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Calcio Internazionale

Il disastro della Juve nella notte di Oporto

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La Vecchia Signora attualmente sta affrontando un momento che dire difficile è poco. Dopo la pesante sconfitta di Napoli era lecito aspettarsi una reazione da parte degli uomini di Pirlo, una prova che facesse vedere che la Juve degli ultimi tempi non è la vera Juve. Purtroppo, così non è stato.

A Oporto infatti i padroni di casa si sono imposti per 2-1, un risultato inaspettato realmente messo in discussione solo negli ultimi minuti. Per almeno 80 minuti, infatti, il Porto ha avuto il totale controllo della partita senza mai dare l’impressione di non riuscire a portare a casa il risultato.

Fonte: profilo Instagram @fcporto

Già dal primo minuto, infatti, si apre l’horror show bianconero: Bentancur regala il pallone a Taremi che, grazie al rimpallo con Szczesny, porta avanti il Porto. Un assist estremamente preciso, se non fosse che i suoi compagni indossavano la maglia arancione.

E dopo un primo tempo in cui i bianconeri appaiono quantomai come pesci fuor d’acqua, ad inizio ripresa si consuma il secondo disastro della serata. Come se uno non fosse già stato abbastanza. Il secondo gol, preso ad appena diciannove secondi dal fischio d’inizio ripresa e a difesa schierata, evidenzia in tutto e per tutto le difficoltà juventine. Sul piano fisico come su quello mentale.

 

IL PERFETTO EQUILIBRIO DEL PORTO DI CONCEIÇAO

Inevitabile dire che partire in vantaggio dopo un minuto aiuterebbe chiunque. Allo stesso tempo, però, ci si sarebbe potuti aspettare un rilassamento da parte dei dragões; al contrario, l’arma in più dei portoghesi è stata proprio l’intensità, mantenuta costantemente dal primo fischio all’ultimo.

Il pressing alto, soprattutto nel primo tempo, non ha permesso alla Juventus di gestire la palla come avrebbe voluto, mentre l’attacco bianconero è andato più volte ad infrangersi contro il vero e proprio muro eretto dalla difesa di casa. D’altronde è ben noto come la solidità difensiva sia una delle prerogative principali della squadra di Sergio Conceição: a testimoniarlo, i 5 clean sheets su 6 partite disputate durante i gironi.

Non è di certo un caso che a brillare sono proprio gli uomini più arretrati: da Marchesìn a Zaidù, da Mbemba a Pepe. Tuttavia, la stella più luminosa del cielo biancoblù è un’altra: Sergio Oliveira. Il centrocampista, mescendo intelligenza e tecnica, ha letteralmente mandato ai matti l’intero centrocampo juventino. Nessuno è mai riuscito a schermarlo efficacemente e le sue verticalizzazioni verso Corona e Otàvio hanno messo più volte in crisi Alex Sandro e Danilo. E se a tessere la tela è Oliveira, i due attaccanti hanno morso la preda, intrappolandola e, infine, annichilendola. Tra i due, a spiccare è stato Moussa Marega, che ha più volte fatto valere il suo fisico su quello dei suoi avversari, con il gol del raddoppio che gli vale il record di marcature per un calciatore maliano nella storia della Champions League.

Fonte: profilo Instagram @fcporto

A un primo tempo interamente dedito all’arrembaggio ne è seguito uno all’insegna della gestione, delle forze e del pallone. Decisamente più remissivo l’atteggiamento del Porto, che, aiutato anche dal doppio vantaggio, ha comunque tenuto impegnato Szczesny, chiamato alla parata in almeno un paio di occasioni.

Che il Porto fosse una squadra quadrata non è una completa novità, ma sicuramente sorprende la consapevolezza dei propri mezzi acquisita dalla squadra dall’arrivo del mister ex Lazio e Parma. Ha dimostrato di saper affrontare al meglio tutte le fasi di una partita, riuscendo a scegliere il momento giusto per attaccare e per difendere. Al netto della prestazione, poi, il risultato finale appare anche piuttosto stretto.

 

JUVENTUS: TROPPE OMBRE E POCHE LUCI

Per una squadra che per lunghi tratti domina, ce ne deve essere per forza un’altra che per altrettanti non è scesa in campo.

Per quanto riguarda i bianconeri, infatti, è fondamentale non farsi ingannare dal gol messo a segno nel finale. La prestazione è una delle peggiori fornite dalla Vecchia Signora nel suo recente passato europeo e delle tante difficoltà avute ieri, il gol iniziale è stato soltanto il preludio: Bentancur, purtroppo, non è Arthur e dopo aver compiuto errori simili contro Inter e Napoli (graziato sempre dagli attaccanti avversari), ieri pare sia finalmente riuscito a portare a termine il compito. Per farlo, però, ha forse scelto l’occasione più sbagliata di tutte, in una partita dove ogni errore viene pagato oro.

A deludere ancora di più, inoltre, è l’atteggiamento mostrato dagli uomini di Pirlo, sempre con la palla tra i piedi, ma mai capaci di capire come usarla. Un possesso sterile, perimetrale, senza sbocchi in avanti. Non è un caso se ancora una volta i giocatori ad aver tenuto maggiormente il possesso sono stati De Ligt, Danilo e Demiral: nessuno degli attaccanti, nessuno dei centrocampisti. E dato che il risultato non è mai stato favorevole, di certo girare palla in difesa in maniera così lenta e poco produttiva non ha aiutato i bianconeri a trovare spazi sfruttabili.

Fonte: Eurosport

Per l’ennesima partita, inoltre, a mancare è stato l’apporto delle punte. Con una linea difensiva organizzata come quella dei portoghesi, si è visto un Kulusevski vagare per il campo, non sapendo dove inserirsi e cercando un gioco spalle alla porta quanto mai infruttuoso. Il suo compagno di reparto, invece, da cui ci si aspettava sicuramente di più, è riuscito a fare ancora peggio: nessuno spunto degno di nota, innumerevoli appoggi (anche semplici) sbagliati e, soprattutto, una condizione fisica davvero pessima. Sembra proprio di non trovarsi davanti al miglior Ronaldo, a cui ormai da troppe partite sta mancando il mordente che lo ha portato a realizzare 88 reti in 116 presenze bianconere.

Se poi anche il rendimento di uno stakanovista come McKennie inizia a calare così vistosamente, allora la débâcle è inevitabile. Lo statunitense, complici alcuni problemi all’anca, non è per nulla in forma e si vede. Forse sarebbe stato il caso di lasciarlo a riposo provando, eventualmente, anche a cambiare modulo. Le uniche, seppur fioche, luci corrispondono ai nomi di Adrien Rabiot e Federico Chiesa: il francese ha offerto una prestazione egregia, rivelandosi indubbiamente (e anche piuttosto a sorpresa) il migliore in campo; l’ex viola, invece, ci ha provato per tutta la partita accelerando, sterzando, ma senza mai essere veramente pericoloso. È solo grazie al suo gol, però, che i bianconeri possono dirsi ancora vivi, aggrappati ad una speranza simile ad una candela dalla fiamma flebile durante un blackout.

La sensazione è che anche questa volta, oltre ad evidenti e per nulla trascurabili criticità tattiche, l’atteggiamento abbia inciso e non poco sul match. Impossibile infatti pensare a una squadra come la Juve che subisce entrambi i gol nei secondi iniziali delle due frazioni di gioco. Un errore individuale macroscopico e una mancanza collettiva di aggressività fanno pensare a un approccio profondamente superficiale che suona ancora più allarmante se manifestato in un ottavo di finale di Champions League.

Fonte: 90min

Come con il Napoli, la partita della Juventus è praticamente iniziata al minuto 80’. Anche stavolta dieci minuti arrembanti, teatro di una reazione sicuramente tardiva, che ha però portato al gol della speranza trasformando una severa batosta in un risultato tutto sommato accettabile.

Dalla Juventus, però, ci si aspetta tutt’altro. Per la quarta volta di fila dovrà giocarsi il tutto per tutto nella gara di ritorno, in una partita da dentro o fuori. Un vero e proprio aut aut, non solo per il cammino europeo della squadra, ma forse anche per la permanenza di Andrea Pirlo sulla panchina bianconera …

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Marocco-Portogallo sarà anche Hakimi vs Cancelo, la sfida dei terzini moderni

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Marocco-Portogallo

Finalmente Qatar 2022 entra nel vivo e, come ogni grande evento calcistico, anche questo strambo e inusuale mondiale ci ha riservato e continua a riservarci delle sorprese. Spagna, Germania e Brasile inaspettatamente eliminate da compagini nettamente inferiori, ma anche grandi outsider come il vivace Marocco e la Croazia, che fino ad oggi hanno disputato un mondiale impeccabile.

Una delle sfide di questi quarti vede infatti scontrarsi proprio il Marocco contro il Portogallo, inaspettatamente senza Ronaldo negli 11 titolari, altro insolito tratto di questo folle mondiale.

Anche senza il campione portoghese, ad oggi spirito libero data la sua discussa rescissione con lo United, la sfida tra queste due squadre rimane comunque molto interessante, dato che pone sul tavolo diversi temi e discussioni tecnico tattiche.

Una tra tutte l‘affascinante sfida tra i terzini delle due nazionali: da una parte Achraf Hakimi, esplosiva scheggia del PSG, dall’altra Joao Cancelo, qualitativo e dinamico esterno tuttofare del City di Guardiola. Parliamo di due dei più forti esterni “difensivi” del mondo, ma con fondamentali differenze di gioco.

IL TERZINO TECNICO

Il portoghese è un giocatore particolarmente tecnico e raffinato, veloce e con un’ottima visione di gioco. Solo apparentemente schierato nel ruolo di terzino sinistro in una difesa a 4, il lusitano si rivela essere in realtà fondamentale nella manovra dei citizens, quasi come se fosse una mezz’ala aggiunta.

L’intuizione di Guardiola nello schierarlo a piede invertito (ruolo che ricopre anche in nazionale) si è rivelata essere azzeccatissima. L’ex Juve e Inter, infatti, in questo modo va ad agire in zone più centrali del campo e si ritrova a giocare col suo piede naturale (il destro), fungendo da orologio tecnico della squadra e apportando qualità a tutta la manovra.

Data la licenza offensiva conferitogli dal cervellotico allenatore spagnolo, Cancelo si ritrova spesso a incidere anche da ala d’attacco, dando così la possibilità all’attaccante esterno di ruolo di riempire l’area di rigore e accentrare il proprio raggio di azione.

TERZINO DI PROGRESSIONE

Hakimi è un giocatore ugualmente incisivo ma con caratteristiche più “classiche”. Il marocchino è un esterno con una progressione fuori dal normale e devastante in campo aperto.

Non brilla nella tecnica, nonostante sia assolutamente di livello, ma risulta essere particolarmente incisivo nell’aggressione allo spazio e nel dribbling in velocità. Ottimo tra l’altro nel recupero palla, anche grazie alla sua predominanza dal punto di vista fisico e della velocità, caratteristica che potrebbe mettere in notevole difficoltà il talento classe ’94 portoghese sopracitato.

IL DUELLO

Il duello tra i due sarà sicuramente avvincente e intrigante, gli uno contro uno saranno molteplici e l’ago della bilancia della partita verterà molto anche su chi sarà più incisivo durante i 90 minuti.

Una cosa è certa: il terreno di gioco sulle due fasce subito dopo il match non sarà in buone condizioni.

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Messi esulta: “Siamo una squadra che capisce i momenti della partita”

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Messi

Lionel Messi è stato l’uomo partita della gara dei quarti di finale del Mondiale tra Argentina contro l’Olanda. La Pulga, intervistato nel post-partita, ha dichiarato:

C’è tanta gioia, tanta felicità. Non volevamo i supplementari e i rigori, abbiamo dovuto soffrire e ce l’abbiamo fatta. Impressionanti! Siamo tra i quattro migliori al mondo perché dimostriamo di voler giocare ogni partita con la stessa voglia e la stessa intensità. Siamo una squadra che capisce i momenti della partita e quando deve giocare, lo fa. Idem se c’è da difendere”.

Il numero dieci dell’Albiceleste ha parlato anche della Croazia, prossima avversaria dell’Argentina nella semifinale del torneo:

“Hanno dimostrato di essere una grande squadra e a tratti hanno giocato alla pari col Brasile. Lavorano da tempo con lo stesso allenatore, si conoscono molto bene”.

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Neymar: “Ultimo Mondiale? Troppo presto per dirlo”

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Neymar

Dopo il prematuro addio dal Coppa del Mondo Neymar, che oggi ha raggiunto Pelé in testa alla classifica marcatori all-time della nazionale brasiliana, si è espresso sul suo futuro.

Stando a quanto riportato dal quotidiano Globo Esporte e confermato dall’insider di calciomercato Fabrizio Romano, la stella dei verdeoro ha risposto a chi gli chiedeva se questo fosse stato il suo Mondiale:

“È troppo presto per dirlo. Non ho ancora le idee chiare, non posso garantire nulla”.



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Ozil difende Ronaldo: “Non riesco a capire come mai tutte queste critiche”

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Ozil

Mesut Ozil ha lasciato il panorama delle Nazionali già da qualche anno, eppure sui social si è espresso a proposito di una delle tematiche più influenti di questo Mondiale. Il tedesco infatti è intervenuto sulle tante polemiche circolate intorno al suo amico Cristiano Ronaldo, con cui ha condiviso l’esperienza al Real Madrid.

Il giocatore dell’ İstanbul Başakşehir ha voluto difendere l’asso portoghese ricordando la sua gloriosa carriera da giocatore:

Non riesco a capire come mai tutte queste critiche a Ronaldo. Tra poco spegnerà 38 candeline, è davvero così sorprendente che non faccia più i gol che faceva prima? Dovremmo essere tutti felici di aver visto un giocatore simile giocare a calcio in questi 20 anni. Non c’è nessuno delle nuove leve che possa  eguagliare Cristiano. Rimarrà sempre nella categoria dei goat. Dovremmo portare tutti rispetto a uno degli atleti più forti della storia”.

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