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Il calcio va così

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“Il calcio va così”. Questa è la risposta che ha dato Pep Guardiola, interpellato su una delle notizie di mercato più sorprendenti di questa sessione di mercato estiva. Eh già, non siamo nemmeno a giugno, ma il primo botto è già scoppiato. Di mezzo c’è il Real Madrid, come al solito. I blancos, nella giornata di ieri, hanno ufficializzato l’acquisto di Vinicius Junior dal Flamengo. Attaccante di 16 anni, con appena 17 minuti sulle spalle con la prima squadra dei rossoneri. 22 gol in 28 presenze con la maglia del Brasile, tra Under 15 e Under 17. Costo? 45 milioni di euro, il valore della sua clausola rescissoria. L’accordo prevede che la stellina rimanga in patria fino a luglio 2019, anche se un eventuale intesa tra i due club potrebbe anticipare l’evento.

Il calciomercato odierno non smette di sorprenderci con le sue cifre da capogiro. Allora giochiamo un po’ con gli zeri, andando a vedere chi, come Vinicius, fu pagato a peso d’oro nel passato lontano (rimanendo in questo millennio) e recente, chi come lui si è trovato appena maggiorenne in una delle più grandi realtà del calcio, chi ce l’ha fatta e chi, per ora, ha fallito.

PARAGONI SCOMODI

Attaccante brasiliano, 45 milioni di euro, Real Madrid. Non vi ricorda nulla? Forse ai più giovani no, ma la cifra che il Real Madrid ha investito sul prodigio Vinicius è la stessa che, 15 anni fa, spese per Ronaldo.

Ronaldo al giorno della sua presentazione con il Real Madrid

Con qualche sostanziale differenza, ovviamente. Ronaldo arrivò a Madrid con una Coppa Uefa, un Mondiale, due Palloni d’Oro e coppe nazionali varie alle spalle. E abbiamo voluto nominare l’unico profilo, tra i calciatori brasiliani, che Vinicius ha eguagliato con il prezzo del suo cartellino. Dovete sapere che il gioiellino carioca è l’ottavo calciatore brasiliano più pagato della storia. Davanti a lui Neymar, Kakà, Oscar, Hulk, Alex Texeira e David Luiz.

Ma vogliamo citare qualcuno che fu pagato di meno? Allora vi diciamo che Ronaldinho, quando passò dal Paris Saint Germain al Barcellona nell’estate del 2003, fu pagato poco più di 32 milioni di euro. Il gaúcho occupa il diciannovesimo posto in questa speciale classifica.

Ronaldinho, insieme all’allora presidente blaugrana Laporta, alla presentazione con il Barcellona

Certo, non servono questi esempi per spiegare come il mondo del pallone sia cambiato negli anni. L’impatto di un giocatore al suo arrivo in una nuova piazza non è più solo strettamente tecnico, ma è anche mediatico (con tutte le accezioni possibili del termine) ed economico, quest’ultimo ancora più rilevante rispetto al passato (banalmente, la vendita delle maglie da calcio di un nuovo giocatore spesso coprono la cifra spesa per il suo cartellino). Certo fa strabuzzare gli occhi come con le stesse cifre, a distanza di anni, si possano acquistare “prodotti” di qualità così diversa.

QUALCHE FLOP

Non tutti i trasferimenti più onerosi che hanno coinvolto giocatori verdeoro hanno portato gli stessi risultati dei due citati sopra. Anzi, di acquisti deludenti, ce ne sono stati parecchi. Dal recentissimi casi di Gabriel Barbosa e Gerson, punti interrogativi ancora da decifrare, al deludente Danilo, acquistato proprio dal Real Madrid due estati fa per più di 30 milioni di euro. Più a ritroso troviamo Diego e Felipe Melo, arrivati alla Juve nell’estate del 2009 per più di 50 milioni complessivi. Oppure ancora Anderson e Jo, approdati alle sponde opposte di Manchester ma accomunati da una deludente permanenza in Inghilterra.

Ma possiamo uscire dall’ottica verdeoro e trovare un paio di esempi di teenager che, nonostante l’hype mediatico creato loro attorno, non hanno rispettato le aspettative. Il primo che possiamo citare è Hachim Mastour. Un paio di anni fa si parlava di lui come di uno dei talenti più brillanti del calcio mondiale. Questo perché, a livello giovanile, aveva messo in mostra giocate fuori dal comune. Tutto però è rimasto appunto lì, a livello giovanile. Tra i grandi, Mastour non è stato che un fantasma sino ad ora. Nelle ultime due stagioni, in cui i rossoneri lo hanno girato in prestito prima al Malaga e poi allo Zwolle, l’italo marocchino ha collezionato appena 160 minuti.

Mastour insieme a Neymar, in occasione di uno spot per la Nike in cui i due fanno sfoggio delle loro abilità da giocolieri

Troppe aspettative, troppe attenzioni, troppo entusiasmo. Caso simile si può fare per un coetaneo dello scuola Milan, ovvero Martin Ødegaard. Più giovane calciatore ad essere convocato dalla nazionale norvegese (15 anni e 8 mesi), fu prelevato dal Real nel 2015, ancora minorenne. Con tanto di stipendio faraonico, una “paghetta” da 105.000 euro al mese. Cifre che molti calciatori affermati a livello mondiale ancora non raggiungono. Anche per lui, il percorso tra i grandi è stato in salita. Anche se ha certamente trovato più fortuna rispetto a Mastour. Si è fatto le ossa con il Castilla, la squadra B del Real, (62 presenze, 5 gol e 8 assist), per poi essere girato in prestito questo gennaio all’Heerenveen, per un anno e mezzo. In Olanda ha messo a segno 1 gol e 3 assist in 17 presenze.

Ødegaard con la maglia dell’Heerenveen

Ogni giovane calciatore ha il diritto di crescere con calma. Soprattutto, senza troppe pressioni e responsabilità. La colpa dunque, se di colpa si può trattare, risiede in coloro che hanno dato a loro sin troppo risalto. Con sponsor, stipendi, video con fuoriclasse odierni e quant’altro. In un mondo in cui ogni passo su un campo da calcio diventa presto materiale per telecamere e social, passare dalle stelle alle stalle è un attimo.

ESEMPIO FELICE

Per Vinicius abbiamo però un esempio fresco fresco che potrà dargli, forse, un po’ di sollievo. Solo pochi mesi fa, infatti, un altro giovane prodigio del calcio carioca sbarcava in Europa, pagato a suon di milioni. Parliamo di Gabriel Jesus, in estate fortemente voluto dall’Inter con la buona parola dello stesso Ronaldo. Il popolo nerazzurro, di fronte a un tale possibile investimento, si è diviso. Chi pensava che un ’97 brasiliano alle prime armi in Europa, e in club così burrascoso come l’Inter, avrebbe potuto affondare. Chi, al contrario, avrebbe sin da subito investito la cifra richiesta, 30 milioni di euro, per accaparrarsi uno dei migliori talenti in circolazione. Alla fine il brasiliano è approdato al Manchester City. Per la gioia di Pep Guardiola.

Gabriel Jesus celebra la sua doppietta allo Swansea alla terza presenza in Premier

L’impatto del gioiellino brasiliano è stato incredibile. 7 gol e 4 assist in 10 presenze, numeri da top player. Per qualche settimana, il titolare al centro dell’attacco dei citizens è stato lui. Con il Kun a guardare dalla panchina. Dopodiché Pep ha preferito schierarli insieme, beneficiando a entrambi i giocatori. Tuttavia il futuro di Agüero è ancora da decifrare. Non è da escludere che nel nuovo, giovane City nascente, Jesus possa prendere il posto dell’asso argentino. Che, dal suo canto, potrebbe andare pressoché ovunque per arricchire la sua bacheca.

Insomma, la storia recentissima dimostra come non tutti gli investimenti azzardati debbano per forza concludere in fallimento. La scelta del Real di parcheggiare Vinicius in Brasile per almeno un anno è senza dubbio una mossa saggia, che consentirà al ragazzo di accumulare minuti, esperienza e consapevolezza. Cosa che probabilmente altri giovani come Mastour non hanno avuto ancora modo di saggiare. Al talento brasiliano non mancheranno le pressioni e le attenzioni. Starà a lui, e al club madrileno, saperle gestire.

Come dice Pep, il calcio va così. Siamo in un’era in cui basta poco per diventare fenomeni, e altrettanto per passare nel dimenticatoio. Noi calciofili ci auguriamo che Vinicius possa crescere nel migliore dei modi. Con la spensieratezza e l’amore per il pallone in primo piano, come dovrebbe essere per tutti i giovani come lui.

Vi lasciamo con un video delle sue migliori giocate:

https://youtu.be/I2y2BOnURj0

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