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Il Chievo torna in B dopo 11 anni: chi giocava in Serie B nel 2007-08?

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Non tutte la favole hanno un lieto fine. Quello del Chievo Verona, in realtà, era un destino già scritto. La sconfitta subita in casa dal Napoli ha certificato la retrocessione dei gialloblu, che torneranno dunque in Serie B 11 anni dopo l’ultima volta. La stagione della squadra veronese non era iniziata nei migliori dei modi. Il Tribunale federale aveva condannato il Chievo con tre punti di penalizzazione e 200.000 euro di multa. La società del presidente Campedelli era stata, infatti, accusata di aver contabilizzato nei suoi bilanci annuali delle plusvalenze fittizie, grazie alle quali avrebbe registrato un patrimonio netto superiore a quello reale. Plusvalenze senza le quali il Chievo non avrebbe soddisfatto i requisiti per l’iscrizione agli ultimi tre campionati.

Le vicende fuori dal campo hanno sicuramente condizionato anche l’andamento in campo, davvero disastroso. Una sola vittoria, 11 pareggi e ben 20 sconfitte, i numeri di un fallimento annunciato e inevitabile per una società che per anni è stata anche un modello calcistico di riferimento e che aveva disputato in Serie A diciassette delle ultime diciotto stagioni calcistiche. La matematica retrocessione in Serie B è sicuramente uno dei punti più bassi della storia del Chievo Verona, che da piccolissima realtà di provincia nata in un sobborgo di 5000 abitanti ha saputo confermarsi per molti anni in massima categoria. Probabilmente le cessioni di giocatori del calibro di Lucas Castro, Valter Birsa, Roberto Inglese e tanti altri si sono rivelate decisive per il futuro della squadra attualmente allenato da Domenico Di Carlo. Dopo ben 11 anni i gialloblu torneranno dunque in Serie B: abbiamo deciso di ritornare indietro con il tempo e di addentrarci nei meandri della rosa che vinse l’avvincente Serie B 2007-2008.


Alla guida del Chievo Verona 2007-2008 che trionfò in Serie B davanti il Bologna vi era un 43enne Giuseppe Iachini, il maestro delle promozioni. Nella sua carriera il tecnico di Ascoli Piceno ha infatti conquistato quattro promozioni in Serie A: Chievo Verona (2007-08), Brescia (2009-10), Sampdoria (2011-12) e Palermo (2013-14).

In foto Andrea Mantovani e il napoletano Juan Camilo Zuniga. L’ex difensore clivense ha vestito anche le maglie di Bologna, Palermo, Perugia e Novara. Oggi a 34 anni gioca in Serie C con il Vicenza.

Il portiere titolare di quel Chievo era Lorenzo Squizzi, 33enne, che chiuse con ben 42 partite giocate e 43 gol subiti. In difesa invece possiamo trovare un giovanissimo Aleandro Rosi arrivato in prestito dalla Roma, 16 presenze per il giovane terzino destro romano. I titolari della squadra erano però quattro fedelissimi di Iachini e baluardi della difesa del Chievo: a destra giocava Marco Malagò, a sinistra un talentuoso Andrea Mantovani, mentre la coppia di centrali era formata da Davide Mandelli e dal brasiliano Cèsar.

Dopo aver vestito la maglia del Chievo, Simone Bentivoglio ha giocato anche con Bari, Sampdoria, Brescia, Padova, Modena e oggi Venezia.

Il centrocampo poteva contare su due uomini di grande esperienza, Italiano e Marcolini, autori rispettivamente di 6 e 7 gol in campionato, punti cardine del centrocampo clivense. Chi invece sembrò emergere in quel Chievo tanto affidabile fu Simone Bentivoglio, a 22 anni protagonista con 38 presenze e 6 reti. Il centrocampista piemontese, cresciuto nella Primavera della Juventus con la quale vinse ben due Tornei di Viareggio, fu uno dei giocatori più interessanti di quella squadra che si accingeva a ritornare in Serie A dopo un solo anno di “purgatorio”. Premesse che, però, non seppe mantenere. Dopo aver scontato una squalifica di 13 mesi per calcioscommesse, il centrocampista italiano è tornato a calcare i campi della B con la maglia del Venezia, società nella quale milita ancora oggi. Infine impossibile dimenticarsi di un giocatore simbolo per i tifosi del Chievo: Maurizio Ciaramitaro, allora 25enne, era il vero dodicesimo uomo della squadra. Con le sue reti da subentrato contribuì in maniera fondamentale alla promozione della squadra veneta.

Capocannoniere della squadra non poteva che essere l’eterno Sergio Pellissier. 22 gol in campionato per l’attaccante che ancora oggi indossa con orgoglio i colori gialloblù. E siamo sicuri che non avrà problemi a farlo anche nella prossima stagione, che si preannuncia molto difficile per la società di Verona.

Sergio Pellissier, simbolo del Chievo. Classe ’79, l’attaccante aostano ha collezionato dal 2002 ben 510 presenze e 139 gol con la maglia del Chievo. In Serie A ha raggiunto quota 112 reti e nel giugno 2009 ha avuto anche la possibilità di esordire in Nazionale realizzando anche una rete.

Il trio d’attacco poteva contare inoltre su Luciano (Eriberto per i più nostalgici) e Victor Obinna, anche lui giovanissimo, che con 8 reti chiuse il campionato come secondo miglior marcatore della squadra. L’anno successivo tornerà lì dove era cresciuto, all’Inter di Mourinho. Il Chievo 2007-2008 era una formazione sì esperta ma che in rosa contava diversi giocatori giovanissimi. Già detto di Rosi e Bentivoglio, menzione particolare merita anche Luca Rigoni, che richiesto espressamente da Beppe Iachini, rimarrà a Verona fino al 2014. Dopo le positive esperienze a Palermo e al Genoa, il centrocampista classe ’84 oggi è di proprietà del Parma. Praticamente mai utilizzati quella stagione, Jonathan Biabiany e Diego Farias erano altri due giovani talenti (oggi al Parma e all’Empoli) che facevano parte del Chievo che undici anni fa trionfò in Serie B.

Ciò che auguriamo alla società veneta è una immediata risalita in Serie A, ma sappiamo come il futuro della società sia ampiamente legato alla capacità di ritrovare un nuovo modello di sviluppo, che dopo le ultime vicende extra calcistiche, rappresenta senz’altro la priorità della famiglia Campedelli, sicuramente vogliosa di mettere alle spalle questa disastrosa stagione calcistica.

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Francia-Danimarca 2-1, le pagelle del match: mostruoso Mbappé, delude Cornelius

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Mbappe

Deschamps può sorridere. La nazionale francese, grazie alla vittoria per 2-1 ai danni della Danimarca, è la prima squadra a strappare il pass per gli ottavi di finale di Qatar 2022. A decidere un incontro particolarmente tirato è la stella di Kylian Mbappé, autore di una doppietta decisiva con le realizzazioni al 61′ ed all’86’. La rete dei biancorossi è stata siglata da Christensen grazie ad un colpo di testa al 68′. Tutto ancora aperto il discorso qualificazione per la Danimarca che, però, sarà costretta a vincere nell’ultimo incontro del gruppo contro l’Australia. Di seguito le pagelle del match.

LE PAGELLE DELLA FRANCIA

Lloris 6: incolpevole in occasione della rete del gol subito.

Koundé 6.5: una piacevole sorpresa. Anche se il terzino non è il ruolo che predilige lo fa benissimo con un innato orientamento tattico.

Varane 5.5: non al meglio della forma fisica, condizione dettata sicuramente dal suo recente stop per infortunio. (Dal 75′ Konaté sv).

Upamecano 6.5: difensore moderno. Perfetto nel giocare uomo contro uomo.

T.Hernandez 7: mette in pratica quanto fatto con Leao sulla fascia sinistra del Milan per tutta la stagione. Cavalcata devastante culminata con l’assist perfetto per Mbappé.

Tchouameni 6.5: un metronomo. Giocatore insostituibile dello scacchiere di Deschamps che, quest’oggi, ha gestito il pallone in completa tranquillità.

Rabiot 5.5: errore grave di lettura in occasione dell’1-1. Disattenzione che sorprende, dato il suo ottimo periodo di forma.

Dembelé 7: una marcia in più, semplicemente devastante. Quando è in fiducia come quest’oggi ha pochi eguali nel suo ruolo. (Dal 75′ Coman sv).

Griezmann 7.5: l’uomo di Deschamps. Anche quest’oggi le Petit Diable ha illuminato in mezzo alle due frecce laterali distribuendo palloni di pregevole fattura. Pennella sulla rete di Mbappé del 2-1. (Dal 93′ Fofana sv).

Mbappé 8: mostruoso. Al termine di un primo tempo opaco si accende facendo letteralmente impazzire il povero Andersen. Decide l’incontro grazie ad una doppietta, fino ad ora la stella più luminosa di questo Mondiale. Raggiunge il record di Pelé con 8 gol al Mondiale sotto i 24 anni.

Giroud 5: l’uomo più atteso della partita ha deluso. Mancava solo un gol per superare Henry che non è arrivato a causa di una prestazione nettamente sotto i suoi standard naturali. (Dal 63′ Thuram 6: esegue quanto chiesto dal suo allenatore; attaccare la profondità).

LE PAGELLE DELLA DANIMARCA

Schmeichel 5.5: uscita maldestra in occasione del 2-1, errore di lettura.

Andersen 6.5: una muraglia nei contrasti aerei, esente da colpe nei due gol subiti.

Christensen 7.5: lucido in fase di costruzione, con il suo piede educato fa partire tutte le manovre dei biancorossi. Prestazione sontuosa culminata dalla rete del provvisorio 1-1.

Nelsson 6: vince il ballottaggio della vigilia con Kjaer. Prestazione nella media. (Dal 92′ Bah sv).

Kristensen 5.5: non svolge la diagonale in occasione della seconda rete di Mbappé, errore da matita rossa che macchia una prestazione complessivamente buona fino a quel momento.

Hojbjerg 7: una diga. Giocatore poco appariscente ma essenziale, non sbaglia una scelta sui raddoppi.

Eriksen 6.5: il cuore di questa Danimarca. Dispensa palloni per tutta la durata dell’incontro da top del ruolo qual è.

Maehle 5: timido. Non rischia mai l’1vs1 in fase offensiva e patisce incredibilmente le avanzate di Dembelé.

Lindstrom 6: prestazione senza infamia e senza lode. (Dall’85’ Norgaard sv).

Damsgaard 5.5: in ombra se non per una palla interessante concessa a Lindstrom nella seconda frazione. (Dal 73′ Dolberg 5.5: ingresso infelice).

Cornelius 5: prestazione infelice, poco deciso nell’attaccare la profondità. (Dal 46′ Braithwaite 6: bravo nel far allungare la sua squadra con movimenti decisi a far abbassare la difesa avversaria).

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L’analisi di Calvarese sulla mancata espulsione di Koundé

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Koundé

Durante il primo tempo FranciaDanimarca è avvenuto un episodio che ha fatto discutere la panchina danese: al 42′  Joules Koundè colpisce duro sopra la caviglia Victor Nellson, difensore della Danimarca, che resta a terra. Marciniak, arbitro designato, estrae subito i giallo e, dopo un breve check al VAR, conferma la decisione.

L’ANALISI DI CALVARESE

L’ex arbitro Gianpaolo Calvarese ha analizzato l’episodio e, sebbene lo giudichi da espulsione diretta, data l’intensità e la velocità del contatto, ha dato due spiegazioni per cui il polacco non avrebbe estratto il rosso: il primo sarebbe l’altezza del punto d’impatto, troppo in basso per un cartellino rosso; il secondo la mancanza di una “bad image” (ovvero un riscontro video di un’immagine “violenta”).

 

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Il ct del Marocco: “Hakimi? Deve stringere i denti”

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Hakimi

In vista della sfida di domani contro il Belgio, l’allenatore del Marcocco Hoalid Regragui ha parlato in conferenza stampa per presentare il match, soffermandosi sulla situazione infortunati. Ecco le sue parole:

La partita con la Croazia ha lasciato qualche strascico dal punto di vista fisico.  Mazraoui ha un problemino, soffre, proprio come Hakimi, ma devono ignorarlo perché siamo ad un Mondiale e bisogna rischiare, dare tutto. Chiedo a loro di stringere i denti“.

Entrambi i terzini di Regragui, sono stati colpiti da lievi infortuni di natura muscolare durante la sfida contro la Croazia finita 0-0.

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Bocchetti senza licenza da allenatore: il comunicato dell’AIAC

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Bocchetti

L’attuale allenatore del Verona Salvatore Bocchetti non possiede ancora la licenza UEFA Pro per allenare in Serie A. L’AIAC è intervenuta a riguardo con una nota ufficiale, definendo la situazione “molto delicata”. Di seguito il comunicato ufficiale.

“Una situazione delicata e per la quale l’AIAC chiede a tutti di assumere comportamenti e scelte nel solco del rispetto dei principi di lealtà che devono contraddistinguere il movimento calcistico italiano, senza furbizie né scorciatoie. L’associazione vigilerà sull’evoluzione, assumendo, se del caso, le dovute iniziative”.

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