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Il percorso neroverde di Berardi: tra alti e bassi e allenatori e De Zerbi

Il percorso neroverde di Berardi: tra alti e bassi e allenatori e De Zerbi

Domenico Berardi si trova ora al centro delle voci di mercato che lo spingono lontano dal Sassuolo. Dopo aver disputato un buon Europeo, l’attaccane classe ’94  non sembra più essere convinto del progetto neroverde, soprattutto dopo la partenza di Locatelli. Nella sua avventura emiliana ha sempre vissuto periodi di alti e bassi. La presenza di Di Francesco e soprattutto di De Zerbi lo ha reso il leader tecnico che vediamo ora nel Sassuolo.

L’IMPORTANZA DI DI FRANCESCO PER BERARDI

Eusebio Di Francesco lo fa esordire prima in Serie B e poi in A. Nel suo classico 4-3-3 lo vede come punta centrale del tridente offensivo. Berardi non è proprio un giocatore favorevole alla disciplina tattica; il suo carattere, spesso sopra le righe, non lo aiuta sicuramente. Anche in questo il tecnico abruzzese è stato molto importante; mettere a posto l’aspetto di un talento del genere è sempre aspetto fondamentale per un’evoluzione. Viene utilizzato come centro boa dell’attacco. Non gli si richiede troppo sacrificio in fase difensiva e, a soli 18 anni, sarà protagonista della promozione in Serie A con il Sassuolo: 11 gol realizzati nella stagione 2012-2013. Negli anni successivi Mimmo continua a confezionare reti, assist e ottime prestazioni. Ma è proprio quando raggiunge meno soddisfazioni personali che gli emiliani arrivano alla soglie del calcio d’élite. Nell’annata 2015/2016 in cui i neroverdi conquistano l’Europa League, il 25 esulta solo 7 volte. Il ragazzo pensa sostanzialmente solo al gol ed è un pecca che Di Francesco cerca di cambiare con scarsi risultati. A volte si innamora del pallone e cerca l’azione solitaria. Lì De Zerbi ha dato il suo fondamentale contributo.

L’EVOLUZIONE TECNICO-TATTICA CON DE ZERBI

Berardi viene da qualche fastidio muscolare e un carattere ancora da migliorare. Forse, per la prima volta, l’attaccante calabrese si lascia guidare totalmente dal suo allenatore, soprattutto dal punto di vista tattico. Il suo raggio d’azione diverge sull’esterno dell’attacco per sfruttare anche il senso del gol di Caputo. Berardi parte dalla destra per tagliare il campo con il mancino ed effettuare un cross o andare direttamente al tiro. In fase difensiva si posiziona nei 5 di centrocampo, come fa dalla parte opposta Boga. Un sacrificio che con Di Francesco non si era mai visto. Un maggiore aiuto alla squadra, insomma. Tale supporto, però, non è deleterio alla riduzione della sua media realizzativa. Probabilmente averlo leggermente allontanato dalla porta lo ha aiutato a essere meno ossessionato dal gol. 8 reti nella prima stagione con De Zerbi e 15 nella seconda stagione. Niente male. Evoluzione mentale e tecnica: è ciò che ha portato Berardi a essere il giocatore che è ora.

LE RAGIONI DELLE VARIE PROPOSTE RIFIUTATE

Il giocatore ha rifiutato diverse offerte negli anni passati, anche da big di Serie A. Nella lista delle squadre respinte vi è sicuramente la Juventus. Ed è lo stesso Berardi a fornirci le motivazioni:

l no alla Juventus, che, in realtà, per come lo dissi io non fu un no, era un sì al Sassuolo, il sì che a loro fra l’altro non avevo mai detto. Eravamo appena andati in Europa League: volevo giocarla con i compagni con cui me l’ero presa, volevo crescere un altro anno. E poi sì, è vero: a me piace tanto giocare e poco fare quello che mi dicono di fare. La Juve non mi ha costretto a far nulla, ma spingeva molto perché andassi: per me era una specie di imposizione. E quanto avrei giocato? Mi avrebbe fatto bene tanta panchina, così giovane?”

Praticamente lo stesso motivo degli altri “no” alle varie proposte arrivate. Un’altra dichiarazione che lo conferma è quella dell’ex ds del Sassuolo Guido Angelozzi a Si gonfia la rete:

A Sassuolo si sente a casa, non ha mai voluto lasciare il club. Si è sposato con una ragazza del posto e non vuole andare via. Poteva fare una carriera diversa, ma è innamorato del Sassuolo e di Sassuolo. L’ho visto rifiutare tante squadre importanti: dal Napoli all’Inter. Talento straordinario, è legato in maniera pazzesca alla sua squadra e alla società

QUALI POTREBBERO ESSERE GLI EVENTUALI APPRODI DI BERARDI?

Come riportato da Gianluca di Marzio, tra il Sassuolo e l’attaccante calabrese si sarebbe rotto qualcosa. Il ragazzo vuole provare una nuova esperienza, alla finestra ci sono Milan e Fiorentina. La Viola vuole regalare un ultimo colpo a Vincenzo Italiano per inserirlo nel suo 4-3-3. Un tridente offensivo, composto già da Vlahović e Nico González, che si andrebbe a completare con il suo arrivo. Il nuovo stile di gioco della Fiorentina è basato molto sul possesso palla e Berardi potrebbe sposarsi pienamente con questa idea di calcio. Come detto prima, anche il Milan è interessato. Nel 4-2-3-1 di Pioli si posizionerebbe sulla batteria dei trequartisti che agiscono alle spalle di Ibrahimović o Giroud. Con i rossoneri probabilmente gli sarebbe richiesto un sacrificio maggiore in fase difensiva, ma sappiamo che, grazie a De Zerbi, il concetto è stato assimilato alla perfezione. Ciononostante nessuna di queste due ipotetiche trattative saranno facili, come detto dallo stesso dirigente del Sassuolo Carnevali, che si è espresso così al Corriere Della Sera:

Per lui non è arrivata formalmente nessuna offerta. Non prenderemo in considerazione in ogni caso nessuna trattativa, non ci sarebbero i tempi e comunque il giocatore per noi ha un valore economico ancora superiore a quello di Locatelli.”

Il giocatore apre alla cessione e la società fa, momentaneamente, muro. La situazione è intricata, ma potrebbe sbloccarsi in un senso o in un altro a ore, vista la chiusura a giorni del mercato.

Immagini in evidenza presa da Wikimedia Commons con diritti Google Creative Commons

 

 

 

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