccabile per tante, troppe stagioni.

IL CAMBIO DI ROTTA

Se le dinamiche di mercato e dei rinnovi si sono rivelate decisamente turbolente, anche la gestione societaria ha sicuramente vissuto momenti più semplici e più gloriosi.

Gradualmente, però, si è trovato un equilibrio.

Le scelte sono state chiare, preferendo un organico giovane, seppur con elementi acquisiti con prestiti secchi e con diritto di riscatto, guidati da Ibrahimovic, un 39enne assolutamente atipico e in grado di ricoprire il ruolo di leader. Chi ha vissuto da vicino gli scenari che hanno caratterizzato la recente storia rossonera, prudentemente, non ha pensato subito che questo tunnel potesse vedere la luce in tempi brevi. O, per lo meno, non lo ha dato per scontato.

Donnarumma nella stagione 2015/16, mentre conquistava un posto da titolare che non ha più lasciato (Fonte: LaPresse – Spada)

La stagione 2019/20 è stata a dir poco travagliata, anche e soprattutto per cause di forza maggiore, ma è stato proprio lì che il Milan ha concretizzato un salto di qualità che sta producendo effetti a dir poco sorprendenti.

La difesa sembra solida, ma il valore aggiunto si chiama Gianluigi Donnarumma.

Una crescita esponenziale e un repertorio in continuo sviluppo, oltre ad una serie di caratteristiche che lo rendono già uno dei migliori portieri del mondo. Con il Milan impegnato in tre competizioni, grazie al passaggio del turno in Coppa Italia (nonostante l’espulsione dello stesso Donnarumma, in panchina), alla qualificazione ai sedicesimi di finale in Europa League, dove i rossoneri affronteranno la Stella Rossa, e al primo posto in campionato.

Si punta in alto, come non si faceva da parecchie stagioni, ma non bisogna perdere di vista il mese di gennaio che, in un modo o nell’altro, potrebbe rivelarsi cruciale.

SHOULD I STAY OR SHOULD I GO?

Il 30 giugno 2021, il contratto di Donnarumma vedrà la sua scadenza.

Nella sessione invernale di mercato, che sta vivendo il suo giro di boa, qualsiasi club potrebbe avanzare una proposta all’estremo difensore e a Raiola, con l’ipotesi di un raggiungimento di un pre-accordo. E questa sarebbe, senza ombra di dubbio, la notizia peggiore per la società rossonera.

Buffon e Donnarumma a Coverciano (Fonte: Getty Images)

Quale sarebbe, a questo punto, il lieto fine? Risposta scontata. Il rinnovo, ovviamente.

Ecco, se la risposta pare automatica, la sua finalizzazione non sembra così banale da raggiungere. La proposta del Milan è quella di 7 milioni di euro annui, mentre la richiesta potrebbe arrivare fino alla doppia cifra: 10 milioni di euro netti. Se si considerano i bonus, però, la distanza avrebbe la possibilità di essere colmata senza troppi intoppi. E anche la clausola riguardante la qualificazione alla prossima edizione della Champions League rappresenterebbe una formalità, sempre che i risultati continuino a premiare il lavoro di Stefano Pioli e della rosa rossonera. Per quanto non manchino i messaggi d’amore di Gigio al popolo milanista, e qui torniamo all’argomento con il quale si è aperto questo articolo, finché in campo c’è anche Mino Raiola tutte le parti devono essere pronte a colpi di scena difficili da calcolare.

Gigio Donnarumma e una delle tante parate che lo stanno rendendo uno degli estremi difensori più forti d’Europa (Fonte: Getty Images)

Non abbiamo considerato una variabile, a dir poco importante. Le contendenti.

Negli ultimi anni, i club di maggior prestigio a livello europeo si sono dotati di estremi difensori di grande livello. L’unica eccezione è il Paris Saint-Germain, con Keylor Navas che ha compiuto da poco 34 anni e la volontà, come da diverse stagioni a questa parte, di vincere tutto. Paradossalmente, i parigini restano gli indiziati numero uno per sferrare l’attacco fatale. A seguire, potrebbero essere proprio Inter e Juventus a voler blindare la porta per il dopo Handanovic e il dopo Szczesny, e in tutti questi casi il Milan dovrebbe arrendersi alla possibilità di perdere un elemento che potrebbe generare una plusvalenza enorme, ma che lascerebbe Milanello senza generare alcun tipo di entrata.

Non sarà facile, ma la fiducia è tanta. Perché se Donnarumma vuole essere protagonista in Champions League e ai massimi livelli, anche i colori rossoneri hanno tutta l’intenzione di recitare un ruolo da protagonisti, stagione dopo stagione, tornando ai vecchi fasti che hanno portato il brand Milan a fare rima con “gloria”, in Europa e nel mondo.