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Il "Brother in Arms" di Jadon Sancho

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Il “Brother in Arms” di Jadon Sancho

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Il Borussia Dortmund post Koller e Rosicky si è trasformato da un buon club di Bundesliga ad una macchina da scouting e player trading coniugando risultati sportivi di assoluto livello. In uno dei raid di mercato sul suolo inglese, i gialloneri pescano Jadon Sancho, uno dei talenti più fulgidi dell’intero calcio europeo dal vivaio del Manchester City. Il vivaio degli Sky Blue in questi anni, infatti, ondeggia pericolosamente tra le attenzioni degli altri club verso un settore giovanile estremamente florido ed una prima squadra debordante di talento. Moltissimi club europei hanno fatto “shopping” alla bottega dei Citizens, costosa sì ma spesso garanzia di valore.

Quando Karim Rekik (“ex-canterano” del City anche lui) è stato richiamato in panchina per infortunio del 2 Settembre di un anno fa durante Schalke 04Hertha Berlino, Javairô Joreno Faustino Dilrosun ha messo piede per la prima volta in Bundesliga. Nove minuti dopo l’Hertha pareggia con un gol di Ondrej Duda assististo da un’arrembante discesa palla al piede del neoentrato Javairô. Da quel 2 Settembre l’olandese di origini surinamensi non è più uscito dal giro dei titolari. Con i suoi compagni Boyata e Rekik (oltre che con Sancho), Dilrosun condivide il passato nelle Under del Manchester City, dove è arrivato dall’Ajax nel 2014. Lo scorso anno, da svincolato, si è accordato con l’Hertha Berlino fino al 2022.

“For us he’s an exceptional player.  He possesse a top level in one-on-ones, and with his dynamism it’s almost impossible to get the ball off of him.”

(“Per noi è un giocatore eccezionale. È già un top negli uno-contro-uno e grazie al suo dinamismo non perde mai palla”).

L’ex allenatore dei berlinesi, Pal Dardai, aveva trovato in lui un eccellente portatore di palla mancino da impiegare indifferentemente a destra o a sinistra nel 3-3-1-3. Da ala sinistra (scelta particolare nell’epoca degli esterni a piede invertito) interpreta il gioco in maniera pulita e lineare. È a tutti gli effetti un’ala “dribbling-first” che crea superiorità numerica nell’1v1 ma sorprende la sua maturità nella gestione dei tempi, della velocità di corsa ed il suo senso della distanza da un avversario. Il computer che regola le giocate di Dilrosun sceglie tra un vario catalogo di fluidi movimenti mediando queste tre coordinate. A cominciare dalle finte di busto degne di un boxeur fino a doppi passi e solade, Dilrosun scappa via sia prendendo la fascia sia tagliando verso il centro forte di una sensibilità col piede debole non frequente da trovare in un mancino. Il suo tocco di palla irregolare gli consente di aggiustare i metri di separazione dal marcatore lasciando a lui il comando della situazione fino all’ultimo momento utile. In campo aperto divora voracemente i metri che lo dividono dalla porta ed i difensori, saggiamente, barricano l’area di rigore piuttosto che affrontarlo a campo aperto. Negli spazi stretti ha sensibili margini di miglioramento, sebbene sia già un discreto giocatore in questi scenari. Spalle alla porta si affida a giocate a metà tra il futsal ed il calcio di strada accarezzando il pallone con la suola per creare il momentum adatto ad uscire a ricciolo verso il campo aperto o per guadagnare un fallo. A volte rischia però di prendersi un tempo di gioco in più del necessario per finire ad appoggiare verso un compagno.

“I’m from Amsterdam and I played a lot of street football. I learned a lot of my skills on the streets which I took into my time with Ajax and developed further”

(“Sono di Amsterdam ed ho giocato moltissimo a calcio per strada. Ho imparato molte mie abilità lì e le ho portate e sviluppate all’Ajax”)

Assistman o goleador? Dilrosun non ha particolari preferenze. Da sinistra sa crossare sia dal fondo che dalla trequarti con giri e tempi giusti ma non è raro vederlo tirare anche da angolazioni estremamente proibitive con buon successo. Dall’altra parte la sua attitudine a cercare l’ultimo passaggio emerge di più, anche con giocate dal gusto barocco ma spesso risolutive. Senza palla si offre costantemente come riferimento profondo per i suoi compagni attaccando lo spazio dietro al terzino avversario dando un riferimento sicuro e profondo ai centrocampisti.

Nell’Hertha di Dardai, Dilrosun rappresentava (ancora più dopo la cessione di Lazaro all’Inter) il giocatore in grado di rompere gli equilibri avversari in fase di transizione. In fase di non possesso l’Hertha alternava fasi di pressing molto alto partendo dal “diamante” formato da i due centrali, i mediani Skjelbred e Maier e il trequartista Duda adattando la geometria in base agli avversari. Dilrosun e Kalou si occupano del terzino di competenza chiudendolo contro la linea laterale del campo quando il possesso di sposta sulle fasce. Le squadre di Dardai però, possono cambiare più volte metodologia nella stessa partita reagendo alle mosse avversarie come pezzi degli scacchi. Non è quindi infrequente vedere l’Hertha difendere più in basso “schiacciando” verticalmente il 3-3-1-3 in 2 linee da 4 con Dilrosun più isolato sul centrosinistra utilizzandolo come target per i contropiedi. Non mancano però anche gli attacchi per vie centrali giocando a due tocchi nei quali Duda e le ali stringono il campo e lasciano i corridoi laterali ai terzini. Quest’anno il nuovo coach, Ante Covic, sta lavorando per cercare l’equilibrio giusto tra atteggiamento offensivo e difensivo, con quest’ultimo al momento a prevalere rispetto al primo. Oltre alla indubbia utilità tattica, Dilrosun sta mettendo su numeri più che buoni, fermati solo dall’infortunio della scorsa stagione. In 5 presenze ha già collezionato 3 gol (di cui uno con il Paderborn da cineteca) e due assist. Non è ancora il momento di gridare al nuovo Jadon Sancho ma il calcio di strada sgrezzato e lucidato da due importanti Academy potrebbero fare di Javairo Dilrosun la “next big thing” in Bundesliga.

(Fonte immagine di copertina: www.herthabsc.de)

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Condò contro Pioli: “Leao va messo anche nel suo momento peggiore”

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Milan

Il grande rebus di oggi in casa Milan è legato a Leao. Prestazioni in declino rispetto a quanto visto nell’ultimo anno, ma il portoghese è sempre stato irrinunciabile negli 11 titolari di Pioli. Tuttavia, in vista del derby la possibilità per il fuoriclasse di andare in panchina è sempre più concreta. Ha parlato di questo Paolo Condò a Sky Calcio – L’originale: “Non capirei un’esclusione di Leao. Piuttosto cambio sistema di gioco e metto la coppia Giroud-Leao davanti. In questo periodo non sta giocando bene ma è sempre il tuo giocatore migliore”.

L’ultima vittoria del Milan è datata 4 gennaio e porta la firma proprio di Leao. Da quel momento solo pareggi e sconfitte di larga scala, come con il Sassuolo e la Supercoppa. Bisogna cambiare rotta, il prima possibile. Ragion per cui la scelta di Pioli che potrebbe veder Leao in panchina sembra un azzardo. Resterà da capire se da jolly da usare in pieno corso della partita potrà essere un fattore importante.

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Tifosi della Lazio sempre presenti: terza trasferta consecutiva sold-out

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Lazio

La Lazio sta vivendo un ottimo periodo sotto la guida di Sarri. I biancocelesti sono attualmente al quarto posto in classifica e possono potenzialmente raggiungere il terzo o quarto posto con una vittoria oggi contro il Verona, in base anche all’andamento del derby di Milano. La sconfitta in Coppa Italia contro la Juventus non cancella quando di buono fatto in questo periodo, con i ragazzi di Sarri in piena corsa sia per la Conference League che per la zona Champions.
L’entusiasmo si sta facendo sentire, tantissimi tifosi laziali si dicono soddisfatti del lavoro del proprio comandante. E dopo quella di Lecce e Reggio Emilia, si avvicina la terza trasferta consecutiva sold-out per i biancocelesti. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, sono al momento 1448 su 1781 i biglietti acquistati, ragion per cui nelle prossime ore ci si aspetta un acquisto di quelli rimanenti, registrando un tutto esaurito. Segno della grande fiducia verso la squadra che è competitiva su tutti i fronti.

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L’incredibile momento di Victor Osimhen: si avvicina un interessante bonus

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Dove vedere Spezia-Napoli

Osimhen è un valore aggiunto per il Napoli. Il nigeriano è sempre andato in doppia cifra da quando gioca in Italia. Il suo record personale è di 15 goal in campionato e, come riporta la Gazzetta, manca veramente poco per superarlo. In questa stagione la crescita esponenziale è dovuta anche a mister Spalletti, che ha puntato tanto sull’aspetto tecnico e mentale. Contro lo Spezia può migliorare lo score contro le squadre liguri, regione in cui ha segnato 6 goal, più di qualunque altra d’Italia (Campania esclusa).
È stato fatto notare a mister Spalletti come sotto la sua guida i goal di testa siano aumentati (12 al momento) e lui ha fatto capire come la potenzialità di Victor e della squadra è di segnare molto di più.
Ciò che impressiona di Osimhen è la sua mentalità, aspetto cresciuto molto. Nell’ultima partita, dopo una sostituzione poco gradita dal pubblico, ha accettato la decisione senza proteste ed è stato tra i primi ad esultare per il goal dell’amico Simeone, subentrato proprio al nigeriano.
Le ottime prestazioni faranno esultare Osimhen anche sul lato dei bonus: ai 20 goal segnati arriveranno 130 mila euro, poi ogni 5 altri 130 mila.

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I dubbi di Simone Inzaghi pre Inter-Milan: tentazione Lukaku?

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Lukaku

Oggi è il grande giorno, il derby di Milano sarà decisivo per l’andamento in campionato delle due squadre coinvolte. Spesso negli ultimi anni questa partita è stata uno spartiacque, che ha aperto periodi positivi o negativi per entrambe.

Lato Inter, secondo il Corriere dello Sport, Inzaghi avrebbe una tentazione per la formazione titolare. L’idea sarebbe quella di mettere in campo Lukaku dal primo minuto, ma solo questa mattina deciderà, nel corso della rifinitura. Non è più certa la titolarità di Dzeko in questo momento.

In Coppa Italia era chiaro come la titolarità Lukaku avrebbe permesso a Dzeko di partire dal primo minuto nel derby. Questo perché il belga sarebbe poi stato in grado di guadagnare minuti nelle gambe. Ma la prestazione è stata ottima e sta convincendo Inzaghi a cambiare decisione. Il giocatore è, inoltre, un incubo del Milan, con 5 goal in 5 partite giocate contro i rossoneri.
Ma dall’altro lato, Edin Dzeko è in ottima forma e ha aiutato moltissimo nella difficile prima parte di stagione. Inzaghi non dimentica la prestazione decisiva in Supercoppa del bosniaco proprio contro il Milan. La decisione arriverà proprio in queste ore.

Tra le certezze di Inzaghi troviamo Skriniar in difesa, confermato dal tecnico stesso. Nella fascia destra e in difesa sono favoriti Darmian e Acerbi. Tornano a disposizione Handanovic e Brozovic.

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