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Il principe spodestato

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Dopo una stagione a dir poco regale, sembra essere arrivato il momento di passare lo scettro per Luis Alberto. Arrivato come oggetto misterioso, Inzaghi lo scorso anno ha stupito tutto cucendo intorno allo spagnolo una squadra che ha girato alla perfezione. Ora però l’incanto sembra finito. Luis Alberto è un lontano parente di quello ammirato lo scorso anno e, dopo aver insistito anche un po’ troppo, Inzaghi sta finalmente lavorando a soluzioni alternative. Tra le varie vie percorse una sembra quella migliore e, probabilmente, più naturale: il ricorso a Joaquin Correa.

EL TUCU SI PRENDE LA LAZIO

Joaquin Correa è arrivato in estate circondati da alcuni dubbi. In Italia non aveva lasciato un ricordo bellissimo, troppi alti e bassi con la Samp. Ma a pesare era soprattutto il confronto col suo predecessore, quel Felipe Anderson che nonostante molti passaggi a vuoto restava un giocatore molto importante nell’immaginario collettivo biancoceleste. L’inizio non è stato scoppiettante, col Tucu buttato in campo come un corpo avulso alla squadra. Tutto nella norma, perché entrare in un meccanismo ben oliato come quello laziale non è facile. E infatti Correa ha capito presto come muoversi e gradualmente si è inserito negli equilibri tattici.

Dopo le prime uscite, in cui cercava la giocata personale più che la collaborazione coi compagni, el Tucu ha cominciato a integrarsi. C’è da dire anche che entrare contro Napoli e Juve non è facile, specialmente per un neo acquisto. Correa ha pagato queste difficoltà rimanendo fuori col Frosinone. Piccoli passi in avanti a Empoli e con il Genoa, ma la vera svolta arriva alla sesta di campionato ad Udine. El Tucu fa il suo esordio da titolare e con una giocata ubriacante su Larsen sigla il suo primo gol biancoceleste.

Nel derby entra dalla panchina ma si uniforma al livello mediocre generale della squadra, anche se combina comunque qualcosa in più rispetto a Luis Alberto.Viene rilanciato titolare il giovedì dopo a Francoforte, ma rimedia un’espulsione, probabilmente un po’ severa. Ciò però non frena l’ascesa del Tucu, che entra bene sia con la Fiorentina che col Parma, risultando decisivo proprio contro gli emiliani. Il suo ingresso dà brio al match e un suo gol chiude il match allo scadere. Ora Correa si candida prepotentemente ad una maglia da titolare nel big match di lunedì sera contro l’Inter, anche perché il periodo buio di Luis Alberto sembra non voler finire.

COME CAMBIA LA LAZIO

Il blackout di Luis Alberto ha tolto alcune caratteristiche alla Lazio. Innanzitutto l’imprevedibilità negli ultimi 30 metri, che lo scorso anno si traduceva soprattutto in passaggi verticali volti a mettere Ciro Immobile davanti la porta. Lo spagnolo pare compassato e non riesce in questo tipo di giocate veloci. L’esempio più lampante sono gli innumerevoli fuorigioco fischiati al bomber campano nel derby. Inoltre avendo un giocatore di sostanza come Leiva davanti alla difesa, le chiavi della regia erano affidate allo spagnolo lo scorso anno, che spesso si abbassava a dettare i tempi di gioco. Così la Lazio ha perso lucidità nella manovra, diventando piatta e prevedibile visto che spesso deve passare per forza dagli esterni o affidare la regia a giocatori che non l’hanno nelle corde.

Correa è un giocatore estremamente diverso da Luis Alberto e con lui in campo al Lazio deve prevedere di cambiare alcune carte. Innanzitutto la sopracitata regia. Correa non è un giocatore in grado di dettare i tempi di gioco, per cui le soluzioni sono due: affidare la regia ad un altro giocatore o saltarla e muoversi in verticale. Nel primo caso l’introduzione del doppio play con Badelj al fianco di Leiva, e un eventuale avanzamento di Milinkovic al fianco del Tucu, sarebbe una strada percorribile. Nel secondo caso gli uomini resterebbero quelli, ma cambierebbe il modo di giocare. Al momento Inzaghi sembra più orientato verso la seconda soluzione, per cui potremmo vedere una Lazio diversa. Una Lazio più fulminea e meno avvolgente.

Ciò che però Correa apporterebbe alla squadra in larga misura sarebbe l‘imprevedibilità. L’argentino è un giocatore più rapido dello spagnolo, predilige la giocata personale più che quella per il compagno, illumina col dribbling e non col passaggio. Ciò porta molte conseguenze. Correa non sarebbe in grado di servire Immobile sul filo del fuorigioco come faceva Alberto, ma potrebbe farlo creando superiorità con un dribbling secco. Avrebbe più presenza nell’area avversaria e soprattutto sulle fasce, agevolando così gli inserimenti delle mezzali. Insomma una fonte di gioco decisamente diversa, che comporterebbe parecchi cambiamenti per i compagni che gli orbitano intorno.

SCENARI FUTURI

La situazione è ancora in via di definizione. Al di là dell’exploit di Correa, Inzaghi ha dimostrato di essere un profondo conservatore e probabilmente in cuor suo preferirebbe ritrovare il miglior Luis Alberto per non dover approntare troppi stravolgimenti alla sua Lazio. Ma ad oggi lo spagnolo è un vago miraggio ed è ora di guardare al futuro. Correa potrebbe essere la carta vincente, perché può davvero cambiare la Lazio. Al di là delle sue caratteristiche personali, il suo utilizzo comporterebbe come si diceva sopra alcuni cambiamenti anche per i compagni. A partire da Immobile, che dovrà imparare a convivere con un compagno molto diversi. Continuando con Milinkovic e Parolo, che avrebbero molto più spazio per vie centrali e concludendo con Lulic e Marusic, che in fase offensiva avrebbero un prezioso aiuto.

Aria di cambiamento a Formello, il principe è stato spodestato e lo scettro ora è vagante. Ma le mani del Tucu Correa sono pronte ad afferrarlo, con tutti i cambiamenti che ne deriverebbero.

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Cairo sugli aiuti al mondo del calcio: “Serve un sostegno ai club”

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Torino, Cairo parla sulle condizioni di Juric

Il presidente del Torino Urbano Cairo ha espresso il suo parere sugli emendamenti presentati in Parlamento per sostenere il mondo del calcio.

Il governo avrebbe infatti deciso di dilazionare in 5 anni il pagamento dei 480 milioni di euro che i club avrebbero dovuto versare nelle casse del fisco.

Cairo si è espresso così ai microfoni dell’ANSA:

Premesso che come molti sanno spesso mi capita di non essere d’accordo con Lotito, stavolta la pensiamo alla stessa maniera. La situazione è sotto gli occhi di tutti: il nostro è un mondo che vive da tempo difficoltà, molto aggravate negli ultimi anni dalla pandemia. Certo, sono stati fatti sbagli, ma errori di gestione se ne fanno anche in altri settori della società, che pure ricevono aiuti rilevanti dallo stato. Ad esempio penso al tax credit per il cinema”.

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Turris-Avellino 1-3, le pagelle del match: Fabio Tito devastante!

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Modena

L’Avellino passa 1-3 contro la Turris e ottiene il terzo risultato utile consecutivo. I lupi, cinici e compatti, giocano una buona gara, trascinati da un devastante Fabio Tito, autore di una doppietta. Nel primo tempo meglio la Turris, che però all’intervallo si trova sotto 1-2. Tito apre le danze al ventottesimo, con un sinistro chirurgico da fuori area. Pochi minuti dopo, Gambale raddoppia di testa. I padroni di casa non mollano e al 37esimo Maniero accorcia le distanze con un colpo di testa che si insacca alle spalle di Pane. Nella ripresa l’Avellino addormenta la partita e colpisce al momento giusto; al 64′ Tito realizza un gol fotocopia del primo. I lupi sorpassano i corallini in classifica e si avvicinano alla zona playoff.

TURRIS

Perina 6: Incolpevole sui gol subiti. Compie delle parate importanti che evitano un passivo più pesante.

Manzi 5: I due gol di Tito arrivano sulla sua fascia. Non riesce a contenere Russo e sul terzo gol dei lupi è a dir poco disastroso.

Boccia 4,5: Il peggiore dei suoi. Mai in partita, si addormenta sul gol di Gambale e, insieme al sopraccitato Manzi, combina un pasticcio in occasione della terza rete dell’Avellino.

Frascatore 5: Nella giornata disastrosa della difesa corallina, non si salva neanche lui.

Contessa 5: Beccato dai suoi stessi tifosi, gioca male, tanto da apparire svogliato. Lo si nota dalle innumerevoli palle perse e dai primi controlli quasi sempre sbagliati.

Vitiello 5,5: Poco attento e quasi mai coinvolto nella costruzione del gioco. Nel primo tempo svirgola all’interno dell’area di rigore sprecando una buona occasione da rete. (Dal 57′ Haoudi 6: entra bene in partita e si mette in mostra con qualche dribbling e giocate interessanti).

Acquadro 6,5: Centrocampista totale. Corre, imposta, recupera palloni ed è sempre in partita. Realizza l’assist per la rete di Maniero. (Dal 82′ Ardizzone s.v.)

Gallo 6: A centrocampo fa quel che può. Nulla di più, nulla di meno. Sufficiente. (Dal 75′ Longo 6: prova a dare vitalità al reparto offensivo, ma il tempo a disposizione è davvero poco).

Ercolano 6: Disputa una gara discreta. Corre tanto ed effettua qualche percussione interessante. (Dal 57′

Giannone 6: Entra e prova a dar manforte a Maniero. Si fa vedere al limite dell’area con un paio di conclusioni dal limite).

Maniero 7,5: In questa categoria conta l’esperienza. E lui ne ha da vendere. Da ex di turno gioca una gara perfetta; difende e spazia su tutto il fronte offensivo creando non pochi pericoli alla retroguardia avellinese. Il gol è la ciliegina sulla torta.

Leonetti 5: Sbaglia un gol clamoroso che, a 5 minuti dall’inizio del match, avrebbe potuto cambiare le sorti dell’incontro. Anche a fine partita spreca la palla del 2-3 calciando addosso a Pane.

AVELLINO

Pane 6,5: Sempre attento nelle uscite, incolpevole sul gol subito. Compie un grande intervento su Leonetti a tempo quasi scaduto.

Rizzo 6: Attento in fase difensiva, non si sbilancia più di tanto perché alla fase offenisiva ci pensa Fabio Tito.

Moretti 6,5: Compie un miracoloso salvataggio sulla linea a inizio partita, per il resto normale amministrazione.

Auriletto 5,5: Il peggiore dell’Avellino. Nel complesso non gioca male ma si fa sovrastare da Maniero in occasione del gol.

Tito 8: Attento in difesa, letale nella trequarti avversaria. Due conclusioni a incrociare sulle quali Perina non può nulla. Devastante. (Dal 73′ Zanandrea 6: Normale amministrazione, come è normale che sia al rientro dall’infortunio).

Maisto 6: Il classe 2003 gioca una buona gara. Sempre attento in fase di copertura, ogni tanto rischia anche giocate dal più elevato coefficiente di difficoltà. (Dal 77′ Illanes s.v.)

Matera 6,5: Anche lui interpreta benissimo le due fasi. Ottimi i tempi di inserimento e soprattutto le cavalcate palla al piede. (Dal 83′ Franco s.v.)

Casarini 6,5: Ottimo sia in fase di costruzione sia in fase di non possesso. Si conferma ancora una volta il faro del centrocampo dei lupi. (Dal 73′ Garetto 6: normale amministrazione).

Russo 7: Ancora una volta, dimostra di essere, qualitativamente parlando, il migliore dell’Avellino. Gli stop a seguire, così come i passaggi per i compagni, sono giocate sopraffine. Spazia su tutto il fronte d’attacco e serve a Gambale l’assist per lo 0-2.

Trotta 6: Non segna ma si sacrifica per la squadra. Sempre il primo a difendere, ottimo nel pressing.

Gambale 6,5: Ciò che tocca, diventa oro. Alla prima occasione è cinico e con un colpo di testa manda il pallone alle spalle di Perina. Re Mida.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

 

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Bayern Monaco, De Ligt chiarisce: “Mai vicino al Chelsea”

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de Ligt

Mattijs De Ligt, ex della Juventus, ora in forza al Bayern Monaco, ha parlato dai Mondiali in Qatar delle voci circolate circa un possibile interessamento in estate da parte del Chelsea:

LE DICHIARAZIONI DEL DIFENSORE

Il difensore olandese conferma di essere concentrato sul Bayern Monaco e respinge altre voci:

“Sapevo che il Chelsea era interessato ma con me non hanno mai parlato. Io stavo pensando al Bayern. Non sono mai stati vicini, forse si sono parlati con la Juventus. Onestamente non ho mai avuto contatti con loro in via personale”.

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Inghilterra – Senegal: Sterling fuori a sorpresa

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Pronostico Inghilterra-Senegal

Il Mondiale entra nel vivo e dopo la vittoria contro la Polonia per 3-1, stasera la Francia conoscerà chi tra Inghilterra e Senegal sarà la propria avversaria ai quarti. A sorpresa sarà assente Raheem Sterling che, come spiegato dalla FA, non sarà a disposizione per motivi familiari.

Di seguito le formazioni ufficiali.

Inghilterra: Pickford, Walker, Stones, Maguire, Shaw; Bellingham, Rice, Henderson; Saka, Kane, Foden.

Senegal: Edouard Mendy, Sabaly, Koulibaly, Diallo, Jakobs, Ciss, Nampalys Mendy, Ndiaye, Diatta, Ismaila Sarr, Dia.

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