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Il ritorno del ninja

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La telenovela di mercato intorno al nome di Radja Nainggolan sembra essere giunta alla sua conclusione. Alla luce della rivoluzione totale che Antonio Conte sta attuando nell’ambiente nerazzurro il destino del ninja è infatti ben lontano da Milano. Un rapporto controverso quello col popolo nerazzurro, mai definitivamente sbocciato e destinato a rimanere tale.

E dopo una lunga lista di pretendenti ecco quindi prendere forma il clamoroso ritorno a Cagliari, oramai dietro l’angolo. La sua volontà di vestire nuovamente il rossoblù, del resto, è direttamente proporzionale al desiderio da parte del tecnico salentino di non puntare su di lui. Il club meneghino, del resto, ha addirittura accettato la formula del prestito gratuito pur di assecondare la linea d’azione del proprio tecnico.

Il lascito di Nainggolan in nerazzurro non è certamente indimenticabile. Per lui 29 presenze e 6 gol con la maglia dell’Inter. Fonte: profilo instagram @radja_nainggolan_l4

La voglia di rimettersi in gioco dopo un’annata controversa è tanta, specialmente in una dimensione conosciuta come quella di Casteddu, che lo ha lanciato nel calcio che conta rendendolo il giocatore che tutti hanno imparato a conoscere e ad apprezzare. Come si adatterà il belga nella realtà di questo nuovo Cagliari? Quanto ridimensiona il suo ritorno il club stesso, con relative potenzialità e ambizioni?

ADATTARSI AGLI SCHEMI DI MARAN

Sono molte le qualità che rendono Radja Nainggolan un giocatore funzionale a una molteplicità di schemi e interpretazioni di gioco. Un fattore da non sottovalutare nel calcio multitasking e polivalente di oggi.

La filosofia tattica di Rolando Maran è ben chiara e si è delineata fra le fila del club sardo fin dalla passata stagione. Il 4-3-1-2 è il fiore all’occhiello del mister come modulo di partenza; una disposizione, questa, che va a interscambiarsi, a seconda della fase dell’incontro, a un 4-1-2-1-2 in fase di palleggio oppure a un 4-1-3-2 quando si attacca. Il giocatore che più di tutti è chiamato al pragmatismo in campo è certamente la mezzala, la quale partecipa sia alla copertura difensiva che al palleggio, alla costruzione di gioco e agli inserimenti offensivi in area di rigore.

Fonte: profilo instagram @cagliaricalcio

Una lunga lista di compiti che va a braccetto col tuttocampismo del ninja. Un fattore che lo rende il giocatore ideale per le idee di gioco del tecnico di Trento. Sul piano della quantità e della fisicità l’intensità agonistica che il belga mette in campo alimenta esponenzialmente l’efficacia delle varie fasi di gioco, dalla difesa all’attacco. La sua forza consiste sostanzialmente nel farsi trovare pronto, ovunque serva, dal pressing agli inserimenti nell’area piccola a prendere il cross.

Fattori che permetterebbero al centrocampo del Cagliari di poter pressare maggiormente verso un rapido recupero del pallone, potendo poi ripartire in velocità e scioltezza. Rendendo il gioco, tra l’altro, più intenso, dinamico e potenzialmente più efficace rispetto a prima.

Fonte: profilo instagram @radja_nainggolan_l4

Per quel che concerne la qualità, la sua capacità di coprire più posizioni permetterebbe a Maran di interscambiare più giocatori e relativi ruoli. Nainggolan, del resto, si è destreggiato alla grande sia come mezzala che come trequartista d’incursione fra le linee. Grazie soprattutto alla guida tecnico tattica di Luciano Spalletti, prima a Roma e poi a Milano.

Insegnamenti che gli hanno permesso di esprimersi al meglio in diversi fondamentali: dal lancio lungo al passaggio filtrante verso l’area di rigore. Passando poi, naturalmente, per il tiro dalla distanza, una soluzione ad hoc del ninja.

Poter contare su un tiratore dalla distanza come lui permetterebbe alle punte sarde di essere pressate di meno o, viceversa, garantirebbe un maggior raggio d’azione all‘iniziativa del belga. Dal punto di vista tattico, insomma, l’arrivo del centrocampista garantirebbe una serie di vantaggi nello scacchiere del club sardo.

SOSTITUTO DI BARELLA?

Quella che sta colpendo la realtà di Cagliari è un’autentica tempesta di emozioni. L’arrivo in rossoblù del ninja va di pari passo con l’addio di Nicolò Barella. Due giocatori legati dal destino soltanto per le poche settimane estive trascorse in nerazzurro. L’azzurro all’Inter, il belga in Sardegna. Due calciatori spesso e volentieri paragonati per caratteristiche adesso più che mai accomunati da una reciproca eredità da raccogliere.

Fonti: profili instagram @nicolo_barella e @radja_nainggolan_l4

A Milano Barella è chiamato a far dimenticare il più presto possibile la controversa stagione dell’ormai ex numero 14. Dall’altra parte Nainggolan è parimenti sotto analisi su come si adatterà alla piazza cagliaritana. Per molti aspetti che li accomunano il ninja a Cagliari porterà molte caratteristiche affini a quelle del centrocampista della Nazionale Italiana: pragmatismo, tuttocampismo nel rettangolo di gioco, partecipazione e coinvolgimento quindi in tutte le fasi di gioco, in particolare in quella offensiva.

Ciò che poi il belga potrà portare al club sardo è quel carisma e confidenza che soltanto l’esperienza maturata negli anni è in grado di dare. Un’interpretazione del ruolo di mezzala o trequartista (a seconda delle necessità di Maran) quindi più “adulta” e affinata dalla pratica. Del resto Radja Nainggolan è un giocatore senz’altro in grado di fare la differenza. Tutto dipende dalla voglia che avrà o meno di farla, questa differenza, per il suo Cagliari.

RINNOVATE AMBIZIONI ROSSOBLU’

“Per lui sarebbe la cosa più bella del mondo tornare da noi”.

Le parole del Presidente rossoblù Tommaso Giulini ispirano quel romanticismo che rende magiche certe sfaccettature nel calcio. La scelta da parte del centrocampista di tornare in Sardegna è anzitutto una questione di cuore. Ma non solo.

Sono due in particolare i motivi che rendono congeniale la scelta di Nainggolan. In primis a livello personale quello a Cagliari rappresenta un ritorno funzionale per potersi rilanciare dopo una stagione nel complesso al di sotto delle aspettative. Occorre ricordare infatti che quello del ninja è stato l’acquisto di punta della campagna estiva nerazzurra, appena un anno fa. Le aspettative intorno a lui erano alte e non sono state rispettate, col belga bocciato in partenza da Antonio Conte.

Fonte: profilo instagram @radja_nainggolan_l4

La possibilità di rilanciarsi in un ambiente meno pressante e al tempo stesso più congeniale è senz’altro un fattore positivo. I cagliaritani, tra l’altro, hanno annoverato il nome del centrocampista nella Top 11 dei migliori giocatori ad aver mai indossato la maglia rossoblù. Un ritorno a casa dettato dunque dal tandem cuore-utilitarismo, proprio nell’anno del centenario tra l’altro.

L’altro aspetto riguarda la dimensione stessa verso la quale il club sardo si sta andando a proiettare. La campagna acquisti di quest’estate è senza dubbio fra le migliori di tutta la Serie A, coraggiosa e sapiente al tempo stesso. L’addio di Barella ha portato all’arrivo di giocatori del calibro di Marko Rog, Radja Nainggolan e al probabile innesto di Gregoire Defrel. Una serie di operazioni che aumentano il livello della squadra e le relative ambizioni.

Fonte: profilo instagram @radja_nainggolan_l4

Perchè questo mercato legittima il popolo sardo a non accontentarsi più della “semplice” salvezza. Il 15esimo posto della passata stagione deve essere migliorato, verso una corsa all’Europa che con queste premesse di mercato non sembra più così azzardata da pronosticare.

(Fonte immagine di copertina: profilo instagram @radja_nainggolan_l4)

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Calcio Internazionale

Portogallo-Uruguay, duello a centrocampo: Fernandes contro Valverde

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Ndicka

PORTOGALLO-URUGUAY, DUELLO A CENTROCAMPO: FERNADES CONTRO VALVERDE – Tra le gare più interessanti della seconda giornata di Qatar 2022, impossibile non citare la sfida tra Portogallo e Uruguay. Partita fondamentale per gli equilibri del gruppo H, nonché occasione di vedersi sfidare due tra le squadre più attrezzate dell’intero torneo. Sfida che, in virtù di quanto successo nella prima partita, assume valori diversi per le due nazionali. Il Portogallo di Cristiano Ronaldo è infatti a caccia della vittoria che varrebbe il passaggio matematico agli ottavi. I sudamericani invece, essendo reduci da un pareggio, dovranno tentare il tutto per tutto per non ridursi all’ultima giornata.

Una partita dunque che offre diversi spunti interessanti ed altrettanti duelli. Uno su tutti è quello riguarda i motori di entrambi le squadre: Bruno Fernandes e Federico Valverde. Due centrocampisti con caratteristiche diverse ma entrambi fondamentali nel gioco dei rispettivi allenatori. Andiamo nel particolare ad analizzare questo importante duello in mezzo al campo.

 

COSTRUZIONE DEL GIOCO

I due calciatori ricoprono la stessa posizione in campo, ma per caratteristiche si differenziano di molto nelle diverse fasi. Per quanto riguarda la costruzione di gioco il portoghese si lascia preferire, anche se di poco. Le trame offensive del Portogallo, infatti, passano spesso dai piedi di Bruno Fernandes. Molto più geometrico, offre oltre ad una grande visione di gioco, anche un’ottima tecnica che gli consente di trovare più soluzioni, soprattutto in verticale.

Valverde non è però da meno. Anche il suo bagaglio tecnico gli consente di rendere efficace la costruzione della manovre, ma rispetto al centrocampista dello United,  ha caratteristiche meno da regista. Più che abbassarsi e smistare, preferisce lo scarico per poi andare ad attaccare lo spazio.

Nella prima giornata si è già intravista la differenza tra i due in questa fase. Contro il Ghana, Fernandes si è reso protagonista con due assist. In particolare nell’assist per il 2-1 di Joao Felix, l’imbucata con cui taglia fuori la difesa e mette l’attaccante solo davanti al portiere, certifica l’eccezionale visione di gioco dell’ex Sporting Lisbona.

FASE OFFENSIVA

La fase offensiva li vede entrambi grandi protagonisti. Partendo stavolta dall’uruguayano, le sue qualità si sono già ampiamente viste quest’anno al Real Madrid.  In stagione fino ad ora, ha già realizzato 8 gol, in cui ha messo in mostra il suo ampio repertorio. In particolare il tiro da fuori, potente e preciso, si è rivelato letale nella maggior parte delle occasioni. Contro la Corea del Sud ci ha provato in 3 occasioni, ma senza trovare lo specchio della porta.

Altra importante qualità è l’inserimento nello spazio, essendo molto veloce tra le linee. Bruno Fernandes invece, i grandi numeri delle prime stagioni al Manchester United, sembra aver arretrato il proprio raggio d’azione. Resta però  la chiave degli attacchi portoghesi. Oltre a contribuire allo sviluppo del gioco, resta un pericolo per le difese avversarie.

Anche lui abile nell’inserimento, preferisce però partire da dietro. Dotato anche lui di un ottimo tiro da fuori, è abile nel tiro a giro sul secondo palo. Con la sua fantasia, ha dimostrato più volte di poter inventare dal nulla la giocata vincente, anche direttamente da calcio piazzato.

INTERDIZIONE

Entrambi i centrocampisti risultano abbastanza completi, essendo abili anche nella fase di non possesso. In questo caso però, a brillare è Valverde. Veloce, fisico ed intelligente tatticamente, copre più zone del campo. Il centrocampista del Real Madrid offre grande copertura anche a livello difensivo e non si sottrae neanche agli interventi più vigorosi.

Altrettanto intelligente in fase di interdizione, Fernandes offre però caratteristiche ben diverse.  Abile nel leggere la traiettoria della trama offensiva avversaria offre comunque copertura, ma non garantisce la stessa sostanza del Pajarito. In particolare fa fatica nell’uno contro uno, avendo caratteristiche più da trequartista.

Un duello sulla carta equilibrato dunque e che potrebbe soprattutto essere decisivo nell’economia di un match si preannuncia infuocato.

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Calciomercato

Salernitana-Bakayoko, affare complicato: la situazione

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Bakayoko

Molte squadre stanno approfittando della sosta Mondiali per sondare il terreno in vista della sessione invernale di calciomercato; la Salernitana starebbe pensando a Bakayoko, in partenza dal Milan.

Quello del centrocampista francese sarebbe il primo nome in cima alla lista degli esuberi e il club rossonero starebbe cercando di piazzarlo. A tal proposito, ci sarebbe stata una prima chiacchierata informativa con il ds dei granata Morgan De Sanctis. Le intenzioni della Salernitana sono chiare: la trattativa può andare in porto soltanto con un’eventuale cessione di Coulibaly o con l’ingaggio del centrocampista a carico del Milan. 

Bakayoko, quest’anno, non è mai sceso in campo. Il club campano rifletterà sulla proposta ma al momento sembrano non sussistere le condizioni necessarie affinchè la trattativa si concretizzi.

 

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Flash News

Dida a 360 gradi: “Con l’Ajax la parata più bella; Ibra e Vieri gli attaccanti più forti mai sfidati”

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Ibrahimovic

Nelson Dida, ex portiere del Milan e attuale preparatore dei portieri, si è raccontato ai canali ufficiali della società durante la Milano Games Week.

L’ex portiere brasiliano si è espresso a 360 gradi, cominciando dagli attaccanti più forti affrontati:

Vieri e Ibra sono fra gli attaccanti più forti che ho affrontato, giocatori che possono risolvere una partita da soli”.

Poi su Maignan:

Mike è un amico ed è venuto al Milan con l’idea di vincere, e ha vinto subito. Faceva di tutto per migliorarsi in allenamento ed è cresciuto veramente tanto. Può crescere tanto e su tutto. Non aveva fatto tanto in senso di preparazione, ma il Milan ha tutto può far crescere questi ragazzi”.

Dida ha poi fatto un salto nel passato:

“Ho avuto una bellissima storia nel Milan, ho vinto due Champions e un campionato. Ho fatto tanto e sono soddisfatto. Serginho era mio amico, lui abita qua a Milano e quindi siamo sempre assieme. Abbiamo questa amicizia da quasi 20 anni”.

Infine sulla parata più bella:

Quella con l’Ajax, me la ricordo tanto, mi sono anche fatto male. Ho fatto il massimo che potevo e mi sono strappato un muscolo della schiena”.

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Calcio Internazionale

Rodri commenta il suo nuovo ruolo: “Da centrale mi trovo bene”

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Delph

Al termine del match contro la Germania, il centrocampista spagnolo Rodri ha parlato ai microfoni di La1.

Il calciatore del Manchester City si è soffermato sul suo nuovo ruolo di difensore centrale:

“Cerco di imparare ogni giorno, è un ruolo diverso ma mi trovo bene con i miei compagni. Capisco il ruolo e l’importanza che devo dare alla squadra”.

Poi, sulla partita:

Sul gol potevamo fare meglio, ma Musiala è stato anche fortunato sul rimbalzo. Sapevamo che sarebbe stato complicato: i tedeschi sono molto forti, ma abbiamo giocato bene e preso un punto che ci permette di arrivare alla sfida col Giappone con le massime garanzie”.

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