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Milan-Sampdoria, il commento del match

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Milan-Sampdoria, il commento del match

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Milan e Sampdoria inaugurano la 29esima giornata della Serie A Tim 2020/21. I padroni di casa, privi di Brahim Diaz, infortunatosi in nazionale, e dei lungodegenti Mandzukic, Calabria, Romagnoli e Leao, cercano di bissare il successo di Firenze. Stefano Pioli opta per Rade Krunic sulla sinistra assieme a Calhanoglu e Castillejo, lasciando Rebic in panchina nonostante la riduzione della squalifica. La ratio della scelta sta nell’avere un pronto sostituto di Ibrahimovic, reduce dagli impegni con la Svezia. In difesa, oltre agli intoccabili Theo Hernandez, Kjaer e Tomori c’è Saelemaekers, preferito a Dalot. Il centrocampo è occupato dai titolarissimi Kessié e Bennacer.

Gli ospiti, reduci dalla vittoria casalinga contro il Torino, sono in cerca di un successo a San Siro che manca dal febbraio 2017. Nell’occasione, gli uomini allenati da Marco Giampaolo si imposero ai danni del Milan di Vincenzo Montella. Claudio Ranieri, privo di Ekdal e Torregrossa, schiera la miglior formazione possibile, confermando la coppia d’attacco Quagliarella-Gabbiadini. Sulla mediana ci sono Adrien Silva e Thorsby; le fasce sono occupate da Candreva e Damsgaard, reduce da ottime prestazioni con la sua Danimarca. I quattro uomini davanti Audero sono Bereszynski, Tonelli, Colley e Augello.

PRIMO TEMPO

La prima mezzora di gara è quasi interamente blucerchiata. I pericoli maggiori provengono dalle fasce, con Candreva e Damsgaard che impegnano i due terzini avversari. Gli errori commessi dai rossoneri in fase di impostazione si tramutano in opportunità per la Doria. L’occasione maggiore arriva da calcio piazzato, con Thorsby che raccoglie di testa un calcio di punizione e impegna Donnarumma.

Il Milan si fa vedere negli ultimi 15 minuti, nonostante non riesca mai a concludere a rete. Anche in questo caso si cerca di impensierire l’avversario partendo dall’esterno, con Ibrahimovic nel ruolo di centroboa.

SECONDO TEMPO

All’intervallo, un nervoso Stefano Pioli sostituisce l’ammonito Saelemaekers per Kalulu. Nonostante la seconda frazione inizi come è finita la precedente, con i padroni di casa in cerca del gol del vantaggio, sono gli ospiti a gonfiare la rete. Una clamorosa ingenuità di Theo Hernandez regala a Quagliarella un pallone centrale. L’attaccante della Samp è lucido nel vedere Donnarumma fuori dai pali e a beffarlo con un pallonetto di pregevole fattura. Per il numero 27 è il decimo gol in stagione, nonché numero 174 nella massima serie italiana, al quattordicesimo posto all-time come Amedeo Amadei.

Due minuti dopo, un intervento in scivolata di Adrien Silva costa al portoghese il doppio giallo, lasciando i suoi in dieci per la mezz’ora finale. Ranieri corre ai ripari, inserendo Askildsen per Gabbiadini. Pioli risponde con Rebic e Tonali al posto di Rebic e Bennacer.

Nonostante lo sforzo, i rossoneri fanno fatica a trovare la porta di Audero. La difesa doriana è compatta e coinvolge tutti gli uomini, compreso l’autore del gol. Quest’ultimo lascia il campo al minuto 84, lasciando posto a Keita Balde. Il senegalese, di caratteristiche totalmente diverse, non riesce a far salire i suoi, ormai imbottigliati. Tre minuti dopo l’ingresso del dieci, il Milan trova il pareggio: una progressione centrale di Ibrahimovic e Kessié libera Hauge, subentrato a Castillejo, che è bravo a liberarsi di Bereszynski e Candreva e trafiggere Audero con una conclusione sul secondo palo.

Il diavolo continua a premere e fa paura nei minuti finali, prima con Calhanoglu, che trova pronto il numero 1 avversario, poi con Kessié, che colpisce il palo nell’area di rigore dopo essere stato liberato da Ibrahimovic. Il montante colpito dall’ivoriano è il 19esimo della stagione, più di ogni altra squadra in campionato.

Dopo 5 minuti di recupero l’arbitro Piccinini fischia tre volte: la partita finisce 1-1. I rossoneri riescono ad agguantare un punto quasi insperato, che tuttavia può consentire una fuga ai cugini nerazzurri quasi definitiva. Per la Sampdoria è un punto più che meritato, dato dal’ottima prima mezzora e dalla strenua resistenza nonostante l’inferiorità numerica.

(Fonte immagine in evidenza: ANSA.it)

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Pirlo incensa Calhanoglu e svela un aneddoto: le sue parole

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Calhanoglu segna da fuori area

Nelle ultime ore il regista dell’Inter Hakan Calhanoglu ha rilasciato un’intervista in cui ha affrontato vari temi. Il turco, oltre ad essersi definito il miglior regista al mondo, ha rivelato tutta l’ammirazione per Andrea Pirlo, il suo idolo. Calhanoglu è rimasto sorpreso dall’interpretazione del ruolo da parte del campione del mondo e dalla sua tecnica.

Dopo la gara vinta dalla sua Sampdoria contro il Cosenza, l’attuale tecnico dei blucerchiati, interpellato sul tema ai microfoni di Sky, ha voluto raccontare un aneddoto che risale al periodo in cui Calhanoglu giocava nel Milan allenato da Rino Gattuso.

LE PAROLE DI PIRLO A GATTUSO

“Calhanoglu sta facendo bene, avevo detto a Gattuso che lui sarebbe diventato un play e adesso sta dimostrando di essere un giocatore fondamentale per l’Inter. È uno dei migliori centrocampisti in circolazione”.

L’ELOGIO DI CALHANOGLU A PIRLO

Queste invece erano state le parole di elogio del turco nei confronti dell’ex regista di Milan e Juventus.

CALHA ELOGIA PIRLO –Lo conosco bene. Mi piace come sta in campo, la sua serenità. Non sentiva lo stress. Il numero uno. Il mio procuratore mi diceva che mi vedeva come Pirlo, non ci credevo. Dicevo che mi sentivo un numero dieci ma il tempo ha dimostrato che aveva ragione. Pirlo però è Pirlo, ha vinto tanto e non posso essere messo al suo livello“.

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Baroni: “Subito due gol evitabili, sul primo ho dei dubbi”

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Marco Baroni, allenatore dell'Hellas Verona - Serie A

Il Verona non è riuscito a domare un Bologna inarrestabile. Cinque vittorie consecutive per i ragazzi di Thiago Motta, che ora vedono l’Europa. La squadra gialloblù dopo due pareggi torna a perdere e già domani rischia di tornare nella zona rossa rappresentata dagli ultimi tre posti. Dopo la gara sono arrivate le dichiarazioni del tecnico scaligero Marco Baroni, soddisfatto dell’intensità, meno della concretezza dei suoi ragazzi.

LE PAROLE DI BARONI

SULLA PARTITA – “Abbiamo incontrato una squadra forte e siamo stati bravi a toglierle il palleggio. Peccato per i 2 gol evitabili. Sul primo secondo me c’è un contatto netto su Montipò. Nel secondo abbiamo commesso un’ingenuità da fallo laterale. Abbiamo sbagliato troppo tecnicamente, le occasioni importanti le abbiamo avute, ma la squadra dal punto di vista caratteriale ha fatto una buona partita. Dovevamo giocare con questa aggressività”.

CONCRETEZZA MANCATA – “Alcune scelte sono state sbagliate. Gli avversari erano in fiducia e non dovevamo fare errori. Dal punto di vista tecnico potevamo fare qualcosa in più”.

COSA C’È DA MIGLIORARE? – “Suslov deve migliorare nelle scelte. A volte un assist è fondamentale per far gol. Se avessimo messo in discussione il risultato avremmo potuto riprenderla. A livello di occasioni la gara è stata equilibrata. Questa partita ci deve rafforzare”.

LA CONDIZIONE DEI NUOVI? – “I giocatori li scopro non solo in allenamemnto, anche Mitroivic ha giocato uno spezzone di gara molto bene. Swiderski era fermo in campionato e deve ritrovare la condizione giocando. Dobbiamo assumerci qualche rischio. La squadra arriva, ha fissato l’obiettivo”.

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Fabbian: “Zirkzee in qualcosa somiglia a Ibra, pensiamo all’Atalanta”

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Fabbian

Mattatore di Bologna-Verona, anticipo della 26ª giornata di Serie A, è stato Giovanni Fabbian, autore di un gol e un assist, entrando di fatto in entrambe le reti che hanno consegnato la vittoria alla squadra rossoblù. Il classe 2003, che è ora arrivato a 4 reti al suo primo campionato di Serie A, all’uscita dal campo ha ricevuto anche la meritata standing ovation dal Dall’Ara.

A fine partita ha commentato la partita ai microfoni di DAZN concentrando già l’attenzione sulla sfida di settimana prossima contro l’Atalanta.

LE PAROLE DI FABBIAN

BUON RENDIMENTO IN CASA – “In casa o fuori, l’importante è dare il massimo. Stasera è stata bellissima serata e siamo contenti“.

A FINE PARTITA –Abbiamo festeggiato con i tifosi, che sono sempre tantissimi e splendidi“.

TIFOSI CON LE TORCE –È bellissimo, in panchina l’abbiamo visto subito, ci siamo messi ad applaudire, è stato bello“.

GIOCATE –La veronica l’ho sbagliata, ma ci ho provato. Sto cercando di mettere tutto me stesso“.

CLASSIFICA –La classifica la vediamo quando è finito il campionato, adesso pensiamo subito all’Atalanta“.

ZIRKZEE E IL PARAGONE CON IBRA – “Sicuramente in qualcosa gli assomiglia. Joshua è un grandissimo giocatore, anche oggi l’ha dimostrato“.

TENERE THIAGO MOTTA –Io penso alla squadra e poi vediamo“.

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Thiago Motta: “Il merito non è mio, ma dei giocatori e dei tifosi”

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Thiago Motta

Il Bologna non si ferma più e batte 2-0 il Verona nell’anticipo della 26ª giornata. Dopo la gara ai microfoni di DAZN è intervenuto il tecnico dei falsinei Thiago Motta.

LE PAROLE DI THIAGO MOTTA

EMOZIONATO? – “Mi stavo emozionando anche dal campo, poi le immagini sono più chiare perchè dal campo non è facile guardare tutto. Spesso ci concentriamo sul pallone ma c’è tanto altro. Abbiamo preso un contropiede e tutti sono rientrati e questo è un segnale. La parata di Skorupski vale un gol”.

QUESTO È IL SIMBOLO DEL BOLOGNA – “Il simbolo del nostro Bologna è il sacrificio, è una serata meravigliosa, il Verona è difficile da affrontare, siamo stati sempre in partita, tutti hanno fatto bene, si vede la voglia di rincorrere e difendere. È stata una serata completa, fantastica”.

IL SUPPORTO DELLO STADIO – “Bellissimo il supporto dello stadio perchè non sono cose che viviamo sempre. Li devo ringraziare per questo affetto, sono qui per dare e penso a volte di non meritare questo affetto, ringrazio tutti di cuore, ma non è giusto che io prenda il merito, i ragazzi devono prenderlo. Tifosi e giocatori compongono il calcio e la luce va a loro. Io e il mio staff non siamo nessuno senza di loro, sono dei guerrieri. Mi sento in difficoltà con i miei ragazzi. Io do il meglio e questo è il mio ricambio”.

IL VALORE DEL GRUPPO – “Il gruppo porta a questi risultati, i giocatori quando non giocano non sono contenti, ma non abbiamo avuto problemi perchè bisogna avere rispetto per il compagno che merita di giocare. Questo rispetto fa il gruppo più forte. Il gruppo Bologna si rispetta, ho l’interesse per il bene del Bologna e loro lo capiscono”.

SULLE SOSTITUZIONI NEL FINALE – “Lykogiannis è entrato bene e avevamo bisogno di copertura nel finale, è un ragazzo responsabile. Tutti hanno giocato bene, complimenti ai giocatori e ai tifosi”.

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