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Il triste declino di Van Der Meyde

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Il triste declino di Van Der Meyde

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Il cammino della nostra vita lo potremmo paragonare molto semplicemente ad un lungo viaggio. Un viaggio nel quale cresciamo, maturiamo, lottiamo per raggiungere i nostri sogni e diventare più saggi. Non sempre però durante il percorso, la strada risulta essere tranquilla e in discesa. A volte basta veramente poco per addentrarsi in vie buie e sterrate, che offuscano il nostro traguardo e distruggono tutto ciò che di buono avevamo costruito fino a quel momento. Lo sa bene Andy Van Der Meyde, talento olandese di inizio millennio, che per colpa delle sue dipendenze, è stato costretto a lasciare il calcio a soli 31 anni, facendoci rimpiangere per sempre le sue magie di inizio carriera.

GLI INIZI ALL’AJAX

Nasce ad Arnehm nel 1979, capoluogo della provincia della Gheldria e sede della storica squadra olandese del Vitesse. Dopo aver iniziato in squadre minori del suo paese, arriva la chiamata dell’Ajax, che vantava e vanta tuttora uno dei settori giovanili più floridi del panorama mondiale. Dopo quattro anni di apprendimento, approda in prima squadra conquistandosi l’esordio all’età di diciott’anni contro il Twente. Proprio in quest’ultima squadra, due anni più tardi, verrà girato in prestito per una stagione, dove totalizzerà 32 presenze e 2 gol, valevoli la richiamata dei lancieri e l’esplosione definitiva in Eredivisie.

“L’Ajax è stata l’unica squadra in cui mi sono divertito. Legai con Ibrahimovic e Mido: si sfidavano in folli corse notturne sull’anello della A10 attorno ad Amsterdam. Zlatan aveva una Mercedes SL AMG, Mido alternava Ferrari e BMW Z8. Tomas Galasek invece mi iniziò alle sigarette”.

Nel suo periodo all’Ajax, l’estroso Van Der Meyde, era solo uno dei tanti talenti che completava l’organico dei lancieri: a fare compagnia ad Andy infatti, c’erano i vari Chivu, Maxwell, Van Der Vaart, Mido e Ibrahimovic, impeccabili sul terreno di gioco, ma discutibili al di fuori di esso. Nonostante le ragazzate, il talento del ragazzo di Arnhem, continuava a splendere di luce propria, grazie alle sue galoppate sul versante sinistro e al suo potente e preciso piede destro. Famosa e iconica la sua esultanza, in cui, dopo ogni gol, impugnava un fucile immaginario e sparava in aria, come un predatore in una battuta di caccia. Lo ricordano bene i tifosi romanisti: nel Marzo 2003 all’Olimpico, l’olandese trafisse con un suo destro terrificante dall’angolo dell’area di rigore Pellizzoli, sancendo l’uscita dalla competizione della formazione capitolina e il proseguo per i lancieri, eliminati poi dal Milan. La rete siglata all’Olimpico decretó la sua uscita ufficiale dall’anonimato, passando da essere “uno dei tanti” della canterà dell’Ajax, al ragazzo che finalmente ce l’aveva fatta.

Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale del calciatore

IL PASSAGGIO IN NEROAZZURRO

“Poi un giorno arriva l’offerta dell’Inter: 8 milioni. Accettai, nonostante l’allenatore, Ronald Koeman, non mi ritenesse ancora pronto per l’estero. Dopo una settimana a Milano, telefonai a David Endt implorandolo di riportarmi a casa. I soldi possono anche tenerseli, gli dissi. Mi consumava la nostalgia. Passare dall’Ajax all’Inter è stato come lasciare un negozio di paese per una multinazionale. Tutto estremamente professionale, un giro di soldi pazzesco, il presidente che dopo ogni vittoria allungava ai giocatori 50 mila euro a testa”.

Arriviamo dunque all’estate del 2003, in cui la maggior parte delle squadre, vedevano in Van Der Meyde, la chiave per poter sorprendere e svoltare nei campi di tutta Europa. Alla fine a spuntarla, fu l’Inter del presidente Massimo Moratti che per 8 milioni, acquistò “l’oggetto del desiderio” che faceva gola a molti altri club. La partenza, seppur non eccelsa, lasciò ben sperare i supporters nerazzurri, che si fregarono le mani ulteriormente la sera del 17 Ottobre 2003 ad Highbury, quando una sua prodezza al volo di destro regalò il momentaneo 2-0 nerazzurro. Fu solamente un fuoco di paglia però, e da li a poco “l’olandese volante”, scomparve dall’undici titolare di Cuper e spesso rifilato in panchina. La libertà che aveva ad Amsterdam, era un fattore impossibile da replicare nel capoluogo lombardo. L’aria di Milano, così frenetica e inquinata, opprimeva il genio calcistico di Andy, che per dimenticare iniziò a bazzicare i locali della Milano notturna, limitando ancor di più le sue doti e conseguentemente il suo minutaggio. Iniziò ad amare maledettamente gli alcolici, uscendo dagli schemi considerati ordinari, proprio come dimostra lo zoo che insieme alla moglie Dyana aveva creato nel suo giardino.

Fonte immagine: profilo Instagram ufficiale del club

IL DECLINO A LIVERPOOL

All’Everton mi proposero uno stipendio di 37mila euro a settimana, più del doppio di quello che percepivo all’Inter. Ci andai di corsa. La prima cosa che feci fu comprare una Ferrari e andare a sbronzarmi al News Bar, uno dei locali più in voga di Liverpool”.

Il suo tempo a Milano era finito, lo sapeva lui e lo sapeva anche Branca, che alla prima occasione utile lo spedì a Liverpool, sponda Everton. Averlo visto giocare con la maglia dei toffes è un’assoluta rarità, per via dei numerosi infortuni e dell’abuso di alcool e droghe che caratterizzeranno la sua avventura inglese. Paradossalmente era molto più semplice incrociarlo in qualche locale notturno o night club, sua vera passione di quel periodo. In uno di questi posti conobbe Lisa, una spogliarellista che successivamente diventerà mamma di una delle sue figlie, ma che sarà solamente una delle tante amanti di quel periodo. Queste numerose serate notturne, portarono la moglie Dyana ad assumere un investigatore privato per far pedinare il marito e una volta aver raccolto le prove, lo portò a processo e se ne andò, lasciando l’oramai ex giocatore in piena balia di alcool, gioco d’azzardo, donne e droghe. Andy a 27 anni, vive come se fosse il padre di quel ragazzotto che appena 9 anni prima esordiva in Eredivisie, costretto ad assumere abitualmente psicofarmaci per combattere depressione e insonnia. Rimanere a Liverpool, molto probabilmente lo avrebbe portato alla morte, decide quindi di tornare in Olanda al PSV, per poi ritirarsi ufficialmente al termine della stagione a causa delle sue impresentabili condizioni fisiche.

LA FINE DI VAN DER MEYDE

Un talento impressionante che durante il viaggio della sua vita, ha spesso preso vie secondarie e tenebrose, fermandosi varie volte in un tunnel da cui è difficile ripartire. Ora il suo obiettivo principale è quello di far capire nelle scuole calcio, come non abbandonare il proprio talento, magari emulando ancora una volta il gesto del cacciatore, non sparando a salve, ma mirando e colpendo tutte quelle dipendenze che in passato sono state capaci di sottrargli tutto il suo talento.

(Fonte immagine di copertina: profilo Instagram ufficiale del calciatore)

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Dai Transformers alle Tartarughe Ninja: Paramount+ annuncia la novità sulle maglie dell’Inter

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maglia inter

Piccola novità in vista per l’Inter nella maglia che indosserà contro il Genoa. I nerazzurri scenderanno in campo con una divisa diversa dalla solita in cui, al posto del consueto logo del main sponsor Paramount+, comparirà quello delle Tartarughe Ninja. Una chiara pubblicità rispetto al film Tartarughe Ninja – Caos Mutante, in uscita domani in esclusiva sulla piattaforma di streaming Paramount. Un’iniziativa che ricorda ai più l’operazione che venne già fatta a dicembre per sponsorizzare il nuovo film dei Transformers, durante la gara contro l’Udinese. Per l’occasione, lunedì, saranno presenti allo stadio San Siro i quattro protagonisti del film in uscita il primo marzo. Donatello, Leonardo, Raffaello e Michelangelo infatti intratterranno il pubblico presente sugli spalti nel prepartita a bordocampo. I tifosi nerazzurri potranno inoltre acquistare la maglia speciale in versione Home, Away e Third online o nello Store di Corso Vittorio Emanuele. Qui sotto il comunicato dell’Inter.

COMUNICATO – Dopo la jersey dedicata alla saga Transformers, Inter e Paramount+ tornano a celebrare l’unione tra calcio ed intrattenimento con una nuova collezione di maglie (Home, Away e Third) ispirata all’iconica serie Teenage Mutant Ninja Turtles. La maglia home dedicata alle Ninja Turtles verrà indossata dai giocatori nerazzurri per Inter-Genoa e per l’occasione a San Siro saranno presenti quattro ospiti d’eccezione: i personaggi di Leo, Raph, Donnie e Mikey animeranno infatti il prepartita da bordocampo, nelle sale hospitality e accoglieranno i giocatori all’ingresso in campo per il riscaldamento. Per questa iniziativa verranno inoltre pubblicati dei contenuti esclusivi sui canali ufficiali del Club”.

https://x.com/numerodiez_10/status/1763192007890010579?s=46&t=rYHcxYmUMOtTLszTO2drOA

 

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I tifosi del Lecce alzano la voce: “Cacciate fuori gli attributi, pretendiamo vittorie”

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Lecce

Appena 4 punti conquistati nelle ultime dieci partite di Serie A dal Lecce che, nonostante ciò occupa la 14ª posizione in classifica. Numeri che la rendono la peggior squadra al pari del Frosinone, un periodo di forma a dir poco negativo.

La sconfitta rimediata contro l’Inter – avversario di assoluto livello – è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso: i tifosi salentini, infatti, hanno manifestato il loro dissenso in merito alle prestazioni messe in campo dagli uomini di D’Aversa negli ultimi periodi. Un campanello d’allarme che dalle parti di Lecce sperano possa far invertire il recente trend.

IL MESSAGGIO DEI TIFOSI

Cacciate fuori gli attributi. Pretendiamo solo vittorie, adesso solo vittorie. Meritateci, siamo sempre con voi”.

La prossima sfida vedrà i giallorossi affrontare il Frosinone. Una gara – come esposto in precedenza – tra le due squadre più in crisi del campionato. Dopo un periodo di ‘flessione’, le due formazioni sono chiamate a fare risultato per non cullarsi troppo del vantaggio maturato sulle ultime tre della classe e generare così un’ondata positiva nel proprio ambiente.

Il match del “Benito Stirpe” di Frosinone, programmato per domenica 3 marzo alle 15:00, promette battaglia. I tifosi si aspettano una risposta concreta sul campo: nient’altro se non la vittoria.

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Dove vedere Lazio-Milan in tv e streaming

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In foto: Rafael Leao, attaccante del Milan, a duello con Adam Marusic, esterno della Lazio - Serie A, Coppa Italia, Europa League, Champions League.

DOVE VEDERE LAZIO-MILAN IN TV E STREAMING – Nell’attesa di conoscere i risultati degli ultimi due recuperi, per la Serie A si torna in campo già venerdì con una partita molto importante. Allo Stadio Olimpico di Roma infatti, andrà in scena LazioMilan, una delle ultime occasioni per i biancocelesti di rientrare nella corsa alla prossima Champions League. Per il Milan invece bisogna assolutamente tornare a vincere per una tranquillità utile anche in Europa.

COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

Dopo l’importante vittoria sul campo del Torino nel recupero della 21ª giornata, la Lazio è tornata a perdere nella difficile trasferta contro la Fiorentina. Un continuo di alti e bassi per gli uomini di Sarri, autori di una brutta prestazione contro la viola. L’ottavo posto in campionato è un dato ancor più allarmante, con il quarto posto occupato attualmente dal Bologna che dista ben 8 punti. Perdere venerdì, con 11 giornate rimanenti, complicherebbe notevolmente la stagione dei biancocelesti che potrebbero dire quasi addio al treno Champions.

Per il Milan invece, dopo le due brutte sconfitte contro Monza e Rennes, è arrivata la bella prestazione contro l’Atalanta, seppur con un solo punto portato a casa. Vincere contro la Lazio sarebbe una boccata d’ossigeno importante per gli uomini di Pioli, continuando a tenere a debita distanza tutte le inseguitrici che si sono rifatte sotto dopo le ultime uscite.

DOVE VEDERE LAZIO-INTER IN TV E STREAMING

La gara LazioMilan prevista per venerdì 1 Marzo sarà trasmessa in esclusiva su DAZN, dove potrà essere seguita in streaming live e on demand tramite app o sito ufficiale avvalendosi di una Smart Tv, Pc, smartphone, tablet o console.

LE PROBABILI FORMAZIONI

LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari, Casale, Romagnoli, Marusic; Guendouzi, Cataldi, Luis Alberto; Isaksen, Immobile, Felipe Anderson. All.: Maurizio Sarri.

MILAN (4-2-3-1): Maignan; Calabria, Thiaw, Gabbia, Theo Hernandez; Bennacer, Reijnders; Pulisic, Loftus-Cheek, Leao; Giroud. All.: Stefano Pioli.

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ESCLUSIVA – Ferretti, sindaco Rozzano: “Con l’Inter fermi da ottobre, deadline ad aprile”

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Giovanni Ferretti, sindaco di Rozzano - Inter

San Siro è tornata un’ipotesi concreta per il futuro di Inter e Milan. Dopo alcuni mesi nei quali l’uscita delle due squadre da Milano sembrava ormai destino già scritto, nelle ultime settimane si sono registrati incontri nei quali il sindaco Sala e i suoi funzionari hanno provato a convincere i dirigenti rossoneri e nerazzurri a rimanere nella Scala del Calcio. Alle squadre sono stati presentati progetti di ristrutturazione dello stadio ormai vetusto, anche se né Milan né Inter sembrano convinte della fattibilità della proposta.

Nessuna delle due squadre ha chiuso definitivamente la porta a San Siro, ma se per il Milan si parla insistentemente di San Donato – si è tenuta a fine gennaio una conferenza di presentazione del progetto – per l’Inter al momento tutto tace. I nerazzurri hanno individuato un terreno a Rozzano come ipotetica nuova casa, ma non si registrano novità sostanziali dalla fine del 2023. Per questo abbiamo intervistato il primo cittadino del comune milanese Giovanni Ferretti.

L’INTERVISTA

I più attenti noteranno che non si tratta della prima chiacchierata con il sindaco. Avevamo già intervistato Ferretti a metà ottobre, quando ci aveva detto di aver incontrato Antonello, AD Corporate dell’Inter, ad inizio mese. Siamo partiti da questo punto.

Sappiamo delle novità tra Inter, Milan e il comune di Milano. Lei ha avuto modo di parlare con i dirigenti dell’Inter in questi mesi?

No. Apprendo le novità sul tema stadio dai giornali. L’Inter non ci ha avvisato di nulla, siamo fermi all’incontro di ottobre. La prelazione sul terreno a cui è interessata l’Inter per lo stadio scadrà il 30 aprile e credo che quella data possa essere decisiva. Se non ci saranno novità, vorrà dire che Rozzano sarà abbandonata come idea per costruire lo stadio. Se ci dovesse essere una proroga o, come mi auguro, uno studio di fattibilità, allora vorrà dire che le intenzioni sono serie”.

In questo momento dunque l’ottimismo dei mesi scorsi è svanito?

“Non conosco i dettagli della proposta di Milano. Credo che giocare in uno stadio vuoto non sia l’obiettivo delle due squadre. Non credo sia facile ristrutturare lo stadio per due, se non tre stagioni, e consentire allo stesso momento al pubblico di accedervi. Credo che i lavori potranno garantire una presenza solo parziale di pubblico. A meno di garanzie importanti, credo che questa proposta debba essere riformulata“.

Ha un messaggio da lanciare all’Inter per spingerla ad approdare a Rozzano?

“I pro e i contro sul lasciare Milano devono essere valutati dalle due squadre. In tutta Europa la direzione è quella di avere uno stadio di proprietà, che garantisce indotti e fatturati importanti. Inter e Milan hanno manager capaci che sapranno fare la scelta migliore. Come ho già detto Rozzano non ha mai avuto uno stadio, quindi mal che vada si rimarrà come sempre, anche se io mi auguro che la scelta dell’Inter possa ricadere sulla nostra città“.

Si ringrazia Giovanni Ferretti per la grande disponibilità.

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