Il portiere. L’estremo difensore che protegge i pali. Il custode della porta.

Si possono utilizzare diversi termini per definire un ruolo fondamentale nel gioco del calcio. Difficilmente una squadra che dimostra di possedere una tradizione vincente può permettersi di avere un portiere che non sia all’altezza della situazione. Ad essere onesti, una delle versioni più gloriose del Barcellona ha avuto come estremo difensore Víctor Valdés, non di certo “improponibile” ma pur sempre un portiere modesto. Si trattava di una squadra clamorosamente forte dal punto di vista tecnico e con un gioco basato su meccanismi che rasentavano la perfezione. 

Se consideriamo i maggiori club europei, soprattutto quelli che hanno aggiunto trofei importanti alle loro bacheche, la presenza di un grande portiere è stata ed è di primaria importanza. Ci sono estremi difensori che hanno scritto pagine importanti della Serie A nel corso dell’ultimo decennio ma che, ad oggi, non rappresentano più una certezza.

Samir Handanovic ha difeso in modo eccellente i pali nerazzurri per tanti anni. È stato un pilastro anche nei momenti in cui l’Inter ha brillato di meno e ha partecipato più che attivamente alla crescita che ha portato, qualche mese fa, alla vittoria dello scudetto sotto la guida di Antonio Conte.

Da circa un anno, però, le sue prestazioni risultano troppo altalenanti. Gli errori sono spesso grossolani, con traiettorie valutate fuori dallo specchio della porta e che, poi, finiscono alle sue spalle in rete. Troppe volte in piedi, quando in realtà dovrebbe essere disteso nel tentativo di deviare o acciuffare la palla. Il peso specifico di prestazioni non ineccepibili, quando si vince, tende a diminuire. Una società deve però valutare aspetti come questi e pensare in prospettiva, mettendo in primo piano la necessità di possedere un portiere di grande livello.

DODICI ANNI

È la differenza di età tra Samir Handanovic e il suo successore, ovvero André Onana.

Il camerunense è il profilo individuato per sostituire lo sloveno, per un duplice motivo. Innanzitutto, per una questione anagrafica e di rendimento. Handanovic è un classe ’84, mentre Onana può vantare una freschezza diversa, essendo nato nel 1996. L’idea è quella di investire sul portiere del presente e del futuro, perché il domani è adesso e un DNA vincente va decisamente allenato.

Non si tratta di un profilo qualsiasi, perché Onana gode di grandi stima e credibilità a livello internazionale, grazie ad una carriera che è cominciata molto presto e che lo ha visto fin da subito protagonista.

È stato selezionato all’età di 11 anni dall’Academy di Samuel Eto’o e nell’anno del Triplete, esattamente dopo 3 stagioni dalla selezione, è stato acquistato dal Barcellona. Per la scalata al successo servono tante qualità e un pizzico di fortuna, così dopo 5 anni nella cantera blaugrana, ecco il passaggio all’Ajax. Gli olandesi riescono a spuntarla, a dispetto di altri club europei, e lo fanno crescere. In prima squadra avviene una sorta di rivoluzione, che gli consente così di scalare le gerarchie in modo rapido e costante. Titolare inamovibile, sia nell’Ajax che in nazionale, e più di 50 presenze tra Europa e Champions League. La squalifica che lo ha colpito, senza entrare nel dettaglio, gli sta togliendo il ritmo partita e, in qualche modo, sta bloccando una crescita evidente.

Nulla è però perduto, perché manca meno di un mese al suo ritorno in campo e la seconda parte di stagione rivestirà un ruolo fondamentale per raggiungere la migliore condizione prima dello sbarco a Milano.

Ed è proprio al termine di questa stagione che il tutto verrà ufficializzato, con le scadenze dei contratti al 30 giugno, sia per Handanovic che per Onana. Difficilmente vedremo entrambi i portieri vestire la maglia nerazzurra e con altrettanta difficoltà si vorrà replicare la situazione presente, ad esempio, in casa Napoli. Due portieri titolari che devono conquistarsi una maglia e dimostrare di vantare le condizioni migliori per stare tra i pali.

La volontà è quella di chiudere a febbraio, con l’accordo per fine giugno, e assicurarsi un ottimo portiere a parametro zero. Il contratto che lo legherà ai nerazzurri sarà verosimilmente un quadriennale da circa 3 milioni di euro a stagione. Il portiere camerunense preferisce l’Italia alle avance della Francia, e lo ha dimostrato con i fatti, andando a rifiutare un’offerta del Lione, la scorsa estate, che avrebbe pagato una cifra considerevole anche agli olandesi.

L’EREDITA’ DI SAMIR

Critiche, considerazioni, sguardo al futuro. Certo, va bene tutto, ma non stiamo parlando di certo di un portiere qualsiasi, perché Samir Handanovic, nonostante le 37 primavere, resta un estremo difensore come ce ne sono stati pochi. Il suo imminente futuro è a Milano, ma tra qualche mese ci sarà grande incertezza a proposito della sua destinazione.

Lui non ha escluso alcuna ipotesi e ci risulta impossibile pensare che non stia considerando diverse soluzioni. Voler qualcuno al suo posto, a protezione della porta nerazzurra, non è utopia. Rimpiangerlo è uno scenario possibile. Potrebbe trattarsi di un profilo alla Pepe Reina, sulla carta secondo, ma pronto a prendersi tutte le responsabilità del caso e diventare di fatto il primo. Una situazione di questo tipo è ipotizzabile in tante squadre, senza escludere l’Inter, ma è presto per vedere una soluzione del genere prendere forma. 

Onana, invece, è chiamato a convincere sia in Italia che in Europa. Ha tutte le qualità per diventare un pilastro nerazzurro, ma di certo la Serie A non è l’Eredivisie, e la pressione può giocargli un brutto scherzo. Fino a qualche stagione fa, l’Inter non vantava la consistenza delle ultime tre annate e, anche dal punto di vista difensivo, Samir Handanovic era chiamato a fare la differenza per sopperire alle inefficienze del reparto arretrato. Chi si troverà a proteggere i pali nerazzurri non dovrà essere il custode indaffarato com’era lo sloveno qualche anno fa, ma sarà fondamentale rispondere presente quando chiamato in causa. Come si dice spesso in NBA, gli attacchi vendono i biglietti, ma sono le difese a vincere i titoli.

In casa Inter dovranno far passare con grande efficacia questo concetto e mettere il portiere camerunense nelle condizioni migliori per proteggere, in tutti i sensi, i colori nerazzurri.

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