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Il paradosso del vivaio

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L’Inter ha da poco trovato l’accordo con il Genoa per l’acquisto di due giovani calciatori molto promettenti: Pellegri e Salcedo. Una trattativa che porterà via ben 60 milioni di euro alle casse nerazzurre se tutti i vari bonus dovessero concretizzarsi. Per ora invece sono “solo” 20 i milioni spesi, 15 per Pellegri e 5 per Salcedo. Pare comunque strano come l’Inter abbia deciso di investire così tanto su due sedicenni, soprattutto per la qualità che possiede la società nerazzurra all’interno del proprio settore giovanile, il quale da molti anni è ormai uno dei migliori in Italia.

Pellegri, il terzo più giovane marcatore all time della Serie A

IERI DIVENTATO OGGI

Sono davvero parecchi i giocatori diventati professionisti dopo esser cresciuti nel settore giovanile dell’Inter. Tra i nomi più illustri compaiono sicuramente quelli di Balotelli, Destro, Santon e Bonucci. Quattro giocatori talentuosi che però hanno intrapreso strade molto diverse fra loro. Tuttavia, solamente Santon e in parte Balotelli han potuto ricevere grande fiducia in prima squadra. Le cose poi sono andate in maniera differente rispetto alle aspettative, specialmente per quanto riguarda il terzino sinistro. Più clamorosa è stata invece la gestione di Destro e Bonucci, con quest’ultimo divenuto oggi un leader totale dell’eterna rivale nerazzurra.

Ad oggi ci sono comunque circa 50 giocatori tra Serie A e Serie B la cui crescita calcistica è stata marchiata dallo stemma interista. Un numero chiaro e valido come certificato di qualità, ma anche un numero riflessivo se si va a vedere quanti di questi players sfornati siano in realtà giocatori preziosi e inamovibili di altre squadre. La lista degli emigrati dal settore milanese comprende anche gente tutt’ora promettente. Tra questi va sicuramente citato Benassi, un centrocampista in continua crescita e pronto a conquistarsi addirittura una maglia nella nazionale maggiore, dopo aver conquistato quella da titolare nel Torino.

Continuando poi a sbirciare tra le rose primaverili dell’ultimo decennio interista si leggono anche altri cognomi non certo fenomenali ma che comunque sono stati in grado di realizzare il proprio sogno, ovvero lavorare come calciatori professionisti. Tra questi spiccano Biabiany, Obi, Belec, Caldirola, Piovaccari, Krhin, Siligardi, Crisetig, Fossati, Donati, Duncan, Faraoni, Mbaye, Livaja, Puscas, Meggiorini, Andreolli, Gnoukouri e Bonazzoli. Nomi rappresentativi del lavoro super efficiente del settore giovanile dell’Inter, un club che riesce a produrre e a far maturare davvero parecchi ragazzi per il mondo del calcio.

UN FUTURO PRESENTE

Resta però un po’ di perplessità per quanto riguarda la gestione finale dei possibili campioni del domani. In particolare, solo pochi under 21 riescono a trovare spazio (inteso come convocazione e debutto) in prima squadra una volta terminato il percorso di sviluppo nelle categorie inferiori (il numero resta comunque alto rispetto ad altri club italiani), il che è un peccato vista la buona qualità raffinata e fatta in casa con immensa professionalità. In questa filosofia di lavoro ottimale per la gestione dei giovani manca quindi quel tassello d’incontro con la prima squadra. Su questo bisognerebbe andare a vedere come si muovono i top club europei… Real, Barça e Bayern su tutti. Le cantere spagnole sono diventate ormai risorse imprescindibili per le prime squadre, le quali lavorano sempre di più per formarsi il calciatore direttamente in casa propria.

L’Inter comunque presenta tutt’oggi altri grandi possibili fenomeni del domani, pronti a mettersi in luce magari nelle prime battute di inizio stagione per poi trasferirsi in prestito alla ricerca della totale maturazione. Tra i tanti talenti si prende ampiamente la scena Andrea Pinamonti, classe ’99 che promette grandi cose. Forse il possibile arrivo di Pellegri e Salcedo potrebbe in qualche modo condizionare la sua crescita, anche se per quanto visto fin qui sembra davvero difficile che l’attaccante nerazzurro possa passare in secondo piano.

https://youtu.be/n3AG7CM4gms

Pinamonti però è sostanzialmente il simbolo di un club ambizioso e ricco di perle giovanili pronte a regalare spettacolo nel calcio che conta. I dati e le statistiche di questo finale di stagione hanno messo in chiaro ancora una volta la grande qualità del vivaio nerazzurro, capace di trionfare praticamente nella maggior parte delle competizioni principali in cui militano i giovani. Campionato Primavera e campionato under 17 sono stati vinti quest’anno con grande forza e con grande qualità, la stessa che ormai da anni e per anni contrassegna la gioventù del club milanese…

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Calcio Internazionale

Il Messico saluta i Mondiali dopo i gironi: non accadeva dal 1978

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Negli ultimi decenni si era diffusa la convinzione che la Nazionale del Messico fosse perseguitata dalla cosiddetta “maldiciòn del quinto partido“, ossia “la maledizione della quinta partita”, che, ai Mondiali, coincide con i quarti di finale, e che il Tricolor non raggiunge dal lontano 1986.

Dopo la mancata qualificazione a Italia ’90, dunque, ebbe inizio per il Messico una lunga serie di eliminazioni agli ottavi di finale, protrattesi per ben 7 edizioni del torneo: la serie è partita da Usa ’94 ed è terminata a Russia 2018. La vittoria di stasera contro l’Arabia Saudita, la prima per la squadra del Tata MartinoQatar 2022, non ha tuttavia evitato la precoce eliminazione ai gironi di Ochoa e compagni. Nonostante avessero gli stessi punti della Polonia, i messicani non hanno potuto prolungare la propria avventura in Qatar in virtù della differenza reti inferiore a quella dei biancorosssi.

Se consideriamo che ai Mondiali del 1982 il Messico non si è qualificato, l’ultima eliminazione in cui gli Aztecas non hanno superato i gironi di un Mondiale risaliva a più di quarant’anni or sono: parliamo dei Mondiali del 1978 in Argentina.

 

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Calciomercato

Guarnieri esamina la Cremonese: “Peccato di inesperienza”

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Nicola Guarneri, direttore responsabile di CuoreGrigiorosso.com, in un’intervista rilasciata a TuttoMercatoWeb, ha analizzato la prima parte di stagione della Cremonese. I lombardi sono attualmente al terzultimo posto, con 7 punti.

La situazione attuale è molto chiara, sicuramente ha pesato molto l’inesperienza dell’allenatore e della rosa di fronte all’approdo nella massima categoria. Al resto ha contribuito la sorte, che ha privato la squadra di un giocatore come Chiriches ormai a metà settembre.

Guarneri ha preso le difese di Alvini, rimproverando invece, qualche giocatore in più.

In assenza di giocatori la Cremonese proverà a salvarsi con le idee del suo allenatore. La dirigenza è rimasta soddisfatta del gioco espresso dalla squadra, in fin dei conti non si può ottenere molto se non si hanno giocatori di qualità che possano fare l’ultimo passaggio dalla trequarti in su. Lo stesso Dessers col passare delle partite si è un po’ spento, sbagliando anche un rigore.

Non mancano infine informazioni su quello che potrebbe essere la strategia di mercato del club lombardo in vista della finestra di gennaio.

Credo che arriverà almeno un acquisto per reparto. Servirebbe un portiere di riserva, un difensore esperto, un centrocampista di qualità e un attaccante abituato alla Serie A. In uscita qualche giovane come Ndiaye Milanese verrà mandato in prestito in Serie B. Mentre qualcun altro come Radu Baez potrebbe lasciare definitivamente Cremona. Mi auguro più che altro che rimanga Castagnetti, a mio avviso il miglior centrocampista della rosa.

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Calciomercato

Bologna, Sansone e Vignato avrebbero chiesto di andare via

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Secondo “La Gazzetta Dello Sport“, in casa Bologna si respira aria d’addio per due giocatori.

Emanuel Vignato e Nicola Sansone avrebbero chiesto la cessione per cercare più minutaggio altrove dato lo scarso utilizzo sotto la guida di Thiago Motta.

Per Vignato, il Bologna starebbe pensando ad una cessione in prestito, dato che non vorrebbe privarsi totalmente del classe 2000.

Per Sansone, la cessione sarebbe definitiva, data anche la scadenza di contratto che risulta a giugno 2023.

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I 5 peggiori acquisti dell’era Agnelli

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Peggiori Acquisti Agnelli

Sì è conclusa l’era più gloriosa non solo della storia della Juventus, ma del calcio italiano: il presidente Andrea Agnelli e tutto il CdA bianconero hanno rassegnato le dimissioni. Dopo nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane, cinque Coppe Italia e due finali di Champions League, la Juventus dice addio al presidente che è riuscito a portarla ai vertici del calcio mondiale dopo gli anni bui di calciopoli. Sì chiude così un’era vincente e senza precedenti, in cui grandi campioni hanno scelto di vestire la maglia bianconera, per una spesa totale di oltre 1.7 miliardi di euro. Sono molti gli acquisti che si sono rivelati fondamentali per la causa bianconeri, ma sono altrettanti quelli che hanno deluso le aspettative. Di seguito vi proponiamo i 5 peggiori acquisti dell’era Agnelli.

MARKO PJACA

Era l’estate del 2016 quando la Juventus prelevò dalla Dinamo Zagabria il 21enne Marko Pjaca. Sigla il suo primo gol in bianconero il 22 febbraio 2017, nella partita vinta per 2-0 sul campo del Porto nell’andata degli ottavi di finale di Champions League. Un mese dopo, però, subisce un infortunio al ginocchio destro e da lì ha iniziato il suo calvario. Dopo vari prestiti in giro per l’Europa e diversi infortuni che lo hanno costretto a saltare molte partite, è ancora parte dell’organico bianconero e milita in prestito all’Empoli. Nella sua esperienza alla Juventus, Pjaca ha collezionato solo 5 presenze ed un gol.

JORGE MARTINEZ

Tra i peggiori acquisti dell’era Agnelli, non possiamo dimenticare Jorge Martinez. Dopo 3 ottime stagioni con la maglia del Catania, nel 2010 la Juventus acquista l’uruguaiano per 12 milioni di euro. Complici infortuni e scelte tecniche, però, l’esperienza dell’uruguaiano con la maglia bianconera si rivelerà particolarmente sfortunata: in 5 stagioni totalizza 2 reti in 20 presenze: 6 milioni di euro per ogni gol realizzato.

NICOLAS ANELKA

Nel gennaio 2013 la Juventus mette a segno il colpo Nicolas Anelka, attaccante francese acquistato a parametro zero dopo l’esperienza cinese allo Shanghai Shenhua. Come possiamo ben immaginare, il suo sì può essere considerato a tutti gli effetti uno degli acquisti peggiori della Juventus degli ultimi anni. Al momento dell’arrivo a Torino pe aspettative nei suoi confronti erano molto alte, tant’è che i bianconeri lo seguivano da diverse stagioni e lo inserirono subito in lista Champions. Inutile dire che la sua esperienza a Torino si rivelò totalmente fallimentare: scese in campo solo 3 volte e dopo 6 mesi si trasferì al West Bromwich a parametro zero.

ELJERO ELIA

Nella stagione 2011/12, sul fotofinish del calciomercato estivo, Agnelli porta in bianconero Eljero Elia, ala olandese acquistato dall’Amburgo per 9 milioni di euro più bonus. Nonostante le aspettative fossero abbastanza dopo le prolifiche stagioni in Germania, non convinse per nulla l’allora allenatore bianconero Antonio Conte, che lo relegò in panchina per tutta la stagione. Al termine dell’annata, Elia collezionò solo 4 presenze e venne ceduto al Werder Brema.

MILOŠ KRASIĆ

Quando si parla dei peggiori acquisti dell’era Agnelli, non si può certamente omettere Miloš Krasić. Giunse a Torino nel 2010, prelevato per 15 milioni di euro dal CSKA Mosca. Per le sue caratteristiche tecniche e fisiche venne etichettato come il nuovo Nedvěd. È evidente, però, che non avesse nulla in comune con la Furia Ceca. Dopo una serie di partite saltate per infortuni e per squalifiche, conclude la sua prima stagione alla Juventus con 7 reti in 33 presenze. La sua seconda annata, però, si rivelerà ancora più negativa. Il serbo non riesce ad imporsi nelle gerarchie del nuovo tecnico, Antonio Conte, e verrà spesso lasciato in panchina per scelta tecnica. Nella stagione 2011/12 totalizzerà solo 7 presenze e una rete, prima di trasferirsi al Fenerbahçe. Sì rivelerà uno degli acquisti peggiori di Agnelli, se non il peggiore, considerando l’etichetta con cui era sbarcato all’ombra della Mole.

 

 

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