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Il punto sulla lotta per la salvezza

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Quando siamo giunti quasi al giro di boa della stagione, il campionato, specialmente nella parte sinistra della classifica, ha già emesso diversi verdetti che difficilmente verranno ribaltati durante il proseguimento del torneo: la Juventus prosegue a vele spiegate il cammino verso l’ottavo scudetto consecutivo, il Napoli di Ancelotti ripropone la sua candidatura come seconda forza mentre l’Inter dà seguito all’ottimo mercato cementificando la sua posizione in zona Champions League.

Se per il titolo e le posizioni sul podio i presupposti per vedere un arrivo al fotofinish non ci sono, in fondo alla classifica è già bagarre: tralasciando il Chievo, che pare destinato ad un’ineludibile retrocessione, in 10 punti sono racchiuse 7 squadre, dal Cagliari 13esimo al Frosinone del nuovo allenatore Baroni 19esimo.

Oggi, basandoci su ciò che ci hanno detto le 18 giornate passate agli archivi, analizzeremo pregi, difetti e prospettive future di queste squadre, fornendovi una guida in vista di un girone di ritorno che si preannuncia infiammato.

13 – CAGLIARI: 20 PT

Nonostante un mercato estivo ed un progetto tecnico decisamente più allettante rispetto a quello della passata stagione targata Rastelli, il Cagliari di Rolando Maran ha solo 7 punti di vantaggio sulla zona pericolo e 3 in più rispetto all’anno scorso. Se dal punto di vista tecnico i sardi si sono presentati come una squadra dall’identità precisa, a giustificare l’incostanza nei risultati sono i numerosissimi infortuni che da qualche mese a questa parte stanno falcidiando l’organico formato dalla coppia Giulini-Carli.

Nel momento in cui il tecnico ex Chievo pareva aver trovato l’assetto giusto con Castro e Joao Pedro alle spalle di Pavoletti, il crociato dell’argentino è saltato, e con esso anche molte certezze dei cagliaritani. Dal crack del Pata i rossoblu hanno vissuto quasi due mesi di astinenza dai tre punti, e solo nel turno appena trascorso sono tornati alla vittoria, facendo valere il fattore casa dove hanno conquistato 14 dei 20 punti totali.

Per valore complessivo della rosa e per la qualità del gioco proposta appare alquanto inverosimile vedere il Cagliari invischiato nella lotta per non retrocedere tra aprile e maggio, ma per evitare che Maran continui a riadattare terzini nel ruolo di centrocampisti la dirigenza dovrà intervenire sul mercato con una certa urgenza.

14 – GENOA: 19 PT

Dicamolo: se il Genoa della coppia Kouamè-Piatek si ritrova a fine dicembre con soli 19 punti in mano la colpa è principalmente del presidente Preziosi.

Dal giorno in cui lo storico numero 1 del Grifone ha preso la scellerata decisione di cacciare in malo modo Davide Ballardini, la squadra ha racimolato solo 7 punti in 11 partite più un’eliminazione in Coppa Italia per mano della modesta Virtus Entella. Solo dopo di essa Ivan Juric, succeduto a Ballardini, è stato rimpiazzato da Cesare Prandelli, con cui la squadra è tornata a vincere e Piatek a segnare. Alle ottime prestazioni di Roma e in casa contro l’Atalanta ha fatto seguito quella sottotono contro il Cagliari, ma la strada imboccata dall’ex ct pare essere quella giusta.

https://youtu.be/DOQgD-zGtqY

Se la squadra dovesse passare indenne il temuto mercato di gennaio e trovare continuità nella guida tecnica, durante il girone di ritorno potrebbe spiccare il volo, conquistare agevolmente la salvezza e permettere a Preziosi di divertirsi in sede d’asta quest’estate.

15 – SPAL: 17 PT

Dopo un avvio di stagione da 9 punti in 4 partite che aveva fatto sperare i tifosi spallini in una stagione tranquilla, la squadra di Leonardo Semplici è entrata in un tunnel dal quale ha sempre più difficoltà ad uscire. Dall’ultima vittoria, datata 20 ottobre in casa della Roma, i ferraresi hanno realizzato solo 6 gol e conquistato 5 punti, perdendo pesantemente in casa lo scontro diretto contro il Frosinone e pareggiando, sempre tra le mura del Paolo Mazza, quelli contro Empoli, Chievo e Udinese.

Al netto di una delle difese migliori tra le squadre di bassa classifica, il più grande problema della Spal di quest’anno è la fase offensiva. Nello specifico il match contro l’Udinese poneva dinanzi le due squadre che sono andate a segno con il numero minore di calciatori, solo 5. Oltre ad un Kurtic incostante, le problematiche derivano dalla scarsa verve realizzativa di Antenucci e Paloschi, irriconoscibili rispetto ai 18 gol in due della passata stagione.

Le uniche note positive sono l’instancabile Lazzari ed un Petagna sempre più catalizzatore offensivo. E da qualche giorno anche addetto ai calci piazzati..

16 – EMPOLI: 16 PT

Aurelio Andreazzoli ha fallito nella sua missione di replicare il 4-3-1-2 con cui aveva dominato la Serie B nella massima serie, concludendo la sua avventura in Toscana con 6 punti all’attivo e l’immagine di un calcio bello ma poco efficace. Corsi, con non poche critiche al seguito, ha sostituito il tecnico romano con l’evergreen Beppe Iachini, che ha rimodellato la squadra su un 5-3-2 almeno sulla carta più pragmatico.

Se l’obiettivo di cominciare a fare punti è stato raggiunto (10 nelle prime 4), quello di dare solidità difensiva alla squadra no. Nelle 7 partite sulla panchina dei toscani l’ex allenatore del Palermo ha visto i suoi ragazzi subire 16 gol, dando vita a match spettacolari come l’ultimo in casa perso per 4 a 2 contro la Sampdoria.

Per riconfermare la categoria la società dovrà intervenire sul mercato per rinforzare una difesa che tra i vari Maietta, Pasqual e Silvestre non fa della freschezza un cavallo di battaglia e, soprattutto, trattenere almeno fino alla prossima estate il tiro Bennacer-Krunic-Traorè, che tanto bene sta facendo.

17 – UDINESE: 15 PT

La storia dell’Udinese 2018/2019 è racchiusa nella figura di un predicatore nel deserto che ha la maglia numero 10 sulle spalle, viene dall’Argentina e fa di nome Rodrigo e di cognome De Paul. Il ragazzo di Sarandì è uno dei giocatori più influenti del nostro campionato e le sue statistiche offensive impressionano: 6 gol, 3 assist, 2,5 passaggi chiave a partita, 2,1 dribbling e 2,8 falli subiti. Numeri da fuoriclasse che però incontra tante, troppe difficoltà nell’associarsi con i suoi compagni. La mancanza di un finalizzatore centrale rende le sue doti in rifinitura totalmente inutili ed il centrocampo più muscolare che tecnico lo portano a dover cominciare l’azione a metri e metri dalla porta.

https://gph.is/2BO12b9

La centralità dell’argentino nel mondo dei friulani si evince anche dalla difficoltà nel parlare di altro. A Velazquez, visto e considerato l’ottimo avvio di stagione, è stato dato poco tempo per imporre le sue idee e Nicola dopo l’episodica vittoria contro una Roma allo sbando ha soltanto costruito una fase difensiva granitica (5 gol subiti in 6 partite).

Ai bianconeri servono gol e se Lasagna, Teodorczyk (peraltro infortunato) e Vizeu non dovessero dare segni di vita non è detto che questi non possano arrivare dal mercato.

18 – BOLOGNA: 13 PT

Per quello che ci ha mostrato fino ad ora, il Bologna di Pippo Inzaghi può considerarsi addirittura soddisfatto dei 13 punti conquistati. Gli emiliani sono un organico privo, aldilà del mai domo Palacio e di qualche fiammata di Orsolini, della minima qualità, e galleggiano grazie ad un’immensa dedizione in fase difensiva.

L’ex attaccante del Milan e i suoi hanno conquistato 4 pareggi a reti bianche, due dei quali nelle ultime 3 partite e con la rosa a disposizione possono oggettivamente fare poco di più.

Per il Bologna le speranze di salvezza, come già anticipato da dirigenza ed esperti in materia, sono tutte racchiuse nelle trattative del mese di gennaio. Inzaghi, che pare goda ancora della fiducia da parte dei vertici societari, attende rinforzi soprattutto dalla trequarti in su e se i nomi che circolano (Soriano, Sansone..) fossero confermati le possibilità di mantenere la panchina per lui e la categoria per la squadra aumenterebbero.

19 – FROSINONE: 10 PT

La sconfitta in casa con il Sassuolo ha decretato la fine dell’avventura di Moreno Longo sulla panchina dei ciociari e al suo posto è stato chiamato Marco Baroni, che lega il suo ultimo ricordo alla massima serie al filotto interminabile di sconfitte sulla panchina del Benevento.

Senza significativi stravolgimenti tattici, l’allenatore fiorentino ha conquistato 2 punti in 2 partite ad Udine grazie ad un rigore di Ciano ed in casa contro il Milan. Nonostante ciò il futuro della squadra laziale resta plumbeo all’orizzonte e molti dei successi futuri passano dalla crescita in condizione fisica di un Daniel Ciofani fino ad ora  irriconoscibile o dall’esplosione di Pinamonti. Lo stesso attaccante della Primavera dell’Inter dall’eurogol realizzato alla Fiorentina ha cominciato a farsi spazio nel reparto offensivo affollato ma poco produttivo (peggior attacco con 12 gol) a disposizione di Baroni e non è impossibile che, come fatto contro il Milan, quest’ultimo punti forte su di lui.

20 – CHIEVO: 5 PT

Dopo il regno dell’anonimo D’Anna e l’ennesima telenovela con Giampiero Ventura protagonista, Igor Campedelli ha affidato nelle mani del vecchio amico Mimmo Di Carlo le redini della squadra e i sogni salvezza.

L’allenatore ha a sua volta chiesto una mano al 40enne Sergio Pellissier per dare una scossa ad ambiente e squadra e quest’ultimo ha risposto a suon di gol, assist, rovesciate e pallonetti. Incredibile.

Aldilà dei poteri magici conferiti da Madre Natura all’attaccante aostano, Di Carlo ha ridato la proverbiale solidità difensiva ai clivensi, che prima della sconfitta contro la Sampdoria avevano conquistato 5 pareggi di fila subendo solo 3 reti, ed anche spazio a giovani interessanti come Léris e Kiyine.

A differenza delle avversarie il margine d’errore per il Chievo è ridotto al minimo e neanche una buon girone di ritorno potrebbe bastare per evitare le porte dell’Inferno. Il prossimo match, in casa contro il Frosinone, ha il sapore di finale anticipata e una sconfitta potrebbe rigettare nella depressione un ambiente che appare in ripresa. Ce la farà la coppia Di Carlo-Pellissier?

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Calcio Internazionale

L’Italia scopre Buchanan: tre italiane si fanno sotto

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Una delle nazionali che maggiormente si è guadagnata la simpatia e gli apprezzamenti di tifosi e addetti ai lavori nel corso di Qatar 2022 è stata senza dubbio quella del Canada; nonostante gli zero punti conquistati dai nordamericani nel girone possano far pensare il contrario, Davies e soci hanno infatti messo in mostra un calcio audace e propositivo, peccando probabilmente di ingenuità contro squadre ben più esperte ed attrezzate come Croazia Belgio, che al Mondiale precedente avevano addirittura raggiunto il podio finale.

Tuttavia, come di consueto, la rassegna iridata è stata un’ottima occasione per diversi talenti in rampa di lancio di mettersi in mostra; tra di essi spicca il nome di Tajon Buchanan, ala classe ’99 attualmente in forza al Club Brugge, che in Qatar ha impressionato per la sua facilità nel saltare l’uomo e per la sensibilità del suo piede destro. Tali doti non sono sfuggite solo alla dirigenza del Napoli, al cui interessamento si era già accennato nei giorni scorsi, ma neanche a quelle di Milan e Juventus, che secondo alcune indiscrezioni provenienti dal Belgio avrebbero deciso di iniziare a monitorare il 23enne canadese.

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Flash News

Il Barcellona è pronto a farsi avanti per Martinelli dell’Arsenal

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Il Barcellona sta preparando il colpo di gennaio per assicurare a Xavi un nuovo innesto in zona offensiva.

Il nome è quello di Gabriel Martinelli, attualmente in forza all’Arsenal. Il giovane talento brasiliano sta partecipando al mondiale in Qatar con la nazionale verdeoro e si sta mostrando una valida alternativa la davanti nonostante gli svariati fuoriclasse che ha il Brasile in attacco.

Per il classe 2001 questo è l’anno dell’esplosione definitiva, al momento in Premier League ha già collezionato 5 gol e 2 assist in 14 partite, ovvero la sua squadra parte 1-0 una partita su due.

Potrebbe quindi essere il profilo giusto per il Barcellona attualmente primo in classifica e con un’Europa League da vincere a tutti i costi.

 

 

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Flash News

Inzaghi esalta il Frosinone: “Per batterlo servirà la miglior Reggina”

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Brescia Lopez

Scontro ad alta quota in Serie B, dove si affrontano Reggina e Frosinone. Nella conferenza della vigilia Filippo Inzaghi, tecnico dei calabresi, ha presentato così la sfida contro la capolista:

“A inizio ho sempre detto che Genoa, Cagliari e Parma hanno squadre superiori rispetto alle altre, ma non scopriamo il Frosinone. Noi siamo un po’ il Frosinone dello scorso anno. Hanno azzerato, hanno lottato e così si ritrovano ai vertici”.

Entrando nei particolari del match:

” A loro piace comandare la partita, esattamente come noi, credo che sarà una bella partita. Non mi preoccupo degli avversari, penso alla grande occasione che abbiamo davanti al nostro pubblico. Per vincere servirà la miglior Reggina“.

Ha poi parlato anche del possibile 11 titolare:

” Ci attendono due gare ravvicinate, 4-5 giocatori tra domani e il fine settimana li cambierò, ma ho ancora questa notte per pensarci. Menez? Ha lavorato bene e si merita quello che ha. Ho un gruppo fantastico, mi si spezza il cuore a lasciare qualcuno fuori“. Infine un’ultima battuta anche sulla classifica: “Si sta chiudendo il girone di andata e, nonostante qualche battuta d’arresto non mi sono mai scoraggiato. Servono solo stimoli ulteriori per mantenere la classifica che, se abbiamo, è perché ce la siamo meritata”.

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Salernitana, Iervolino a sorpresa: “Saremmo felicissimi se il Napoli vincesse il campionato”

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Salernitana

Ospite della trasmissione Si gonfia la rete su Radio CRC, è intervenuto il presidente della Salernitana Danilo Iervolino. Il patron dei campani, tra le varie domande, riportate da SalernoSport24, ha espresso il proprio parere sul cammino della squadra e sul campionato di Serie A.

Sulla Salernitana

“Non vorrei essere troppo mieloso, ma penso che il nostro campionato sia straordinario, ricordo che quando ero piccolo vi era un grande dislivello mentre oggi anche le squadre meno facoltose si scontrano a viso aperto con le prime della classe. Dobbiamo continuare su questa strada, cercando di ottenere punti anche con le big”.

Sul campionato

“Penso che non si debba perdere la concentrazione e l’impegno, e al riguardo la sosta sicuramente non avrà tale effetto. Le squadre che hanno fatto bene continueranno a fare bene. Noi saremmo contenti come Salernitana, di avviare il progetto della città della Sport a Salerno. L’obiettivo è quello di creare una vera e propria cittadella dello sport salernitano. Non ci cambierebbe l’entusiasmo, arrivare decimi o dodicesimi, ci importa fare bel gioco e saremmo felicissimi se il Napoli vincesse il campionato“.

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