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Il nuovo Monza parte dalla panchina

In queste settimane non si fa che parlare di una squadra, il Monza, che tra pochi giorni subirà un cambiamento quasi epocale.

Il 29 settembre, infatti, la società avrà un nuovo proprietario non uno a caso.
È Silvio Berlusconi che sarà affiancato in questa nuova avventura dal dottor Adriano Galliani, (ex) storico ds del Milan.

Fininvest ha rilevato il 100% delle quote societarie del Monza, dopo le precedenti ipotesi che facevano presagire al 95%. Il closing più l’annuncio ufficiale è previsto alle ore 13 di venerdì 28 settembre, quando la storia di questo club cambierà ufficialmente.

Ma chi guiderà – sul campo – il Monza, in questa sua risalita?

STABILITÀ

Zaffaroni e Antonelli sono ultra riconfermati, stanno facendo benissimo e godono della assoluta fiducia da parte della futura proprietà”

Adriano Galliani

Se tutto, intorno alla squadra, è destinato a cambiare, in panchina le pedine rimangono ferme. Zaffaroni, infatti, sarà assolutamente riconfermato, dopo aver convinto critici e non grazie al grande lavoro svolto sul campo.

Ma chi è, precisamente, Marco Zaffaroni?

“Un vero allenatore!” sarà la risposta dei Monzesi.
Ma il tecnico milanese è stato anche un calciatore; nella sua carriera ha totalizzato 88 presenze (e una rete) in Serie B tutte con la maglia del Taranto.
Ha poi giocato 500 partite in serie C in squadre quali Solbiatese, Saronno, Legnano, Pro Patria fino ad arrivare al Monza, con il quale si sarebbe rincontrato dopo un po’ di anni.

Dicono di lui, da quelle parti, che si sia sempre distinto per professionalità, serietà, carisma da leader. 

FATICHE E GIOIE

Dopo aver lasciato il calcio all’età di 40 anni, Marco si è dato alla carriera da allenatore, dove ha faticato a trovare un giusto habitat per le sue caratteristiche tecniche: nel 2009-10 ricopre l’incarico di vice allenatore a Perugia e dall’anno successivo diventa capo allenatore nella formazione di Eccellenza della Folgore Verano, portandola fino ai playoff.

Nel 2011-12 la società si fonde assieme alla U. S. Caratese (militante in Serie D), dando luogo alla Folgore Caratese del quale lui sarà l’allenatore per due anni.
L’anno dopo assume l’incarico di allenatore della Caronnese, militante anch’essa in Serie D.

Da nessuna parte Zaffaroni sembra convincere, fino a quando, nel 2016, arriva la chiamata del Monza. Con i biancorossi arrivano le prime supervittorie, ovvero quelle partite dove la squadra vince e convince; insieme ai risultati arriva anche il primo trofeo: il 24 maggio del 2016 il Monza è ufficialmente al primo posto in classifica nel girone B della Serie D, conquistando la promozione in Lega Pro con due turni d’anticipo.

Insomma tutte queste caratteristiche devono aver convinto anche Berlusconi e Galliani.

“ZAFFARONISMO?”

Se il grande progetto di Berlusconi e Galliani andrà a buon fine, magari tra qualche anno la Treccani dovrà inserire una nuova parola filosofica-calcistica: dopo il Sarrismo, magari, il Zaffaronismo. 

Fisico ed altezza, con i suoi quasi due metri (da giocatore di basket), carattere schivo e taciturno, dalle poche parole, appropriate e mai banali, 49 anni, pressoché tutti dedicati allo sport, con una spiccata predilezione per il calcio, che lo ha visto prima giocatore di buon livello, successivamente allenatore vincente.

La figura di Marco Zaffaroni, tutta da scoprire, ci ha già fatto innamorare.

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