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Il Milan di Giampaolo non è ancora partito

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Cosa ci rimane dentro della partita di ieri sera? Ci rimangono dentro i sei punti e le dichiarazioni di Giampaolo, che si rende conto che ci sia ancora tanto da lavorare.
Parlando con un collega che conosce bene Marco Giampaolo, la frase è stata questa:

“Ci vorranno almeno sei-dieci settimane per vedere la mano di Giampaolo”.

Questo però è legato a dove sarà il Milan tra quattro, sei, dieci settimane in classifica, in attesa della mano di Giampaolo. Però quello che mi preoccupa un po’ è che non riesco a vedere di partita in partita un Milan che cresce sotto le mani dell’allenatore. Io sono rimasto entusiasta per sicurezza, personalità, coraggio, proposizione della manovra del Milan che ho visto e commentato negli Stati Uniti: Bayern, Benfica e poi lo United a Cardiff.

Contro il Bayern, mai sotto, addirittura il Milan ha dominato e questo Milan di Giampaolo io però non l’ho più visto e voglio capire perché se l’ho visto una volta dopo un mese di preparazione senza i rinforzi non l’ho più rivisto. L’allenatore è sempre lo stesso, dei giocatori ne sono arrivati di più forti ma quel modo entusiasta di approcciare la partita io non l’ho più visto. Quindi la preoccupazione, importante che arrivi con sei punti in classifica, perché non sta brillando la Juventus, le partite vittoriose dell’Inter contro Cagliari e Udinese in dieci non sono state mirabili sul piano del gioco, la stessa Lazio ha fatto fatica, a Roma dopol’incertezza iniziale bene con il Sassuolo. Ci vuole quindi tempo, ma il Milan non ne ha perché i tifosi aspettano, hanno voglia di vittorie e di divertirsi e ieri a Verona non si è visto un gioco spettacolare ma anzi pieno di errori tecnici e condito da una manovra poco fluida. Quindi la mia domanda resta: dov’è finito quel Milan di Giampaolo?

IL MILAN DI GIAMPAOLO DOV’É?

Il cammino si è arrestato e voglio inoltre aspettare per capire quando finalmente potrò vedere i progressi, anche lenti, non importa che il Milan giochi subito in maniera straordinaria. Se cancelliamo la partita di Cesena, nelle gare di Brescia, con l’Udinese e di Verona non hanno fatto vedere progressi e mi sembra che anche Giampaolo stia facendo degli esperimenti: Paquetà mezz’ala, Paquetà trequartista, Suso a destra, Piatek a sinistra. Quindi anche lui sta cercando il filone giusto dopo un mese e mezzo non può ancora, forse non ha ancora nella testa i giocatori giusti nei ruoli giusti: un contro è l’allenamento e un conto la partita.

Però continuo a non vedere l’ora di attaccarmi ai progressi di Giampaolo. Il secondo tempo, migliore del primo con 4-3-3, è piaciuto a Giampaolo ma con pochissimi tiri in porta. Signori, zero tiri con l’Udinese, ieri sera sei tiri contando il calcio di rigore e un paio di tiri di Suso non pericolosi, e meno male che il thrilling finale si è risolto con un tiro sulla barriera di Veloso, altrimenti saremmo qui a commentare duramente un pareggio in dieci. Dobbiamo dunque migliorare, perché ancora non vedo la partenza del Milan di Giampaolo, un Milan di Giampaolo che è piaciuto a me che si è fermato negli Stati Uniti.

Resto in attesa che parta la marcia del Milan di Giampaolo.

Fonte immagine di copertina: profilo IG @ACMilan

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Flash News

Verso Turris-Avellino: Rastelli recupera Aya

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Turris Avellino

In casa Avellino, continua la preparazione verso il match contro la Turris in programma domenica alle 17:30. Gli irpini, dopo il pareggio casalingo contro la Juve Stabia, sono obbligati a vincere per sperare ancora nei playoff.

Il tecnico Massimo Rastelli però, dovrà ancora far fronte alla situazione infortunati. Aya ha recuperato definitivamente ed è tornato ad allenarsi in gruppo ma è l’unica nota positiva. Dall’Oglio e Di Gaudio infatti, stanno ancora smaltendo i fastidi lavorando a parte. Così come Ricciardi e Micovschi, che stanno continuando il programma di recupero prima del reintegro.

L’Avellino ha disperato bisogno di trovare punti lontano dal Partenio Lombardi. Il rendimento esterno, sino ad ora, è stato disastroso. Soltanto 4 punti conquistati in 8 uscite, frutto del pareggio contro il Foggia e della vittoria di Francavilla, alla prima in panchina di Rastelli.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

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ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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Juventus

La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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Calcio Internazionale

Tata Martino non è più il CT del Messico: le ultime

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Messico

Nonostante la vittoria del Messico ieri sera, ormai l’esperienza di Gerardo Martino sulla panchina della Nazionale Messicana sta per volgere al termine. Decisiva sembra essere stata infatti la non qualificazione agli ottavi di fiamme dei Mondiali in Qatar.

MESSICO-TATA MARTINO: È FINITA

Lo ha confermato lo stesso Tata Martino ieri sera dopo la partita con l’Arabia Saudita:

Dovrò trovarmi un altro futuro, la mia esperienza sulla panchina del Messico è terminata quando l’arbitro ha fatto il triplice fischio. Il mio contratto con la Nazionale termina qua”.

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