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Il calcio ha davvero bisogno del tempo effettivo?

Il calcio ha davvero bisogno del tempo effettivo?

Come riportato dalle statistiche della Lega Calcio, durante Genoa-Udinese di sabato si è giocato per poco più di 30 minuti. Qualche giorno fa, invece, in Tunisia-Mali di Coppa d’Africa, l’arbitro Sikazwe si è reso autore di una vera e propria follia. Il direttore di gara ha infatti fischiato la fine del match in anticipo, per ben due volte, scatenando l’ira dei tunisini. Una volta appurato l’errore, le due squadre sono state richiamate in campo per terminare la partita, ma proprio le Aquile di Cartagine si sono rifiutate e sono rimaste negli spogliatoi.

La provocazione sull’introduzione del tempo effettivo nel calcio è ormai una consuetudine, molto spesso di fronte a partite come quella del Ferraris si è pensato di ricorrere a questo stratagemma. Potrebbe, però, esserci una soluzione più rapida ed indolore rispetto a questa.

In Italia le perdite di tempo sono, ormai, all’ordine del giorno, ma anche il metro di giudizio arbitrale non aiuta. Le interruzioni, anche per contrasti molto lievi, sono sempre di più, di conseguenza il tempo di gioco si riduce in maniera esponenziale. Un notevole miglioramento potrebbe essere una revisione del regolamento, lasciando più spazio alle azioni e meno a fischi e proteste.

Una mossa del genere potrebbe davvero portare ad una maggiore fluidità nel gioco, rendendo felici tifosi e allenatori, soprattutto il neo tecnico genoano Blessin, che sabato, dopo l’ennesimo fischio di Doveri, è quasi esploso chiedendo di lasciar giocare a calcio, una richiesta tanto semplice, quanto incredibile, di questi tempi.

 

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