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Il Manchester City e l’Europa

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1 settembre 2008. In quel giorno il City fu acquistato dallo sceicco arabo Mansour. Quando avvenne il passaggio di proprietà la squadra arrivava da un nono posto ottenuto nella stagione precedente, e oggi si può dire che sono risorti dalle loro ceneri. Infatti, i giocatori dell’epoca ricorderanno le condizioni disastrose in cui si trovava il club: nel centro sportivo dove si allenava la squadra, nei bagni le porte erano scardinate, gli spogliatoi freddi e attorno al campo d’allenamento giravano cavalli. Un contesto davvero surreale per una squadra di Premier League. Se oggi il Manchester City è uno dei club più ricchi e prestigiosi al mondo, lo deve soprattutto al suo acquirente, che appena arrivato regalo subito ai tifosi Robinho per la cifra di 43 milioni di euro. Quell’anno i citizies, non partecipando alla Champions, disputarono la Coppa UEFA, uscendo soltanto ai quarti per mano dell’Amburgo. In campionato ci fu addirittura un peggioramento di posizione, con il City che concluse la stagione in decima posizione.

GLI ANNI DEL MANCIO

La stagione successiva, sotto la guida dell’attuale c.t. della Nazionale Roberto Mancini, la squadra non dovendo disputare nessuna competizione europea poté concentrarsi unicamente sul campionato, stupendo tutti con un quinto posto conquistato, sfiorando la qualificazione in Champions. Decisivi su tutti furono l’acquisto dell’apache Carlos Tevez ed Emmanuel Adebayor. Nella stagione 2010/11, arrivò l’eliminazione agli ottavi di finale di Europa League da parte della Dinamo Kiev di Shevchenko, ma grazie ad un campionato fantastico (dovuto soprattutto alla grande campagna acquisti estiva, che ha portato giocatori come Yaya Touré, Mario Balotelli, David Silva, Aleksandar Kolarov, James Milner e Jerome Boateng, per una spesa complessiva di oltre cento milioni), la squadra concluse terza, a pari punti col Chelsea secondo e a -9 dai campioni d’Inghilterra (i cugini red devils). Nell’estate 2011, il mercato non partì col botto a causa della difficoltà nel piazzare diversi esuberi, ma a Manchester arrivarono giocatori importanti, Sergio Aguero e Samir Nasri su tutti. Quell’anno, i citizies tornarono a disputare una partita di Champions League a ben 46 anni di distanza. Se il cammino in Europa non fu esaltante (terzo posto nel girone ed eliminazione agli ottavi di Europa League), il percorso il campionato fu a dir poco strepitoso: il City vinse il titolo l’ultima giornata ai danni dei cugini dello United, dopo aver ribaltato la partita contro il QPR con due reti nel recupero del secondo tempo. Questo fu il primo vero segno di rinascita.

La stagione seguente il secondo posto in campionato, l’ultimo posto nel girone di Champions e la clamorosa eliminazione dalla FA Cup contro il Wigan implicarono l’esonero del tecnico italiano a due giornate dalla fine del campionato. Le ultime due partite videro sulla panchina dei citizies Brian Kidd.

IL TRIENNIO DI MANUEL PELLEGRINI

Nell’estate 2013, a salutare è Carlos Tevez, ma alla corte degli sceicchi approdano Fernandinho, Navas, Negredo e Jovetic. Quell’anno arrivarono ben due trofei: la Coppa di Lega e la Premier, mentre in Champions l’eliminazione arrivò agli ottavi contro il Barcellona (vincitore della competizione). Senza trofei dopo cinque anni si chiuse invece la stagione 2014/15: secondo posto in campionato, eliminazione agli ottavi di Champions sempre contro il Barcellona ed uscita dalla coppa di Lega agli ottavi contro il Newcastle.
L’anno successivo arrivò Kevin De Bruyne per ben 75 milioni di euro, Otamendi per 42 e Sterling per 62,5. Una campagna acquisti del genere portò la Coppa di Lega (vinta contro il Liverpool ai rigori), il quarto posto in campionato (fu l’anno del miracolo Leicester) ma un grande passo in Europa: i citizies raggiungono le semifinali della massima competizione europea, dove il Real Madrid eliminò i ragazzi di Pellegrini.

PEP GUARDIOLA

Nel 2016, il mercato portò al City Gabriel Jesus, Nolito, Leroy Sané, Gundogan, Stones e Claudio Bravo su tutti. I ragazzi sotto la guida di Guardiola partono in quarta, vincendo le prime dieci partite della stagione. L’annata si rivela però fallimentare, infatti arriva il terzo posto in campionato, la semifinale in FA Cup, gli ottavi in Coppa di Lega e l’eliminazione a sorpresa contro il Monaco agli ottavi di Champions.

Mendy, Walker, Bernardo Silva ed Ederson sono i principali colpi della sessione estiva 2017. Quella stagione regalerà tante soddisfazioni ai tifosi del City: vittoria della Premier con ben cinque giornate di anticipo e della Coppa di Lega. Il Liverpool di Klopp eliminerà però Guardiola dalla Champions.

La stagione corrente vede l’innesto di Mahrez e la vittoria della Supercoppa d’Inghilterra per 2-0 contro il Chelsea di Sarri. Attualmente in campionato i citizies si trovano primi a pari punti col Liverpool, gli ultimi mesi saranno tutti da vivere. Sarà anche interessante vedere fino a quando proseguirà il cammino nella coppa dalle grandi orecchie, dopo aver superato il girone come prima ed aver battuto per 2-3 lo Shaktar nel match d’andata degli ottavi di finale.

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Calciomercato

Bologna, Sansone e Vignato avrebbero chiesto di andare via

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Secondo “La Gazzetta Dello Sport“, in casa Bologna si respira aria d’addio per due giocatori.

Emanuel Vignato e Nicola Sansone avrebbero chiesto la cessione per cercare più minutaggio altrove dato lo scarso utilizzo sotto la guida di Thiago Motta.

Per Vignato, il Bologna starebbe pensando ad una cessione in prestito, dato che non vorrebbe privarsi totalmente del classe 2000.

Per Sansone, la cessione sarebbe definitiva, data anche la scadenza di contratto che risulta a giugno 2023.

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I 5 peggiori acquisti dell’era Agnelli

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Peggiori Acquisti Agnelli

Sì è conclusa l’era più gloriosa non solo della storia della Juventus, ma del calcio italiano: il presidente Andrea Agnelli e tutto il CdA bianconero hanno rassegnato le dimissioni. Dopo nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane, cinque Coppe Italia e due finali di Champions League, la Juventus dice addio al presidente che è riuscito a portarla ai vertici del calcio mondiale dopo gli anni bui di calciopoli. Sì chiude così un’era vincente e senza precedenti, in cui grandi campioni hanno scelto di vestire la maglia bianconera, per una spesa totale di oltre 1.7 miliardi di euro. Sono molti gli acquisti che si sono rivelati fondamentali per la causa bianconeri, ma sono altrettanti quelli che hanno deluso le aspettative. Di seguito vi proponiamo i 5 peggiori acquisti dell’era Agnelli.

MARKO PJACA

Era l’estate del 2016 quando la Juventus prelevò dalla Dinamo Zagabria il 21enne Marko Pjaca. Sigla il suo primo gol in bianconero il 22 febbraio 2017, nella partita vinta per 2-0 sul campo del Porto nell’andata degli ottavi di finale di Champions League. Un mese dopo, però, subisce un infortunio al ginocchio destro e da lì ha iniziato il suo calvario. Dopo vari prestiti in giro per l’Europa e diversi infortuni che lo hanno costretto a saltare molte partite, è ancora parte dell’organico bianconero e milita in prestito all’Empoli. Nella sua esperienza alla Juventus, Pjaca ha collezionato solo 5 presenze ed un gol.

JORGE MARTINEZ

Tra i peggiori acquisti dell’era Agnelli, non possiamo dimenticare Jorge Martinez. Dopo 3 ottime stagioni con la maglia del Catania, nel 2010 la Juventus acquista l’uruguaiano per 12 milioni di euro. Complici infortuni e scelte tecniche, però, l’esperienza dell’uruguaiano con la maglia bianconera si rivelerà particolarmente sfortunata: in 5 stagioni totalizza 2 reti in 20 presenze: 6 milioni di euro per ogni gol realizzato.

NICOLAS ANELKA

Nel gennaio 2013 la Juventus mette a segno il colpo Nicolas Anelka, attaccante francese acquistato a parametro zero dopo l’esperienza cinese allo Shanghai Shenhua. Come possiamo ben immaginare, il suo sì può essere considerato a tutti gli effetti uno degli acquisti peggiori della Juventus degli ultimi anni. Al momento dell’arrivo a Torino pe aspettative nei suoi confronti erano molto alte, tant’è che i bianconeri lo seguivano da diverse stagioni e lo inserirono subito in lista Champions. Inutile dire che la sua esperienza a Torino si rivelò totalmente fallimentare: scese in campo solo 3 volte e dopo 6 mesi si trasferì al West Bromwich a parametro zero.

ELJERO ELIA

Nella stagione 2011/12, sul fotofinish del calciomercato estivo, Agnelli porta in bianconero Eljero Elia, ala olandese acquistato dall’Amburgo per 9 milioni di euro più bonus. Nonostante le aspettative fossero abbastanza dopo le prolifiche stagioni in Germania, non convinse per nulla l’allora allenatore bianconero Antonio Conte, che lo relegò in panchina per tutta la stagione. Al termine dell’annata, Elia collezionò solo 4 presenze e venne ceduto al Werder Brema.

MILOŠ KRASIĆ

Quando si parla dei peggiori acquisti dell’era Agnelli, non si può certamente omettere Miloš Krasić. Giunse a Torino nel 2010, prelevato per 15 milioni di euro dal CSKA Mosca. Per le sue caratteristiche tecniche e fisiche venne etichettato come il nuovo Nedvěd. È evidente, però, che non avesse nulla in comune con la Furia Ceca. Dopo una serie di partite saltate per infortuni e per squalifiche, conclude la sua prima stagione alla Juventus con 7 reti in 33 presenze. La sua seconda annata, però, si rivelerà ancora più negativa. Il serbo non riesce ad imporsi nelle gerarchie del nuovo tecnico, Antonio Conte, e verrà spesso lasciato in panchina per scelta tecnica. Nella stagione 2011/12 totalizzerà solo 7 presenze e una rete, prima di trasferirsi al Fenerbahçe. Sì rivelerà uno degli acquisti peggiori di Agnelli, se non il peggiore, considerando l’etichetta con cui era sbarcato all’ombra della Mole.

 

 

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L’elogio del CT della Polonia su Messi: “Le sue movenze? Come Alberto Tomba sulle piste da sci”

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Messi

In quello che sarà il suo ultimo Mondiale, Leo Messi è chiamato a portare l’Argentina verso la qualificazione alla fase successiva della competizione. Nella sfida alla Polonia, un punto potrebbe non essere sufficiente per il passaggio del turno. Ragion per cui, l’Albiceleste dovrà puntare alla vittoria contro un avversario insidioso. In merito alle gesta dell’uomo simbolo della nazionale di Lionel Scaloni, ha parlato, in conferenza stampa, il CT polacco Czeslaw Michniewicz.

“Le movenze di Messi in campo mi ricordano molto quelle di Alberto Tomba sulle piste da sci. Riesce a schivare chiunque come Alberto schivava le porte quando era in pista”.

Parole al miele per la Pulga che, stasera, dovrà scacciare i brutti ricordi del passato, cercando di portare la Selección il più lontano possibile nella spedizione in Qatar.

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Calcio Internazionale

Mbappè potrebbe sedersi in panchina contro la Tunisia

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Mbappé

Secondo il “Mundo Deportivo“, il CT francese Didier Deschamps potrebbe decidere di lasciare la stella Kylian Mbappè in panchina nel match contro la Tunisia.

L’asso francese avrebbe accusato un piccolo fastidio alla caviglia e per questo potrebbe non essere rischiato per un match di poca rilevanza, dato ormai il certo passaggio del turno dei transalpini e dell’avversario che verrà fronteggiato dai blues.

Probabile l’assenza nel pomeriggio per Mbappè, che verrà tenuto a riposo per averlo al 100% per gli ottavi.

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