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Il “nuovo” Milan di Giampaolo dopo Udine

Non è iniziata come desiderava la nuova avventura di Marco Giampaolo al Milan. I rossoneri sono usciti sconfitti dalla Dacia Arena di Udine dopo una prestazione decisamente negativa. La squadra è sembrata disorganizzata e il 4-3-1-2 disegnato dal tecnico abruzzese non ha funzionato.

COSA NON HA FUNZIONATO?

Fonte: profilo Instagram ufficiale del Milan

Il problema è il modulo in sé o sono gli interpreti? Una domanda a cui dare una risposta è ancora difficile, considerando che sono passati solo 90 minuti. Si può però sviluppare un’analisi rispetto a questo quesito partendo dal fulcro delle formazioni di Giampaolo, il centrocampo.

Quello schierato a Udine è stato un centrocampo tecnico ma “leggero”. Çalhanoğlu in regia non ha convinto, schierato in questo ruolo al posto dell’infortunato Biglia. Il turco è apparso troppo lento e molto sulle gambe. Spesso si è “nascosto”, evitando di andare a caccia del pallone per gestirlo. Le mezzali, che nelle idee di Giampaolo sono i giocatori che devono dare maggiore equilibrio alla squadra, non sono state all’altezza. Borini, nonostante possa essere considerato uno dei più positivi per impegno e corsa, non è mai riuscito ad entrare nel ruolo. Molto spesso fuori posizione, non è riuscito a garantire inserimenti e coperture difensive adeguate. Comprensibile, per un giocatore abituato ad agire sulle corsie laterali e, in origine, da prima punta. Paquetà è sembrato quello tatticamente più ordinato. L’impressione però è che Giampaolo gli abbia chiesto di mettere da parte la sua fantasia e la sua abilità palla al piede per lavorare più sul palleggio. Nel complesso i tre non hanno lavorato nella stessa direzione. Kessiè avrebbe garantito più fisicità, formando con il numero 39 brasiliano una coppia più equilibrata e lasciando magari più spazio per inventare. Probabilmente per motivi di mercato però, l’ivoriano è rimasto in panchina giocando solo l’ultima mezz’ora. Un quarto d’ora invece per Bennacer, entrato in un momento difficile senza però incidere.

Paquetà e Borini sono molto larghi per lasciare spazio a Çalhanoğlu e Suso. Non fanno movimento, il Milan perde palla e subisce una ripartenza pericolosa.

Come dichiarato in conferenza alla vigilia, Suso è stato schierato come trequartista. Nonostante il suo allenatore abbia detto che si è adattato senza mai lamentarsi, l’esperimento non ha funzionato. Mai al centro del gioco, non è riuscito a servire alle punte palloni appetibili. Un giocatore della sua qualità non può essere schierato fuori ruolo, Capello forse aveva ragione:

“Per me è un esterno, non so se potrà trasformarsi in un trequartista”.

Castillejo si allarga tanto, non ha un aiuto. Deve ricominciare facendo perdere inerzia all’azione, crossando al centro infatti troverebbe solo Piątek isolato in mezzo ai difensori

Davanti Piątek accanto a Castillejo. Il primo troppo lontano dalla porta, il secondo anch’egli fuori ruolo. Le direttive erano quelle di rimanere larghi ma isolare il polacco sull’esterno è stato uno degli errori che il Milan ha pagato più caro. Sempre fuori dal gioco e anticipato dalla linea difensiva friulana, è sembrato un altro giocatore rispetto a quello delle 22 reti in Serie A della stagione scorsa. Per quanto riguarda lo spagnolo invece il discorso è diverso. La sua posizione naturale è quella esterna per sfruttare la sua velocità. Si è trovato però a metà, non era né un’ala, né una punta, né un gregario. L’ingresso di Rafael Leão non può essere valutato, il giovane portoghese però è entrato con voglia e l’ha fatto vedere. Potrebbe essere la chiave per far riprendere Piątek da questo momento negativo.

SI TORNA AL 4-3-3?

“Analizzando la gara al di là della sconfitta ci sono molte cose su cui riflettere, dobbiamo avere uno sviluppo migliore in fase offensiva. Dalla prossima sicuramente ci metteremo in campo in modo diverso, non voglio correre il rischio di snaturare le loro caratteristiche”.

Un ipotetico 11 titolare di sabato contro il Brescia (ore 18.00)

Queste sono state le parole di Giampaolo dopo la sconfitta di domenica. Fanno presagire un cambio di modulo. Il sistema di gioco più adatto attualmente a questo Milan è il 4-3-3, il modulo utilizzato da Gattuso nella scorsa stagione. La linea difensiva rimarrebbe invariata, con Calabria Rodriguez chiamati a spingere di meno, anche perché hanno dimostrato di non essere in grado di farlo con continuità.

Rodriguez ha spazio per la sovrapposizione ma non arriva, a Paquetà non resta che provare dalla distanza. Con un cross il Milan era in grado di attaccare con tanti uomini l’area, grazie agli inserimenti di Borini e Suso.

Il centrocampo potrebbe subire variazioni e le combinazioni sono tante. In mediana si attende il rientro di Biglia, ma Bennacer, se pronto fisicamente, potrebbe essere l’alternativa principale. Paquetà si merita il posto e, come ha dimostrato l’anno scorso, potrebbe fare molto più male avendo più campo davanti a sé. Kessiè, se non dovesse partire ovviamente, sarebbe il compagno adatto, con Rade Krunić in grado di sostituirlo. Tornerà anche Jack Bonaventura che porterà qualità e quantità al servizio di Giampaolo.

Piątek sarà il faro offensivo, come abituato fino ad ora. Il polacco avrebbe meno compiti in fase di sviluppo del gioco e potrebbe concentrarsi maggiormente sui movimenti offensivi attaccando l’area di rigore, cosa che non è mai avvenuta ad Udine, e gli 0 tiri in porta del Milan vanno a conferma di ciò. A sinistra potrebbe tornare Çalhanoğlu. Possibile anche schierare Borini, maggiormente abituato a giocare in questa posizione e in grado di garantire anche una buona copertura. Rafael Leão ha fatto anche l’esterno sinistro e potrebbe essere più che un’idea per Giampaolo. A destra un solo nome, Suso. Lo spagnolo deve prendersi necessariamente la squadra sulle spalle, come ha fatto in passato. Il modulo verrà cambiato soprattutto per lui, considerato il fuoriclasse di questo Milan. In questa posizione ha sempre fatto piuttosto bene, salvo qualche calo fisiologico soprattutto sul lato fisico, dalla panchina partirebbe Castillejo. I rossoneri hanno bisogno della duttilità offensiva del numero 8 e del suo mancino, capace di regalare perle. Una di queste proprio a Udine 2 anni fa.

L’incognita per ora è il possibile arrivo di Correa. In questo ipotetico 4-3-3, l’argentino non troverebbe spazio. Il suo arrivo però garantirebbe un’alternativa per Giampaolo. Poter contare su due sistemi di gioco, da adattare all’avversario, può essere un’arma in più. La squadra non è stata pronta al cambio di modulo ma con il passare del tempo e l’affinarsi delle conoscenze collettive, i rossoneri potrebbero riuscire ad interpretare al meglio le idee del tecnico ex blucerchiato. Il 4-3-3 può essere una buona alternativa per il match contro il Brescia. Sfruttando la sosta in seguito, Giampaolo e il suo staff potranno valutare come affrontare al meglio l’Inter, apparsa come una squadra molto organizzata, con, magari, un Correa in più.

(Fonte immagine di copertina: profilo Twitter ufficiale AC Milan) 

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