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Il club dei “deludenti”

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La Serie A, dopo l’ultima sosta per le nazionali, si avvicina al ritorno in campo che la porterà a giocare fino a fine 2018. Sono sette le giornate previste fino alla prossima sosta invernale, utili a capire se ci saranno conferme e/o ribaltamenti di fronte.

Curioso sarà anche capire se i potenziali colpi decretati dal calciomercato estivo, rilevatisi finora invece dei flop, si riscatteranno mostrando il loro reale valore. Intanto analizziamo cinque casi di giocatori che, finora, hanno deluso totalmente le aspettative.

PJACA

Era stato un potenziale colpo della Fiorentina per l’attacco, in estate, ma nei fatti si sta rivelando tutt’altro. Firenze rappresentava secondo molti addetti ai lavori il posto giusto per Marko Pjaca per far esplodere tutto il suo notevole talento. Nelle prospettive, aveva un posto da titolare garantito nel tridente con Simeone e Chiesa. Dalla sua parte c’era anche un’enorme fiducia della società che gli ha assegnato la prestigiosissima maglia numero diez.

All’inizio il croato ha dovuto recuperare da un infortunio, ma pian piano è stato sempre più spesso lanciato in campo da Pioli. Il culmine l’ha raggiunto il 22 settembre scorso: un gol e un assist contro la SPAL. Un evento eccezionale del suo percorso di queste prime giornate. A parte quella partita, infatti, non è mai riuscito a fare la differenza con la sua qualità apparendo spento.

Il suo problema sembra risiedere nell’aspetto mentale, come a più prese ha fatto intendere il suo allenatore. La conferma è arrivata ieri anche dal compagno di squadra Benassi:

E’ troppo emotivo, si sentiva in colpa contro la Roma dopo il gol di Florenzi, che da lui doveva essere marcato.

Deve, dunque, trovare motivazione, magari imitando qualche suo collega che si è affidato ad uno psicologo.

KEITA BALDÉ

E’ uno dei pochi giocatori dell’Inter che non ha segnato ancora una rete. Addirittura ha visto esultare compagni non dal gol facile come Gagliardini, Candreva o anche Joao Mario, fino a poco tempo fa un elemento fuori rosa. La prima parte della storia di Keita Baldè in maglia nerazzurra non è iniziata sicuramente bene.

Keita Baldè

Spalletti, suo estimatore, non ha mai rinunciato a metterlo in campo (in campionato 11 volte su 12), che sia dall’inizio (tre presenze) o a gara in corso. Il senegalese, tuttavia, finora ha collezionato un solo assist, non ha mai creato occasioni da gol, bensì ne ha sbagliate ben due. Ha anche una media di tiri a partita dello 0.5, inferiore a quella di Lautaro Martinez, il quale ha giocato meno dell’ex Lazio.

Nella sua ultima stagione in Serie A, risalente a due anni fa, aveva segnato ben16 reti. Una cifra che sembra una chimera oggi. E c’è un riscatto di 30 milioni che rischia di saltare…

MILINKOVIC-SAVIC

Un’estate intera al centro dei riflettori del calciomercato di tutta Europa, un autunno insecchito. Milinkovic-Savic in questo inizio di stagione non ha espresso quella immensa qualità quantizzata da Lotito nel valore di 150 milioni.

Forse sarà stata proprio l’eccessiva somma richiesta dal presidente biancoceleste a rendere complicato il suo avvio di campionato. Potrebbe anche essere dettato da una permanenza a Roma contro la sua volontà. Difficile sapere il reale motivo, fatto sta che l’essere al centro delle attenzioni di tanti danneggia poiché moltiplica le aspettative.

Guardando i numeri, è cambiato poco rispetto all’anno scorso. Alla 12ª giornata di dodici mesi fa aveva segnato appena un gol in più con lo stesso numero di assist (1). Alla fine della stagione scorsa aveva una media di 1.5 key pass a partita e di 1.6 dribbling riusciti, stessi identici valori di adesso. L’unica differenza la si rintraccia alla voce contrasti vinti, il cui valore è sceso da 7.3 della stagione 2017/18 a 5.7.

I numeri sono importanti, ma fino ad un certo punto. Fatto sta che se la matematica non è un opinione, si parla di una perfomance negativa finora per un incremento di aspettative nei suoi confronti.

SORIANO

Un riscatto fissato a ben 15 milioni che ora traballa sempre più. Roberto Soriano era arrivato a Torino sotto la buona stella. Il presidente Cairo l’aveva presentato come un giocatore di livello internazionale e tutti gli addetti ai lavori erano concordi nel considerarlo un gran colpo. C’era anche una discreta felicità per aver riportato in Serie A il centrocampista italiano che già ben aveva fatto tre anni fa alla Sampdoria.

In poche settimane la situazione si è completamente ribaltata perchè ora l’ex Villarreal rappresenta un vero e proprio problema. Dopo un primo periodo di fiducia, Mazzarri l’ha fatto fuori non riuscendogli a trovare la giusta collocazione tattica che si integrasse bene con gli altri elementi di qualità della rosa come Iago Falque. Quando, poi, ha avuto l’occasione di tornare a giocare dal primo minuto, contro il Parma per via della squalifica di Meitè, questa non è stata ben sfruttata.

Molto rilevanti in negativo sono i numeri del classe ’87. Ha collezionato sì due assist, ma non ha praticamente mai tirato in porta. Un dato pari alle zero occasioni da gol create. Nei quasi 400 minuti giocati, ha completato appena 190 passaggi, frutto più che altro di scarico spalle alla porta.

Sostanzialmente, quindi, ha fatto valere davvero poco la sua qualità in fase offensiva. Da lui ci si aspetta ben altro.

LA GUMINA

Un investimento da 9 milioni di euro, cifra più alta pagata dall’Empoli nella sua storia per un calciatore. Quello in questione è Antonino La Gumina, che ben aveva fatto nel finale della scorsa stagione con il Palermo, in Serie B. Una perfomance positiva tale da attirare gli occhi di molti club della massima serie, tra cui anche la Samp, e pure della Juventus, in ottica futura. Pare che dietro l’affare chiuso dalla società toscana con un inserimento fulmineo valido per il sorpasso sul club di Ferrero, ci sia proprio la mano dei bianconeri.

In ogni caso si è trattato dell’acquisto di maggior portata compiuto dagli azzurri, in estate. Grandi aspettative su di lui e anche per il giocatore stesso che ha scommesso con il suo agente di raggiungere la quota di 10 gol in campionato. Da agosto alla prima metà di novembre di reti con la sua firma, tuttavia, non n’è arrivata neanche una. Pesano, inoltre, sul suo conto le ben tre occasioni da gol sbagliate. Le prestazioni deludenti gli hanno fatto anche perdere il posto da titolare sicuro al fianco di Ciccio Caputo.

Toccherà al nuovo allenatore Iachini lavorare per portarlo a un miglioramento…


Ce la faranno questi cinque giocatori a riscattarsi, ricambiando l’iniziale fiducia nutrita nei loro confronti? Al campo l’ardua sentenza.

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Calcio Internazionale

Il cielo è il limite per Mbappé

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Quando scende in campo, quando tocca palla, quando accelera. E ancora, quando dribbla, quando tira, quando esulta è legittimo chiedersi se sia giusto e rispettoso nei confronti degli avversari che un giocatore come Kylian Mbappé metta piede su un campo da calcio.

La superiorità fisica e atletica del nativo dell’Île-de-France è evidente anche agli occhi di chi vede per la prima volta una partita. Contro la Polonia Mbappé ha segnato due gol difficili, praticamente dalla stessa zolla di prato, facendoli sembrare come tiri di prova fatti in allenamento. Nelle sue movenze e nella sua insolenza da campione si intravede il primo Neymar del Barcellona.

Nel suo primo gol viene inspiegabilmente dimenticato dalla difesa polacca prima di ricevere il passaggio di Dembelé. Quando però Glik e Kiwior provano a chiuderlo, Mbappé lascia partire un tiro fortissimo. Szczesny, fino ad oggi il portiere migliore di questo Mondiale, non può fare nulla per pararlo.

Nel secondo gol, con una percentuale di xG ancora più bassa rispetto alla prima rete (0.04) il talento del PSG decide che è giunta l’ora di rimuovere le ragnatele dalle zone più remote della porta polacca e gira in rete una palla che Szczesny arriva solamente a sfiorare.

Rinchiudere la prestazione di Mbappé nei due gol però sarebbe sbagliata. L’attaccante è imprendibile e tra autopassaggi, dribbling e accelerazioni rende impossibile la serata del malcapitato Matty Cash sulla sua stessa fascia.

Guai a dimenticare che se la partita si sblocca è sempre grazie a Mbappé. Il fenomeno francese trova Giroud con tocco preciso che taglia la difesa avversaria e che l’attaccante del Milan è bravo a girare in rete senza neanche guardare dov’è la porta ma solo affidandosi alla sua immagine mentale degli spazi.

NUMERI INCREDIBILI A SOLI 23 ANNI

Con la doppietta di stasera Mbappé ha dunque segnato un gol in più di Maradona nella Coppa del Mondo. L’argentino però ci aveva messo 21 partite ad arrivare a quella cifra.

Il francese trascina una delle favorite di questa competizione alla vittoria per 3-1 contro la Polonia, forse troppo poco per il talento puro dei Bleus, che ai quarti affronteranno la vincente tra Inghilterra e Senegal.

L’incredibile è che lo faccia segnando il suo gol numero 9 in solamente 11 partite ai Mondiali, il tutto a 23 anni. Rispondere alla domanda “come si ferma Mbappé?” è al momento impossibile.

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Flash News

Francia-Polonia 3-1, le pagelle: Mbappe Mvp, Giroud da record!

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Mbappé

La Francia di Deschamps ha giocato contro la Polonia per gli ottavi di finale di questo Mondiale. I Transalpini vincono per 3-1 e di diritto accedono ai quarti, Giroud apre le danze a fine primo tempo al 44′ e fa 1-0. Nel secondo tempo arriva il 2-0 con una rete di Mbappe al 74′, non può fermarsi l’attaccante francese e fa anche doppietta al 91′, la squadra polacca accorcia le distanze al 99′ su rigore firmato da Lewandoski. Ora i francesi sono in attesa di sapere quale sarà la prossima avversaria, lo scoprirà questa sera, la vincente tra Inghilterra e Senegal affronterà i Campioni del Mondo nel prossimo turno.

 

LE PAGELLE DELLA FRANCIA

Lloris 6: Il portiere transalpino è attento, ha avuto qualche incertezza su un rilancio e su un pallone recuperato nella sua area di rigore, ma tutto sommato se la cava bene nonostante il gol subito su rigore.

Kounde 5: Fa una buona prestazione, calcia anche in porta e mette un bel cross per Giroud in area, ma non può presentarsi in campo con due catenine d’oro al collo mancando di rispetto i suoi compagni e gli avversari. Come ben sappiamo è vietato giocare con anelli, bracciali e collane. Questi oggetti possono creare delle ferite non indifferenti in caso di scontri. (93′ Diasi sv).

Varane 6,5: Il numero 4 si rende pericoloso con un colpo di testa verso la porta, salva anche un pallone sulla linea. Il giocatore del Manchester United è una garanzia.

Upamecano 5,5: Tocca il pallone con il braccio e regala il calcio di rigore alla Polonia nel finale, nel resto della partita non è stato eccezionale.

Theo Hernandez 6: Non ha brillato moltissimo il terzino sinistro del Milan, mura un tiro pericoloso di Zielinski che poteva portare in vantaggio la Polonia. Nel secondo tempo calcia in porta ma spara alto.

Tchouameni 6: Arriva al tiro nel primo tempo, nel resto della partita non si è reso molto pericoloso ma porta comunque a casa la sufficienza. (66′ Fofana 6: Sostituisce bene il centrocampista del Real Madrid).

Rabiot 5,5: Il centrocampista della Juventus non ha creato pericoli, in mezzo al campo ha toccato pochi palloni. Ci stava facendo abituare a grandi prestazioni, ci può stare una gara meno lucida.

Dembele 6,5: Grande lavoro del numero 11, serve l’assist per il gol di Mbappe che ha portato la Francia sul 2-0. La sua rapidità sulla fascia destra è fondamentale per la squadra di Deschamps. (76′ Coman 6: Aiuta la squadra a consolidare il risultato).

Mbappe 8,5: Qualità e velocità, i suoi scatti sono micidiali. Serve l’assist a Giroud per il gol del 1-0 e poi fa una doppietta che chiude la partita.

Giroud 7: Poche le occasioni per segnare, ma nel primo tempo porta in vantaggio la sua squadra portando a quota 52 le sue reti con la nazionale francese. (76′ Thuram 6,5: Serve l’assist a Mbappe per il gol del momentaneo 3-0).

LE PAGELLE DELLA POLONIA

Szczesny 6: Attento e concentrato, sui gol subiti forse si può discutere sul terzo anche se non era semplice fare molto di più sul gran tiro di Mbappe.

Cash 6: Ha dovuto affrontare Mbappe, un avversario non semplice da fermare. C’è da dire che il terzino dell’Aston Villa ha cercato di mantenerlo e in alcune occasioni ci è anche riuscito.

Glik 6: Per questa nazionale il difensore del Benevento è fondamentale, con grande esperienza nel primo tempo svolge un buon lavoro.

Kiwior 6: Anche lui è un difensore che da della sicurezze alla squadra, l’avversario di oggi è di un altro livello ma la sua prestazione non è negativa. (87′ Bednarek sv).

Bereszynski 6: Un buon lavoro sulla fascia sinistra, il giocatore della Sampdoria si è trovato in alcuni casi a salire verso la metà campo avversaria.

Krychowiak 5,5: Non fa male in regia, ma si perde Giroud in occasione del gol che ha portato in vantaggio la Francia. D’altronde ha fatto anche un buon intervento su un tiro pericoloso nel secondo tempo. (71′ Bielik 5,5: La sua entrata in campo non ha dato un forte contributo alla squadra).

Kaminski 6: Sale per provare a dare qualche pensiero alla difesa francese, va vicino al gol nel primo tempo ma il pallone viene salvato sulla linea di porta. (71′ Zalewski 5,5: Il giocatore della Roma non è stato migliore degli altri calciatori polacchi che erano in campo).

Zielinski 6: Si divora due gol incredibili nella stessa azione, ma quando gioca dove sa fare male crea dei problemi, infatti sono le sue le occasioni più clamorose per la Polonia.

Szymanski 5,5: Il numero 19 non ha dato molto alla causa, complice anche il modo di giocare molto difensivo ma poteva fare qualcosina in più. (64′ Milik 5,5: Ha avuto una sola occasione per segnare ma c’era fuorigioco, per il resto non ha mai creato qualcosa).

Frantowski 5,5: Anche lui maluccio, quasi mai pericoloso anche se non ha tante colpe. La Francia è molto più forte e non era semplice dare tanto fastidio. (87′ Grosicki sv).

Lewandoski 6: Una sola occasione per lui nel primo tempo, ma una bella chanche, tiro pericoloso. Nel finale di partita segna su rigore e lascia il Mondiale con una rete.

 

 

 

 

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Calcio Internazionale

Sterling salta il Senegal per motivi familiari

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Inghilterra

Raheem Sterling sarà assente questa sera durante l’ottavo di finale del Mondiale fra Inghilterra e Senegal. Lo annuncia con un comunicato la Football Association; l’esterno britannico sarà assente per motivi familiari.

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Calciomercato

Milito svela un retroscena: “Potevo andare al Real Madrid”

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Milito

Diego Milito, lo storico attaccante argentino che ha condotto la compagine interista alla conquista del Triplete ha svelato, a distanza di più di un decennio, alcuni retroscena riguardo il suo rapporto con lo Special One Jose Mourinho e alla concreta possibilità di seguirlo nella sua avventura madrilena.

“Nel 2009 Mourinho mi accolse all’Inter, mi disse cosa voleva da me. È stato molto gentile e affettuoso, mi ha chiesto se volessi giocare con la maglia numero 22. Poi gli sarebbe piaciuto avermi con lui a Madrid, ma sapeva che l’Inter non mi avrebbe lasciato andare, infatti sono rimasto in neroazzurro”.

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