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Il mondiale degli esclusi: l’11 che non andrà in Russia

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Qatar 2022

Sei mesi e il Mondiale di Russia diverrà realtà: il 14 giugno 2018 a Mosca la Russia darà il via al torneo più atteso al mondo.

Da due anni a questa parte dall’Europa all’Asia, fino all’Africa e il Sudamerica, così come nel Centronord America e nel continente oceanico si sono disputati degli incontri validi per le qualificazioni al mondiale che hanno sancito le trentadue partecipanti.

LE GRANDI ESCLUSE

Dall’Egitto alla Svezia, passando per Senegal e Sud Corea, come succede sempre, anche per questa edizione svariate nazioni hanno sognato insieme alla squadra fino a conquistare un pass Mondiale inaspettato.

Se le sopracitate nazionali piangono di gioia, molte altre restano con un pugno di mosche in mano: stiamo parlando di potenze come Italia, Olanda e Cile.

Ma non solo: perché se gli ultimi non saranno nelle trentadue nonostante la doppia vittoria in Copa America, nemmeno la Costa D’avorio, campione d’Africa uscente o ancora gli Stati Uniti, vittoriosi in Gold Cup, prenderanno parte alla competizione.

Con alcune delle big costrette alla resa, molti campioni non partiranno per la Russia.

Oggi insieme andremo a scoprire una selezione di giocatori che non parteciperanno al Mondiale e che si candiderebbero a vincere comunque il trofeo qualora ne facessero parte.

Schieriamo la squadra con un 3-5-2 molto offensivo e quasi fantascientifico.

 

PORTIERE: BUFFON

Impossibile scegliere altro.

È vero che anche Oblak e Handanovic fanno gola ma l’esclusione del numero uno italiano è pesantissima.

Ancora uno dei migliori al mondo nel suo ruolo nonostante l’età, non parteciperà al suo ultimo Mondiale, rimanendo così il primo degli esclusi.

Quasi inutile dirlo: sarà anche il capitano della squadra.

DIFENSORE CENTRALE: BONUCCI

Esattamente: rimaniamo nello stivale.

L’anno del suo “tradimento” da Madama Juve alla Milano rossonera sembra non volerlo lasciare in pace.

Se tutto era iniziato con degli sfortunati eventi familiari, nel rettangolo di gioco nulla è andato per il verso giusto: dallo sgabello, al litigio con Max Allegri, fino alla finale di Champions con il Real Madrid persa 1-4.

Senza dimenticare la dolorosa cessione e i (troppi) errori al Milan. Tutto si chiude così: con una qualificazione mancata che ha del clamoroso.

Nella nostra selezione mondiale sarebbe comunque un pilastro difensivo e nella difesa a tre – che abbiamo scelto per il gruppo – avrebbe senz’altro il ruolo di colui che imposta.

DIFENSORE CENTRALE: ALABA

La sua Austria resta a casa. Ancora e ancora.

È stato molto sfortunato il giocatore del Bayern Monaco ad esser nato in una generazione molto poco elevata qualitativamente.

Negli anni ’90 era il solo Anton Polsters a doversi tenere sulle spalle l’immenso peso di una nazionale che non incide mai. La mancata qualificazione di questa edizione si lega ad un filotto inimmaginabile di occasioni mancate: sono venti anni che il “Das Team” non gioca un Mondiale.

Alaba resta quindi a casa nonostante i tanti sforzi fatti: 15 punti in 10 partite ma troppo poco in un girone modesto nel quale la squadra più forte si è poi rivelata esser la Serbia, davanti a modeste compagini quali Eire e Galles (Altra delusione).

Alaba è un giocatore completo, capace di giocare in quasi tutti i ruoli del campo.

Dopo aver riflettuto a lungo abbiamo scelto come ruolo per lui il laterale in una difesa a tre, posizione che gli permetterà di avere una visione completa del fronte offensivo e allo stesso tempo di coprire ottimamente in posizione arretrata.

DIFENSORE CENTRALE: CHIELLINI

Si torna in Italia.

Ecco a voi un altro giocatore che dice addio alla nazionale in modo poco onorevole.

In queste ultime ore le indiscrezioni lasciano trapelare un quasi sicuro addio, ma dei senatori italiani che hanno salutato per sempre, tutti erano campioni del mondo. Tutti tranne lui.

Sarà comunque un’assenza pesantissima: la competizione perde uno dei difensori più forti e concreti d’Europa.

Nel nostro comparto arretrato se Alaba sarà il giocatore elegante e Bonucci il regista, toccherà al centrale toscano togliere le castagne dal fuoco.

ALA DESTRA: BALE

Nonostante sia una scelta prettamente offensiva, Gareth Bale sa alla perfezione scendere in ripiego difensivo.

Nato da terzino al Tottenham, si è spostato in avanti per non sciupare le proprie doti offensive.

Il suo Galles non si è qualificato, arrivando terzo in un girone che ha beffato anche Alaba.

Durante le qualificazioni i britannici si sono dimostrati una squadra troppo dipendente dall’esterno del Real Madrid: basti pensare come non siano riusciti mai a vincere in sua assenza.

Nel nostro undici sarebbe fondamentale per la manovra offensiva.

CENTROCAMPISTA: VIDAL

Più pesano e più fanno rumore quando cadono.

E così è successo per il Cile di Juan Antonio Pizzi: la Rossa veniva da due vittorie di fila in Copa America.

Stiamo parlando di un risultato storico: il Cile mai prima di allora aveva vinto la coppa e, anzi, aveva partecipato a quattro finali, tutte perse.

La qualificazione al Mondiale avrebbe dovuto esser cosa scontata, ma la sconfitta contro la piccola Bolivia (Arce su calcio di rigore) ha messo in crisi l’intero movimento.

Il sesto posto nel girone significa esclusione: fra gli esclusi che fanno rumore quando cadono c’è lui, Arturo Vidal.

Top player del Bayern Monaco e della nazionale, ha dimostrato alla Juventus, nel nostro campionato, qualità che in pochi hanno.

In pochi mesi si è guadagnato il soprannome di “guerriero” che è esattamente il suo comportamento agonistico in campo.

Un combattente, quindi, per la nostra metà campo.

CENTROCAMPISTA: VERRATTI

Stella del Paris Saint Germain, l’Italia ancora lo aspetta.

Esploso nel Pescara e diventato presto uno dei migliori giocatori del club di Parigi, ci si aspetta da lui ancora il grande salto in nazionale, che lo responsabilizzerebbe al 100%.

Mezz’ala di possesso, estremamente bella da vedere, gli è stato forzatamente chiesto di correre e basta: nell’Italia di Ventura il suo ruolo era quello di sacrificarsi per la squadra, lottando ma perdendone ovviamente in lucidità.

Noi ce lo teniamo come il giocatore che abbiamo imparato a conoscere in Francia: nel nostro undici giocherà come sa.

CENTROCAMPISTA: HAMSIK

Anche l’eliminazione della Slovacchia non sarà affatto facile da digerire per un’intera nazione.

Con la mancata qualificazione si rischia di bruciare una generazione composta, oltre che dal capitano del Napoli, da pedine quali Skriniar, Skrtel, Kucka, Weiss e Duda.

Ad onor del vero è importante dire che la “Repre” ce l’ha messa tutta, perdendo contro l’Inghilterra entrambe le volte di misura (0-1 e 2-1) e totalizzando comunque 18 punti nel girone.

Il secondo posto (solitamente valido per i Playoff) non è bastato: allo spareggio non ci è andata in quanto peggiore seconda.

Beffa enorme per Hamsik che avrà più tempo per pensare al miracolo scudetto, ma che aveva voglia e bisogno di far parte di questa spedizione.

Nella nostra selezione, di fianco al guerriero e al metronomo mettiamo un giocatore capace in ogni sua sfumatura: perfetto sotto il punto di vista realizzativo così come capace nella visione di gioco.

Sarebbe semplicemente oro.

ALA SINISTRA: ROBBEN

Ci perdoni Arjen Robben che senza motivo alcuno si troverà spostato a sinistra e ci perdoni anche Lorenzo Insigne che non siamo riusciti a far entrare nell’undici titolare.

Oltre che nell’Italia di Ventura, lo scugnizzo partenopeo non entra nemmeno nella nostra selezione, ma questa volta per onorare un campione.

La candidatura qua è semplicemente un modo per rendere omaggio all’esterno Oranje nel giorno del suo ritiro dalla nazionale.

Passato dall’essere uno dei migliori giocatori al mondo, nonché trascinatore olandese, all’uomo di cristallo. Troppi infortuni e qualche punto perso inutilmente non hanno concesso alla sua Olanda di qualificarsi al Mondiale in un girone di ferro che prevedeva anche Francia e Svezia.

Non è giusto che tutto questo finisca così, ma diciamo anche che noi una casacca gliela diamo volentieri.

E per chi dice che sa semplicemente rientrare e calciare a giro rispondiamo che ha ragione. Effettivamente è il suo cavallo di battaglia e gli riesce divinamente.

CENTRAVANTI: SANCHEZ

Un altro calciatore vittima del disastro cileno.

Dispiace non vederlo partire per la Russia, così come dispiace per Vidal.

In avanti formerebbe un tandem spaventoso con un altro attaccante che però scoprirete fra poco.

Non è una punta centrale, ma il tipico esterno d’attacco che vicino ad una boa è libero di esprimersi pienamente, riprendendo un po’ quel gioco che Gasperini a Bergamo pratica divinamente sfruttando il duo Papu-Petagna.

In uno degli anni più travagliati della sua carriera, con le valigie in mano e il contratto di rinnovo con i Gunners che lo tenta, non gliene va una bene.

PUNTA CENTRALE: AUBAMEYANG

Peccato. Peccato perché la sua eliminazione era facilmente pronosticabile.

Fra tutti i giocatori citati lui era uno dei pochi (se non l’unico) quasi sicuro di non partecipare.

Per metà francese e per metà gabonese, ha deciso di scendere in campo con la nazionale africana, accettando di giocarsi le proprie carte seguendo un senso di appartenenza che oggi in pochi mantengono.

Capitato nel girone più difficile fra tutti, con i campioni d’Africa del Costa D’avorio e col Marocco, si è trovato davanti un gruppo perfetto quali i “Leoni dell’Atlas” capace di mettere a segno undici reti e di non subirne nessuna.

Il centravanti del Borussia Dortmund nella nostra squadra sarebbe un ennesimo top player, capace di mettersi al servizio della squadra e finalizzare in rete la stragrande maggioranza di palloni a disposizione.

Secondo voi dove potrebbe arrivare questa squadra qualora partecipasse al Mondiale? Passiamo la palla a voi mentre Russia 2018 si avvicina prepotentemente.

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Avellino-Andria a porte chiuse: ricorso respinto

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La Corte D’Appello Nazionale ha respinto il ricorso dell’Us Avellino. Il match contro l’Andria si giocherà a porte chiuse.

Nulla da fare per i tifosi biancoverdi; la gara, in programma domenica alle 17:30, si disputerà in assenza di pubblico. Un fattore non da poco, come dichiarato da bTito nel post partita contro la Turris. L’Avellino ha già giocato senza l’apporto dei propri tifosi nel corso di questa stagione: in quell’occasione il Giugliano vinse 0-1 al Partenio Lombardi.

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Gzira 1-6 Inter, vittoria schiacciante per i nerazzurri

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Durante la sosta per il Mondiale in Qatar, l’Inter ne ha approfittato per tenere il ritmo partita, e si è concessa un’amichevole contro lo Gzira United, club che milita nella prima divisione del campionato maltese. La gara è terminata con il risultato di 1-6 per la squadra di Simone Inzaghi. I nerazzurri si sono portati subito in vantaggio di due gol nella prima mezz’ora, con le reti di Bellanova e Kristjan Asllani. Il club di Malta ha poi accorciato le distanze sugli sviluppi di un calcio d’angolo con Jefferson. L’Inter ha dilagato e chiuso il match con le reti di Hakan Calhanoglu, Robin Gosens, Dimarco e Mkhitaryan.

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Tito post Turris-Avellino: “Dedico la doppietta a mia figlia”

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Tito

Nel post partita di Turris-Avellino, Fabio Tito, autore di una doppietta, ha analizzato la gara vinta 1-3 e il momento di forma della squadra, reduce da tre risultati utili consecutivi.

Il difensore biancoverde, visibilmente emozionato, ha dichiarato:

“Mi conoscete da un bel pò. Ho sempre messo la squadra al primo posto, anche quando segnavo a raffica e sfornavo assist. È la prima volta che provo un’emozione del genere, in una gara così importante, in un derby così sentito, realizzare due gol è un qualcosa di stupendo. Sono 3 punti pesanti, che ci consentono di allontanarci dalla zona calda. Dedico la doppietta a mia figlia che domani compie un anno. È il miglior regalo che potessi farle”.

Poi, sull’atteggiamento messo in campo:

“Se capiamo che dobbiamo scendere in campo con questa grinta, possiamo toglierci enormi soddisfazioni e raggiungere il quarto posto. Se la cattiveria viene meno, possiamo far fatica con tutti. Prepariamo la gara con l’Andria con maggiore spensieratezza ma sappiamo che non sarà facile senza i nostri tifosi. Sappiamo bene ciò che è successo a Foggia ma stanno penalizzando entrambe le società. Sarà una gara anomala senza l’apporto del pubblico, dobbiamo vincere soprattutto per loro“.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

 

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Brasile-Corea del Sud, le formazioni ufficiali

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Alle 20:00 si disputerà l’ottavo di finale tra Brasile Corea del Sud, per il passaggio ai quarti, dove la vincente affronterà la Croazia. L’ago della bilancia sembrerebbe pendere tutto dalla parte della squadra di Tite, che vuole assolutamente cancellare il ricordo della sconfitta contro il Camerun. Dall’altra parte, Paulo Bento vuole continuare a far sognare una nazione, portando la Corea ai quarti di finale, dopo aver compiuto una vera e propria impresa contro il Portogallo. Arrivati nella fase a eliminazione diretta, ora più di prima, nessuno vuole rinunciare a sognare di alzare l’ambita coppa, chi per la prima volta nella sua storia, chi per la sesta, aumentando ancora di più il margine di distacco su Italia e Germania.

LE UFFICIALI

BRASILE (4-2-3-1): Alisson; Danilo, Marquinos, Thiago Silva, Alex Sandro; Casemiro, Lucas Paqueta; Raphinha, Neymar, Vinicius Junior; Richarlison. Commissario Tecnico: Tite.

COREA DEL SUD (4-3-3): Seung Gyu; Moon-hwan, Kim Min-jae, Young-gwon, Kim Jin-su; In-beom, Woo-young, Jae-sung Lee; Hee-chan, Gue-sung, Son Heung-Min. Commissario Tecnico: Paulo Bento.

 

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