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Quando il Calcio incontra la politica

Pensiero del Diez

Quando il Calcio incontra la politica

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La politica costituisce l’organizzazione, l’amministrazione di uno stato e della vita pubblica. Il calcio è lo sport più popolare (e bello) del mondo. È quasi paradossale come due universi così apparentemente lontani siano in realtà più vicini di quanto si pensi e si influenzino a vicenda. L’ultimo esempio risale a poche settimane fa, con le polemiche legate all’inginocchiamento prima della partita degli Azzurri contro il Belgio, oppure dello scontro tra UEFA e Ungheria sulla questione legata alla comunità LGBT. Pochi sanno che nel pallone la politica ha sempre giocato un ruolo di spicco, sin dagli albori del nostro sport, sotto svariati punti di vista, dalla tifoseria alla dirigenza.

La working class inglese.
Fonte immagine: Footballa45giri.com

Il calcio operaio e il ventennio

Antonio Gramsci, uno dei più importanti pensatori nella storia della politica italiana, nel libro “Sotto la mole”definisce il calcio “Paesaggio aperto, circolazione di aria, polmoni sani, muscoli forti, sempre tesi all’azione”. Oltre a dare ampio spazio al calcio operario sul giornale L’ordine nuovo. Infatti, attorno alle fabbriche europee di fine ‘800 si riuniscono in tifoserie organizzate gli operai, che nel pallone trovano un elemento di forte aggregazione. In Inghilterra basti pensare alle squadre di città portuali. Il Southampton e le squadre di Manchester, ma anche il Barnsley, squadra dei minatori di carbone.

Manifesto di propaganda del mondiale 1934.
Fonte immagine: persemprecalcio.com

Episodio analogo si verifica in Italia con il Genoa, fondato da operai inglesi nel porto della Superba, o il Torino, da sempre anima dei lavoratori sotto la Mole. Tuttavia, il più grande simbolo dell’influenza politica nel calcio europeo durante il ‘900 è rappresentato dal periodo buio delle dittature di estrema destra. Il pallone diventa strumento di propaganda politica, utile per abbindolare le masse e funzionale ai regimi. In questo contesto lo Schalke 04, squadra del Furher, domina la scena tedesca. l’Italia vince il mondiale del ’38 in un clima di tensione politica e sociale mai vista sotto gli occhi di Mussolini; il Bologna, squadra legata al Duce, ruba lo scudetto del ’24/25 al Genoa. Prendendo esempi più felici, indimenticabili e iconiche sono le foto di Sandro Pertini che accompagna la nazionale nel trionfo dell’82 o l’esultanza di Mattarella contro l’Inghilterra.

Pertini esulta davanti a Juan Carlos re di Spagna.
Fonte immagine: Repubblica.com

Dal Barça al caso Hysaj

In giro per il mondo troviamo i recentissimi casi del St Pauli. Squadra di seconda divisione tedesca, primo e unico club al mondo dichiaratosi apertamente antifascista, antirazzista, antiomofobo. E grazie a queste “etichette”, che in fondo dovrebbero essere normale convivenza in una società civile, il St Pauli ha circa 20 milioni di tifosi e 600 fan club sparsi per il mondo. Il Barcellona a breve seguirà questo percorso, intento a perseguire la filosofia del Mes que un club, per accompagnare agli slogan azioni concrete. Come quelle del club tedesco, che ha cambiato il nome dello stadio, dedicato precedentemente a un ex collaboratore del terzo reich. Ma l’altra faccia della medaglia della politica nel calcio espone al problema delle tifoserie che sposano un’idea estremista, sia a destra che a sinistra. Se piazza come Livorno sono da sempre rosse, l’appartenenza di frange del tifo organizzato di squadre come la Lazio a gruppi neofascisti o presunti tali è un segreto di Pulcinella che ciclicamente salta all’occhio dell’opinione pubblica, per poi insabbiarsi nuovamente.

Il vergognoso striscione dei tifosi a Hysaj.
Fonte immagine: Fanpage.com

Di pochissimi giorni fa è il caso Hysaj, perfetta rappresentazione di una situazione tragicomica. Il terzino ex Napoli alla cena di presentazione in ritiro con la nuova squadra ha cantato “Bella Ciao”, canzone simbolo della resistenza italiana durante gli anni ’40, e canzone estremamente famosa in Albania. Questo gesto innocuo è stato preso di mira dal gruppo più estremista della squadra biancoazzurra con vergognosi striscioni come “Hysaj verme, la Lazio è fascista”. La strumentalizzazione della politica da parte di gruppi del tufo organizzato è una delle piaghe di questo sport, sempre più difficile da debellare. Ed è preoccupante come la Lazio non sembri intenzionata a prendere radicali provvedimenti verso questi soggetti, i quali andrebbero estirpati alla radice dal nostro sport.

(Fonte immagine in evidenza: ilsecoloxix.com)

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Conference League

Torino-Udinese 1-0, le pagelle: Miranchuk illusionista, Beto in crisi

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karamoh

Si è appena concluso il match tra Torino Udinese sul risultato di 1-0. Allo Stadio Olimpico si è disputato un match importante per il proseguimento della stagione, in cui si sono affrontate le due candidate principali all’accesso in Conference League.

Match molto fisico e tattico, con solo poche fiammate degne di nota. Nessun momento degno di nota nel primo tempo, mentre il secondo inizia sicuramente in maniera più spumeggiante, con la rete di Yann Karamoh che sblocca il risultato.

Questo gol risulta decisivo e cruciale per il proseguimento della stagione del Toro, che conquista il settimo posto in classifica ai danni dei friulani.

LE PAGELLE DEL TORINO

Milinkovic-Savic 6.5: il gigante serbo è sempre una garanzia, fermando qualsiasi iniziativa avversaria.

Djidji 6: prestazione senza sbavature del centrale libico, che non contiene sempre Udogie, ma non ha nulla da recriminare.

Schuurs 7: è utile in fase difensiva, in impostazione, in contropiede. Prestazione sublime dell’olandese, che è senza dubbio il migliore in campo.

Buongiorno 6.5: interviene a muso duro in ogni momento del match. Interessante il duello con Beto, che viene sempre sovrastato dalla potenza fisica del difensore del Torino.

Aina 6.5: non si fa affatto intimorire da Udogie, che circola sulla sua fascia, tutt’altro. Spinge e crossa tantissimo, tanto da propiziare il gol del vantaggio granata.

Ricci 6.5: imprescindibile di Juric, regola il centrocampo e si dimostra il cervello della squadra.

Linetty 6: disputa un buon match, pressando bene i centrocampisti avversari (dal 75′ Vieira s.v.).

Vojvoda 6: gioca una partita più attenta e difensiva rispetto ad Aina, dando una mano dal punto di vista fisico.

Karamoh 7: la rete segnata corona una prestazione davvero brillante, in cui ha impegnato Silvestri in più di un’occasione. Si muove bene e trova la rete in Serie A dopo un periodo lunghissimo (dal 55′ Vlasic 6.5: entra molto bene e le ripartenze per chiudere il match passano sempre dai suoi piedi).

Miranchuk 7: la classe del russo lo rende un giocatore di un’altra categoria sul rettangolo verde. Caccia dal cappello giocate magiche, che provocano mal di testa ai difensori avversari (dall’87′ Adopo s.v.)

Sanabria 6: gioca una partita di grande sacrificio e molto tattica, ma non tira praticamente mai (dall’87′ Seck)

All. Juric 6.5: organizza una partita perfetta dal punto di vista tattico, posizionando i suoi sempre nel modo giusto. Dona l’approccio giusto ai suoi, che si sacrificano molto per tutti i 90′.

LE PAGELLE DELL’UDINESE

Silvestri 6: effettua interventi importanti, come la parata in situazione di 1vs1 contro Karamoh nel primo tempo, ma non riesce ad impedire a Karamoh di segnare.

Becao 6: sempre importante in entrambe le fasi, ma quest’oggi si dimostra più impreciso del solito.

Bijol 5.5: bocciatura per il difensore sloveno, che tiene in gioco Karamoh in occasione del gol. Va molto in confusione a causa dei movimenti di Sanabria (dall’85′ Ebosse s.v.).

Perez 6: meglio dei suoi compagni di reparto, ma Miranchuk è infermabile e ne risente anche lui (dall’85′ Pafundi s.v.).

Ehizibue 5: la sua prestazione è diametralmente opposta a quella di Aina: spinge e crossa male, lasciando troppi spazi in difesa, tanto da perdere la marcatura di Karamoh in occasione del gol (dal 72′ Ebosele s.v.)

Samardzic 5.5: non la solita prestazione convincente del talento tedesco, che rispetto al solito si fa vedere pochissimo dal punto di vista delle conclusioni, complice il pressing avversario (dal 72′ Thauvin 6.5: la condizione fisica non è la migliore, ma la sua qualità accende l’Udinese e aiuta a creare in fase offensiva).

Walace 6.5: si dimostra sempre più importante per l’equilibrio della squadra, recuperando sempre tanti palloni e affacciandosi alla porta avversaria con qualche bordata da fuori area.

Arslan 6: tiene il ritmo del match e gioca un match ordinato (dal 60′ Lovric 5.5: non entra benissimo, incidendo molto poco in fase offensiva, anche a causa dei ripiegamenti dovuti alle ripartenze avversarie).

Udogie 6: sempre la solita freccia infermabile, ma oggi incide poco dal punto di vista delle occasioni create.

Success 5.5: contenuto benissimo dalla difesa avversaria, tanto da avere sempre un uomo addosso che gli impedisce la giocata.

Beto 5: prosegue il periodo buio dell’attaccante portoghese, che non trova la rete da troppo tempo. I suoi strappi in accelerazione sono ben limitati dalla difesa avversaria, che lo neutralizza durante tutta la partita.

All. Sottil 5: partita organizzata male, in cui si produce poco e si difende male. Non riesce a dare la svolta con i cambi, salvo Thauvin che cerca di incidere con la sua classe.

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Calcio Internazionale

I cinque migliori acquisti dell’ultima giornata del calciomercato

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Jorginho calciomercato

Si è chiusa l’ultima giornata della sessione invernale del calciomercato del 2023 ed ultima per i campionati in corso nella stagione 2022/2023. In Italia non si sono visti grandi colpi ma tanti acquisti inaspettati da parte di alcuni top club europei.

Quali sono stati i cinque migliori colpi del calciomercato ufficializzati nell’ultima giornata?

JORGINHO – ARSENAL

La capolista della Premier League compie un colpo a sorpresa dopo le ultime voci di calciomercato che vedevano la società londinese indirizzata verso un acquisto più oneroso come Caicedo del Brighton. Invece i Gunners, sotto consiglio di Arteta per aggiungere un giocatore di livello ed esperienza internazionale ha acquistato un italiano, campione d’Europa nel 2021 con l’Italia di Mancini.

Jorginho è diventato un nuovo giocatore dell’Arsenal per una cifra intorno ai 15 milioni di euro, firmando un contratto sino al 2024. Il mediano andrà a giocarsi un posto con gli altri due centrocampisti di copertura come Granit Xhaka e Thomas Partey, nonostante il giocatore si fosse detto disponibile al rinnovo con il contratto in scadenza a giugno 2023. L’ormai ex numero 5 dei Blues chiude l’avventura con una Champions League, un’Europa League, una Supercoppa Europa ed il Mondiale del Club. Inoltre, ha conquistato il premio di “Giocatore dell’anno UEFA” per la stagione 2020/2021.

CANCELO – BAYERN MONACO

Forse il colpo più inaspettato di questa sessione è proprio l’acquisto chiuso dal Bayern Monaco in breve tempo, aggiudicandosi le prestazioni in maniera temporanea ma con il diritto di riscatto fissato a 70 milioni di Joao Cancelo dal Manchester City. Il terzino portoghese dal rientro post Mondiale in Qatar non aveva più le garanzie della titolarità e un litigio avvenuto con Pep Guardiola avrebbe accelerato i tempi per una cessione. Per il momento il portoghese chiude con due Premier League, due Coppa di Lega inglese e un Community Shield.

THAUVIN – UDINESE

Era ormai certo certo il suo arrivo ma è arrivata anche l’ufficialità. Il fantasista Florian Thauvin, campione del Mondo nel 2018 con la Francia, è arrivato a sorpresa all’Udinese. Un colpo in stile famiglia Pozzo, che già con arrivi come Deulofeu, Pereyra ci aveva abituati a giocatori di livello internazionale. Per Thauvin, dopo l’avventura chiusa al Tigres in maniera non abbastanza positiva, è arrivato in Friuli a titolo gratuito dopo la rescissione contrattuale. Si vedrà se il classe 1993 avrà ancora tanto da dimostrare, recuperando il grande livello raggiuntò ai tempi del Marsiglia.

ENZO FERNANDEZ – CHELSEA

Uno degli ultimi affari last minute nel calciomercato mondiale ha chiuso la folle campagna acquisti del Chelsea. Il tanto chiacchierato Enzo Fernandez è passato dal Benfica ai Blues per un incredibile cifra intorno ai 120 milioni di euro.

Dopo quindi un primo no del Benfica ed un corteggiamento della dirigenza del Chelsea durato quasi un mese è arrivato all’ultimo l’ok di Rui Costa che ha liberato il talento argentino, eletto miglior giovane dell’ultimo Mondiale con cui si è laureato Campione del Mondo.

SABITZER – MANCHESTER UNITED

Sembrava ormai troppo tardi per chiudere l’affare per il Manchester United. Invece l’infortunio di Christian Eriksen ha invece forzato la dirigenza dei Red Devils ad accelerare per trovare un degno sostituto. I radar del club inglese hanno infine trovato in Marcel Sabitzer l’identikit perfetto per il giocatore ideale per Erik ten Hag.

Il Bayern Monaco dopo essersi reso protagonista con l’acquisto di Cancelo, dice addio all’ex giocatore del Lipsia che in questo anno e mezzo non è riuscito ad imporsi come titolare nella formazione di Nagelsmann. L’austriaco arriva in prestito dal club tedesco, convinto dal progetto proposto dall’allenatore olandese. Come riportato da Fabrizio Romano, il prestito sarà solamente di 6 mesi senza opzione di riscatto.

 

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Calcio Internazionale

Italians do it better: il Brighton di Roberto De Zerbi

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De Zerbi

La Premier League è conosciuta per la grande tradizione italiana nelle panchine delle squadre inglesi. Iniziando già dagli anni ’90 con Gianluca Vialli che prima da giocatore e poi allenatore ha guidato il Chelsea. Proprio i Blues sono infatti il club che nel corso anche dei primi anni 2000 e della recente storia calcistica ha preso gusto ad affidare le proprie rose a tecnici provenienti dall’Italia: Claudio Ranieri, Ancelotti, Roberto Di Matteo ( vincitore della prima Champions League ), Antonio Conte ( vittoria della Premier 2016/2017) e per ultimo Maurizio Sarri ( conquista dell’Europa League 2018/2019 ). Per poi citare ancora Ancelotti con l’Everton e Ranieri che ha guidato la favola del Leicester City nel 2015/2016 ( con alcuni passaggi dopo tra Fulham e Watford ), così come alcune parentesi per Di Canio, Zola e Mazzarri.

Ma ad oggi, l’unico allenatore italiano nel massimo campionato inglese, è un giovane allenatore che negli anni precedenti con il Sassuolo ha mostrato un bel calcio contribuendo sicuramente alla rimanenza del club in Serie A, ambendo però sempre a qualcosa di più importante. Ci ha provato poi con lo Shakhtar Donetsk, ma come tutti sappiamo le cose non sono andate benissimo con l’arrivo della guerra in Ucraina. Ora si trova al Brighton e sta dimostrando ai suoi tifosi che si può veramente sognare. Maurizio De Zerbi è solo all’inizio.

IL BRIGHTON TRA IL CASO POTTER E DE ZERBI

Il Brighton & Hove Albion, conosciuto da tutti semplicemente come Brighton, sta vivendo una stagione fin qui meravigliosa che però non è rimasta senza colpi di scena.

All’inizio della stagione la squadra si è presentata con più o meno gli stessi interpreti della stagione precedente, con la consapevolezza di poter puntare a posti della classifica sempre più alti. L’unico acquisto di rilievo è stato l’esterno del Villareal Estupinan, che con il sottomarino giallo è stato uno dei titolari nella cavalcata in Champions League sotto la guida di Unai Emery. Le cessioni invece hanno portato entrate importanti, come quella al Chelsea di Cucurella per circa 65 milioni di euro e di Bissouma al Tottenham per circa 29. Due pedine chiave della formazione. Ma con un gruppo ormai compatto e con grande conoscenza del sistema di Graham Potter, allenatore del club da ormai tre stagioni ( prime due stagioni vissute nella sofferenza per la corsa salvezza, noni invece nella stagione 2021/2022 ), non si è fatto sorprendere.

Per Potter e company, la stagione inizia infatti nel migliore dei modi: vittoria all’esordio all’Old Trafford per 2-1 contro lo United. Nelle prime sei partite in stagione riesce a portare a casa ben 4 vittorie, un pareggio contro un Newcastle che sarà anch’esso protagonista nel corso della stagione a la sconfitta con il Fulham ( altra ottima sorpresa della Premier di quest’anno ). Dopo una grande vittoria per 5-2 contro il Leicester ecco che avviene però il fatto che in realtà cambia soltanto in regia quella che sarà fino ad ora la stagione del Brighton: il Chelsea che esonera Tuchel dopo alcuni risultati non graditi dalla nuova dirigenza, decide di pagare la clausola per liberare Potter dal suo club ( 23 milioni di euro ).

Ed ecco che arriviamo quindi alla scelta che ha portato De Zerbi alla sua attuale avventura nella Premier League.

RIVOLUZIONE E RIVINCITA

De Zerbi ha stravolto i precedenti sistemi di gioco di Potter, passando da un 3-5-2 ad un classico 4-3-3 o in alcuni casi al 4-2-3-1. Per gran parte della stagione, sono stati due i giocatori chiave: al centrocampo il campione del mondo con l’Argentina Alexis Mac Allister e in attacco il neo giocatore dell’Arsenal Leandro Trossard. Proprio con il tecnico italiano è avvenuta una discussione che ha portato alla scelta del giocatore e del club di cedere il belga, in questo caso ai Gunners. Un grande peccato per l’enorme talento che ha dimostrato l’ormai ex numero 11 del Brighton ( per lui ben 7 gol sino ad ora in campionato ).

Solito possesso palla, nessun riferimento in attacco ed importantissimo utilizzo dei giocatori sulla fasce, passando dalle sovrapposizioni dei terzini alle due ali in attacco. L’avventura del Brighton con De Zerbi non è comunque iniziata in maniera stupenda. Oltre ad un esordio spettacolare con il 3-3 ad Anfield, arrivano infatti nelle successive quattro partite tre sconfitte ed un solo punto raccolto. Tutto il contrario che la rosa aveva dimostrato con Potter ad inizio campionato.

Nel mentre, l’ex allenatore del club ha iniziato a portare al Chelsea risultati positivi, sia in campionato che in Champions League. Ma poi ecco che si è arrivati all’attesa sfida. Lo scontro tra i due allenatori. Forse la sfida che ha fatto cambiare in bene il Brighton ed in peggio quella del Chelsea.

La sfida non ha avuto bisogno di tanto tempo per sbloccarsi: sono bastati solamente 5 minuti a Trossard per bucare la difesa de Blues. Dopo il gol per i padroni di casa è stato tutto apparentemente facile, chiudendo la partita sul risultato di 4-1. Una bella rivincita, con tanto di cori dei tifosi di casa verso Potter: “sarai esonerato domani mattina”. Da lì in poi arriveranno parecchi risultati positivi per il Brighton ed il Chelsea tra sfortune e brutte prestazioni non riuscirà a tenere quel ritmo iniziale, finendo al decimo posto della Premier League con comunque una seconda parte di stagione ampia per potersi risollevare.

L’ULTIMA VITTORIA

Il Brighton invece ha stupito ancora, questa volta  in FA Cup contro il Liverpool. Una vittoria decisa solamente nei minuti di recupero sul risultato di 2-1 da un gesto tecnico straordinario del nuovo talento emerso grazie a De Zerbi, ovvero Mitoma.

Probabilmente nella seconda parte di stagione sentiremo parlare parecchio di lui, così come Solly March, autore di due assist e giocatore più in forma dell’ultimo periodo. Al momento la classifica in campionato vede il Brighton sesto a pari punti con il Fulham a quota 31 punti. Riuscirà De Zerbi a tenere questo grande ritmo  pagherà l’assenza del giocatore più importante del suo attacco?

 

 

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Milan, se Lookman fosse il post-Leão?

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Lookman

Forse è fanta-mercato, forse è una trattativa che non esisterà mai, ma Lookman al Milan, secondo noi, sarebbe un gigantesco sì.

La situazione Leão in casa Milan continua a tener banco tra grosse offerte economiche, una corte straniera spietata ed un che tarda ad arrivare. Il Milan, perciò, è obbligato a pensare ad un piano B in caso di cessione del fuoriclasse portoghese. E se quel piano B fosse già in Serie A ad aspettare la grande chance? Ecco perché, secondo noi, Ademola Lookman al Milan è un’ipotesi davvero intrigante.

LEAO AL BIVIO

Autentico trascinatore del Milan e stella indiscussa della compagine rossonera, Rafael Leão è indubbiamente il calciatore simbolo della squadra di Pioli. Giovane, dal talento straripante e cool al punto giusto da far impazzire il web con le sue giocate ubriacanti, il portoghese è ad appena un anno e mezzo dalla scadenza naturale del suo contratto ed è chiamato ad una decisione importante: rinnovare o partire in estate?

Già, perché la proprietà rossonera, senza mezzi termini, ha le idee chiare: rinnovo con adeguamento o partenza in estate. Vietato creare un altro caso Donnarumma (o Kessié, o Calhanoglu o Romagnoli, la lista è lunga, ndr) che porti la società a rimanere con un pugno di mosche in mano. Allo stato attuale delle cose, la trattativa tra l’entourage del 17 del Milan e la dirigenza è in evoluzione da tempo ma senza sterzate nette in un senso o nell’altro – vuoi per pre-tattica o per effettiva indecisione. E così, cogliendo la palla al balzo, ci si è chiesti chi possa essere l’erede di un calciatore che sposta tanto gli equilibri e l’attenzione, in tal senso, non poteva che ricadere su Ademola Lookman.

LOOKMAN, CHE SORPRESA!

Arrivato a Bergamo in estate per la modica cifra di 9 milioni di euro, Ademola Lookman è una delle più piacevoli sorprese del campionato di Serie A di quest’anno. Esterno talentuoso di piede destro che ama rientrare dalla sinistra o seconda punta all’occorrenza, l’ex-Leicester sta mettendo a ferro e fuoco le difese italiane con tutto il suo straordinario bagaglio tecnico. Alto 1.74 e con un baricentro medio-basso, Lookman sfrutta egregiamente le sue qualità migliori: la corsa e il dribbling. E il suo bagaglio tecnico, unito ad una prestanza atletica sopra le righe, gli ha permesso di affinare anche quelle che sono le sue qualità in zona goal: già 13 in 19 in partite. Numeri assolutamente di rilievo per un calciatore di 25 anni alla sua prima esperienza in un nuovo campionato.

La prestazione che lo ha definitivamente incoronato è sicuramente quella sfoderata contro la Juventus che, fino a poco più di una settimana fa, era la miglior difesa del torneo. Nei primi minuti il goal che apre le marcature – su evidente errore di Szczęsny – e in seconda battuta il colpo di testa – non esattamente la specialità della casa – che va a fissare il risultato sul momentaneo 3-2. Una prestazione maiuscola che restituisce la dimensione di un calciatore in grado di ‘essere grande’ anche con le grandi. Un esame non da poco.

PERFETTO PER IL MILAN

E perciò, torniamo a quella che era la premessa iniziale, ovvero la necessità di individuare un obiettivo su cui investire qualora da Leão arrivasse un tesoretto da investire sul mercato. Ipotizzando che il numero 11 dell’Atalanta continui a brillare, non è da scartare l’idea di vedere il ragazzo protagonista di una trattativa che possa portarlo a vestire rossonero. Lookman, d’altronde, sarebbe perfetto per il Milan per i seguenti motivi.

  1. Fattore anagrafico: classe 1997, il calciatore dell’Atalanta ha compiuto ad ottobre 25 anni e si trova nel fiore dei suoi anni con ampi margini di crescita. È di appena due anni più grande di Rafael Leão.
  2. Fattore tecnico: ricoprirebbe l’attuale posizione dell’ala portoghese del Milan nel 4-2-3-1 e consentirebbe al tecnico maggior versatilità in termini di modulo, garantendo continuità di prestazioni anche da seconda punta o da fantasista.
  3. Fattore economico: ipotizzando l’incasso di una grossa somma da Leão, l’acquisto di Lookman diverrebbe un affare alla portata delle casse rossonere e consentirebbe al Milan di investire la totalità di quel tesoretto su più di un calciatore.
  4. Fattore ambientamento: conosce la Serie A, dove ha già dimostrato le sue qualità, e non avrebbe bisogno di periodi di apprendistato.

Ad oggi è solo fantamercato e l’augurio, naturalmente, è che la Serie A possa continuare a godersi le sue stelle esattamente dove sono ora: Leão con la maglia del Milan e Lookman con quella dell’Atalanta. Per il futuro, tuttavia, chissà che da una semplice idea di fantamercato non possa aprirsi un vero e proprio scenario. Lookman, intanto, si gode i suoi traguardi personali e trascina verso l’Europa un Atalanta che sta facendo tremare proprio tutti.

 

 

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