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L’attacco del Milan non funziona più: quali sono i problemi?

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A sei giornate dalla fine del campionato di Serie A, la corsa scudetto è più aperta che mai. Milan, Inter, Napoli e Juventus occupano le prime quattro posizioni e possiedono rispettivamente 68, 66, 66 e 62 punti.
Attualmente in testa troviamo il Milan, la quale ha avuto la possibilità di allungare sulle squadre che si trovano dietro, ma non ci è riuscita pareggiando le ultime due sfide contro Bologna e Torino.
Ne giova l’Inter di questa situazione perché nel caso di vittoria nella partita di recupero contro il Bologna arriverebbe a 69 punti, prendendosi il primo posto e avviandosi verso la conquista della seconda stella.

Le ultime partite del Milan

Nelle ultime cinque partite i rossoneri hanno ottenuto tre vittorie e due pareggi per un totale di 11 punti. Solo tre invece i gol segnati.
Nello scontro diretto contro il Napoli la vittoria è arrivata grazie ad un gol di Olivier Giroud.
Contro l’Empoli i tre punti arrivano grazie ad un gol di Kalulu.
Contro il Cagliari è invece Bennacer a far gioire i diavoli rossoneri.
Nella sfida contro il Bologna, il Milan non riesce a segnare e la sfida si conclude 0-0 nonostante i 33 tiri totali dei milanesi.
Nella trasferta contro il Torino è arrivato un altro 0-0 in una partita dove probabilmente la squadra di casa avrebbe meritato qualcosa in più grazie ad un’ottima prestazione.

L’ottimo lavoro della difesa

Da queste partite si può notare come la squadra di Pioli sia riuscita ad ottenere cinque clean sheet di fila dimostrando come la difesa sia il vero punto di forza di questa squadra.
Questo è dovuto al ritorno di Tomori dall’infortunio e dalla sorprendente stagione di Kalulu che non sta facendo rimpiangere l’assente Kjaer.
Altra pedina fondamentale di questa squadra è il portiere Mike Maignan che in più occasioni ha salvato il risultato ai suoi compagni conquistando immediatamente il cuore dei suoi tifosi che hanno già dimenticato Gigio Donnarrumma.

Purtroppo il problema del Milan pare essere del reparto opposto. Tre gol in 450 minuti. Gli ultimi due gol sono arrivati grazie a due conclusioni da fuori area di un difensore e di un mediano.

Cosa manca all’attacco del Milan?

A questo Milan mancano i gol importanti di Giroud come quelli realizzati negli scontri diretti contro Inter e Napoli che tanto avevano fatto sognare i tifosi che si sentivano sempre più vicina alla vittoria dello scudetto dopo 11 anni.

Messias da quando è arrivato al Milan ha preso il posto di Saelemaekers che si trova in un periodo di crisi che sembra non finire più, ma anche il brasiliano nonostante l’impegno mostra dei limiti evidenti.

Brahim Diaz  non segna dal 25 settembre 2021 in Spezia-Milan 1-2 e non mette a referto un assist dal match contro la Salernitana del 4 dicembre 2021.

Rafael Leao era diventato l’unica vera certezza della squadra di Pioli. Grazie alla sua forza è capace di andarsene in gol da solo partendo dalla sinistra. Le ultime tre partite del portoghese sono insufficienti, sembra che sia tornato ad essere il calciatore svogliato che era in precedenza. Probabilmente il suo calo è dovuto dalla stanchezza, ma rimane il fatto che è da un mese e mezzo che è scomparso dai radar, vista l’assenza di gol e assist.

All’attacco del Milan è mancato anche un certo Zlatan Ibrahimovic che in questa stagione è stato dilaniato dagli infortuni e quindi è sempre dovuto stare lontano dal campo di gioco ma non lontano dalla squadra.

Come risolvere il problema?

In molti hanno attribuito la colpa all’allenatore Stefano Pioli, poiché nelle situazioni più disperate non ha il coraggio di concludere le partite con due attaccanti in campo per aumentare le probabilità di buttare in rete i palloni che vengono messi a centro area.

Mancano solo sei partite alla fine del campionato, il mister deve riuscire a mettere di nuovo in condizione Rafa Leao e Brahim Diaz, più dal punto di vista mentale che fisico. Tutti sappiamo di cosa sono capaci questi due calciatori che però sembrano essersi spenti definitivamente: l’attacco del Milan dipende anche da loro due.

Nel caso in cui non si riesca a risolvere questo problema nel corso del finale di questa stagione, la dirigenza rossonera dovrà muoversi sul mercato per trovare dei calciatori che siano in grado non solo qualitativamente, ma anche dal punto di vista della continuità, principale problema di questa squadra, di risolvere questo problema offensivo.

 

 

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Verso Turris-Avellino: Rastelli recupera Aya

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Turris Avellino

In casa Avellino, continua la preparazione verso il match contro la Turris in programma domenica alle 17:30. Gli irpini, dopo il pareggio casalingo contro la Juve Stabia, sono obbligati a vincere per sperare ancora nei playoff.

Il tecnico Massimo Rastelli però, dovrà ancora far fronte alla situazione infortunati. Aya ha recuperato definitivamente ed è tornato ad allenarsi in gruppo ma è l’unica nota positiva. Dall’Oglio e Di Gaudio infatti, stanno ancora smaltendo i fastidi lavorando a parte. Così come Ricciardi e Micovschi, che stanno continuando il programma di recupero prima del reintegro.

L’Avellino ha disperato bisogno di trovare punti lontano dal Partenio Lombardi. Il rendimento esterno, sino ad ora, è stato disastroso. Soltanto 4 punti conquistati in 8 uscite, frutto del pareggio contro il Foggia e della vittoria di Francavilla, alla prima in panchina di Rastelli.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

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ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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Juventus

La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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Calcio Internazionale

Tata Martino non è più il CT del Messico: le ultime

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Messico

Nonostante la vittoria del Messico ieri sera, ormai l’esperienza di Gerardo Martino sulla panchina della Nazionale Messicana sta per volgere al termine. Decisiva sembra essere stata infatti la non qualificazione agli ottavi di fiamme dei Mondiali in Qatar.

MESSICO-TATA MARTINO: È FINITA

Lo ha confermato lo stesso Tata Martino ieri sera dopo la partita con l’Arabia Saudita:

Dovrò trovarmi un altro futuro, la mia esperienza sulla panchina del Messico è terminata quando l’arbitro ha fatto il triplice fischio. Il mio contratto con la Nazionale termina qua”.

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