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Il Torino che verrà

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Il Torino che verrà

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Crescere attraverso le conferme. In un’estate di rivoluzione all’interno dell’organigramma, con la burrascosa separazione dal ds Petrachi, recentemente accusato di essersi portato via i database della società granata e la conseguente promozione del responsabile del settore giovanile Bava, il Torino sceglie invece la continuità per quanto riguarda la rosa che affronterà la stagione 2019-2020, quella dell’agognato ritorno in Europa – complice l’esclusione del Milan.

Ed è proprio a causa dell’imminente esordio europeo (il 25 luglio al Moccagatta di Alessandria, probabilmente contro gli ungheresi del Debrecen) che il Toro è stata una delle prime squadre a cominciare la stagione, palesando nelle prime uscite del ritiro di Bormio un entusiasmo travolgente e qualche novità intrigante, a partire dall’abito tattico.

SUGGESTIONE 3-4-3

Il presidente Urbano Cairo non si è nascosto e, pur promettendo un paio di acquisti soprattutto per ampliare l’organico, ha indicato nel cambio di modulo la principale novità del prossimo Torino. Si lavorerà infatti per implementare il 3-4-3 su cui Walter Mazzarri ha puntato con decisione sin dal primo giorno di ritiro. Dopo un anno e mezzo di consolidamento attraverso un gioco pratico aumentato di qualità strada facendo, il tecnico di San Vincenzo si giocherà le sue fiches su questa nuova veste per far fare il definitivo salto di qualità al suo Toro.

Fonte profilo Facebook Torino FC

Il modello potrebbe essere l’Atalanta di Gasperini ed è qualcosa in più di una suggestione: il Torino di Mazzarri già nella scorsa stagione ha dimostrato un’aggressività ed una capacità di pressione alta con pochi eguali in Serie A, grazie anche ad un reparto offensivo particolarmente elettrico, guidato dal capitano Belotti, per il quale potrebbe non essere così peregrino il paragone con l’atalantino Zapata per generosità e capacità di coniugare gioco spalle alla porta e attacco della profondità. Iago Falque, invece, potrebbe studiare da Papu Gomez, muovendosi con ampia libertà per aiutare la rifinitura di una squadra che, come punto debole, ha la scarsa attitudine dei suoi centrocampisti a trovare la posizione dietro le linee di pressione per agevolare la creazione di palle gol nell’ultimo terzo.

COME VERRÀ USATO LYANCO

A questo difetto del centrocampo si può ovviare sul mercato o si può parzialmente sopperire grazie all’inserimento nell’undici titolare di un difensore dalla visione raffinata come il rientrante Lyanco, rivitalizzato dal prestito al Bologna. Il prestito di gennaio è stato una manna per il giovane brasiliano, la cui crescita era stata arrestata da qualche guaio fisico: a Bologna ha avuto anche la fortuna di riabbracciare, dopo poche settimane, Mihajlovic, tecnico che lo aveva apprezzato proprio a Torino e che sa particolarmente valorizzare difensori dalle qualità tecniche sopra la media. Con Lyanco il pacchetto arretrato granata è assortito benissimo, con l’incontenibile aggressività di Izzo, nato per il gioco di Mazzarri, e la qualità di Lyanco, ai fianchi del totem Nkoulou.

Attenzione, però, perché nonostante l’alta richiesta del Torino, Lyanco è appetito da molti club europei e, se non fosse ritenuto una pedina imprescindibile durante la preseason – data anche la presenza di Bonifazi, Bremer e Djidji – , per lui potrebbero riaprirsi le porte del mercato.

 

E ZAZA?

Se c’è un giocatore che non è d’accordo con il passaggio al 3-4-3 potrebbe essere Simone Zaza e lo sta dimostrando con un inizio di preparazione da urlo. Senza partire titolare, ha segnato infatti la bellezza di nove reti nelle prime due amichevoli, contro Bormiese e Merano, evidenziando peraltro un feeling strepitoso con Belotti (nove centri anche per lui). In generale Zaza è sembrato l’uomo più in forma del Toro insieme ad Ansaldi e, se è vero che il doppio impegno potrebbe consentire a tutti di trovare spazio, è anche difficile immaginare uno Zaza completamente ritrovato confinato ai margini dell’undici titolare.

La soluzione potrebbe essere un compromesso tra il vecchio 3-5-2 e il 3-4-3: ovvero Iago Falque a muoversi alle spalle del tandem Belotti-Zaza anche se questo vorrebbe dire rinunciare all’ampiezza e alla rapidità che si va ricercando con l’utilizzo di Berenguer. Insomma, diverse opzioni per un nuovo Torino brillante ed ambizioso, per il quale qualche ulteriore soluzione potrebbe arrivare dal mercato.

Fonte immagine in evidenza: profilo Facebook Torino FC

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Flash News

Fiorentina, quanta imprecisione: tre rigori consecutivi sbagliati

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Nico Gonzalez

Un dato che farà discutere, quello dei rigori della Fiorentina. Nel 2024 i viola ne hanno già falliti 4 tra campionato e Supercoppa. Sono 3 gli errori consecutivi dal dischetto per la Fiorentina che anche stasera contro la Lazio non è riuscita ad andare in rete dagli 11 metri. Nico Gonzalez, dopo aver sbagliato il rigore contro l’Inter, ha fallito nell’intento anche stasera. Oggi è stato il palo a fermare l’argentino. È un dato piuttosto triste quello dei rigori della Fiorentina. Sono ben 3 i rigoristi differenti negli ultimi 4 sbagliti nel 2024.

FIORENTINA E RIGORI NON VANNO D’ACCORDO: IL DATO

Al 6 di gennaio è arrivato l’errore di Bonaventura che fallì un rigore contro la Fiorentina. Partita poi persa per 1-0. In Supercoppa è stato pesantissimo l’errore di Ikone che sul 1-0 per il Napoli fallì dal dischetto a pochi minuti dalla fine del primo tempo. Il Napoli avrebbe poi vinto la partita per 3-0 accedendo alla finale della competizione, poi persa contro l’Inter. Il terzo errore è proprio contro i nerazzurri. Dagli 11 metri ci va Nico Gonzalez che con un rigore molto debole consegna la vittoria all’Inter. Sempre Nico Gonzalez ha sbagliato di nuovo anche stasera nel posticipo del lunedì sera contro la Lazio. Fortunatamente per lui, i viola sono riusciti a portare a casa i tre punti facendo pesare meno questo rigore sbagliato.

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Calcio Internazionale

La FIFA pensa a un nuovo progetto pilota per le amichevoli internazionali: i dettagli

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Gianni Infantino, presidente FIFA

La FIFA ha promosso un nuovo progetto riguardante le amichevoli internazionali che partirà a marzo. Il progetto pilota prenderà il nome di FIFA Series e prevede gare tra quattro nazionali di confederazioni diverse che saranno ospitate in unico Paese.

L’obiettivo è quello di far incontrare nazionali diverse tra loro per costruzione. Questa proposta rappresenterà delle opportunità a livello commerciale, economico e di immagine per le nazioni partecipanti.

La fase di prova vedrà la partecipazione di Algeria (CAF), Andorra (UEFA), Bolivia (CONMEBOL), Sudafrica (CAF), Azerbaigian (UEFA), Bulgaria (UEFA), Mongolia (AFC), Tanzania, (CAF), Arabia Saudita (AFC), Capo Verde (CAF), Cambogia (AFC), Guinea Equatoriale (CAF), Guyana (Concacaf), Bermuda (Concacaf), Brunei Darussalam (AFC), Guinea (CAF), Vanuatu (OFC), Sri LankaBhutan (AFC), Repubblica Centrafricana (CAF), Papua Nuova Guinea (OFC).

In concomitanza con il lancio del progetto sono arrivate le parole del Presidente della FIFA Gianni Infantino, entusiasta di intraprendere questo nuovo percorso.

LE PAROLE DI INFANTINO

Le FIFA Series sono un passo avanti davvero positivo per il calcio delle squadre nazionali a livello globale. Le nostre associazioni affiliate ci hanno espresso da tempo il desiderio di mettersi alla prova contro le loro controparti di tutto il mondo, e ora possono farlo nell’ambito dell’attuale calendario delle partite internazionali maschili. Partite più significative consentiranno un’interazione calcistica molto più preziosa per giocatori, squadre e tifosi, e daranno un contributo concreto allo sviluppo del gioco”.

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Gasperini in conferenza dopo Milan-Atalanta: “Fischiato un rigorino, conquistato un buon punto”

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Gasperini

Un pareggio che tutto sommato può star bene all’Atalanta quello conquistato a San Siro contro un ottimo Milan. Il tecnico bergamasco Gasperini ha commentato la partita in conferenza stampa. Queste le sue dichiarazioni dopo l’1-1 contro i rossoneri.

PUNTO GUADAGNATO – “Quando esci da queste partite con un punto sei soddisfatto. È stata una partita difficile, e il pareggio premia l’attenzione e la voglia di fare risultato”.

MILAN – “Il Milan è una squadra forte, questa sera abbiamo subito la loro qualità e la loro condizione. Non abbiamo mai mollato, portiamo a casa un punto che muove la classifica”.

SCALVINI – “La spalla è uscita e rientrata, domani lo valuteremo“.

EUROPA – “Non ragioniamo sul lungo, dobbiamo lavorare sul breve periodo. Ci aspettano due settimane difficilissime e dovremo pensare partita per partita. Faccio fatica a fare delle previsioni, essere usciti stasera con un punto deve renderci felici. Per noi è importante l’Europa League come il campionato e la Coppa Italia. Cercheremo di andare fino in fondo in tutte le competizioni”.

DE KETELAERE – “Abbiamo fatto fatica sulle fasce e in attacco, abbiamo cercato di cambiare qualcosina con Lookman ed è andata un po’ meglio. In altre partite riusciremo a far di più, poche volte abbiamo subito come questa sera“.

CALCIO DI RIGORE – “Fa parte di quei ‘rigorini’. Ormai ce ne sono tanti, ci sono dei rigori che non vede nessuno e poi tira fuori il VAR. Un rigore così non lo avevamo da tanto tempo, oggi ce lo prendiamo. Vengo da una generazione per la quale il rigore deve essere una cosa seria, evidentemente alle TV piace un altro calcio. Noi siamo comunque in credito”.

SCAMACCA – “Scamacca ha dato contributi importanti, questa sera sicuramente meno ma da occasioni come queste trai gli spunti per fare meglio nelle partite successive“.

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Pioli ribadisce in conferenza dopo Milan-Atalanta: “Mai rigore quello di Holm, Leao è questo”

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Pioli

Si è conclusa con il pareggio tra Milan e Atalanta la domenica della 26esima giornata di Serie A, in attesa di Roma-Torino e Fiorentina-Lazio. I rossoneri disputano una buona gara, ma vedono aumentare il gap con Inter e Juventus. Al termine della partita, Stefano Pioli è intervenuto in conferenza stampa. Queste le sue parole raccolte dalla pancia di San Siro.

SENSAZIONI – “Quando la squadra gioca così bene deve vincere e noi purtroppo non ci siamo riusciti. C’è delusione ma anche soddisfazione per come la squadra ha interpretato questa partita. Siamo stati compatti e aggressivi, sporcando tutti i loro palloni e facilitando gli interventi difensivi. È mancata solo la vittoria“.

RIGORE – “Il rigore non c’era, ma fa la differenza. Holm si mette le mani in faccia ma il contatto era più in basso. Per il metro di Orsato questo non era e non sarà mai rigore“.

RIGORI SUBITI – “A volte siamo stati ingenui, attacchiamo tanto ma non prendiamo quasi mai rigori. Forse dobbiamo essere più scaltri”.

RIPARTIRE – “Ripartire è facile. Guarderemo insieme alla squadra la partita, ma è una questione di dettagli. Se ripeteremo prestazioni del genere probabilmente vinceremo diverse partite da qui alla fine del campionato”.

LEAO – “Credo che sia stata una delle prestazioni più belle da quando lo alleno. Ha aggredito, ha puntato continuamente. Questa prestazione per lui deve essere un punto di riferimento. Gliela farò pesare, perché lui ha questo potenziale. Parlerò con lui per capire cosa ha messo di diverso rispetto alle altre volte”.

 

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