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Il pagellone del mercato dei top club europei

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Il pagellone del mercato dei top club europei

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A una settimana dalla fine del mercato, abbiamo stilato il pagellone dell’estate delle grandi d’Europa in vista di una stagione di coppe Europee più florida che mai.

ARSENAL: 7.5

Sono i gunners i veri protagonisti del mercato nella City. Dopo una stagione piuttosto deludente, culminata con una netta e fragorosa sconfitta a Baku, contro gli odiati cugini Blues, l’Arsenal ha investito massicciamente per costruire una squadra che possa ambire a tornare nella top four. La spesa indubbiamente più rilevante è stata quella per Nicolas Pepé.

Il ventiquattrenne, protagonista dello stupefacente Lille targato Galtier, è sbarcato all’Emirates per 80 milioni, dimostrandosi arma già efficace in queste prime partite.
Esosi anche gli investimenti per rafforzare la linea difensiva, con ben 60 milioni spesi per Tierney, terzino sinistro in arrivo del Celtic, e Saliba, diciottenne promessa in arrivo dal Saint-Etienne e prestata a agli stephanois per questa stagione.

Il centrocampo è stato potenziato con l’arrivo in prestito oneroso, ben 17 milioni, di Ceballos dal Real Madrid, elemento in grado di consentire a Emery di poter finalmente  esprimere la propria idea di gioco. In uscita si segnala la cessione di Iwobi, buona Coppa d’Africa per lui, all’Everton e la perdita di Ramsey, giunto a parametro zero allo Juventus Stadium.

(Fonte. profilo Twiiter Arsenal)

CHELSEA: SV

Puntare sui giovani del vivaio: questo il mantra di un Chelsea che ha subito il blocco del mercato in entrata.

Sarà molto interessante vedere come Frankie Lampard riuscirà a gestire un organico giovane, fortemente indebolito dalla partenza di Eden Hazard in direzione Madrid. Da seguire Mason Mount, protagonista proprio con l’ex centrocampista in panchina, di una scoppiettante stagione nel Derby County. Tomori, difensore tecnico e fisico, classe 1997, anch’egli proveniente da Pride Park sarà una pedina utile ad un Chelsea che torna in Champions League con un organico dall’età media ridotta. Risulta di fondamentale importanza l’innesto di Pulisic, bloccato a gennaio e disponibile da questa stagione.

Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale @Masonmount

TOTTENHAM: 7 

Dopo due sessioni di mercato senza effettuare alcun acquisto, con la volontà di investire le risorse nel nuovo avveniristico White Hart Lane, gli Spurs si sono sbloccati con l’arrivo di Jack Clarke, esterno offensivo proveniente dal Leeds di Bielsa. Tuttavia, i veri colpi sono arrivati a centrocampo e sembrano adattarsi in maniera ottimale con il 4-2-3-1 sovente disegnato da Pochettino.
Tanguy Ndombele, acquisto più caro della storia del club del nord di Londra, ha già avuto un impatto decisivo, siglando la prima rete della stagione a White Hart Lane, mentre Lo Celso, arrivato in prestito oneroso con diritto di riscatto, apporterà classe e fantasia. Da segnalare la scommessa Sessegnon, in arrivo da Craven Cottage, mentre manca ancora un vice Kane, considerando la partenza a zero di Llorente.

Fonte immagine: profilo Twitter ufficiale Tottenham Hotspur.

MANCHESTER CITY 7.5 

Non sono arrivati grandi nomi in casa Guardiola ma ilmantenimento dell’organico campione di Inghilterra e le operazioni Rodri e Joao Cancelo hanno migliorato la rosa a disposizione del tecnico catalano andando a colmare quelle lacune difficili da interpretare in ottica turn over e Champions League. Il centrocampista spagnolo è il potenziale Busquets del futuro messo nelle mani di Guardiola, Cancelo ha le potenzialità tecniche per fare epoca sulla fascia destra, ma ha bisogno di una disciplina mentale e tattica maggiore. Dopo Dani Alves, Pep dovrà gestire anche il portoghese per renderlo uno dei migliori laterali in circolazione. 

Fonte immagine: profilo IG @JoaoCancelo

MANCHESTER UNITED 5.5 

Morto un papa, non se ne fa un altro. Partito Lukaku alla volta di Milano, lo United non ha avuto la forza, o l’intenzione, di sostituirlo con un nuovo attaccante nonostante i tentantivi, falliti, per Dybala. Solskjaer in merito a questo sottolinea come Rashford, Martial e, sopratutto, Mason Greenwood, siano i diretti eredi al ruolo di prima punta e che la loro qualità sarà ciò che serve al Manchester per risorgere dalle proprie ceneri. La giovane età sta risultando decisiva sotto il profilo della continuità di risultati in questo inizio di stagione con vittorie esaltanti alternate a pareggi sconfortanti. Importante l’innesto di Daniel James, perla di questi primi scampoli di stagione, e la permanenza di Paul Pogba: il francese sembrava destinato al Real Madrid, ed è invece rimasto a Manchester per giocarsi la possibilità di far rinascere un club che ha perdutamente bisogno delle sue prestazioni. 

Fonte: profilo instagram @manchesterunited

LIVERPOOL: 6.5

Nessun acquisto di rilievo, nessuna cessione importante. La filosofia del club campione d’Europa è stata chiara in questa sessione di mercato: non possiamo acquistare nessuno più forte – o più funzionale al progetto – di quelli che abbiamo senza alterare i nostri equilibri, rimaniamo per questo con quelli che abbiamo perché il prossimo anno bisogna puntare alla Premier League. Una filosofia che sta pagando, e bene, in campionato: dodici punti nelle prime quattro partite, un bilancio di dodici goal fatti e tre subiti a fronte di un City lontano due punti e non paragonabile per concretezza nei momenti complessi alla consapevolezza acquisita dai campioni d’Europa in carica. Klopp ha scelto la continuità per riportare la Premier ad Anfield Road e, per ora, la scelta sta pagando. 

BAYERN MONACO: 7 

È stata un’estate particolare in Baviera. Il titolo vinto non ha permesso al Bayern di vivere in tranquillità i mesi di caldo, ma l’operato della società bavarese è finito immediatamente nell’occhio del ciclone. Un po’ per le modalità con cui il titolo è arrivato, senza mai convincere in pieno, un po’ per i scarsi risultati ottenuti in Champions League. Ciliegina sulla torta, le partenze di Robben e Ribery, che hanno messo il Bayern davanti all’esigenza di quel ricambio generazionale che da qualche anno veniva costantemente rimandato. Il Bayern insomma era chiamato a dare risposte sul mercato, e all’inizio queste risposte non sono arrivate. Primi due botti, Pavard e Lucas Hernandez, poi calma piatta. A scuotere la situazione è arrivato come un tuono Robert Lewandowski, denunciando la limitatezza numerica della squadra. Lewa chiama, il Bayern risponde. Arrivano Perisic e Coutinho, finalmente due colpi da novanta degni di una società come il Bayern.
Il Bayern ha compiuto finalmente un passo deciso verso quel ricambio generazionale tanto atteso. Soprattutto in difesa, dove i nuovi arrivi hanno preso il posto di due pilastri come Hummels, andato al Borussia, e Boateng, finito ai margini della rosa. A centrocampo l’innesto di Cuisance è una buona scommessa per il futuro, ma anche un’occasione per il presente, visto che un play con le sue caratteristiche manca in rosa. Il reparto offensivo è quello maggiormente cambiato, con li importanti innesti di Perisic e Coutinho a supportare un Lewandowski in stato di grazia. 

Tirando le somme quello del Bayern è stato un buon mercato, forse un po’ tardivo per quanto riguarda gli innesti davanti. 

Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale @Bayernmonaco

BORUSSIA DORTMUND: 8 

Dopo un titolo praticamente gettato al vento, il Borussia è chiamato al riscatto in questa stagione. La delusione per il campionato perso in modo rocambolesco si è convertita in fame in sede di mercato. La società giallonera ha deciso di dispiegare tutte le proprie forze quest’estate, portando a termine un mercato sontuoso. Mats Hummels, Thorgan Hazard, Nico Schulz e Julian Brandt sono i grandi acquisti del Dortmund per strappare il Mesiterschale dalle grinfie del Bayern.

Il ritorno di Hummels è un innesto tecnico importantissimo, capace di conferire leadership ed esperienza ad una squadra che lo scorso anno più di qualcosa a livello mentale ha pagato. Gli altri acquisti, oltre che enormi innesti dal punto di vista tecnico, lanciano anche un segnale molto chiaro che avvicina i gialloneri ai bavaresi. Come il Bayern negli scorsi anni, il Borussia ha improntato un mercato andando a prendere i migliori delle altre società tedesche, mettendo in chiaro la propria superiorità. Un segnale importante, che proietta il Dortmund più vicino al Bayern che alle inseguitrici anche da un punto di vista prettamente mentale. 

I risultati sono arrivati subito, con la vittoria della Supercoppa e l’inizio scoppiettante in campionato. La sconfitta inaspettata con l’Union Berlin ha un po’ raffreddato gli animi, ma la squadra di Favre ha già dimostrato di poter ampiamente competere fino alla fine per il titolo. La sfida al Bayern è stata lanciata con un mercato eccezionale, ora va confermata sul campo.

Fonte immagine: profilo IG @MatsHummels

BARCELLONA: 6,5 

Frankie De Jong, Antoine Griezmann e Junior Firpo: perché un voto così basso? Non è la mancanza di Neymar a rendere deludente il mercato del Barcellona quanto la necessità di acquistare diversamente in alcune zone del campo. Ci si aspettava l’arrivo di De Ligt, difensore che avrebbe fatto epoca dalle parti del Camp Nou per i suoi natali molto vicini alla filosofia blaugrana e per le sue qualità, eccelse e riconosciute da chiunque parli del centrale ex Ajax. Il voto del Barcellona deriva anche dall’enorme confusione presente in società: la gestione della vicenda Neymar non è stata delle migliori così come i casi Rakitic e Dembleé, praticamente offerti sul mercato come carne da macello e rimasti poi al Camp Nou tra mille dubbi e domande. La stagione, iniziata sottotono, dovrebbe essere quella del riscatto europeo, ma il mercato ha portato solo un enorme confusione a livello di ruoli e gerarchie, nonostante gli innesti siano di valore internazionale. 

Fonte immagine: profilo IG ufficiale @FCB

REAL MADRID: 7 

Eden Hazard ha bisogno di presentazioni? L’acquisto del belga è passato sotto traccia per il repentino infortuni che gli è occorso, ma il Real Madrid ha acquistato uno dei migliori giocatori sulla piazza assicurandosi un dieci – con la maglia numero sette – in grado di fare tutta la differenza del mondo quando si tratta di incontri decisivi. Al suo fianco, l’arrivo di Luka Jovic è da leggere in prospettiva: quando Benzema deciderà di abbandonare il Madrid o di appendere gli scarpini al chiodo, Luka sembra esserne il diretto erede, nonostante le resistenze di Zidane. Inoltre, Luka Modric è rimasto il padrone della dieci, Kroos non ha ceduto alle avance di Guardiola e dietro è arrivato Eder Militao, difensore centrale brasiliano acquistato per mantenere alto il livello di competitività del reparto arretrato. Manca qualcosa? Forse un altro grandissimo nome per colmare la distanza con l’arrivo di De Jong a Barcellona, ma visto il ritrovato rendimento da Galactico di Gareth Bale, sembra che Zidane abbia trovato il suo cavallo di battaglia. 

Fonte immagine: profilo Instagram Hazard.

ATLETICO MADRID: 8.5 

Vendere Griezmann e diventare più forti. Un assurdo visto la forza del francese e l’impatto che il numero sette aveva al Wanda Metropolitano se ci si riflette, ma è questo ciò che sta accadendo all’atletico di Simeone, divenuto un’entità simbiotica con Joao Felix sin dal suo arrivo. Centoventisei milioni di euro di clausola rescissoria per il classe ’99 che, dal Benfica, è arrivato a Madrid prendendosi la numero sette di Griezmann e assumendosi la responsabilità di condurre la manovra offensiva di una squadra a rischio crisi di identità. La partenza di Rodri, ben coperta da Saul e Thomas, è parte integrante del progetto rigenerativo messo in piedi da Simeone e volto a portare la Liga nuovamente alla Fontana di Nettuno, classico ritrovo dei tifosi Colchoneros in caso di titoli messi in bacheca. Il fallimento della missione Champions dello scorso anno – con la finale in casa – ha messo Simeone davanti ad una scelta: sostituire Griezmann con una squadra in grado di sostenere un ragazzo come Joao Felix nel suo percorso per diventare uno dei migliori, o deprimere l’ambiente per la partenza del francese. La scelta, con gli arrivi ulteriori di Marco Llorente dal Real, Mario Hermoso dalla Real Sociedad e di Kieran Trippier dal Tottenham hanno costruito i soldati perfetti per le intenzioni di Simeone: tornare a vincere la Liga a due anni di distanza dall’ultima volta.

(Fonte: profilo Facebook Atletico Madrid)

LIONE: 7,5

Molta curiosità attorno alla squadra strutturata dal duo Sylvinho-Juninho, due grandi conoscitori del campionato nazionale se non due bandiere della squadra. Nella prima esperienza del pernambucano come DS, possiamo notare la volontà di tassellare la rosa con acquisti mirati e studiati, che vadano a sostituire le esose vendite del club. Tutti gli acquisti di quest’anno, o quasi, seguono la logica dell’acquisto a km 0, ovvero di quei giocatori che si sono resi protagonisti di una grande stagione in terra transalpina. Fuori Ferland Mendy sulla fascia sinistra, dentro Youssouf Koné, ex Lille; fuori Tanguy Ndombelé a centrocampo, dentro Thiago Mendes; fuori Nabil Fekir dentro Jeff Reine-Adelaide, autore di una grandissima stagione all’Angers. Gli unici tre acquisti “stranieri” sono quelli di Joachim Andersen (Sampdoria), Jean Lucas Oliveira, 22enne del Santos, ed Heritier Deyonge, 17enne del PSV Eindhoven, acquistato in ottica futura. Gestita male invece la situazione Tatarusanu, con il portiere ex Fiorentina vittima di un qui pro quo con la società, che gli aveva assicurato un posto da titolare con Anthony Lopes in partenza che alla fine non si è più mosso.

Fonte: profilo ufficiale Twitter @Memphis

PSG: 7

Fino a questo punto, l’ultimo biennio di mercato del PSG era stato all’insegna del fair play finanziario dopo le folli spese Neymar-Mbappé del 2017. Si è piuttosto cercato di agire sulle mancanze della rosa, acquistando con arguzia ed intelligenza, con meno stelle assolute e più giocatori concreti e determinati. Gueye, Sarabia, Herrera, Diallo, Navas e Rico sono acquisti non altisonanti ma utili a completare una rosa dalle infinite possibilità tattiche. L’acquisto di Icardi, nel finale, è frutto invece di due aspetti: un attacco poco numeroso, con il solo Choupo-Moting ad agire da vice Cavani, ed un’occasione dell’ultimo momento, assicurandosi uno dei migliori centravanti europei. Ma acquistare alla fine non sempre è sinonimo di acquistare male. Gestita bene la situazione Neymar: finché il giocatore non avrà voglia di scendere in campo, giusto tenerlo fuori. Sarebbe però stato sbagliato svenderlo dopo un biennio dopo i famosi 220 milioni per portarlo in Francia. Se recuperato, mentalmente e fisicamente, il brasiliano sarà un acquisto in più.

Fonte immagine: profilo IG ufficiale @NeymarJr

Fonte immagine di copertina: profilo IG @JoaoFelix

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Gavi cambia numero di maglia: prende il 6 di Xavi

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La cantera del Barcellona è uno di quei settori giovanili che tutto il mondo invidia alla società blaugrana. Nonostante le difficoltà finanziarie, di politica interna e di rapporto con le autorità calcistiche spagnole, ricorrenti quest’estate, ora il club sembra essere in ripresa, dal punto di vista societario e anche sul campo di gioco. Il gioiellino, volto simbolo di questa ripresa, ha un nome, un cognome e 18 anni sulla carta di identità. Pablo Martín Páez Gavira, più semplicemente Gavi, classe 2004 che dalla scorsa stagione sta impressionando tutta Europa. Vincitore del Golden Boy 2022, talento cristallino, ed ora, dalla società che l’ha cresciuto e amato, un’investitura fondamentale.

Un tweet dei blaugrana annuncia il rinnovo di contratto del 2004 di Villafranca, insieme al cambio di numero di maglia. Proprio sotto gli occhi della leggenda che l’ha portata sulla schiena, Gavi si prenderà il numero 6. Proprio quel numero che appartenne, in un’epoca gloriosa, a Xavi, suo attuale allenatore. Gavi andrà a comporre con Pedri una coppia d’oro del centrocampo, che potrà fare le fortune del Barcellona per le future stagioni. Il 6 e l’8, non più Xavi e Iniesta, ma Gavi e Pedri. Ed ora non ci resta altro se non vederli giocare insieme, come fossero poesia in movimento.

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UFFICIALE – Jorginho è un nuovo giocatore dell’Arsenal

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Dove vedere Chelsea-Bournemouth

Jorginho è ufficialmente un nuovo giocatore dell’Arsenal.

I gunners hanno deciso di precauzionarsi immediatamente dopo la perdita per infortunio di Elneny andando ad acquistare il regista della Nazionale italiana. L’affare si è concluso sulla base di 15 milioni di sterline e, il giocatore ha firmato un contratto fino al 2024.

Niente ritorno in Italia, dunque, per il 31enne, che è pronto ad iniziare la sua nuova avventura con la capolista della Premier League. Con ogni probabilità svolgerà il ruolo della prima riserva vedendo il grande stato di forma di Xhaka e Partey.

Di seguito tutta la soddisfazione di Arteta, suo estimatore di lunga data: “Jorginho è un centrocampista con intelligenza e grande leadership che, inoltre, possiede esperienza internazionale”.

L’esordio di Jorginho è programmato per la sfida di sabato contro l’Everton al Goodison Park.

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Ambarat non convocato per la sfida contro il Torino

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Amrabat

Sofyan Amrabat sempre più lontano da Firenze. Il giocatore non è stato convocato per Fiorentina-Torino, quarto di finale di Coppa Italia, in programma domani alle ore 18. Il centrocampista sta spingendo verso la cessione. In mattinata si è parlato di un forte interesse del Barcellona, la cui prima offerta sarebbe stata, tuttavia, respinta al mittente.

Vedremo nelle prossime ore se cambieranno le carte in tavola, con la Fiorentina che rischia di perdere uno dei suoi calciatori migliori nell’ultimo giorno di mercato.

 

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Maguire non lascerà il Manchester United: gli sviluppi

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Maguire

Harry Maguire pareva essere uno dei possibili indiziati pronti a lasciare il Manchester United. Il centrale inglese sembrava diretto verso il Newcastle o addirittura verso l’Inter per sostituire l’eventuale partenza di Skriniar già a gennaio. Tuttavia, secondo quanto confermato da Fabrizio Romano, le voci sono false e il difensore dei Red Devils resterà a disposizione di mister Erik Ten Hag almeno fino alla conclusione della stagione in corso. Nonostante ormai non sia più un titolare fisso della squadra, oltre ad aver perso la fascia da capitano, il giocatore ex Leicester non sembra essere mai stato lontano da Manchester. Solo fumo di paglia, quindi, quello che allontana Maguire, il quale avrà a disposizione altro tempo per riconquistare la fiducia del mister e dei tifosi.

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