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La nostra prima pagina

Il valore di una vittoria

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Il gol di Stindl (regalato principalmente da Diaz e dal suo clamoroso errore), non ha soltanto permesso alla Germania di vincere la Confederations Cup, ma ha dato un segnale molto forte a tutto il calcio internazionale. Löw ha in mano una delle generazioni calcistiche più forti di sempre. Il fatto che la Squadra B (si può tranquillamente chiamare così date le numerose assenze) abbia vinto il torneo contro alcune squadre molto forti (ad esempio il Cile), dimostra la grandissima scelta e abbondanza di cui può disporre il commissario tecnico tedesco. Questa vittoria ha segnato sia un punto di partenza che di arrivo. Di partenza in ottica Mondiali 2018: la Confederations vinta con questa rosa pone la Germania come la vera favorita del torneo. D’arrivo, perché il percorso di rinascita tedesca (dopo i fallimenti a cavallo del nuovo millennio) sta portando i suoi frutti. Investimenti sui settori giovanili, stadi innovativi e accessibili: queste due dinamiche hanno portato la Bundesliga al top del calcio europeo ed internazionale e i risultati si riflettono anche nella crescita degli stessi calciatori tedeschi.

I PUNTI DI FORZA

Le assenze erano sì pesanti, e proprio per questo abbiamo celebrato la vittoria della Germania come un punto di svolta. Allo stesso tempo però erano presenti elementi che avevano già giocato (o comunque partecipato) alle spedizioni mondiali ed europee precedenti. Soprattutto nel reparto arretrato, con Rüdiger, Mustafi, Kimmich e Hector, Löw poteva contare su giocatori affidabili, titolari in squadre importanti e che avevano già calcato i campi delle grandi manifestazioni internazionali. In particolar modo Kimmich e Hector sembrano aver già prenotato il posto di terzini del futuro, ereditando in parte il vuoto lasciato dal ritiro di Lahm. Per Rüdiger e Mustafi la storia è differente, dato che devono gareggiare con due assolute certezze come Hummels e Boateng.

Kimmich sta provando ad ereditare il ruolo di Philipp Lahm

A centrocampo la vera sorpresa della rosa, e del torneo in generale, risponde al nome di Leon Goretzka. Il centrocampista dello Schalke 04 ha dimostrato di essere un giocatore completo: tecnico, intelligente tatticamente e capace di inserirsi nella difesa avversaria. Con i suoi 3 gol (2 segnati nella semifinale con il Messico) ha vinto, a pari merito con Stindl e Werner, la classifica dei marcatori del torneo. Goretzka ha tutte le carte in regola per inserirsi all’interno delle rotazioni di Löw quando il centrocampo sarà al completo. In patria lo chiamano il nuovo Kroos, ma le caratteristiche sono un po’ differenti. Il centrocampista del Real Madrid ha una visione di gioco unica e conosce i tempi delle giocate in maniera perfetta. Goretzka invece tende ad essere più un centrocampista di inserimento, seppur possegga lui stesso delle ottime capacità tecniche e di palleggio. In ogni caso Löw può dormire tranquillo. Un altro campioncino sta emergendo.

Il primo gol di Goretzka nella semifinale con il Messico

In attacco chi sicuramente ha fatto molto bene è stato Julian Draxler. L’esterno del PSG ha affrontato l’esperienza della Confederations da capitano. La fascia sembra aver responsabilizzato l’ex Wolfsburg, che ha messo in mostra tutte le sue qualità e che inoltre sembra aver trovato quella concretezza e incisività, che forse rappresentavano i suoi punti deboli. Aver giocato una competizione come questa da leader e capitano dello spogliatoio ha sicuramente aiutato Draxler nel suo processo di crescita, non solo come giocatore ma anche come uomo e persona. La Confederations Cup per la Germania è stata anche questo: la possibilità di mettere alla prova mentalmente e psicologicamente giocatori non pronti e testarli in vista dei Mondiali 2018. Oltre a Draxler è inevitabile non citare anche Timo Werner. Il classe 1996 del Lipsia, autore di una stagiona pazzesca da 21 gol, ha mostrato le sue qualità anche a tutto il resto del mondo. Tre gol e un destino che sembra segnato. Il futuro attaccante della nazionale tedesca potrebbe veramente essere lui.

Draxler salta tutti

PUNTI DEBOLI

Se c’è un ruolo, sul quale Löw non ha ricevuto le giuste garanzie, è quello del portiere. Ovvio, ancora per 5-6 anni i tifosi tedeschi possono stare al sicuro con Manuel Neuer, ma le prestazioni prima di Leno, poi di Ter Stegen, non hanno lasciato nulla di positivo.

Ad inizio torneo il tecnico tedesco aveva deciso di dare fiducia a Leno. Tuttavia, l’esordio del portiere del Bayer Leverkusen non è stato dei più positivi. I due gol segnati dall’Australia, nel 3-2 finale per i tedeschi, sono nati da due disattenzioni proprio di Leno. Da quel momento in poi gli è stato preferito Ter Stegen. Anche il portiere del Barcellona però non ha garantito la sicurezza necessaria. Dall’indecisione contro il Camerun, alla respinta corta di ieri sera sul tiro di Vidal (nella quale poi è stato graziato da Alexis Sanchez), anche Ter Stegen ha lasciato molti dubbi a Löw sul ruolo del secondo portiere.

La mancata trattenuta di Leno al non irresistibile tiro australiano

Al momento non è comunque tempo per pensarci seriamente, dato che Neuer ha rappresentato, rappresenta e rappresenterà ancora per molto una scelta di primissimo piano a livello internazionale. In quest’arco di tempo poi, potrà crescere anche il neo-campione d’Europa con la formazione Under 21, Julian Pollersbeck.

TRA BILANCI E PROSPETTIVE

In conclusione quindi, l’avventura tedesca in Russia si può definire estremamente positiva non solo dal punto di vista del risultato, ma anche per le prestazioni dei giocatori chiamati in causa. Löw alla fine ha avuto ragione, e ha dimostrato che la sua scelta non è stata sbagliata in alcun modo. Con la formazione titolare la Germania avrebbe sicuramente vinto il torneo anche in quel caso, ma non avrebbe dato la possibilità ad alcuni giovani e ad altri protagonisti della Bundesliga di mettersi in mostra. In questo modo invece la nazionale tedesca è riuscita ugualmente a raggiungere l’obiettivo, ovvero la vittoria finale, e allo stesso tempo ha preparato alcuni giocatori a sopportare le tensioni di certe manifestazioni, in vista poi del vero appuntamento: il Mondiale.

La Germania ha dimostrato di essere una delle squadre più forti del mondo, non solo come formazione titolare, ma soprattutto come rosa. Per Löw sarà complicatissimo fare le scelte migliori la prossima estate, anche perché la stessa Under 21 ha dimostrato di possedere molti talenti da tenere in considerazione. Ma come si suol dire in questi casi, per un allenatore è sempre meglio avere problemi di abbondanza.

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Calcio Internazionale

Suso può lasciare il Siviglia a gennaio

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Siviglia

L’esterno ex Milan Suso non fa parte dei piani di Sampaoli e potrebbe lasciare il club già nella sessione invernale di mercato.

Il classe 1993 non sta vivendo il miglior periodo della sua carriera al Siviglia. Le presenze sono poche, al momento 4in campionato, e i minuti altrettanto scarsi (solo 84′).

Come riportato da Nicolò Schira, il tecnico argentino Sampaoli non trova in lui una collocazione tattica e dunque già nella sessione di calciomercato invernale di gennaio lo spagnolo potrebbe lasciare l’Andalusia per un nuova sfida.

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Calcio Internazionale

Pronostico Belgio-Croazia, statistiche e consigli per la partita

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Belgio

PRONOSTICO BELGIO-CROAZIA – Manca sempre meno al termine della fase a gironi di Qatar 2022. Tra pochi giorni, infatti, sapremo tutte le squadre qualificate agli ottavi di finale del prestigioso torneo. Nel girone F, ancora nulla è deciso. A parte il Canada, già matematicamente eliminato, tutte e tre le squadre presenti sono ancora in corsa per un posto per la fase ad eliminazione diretta. Croazia e Marocco guidano il gruppo con 4 punti, terzo il Belgio con 3 punti ed ultimo il Canada, che non ha raccolto neanche un punto. Proprio due tra le tre squadre che ambiscono a tale risultato, ovvero Belgio e Croazia, si incontreranno nell’ultima giornata dei gironi il giorno 01/12 in un match da dentro o fuori.

COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

La Croazia, forte del successo per 4-1 contro il Canada arriva sicuramente con un morale migliore rispetto al Belgio, che nell’ultima partita ha rimediato un’incredibile sconfitta per 2-0 per mano del Marocco. Inoltre, gli ”scaccati” hanno dimostrato di avere una difesa di ferro, forti dell’imbattibilità della prima partita e dell’unica rete subita durante la seconda giornata. Non può vantarsi dello stesso il Belgio, che nell’ultima uscito ha rimediato due gol dall’outsider Marocco.  In conclusione, dal punto di vista del morale, la Croazia arriva sicuramente avanti al Belgio, che mai avrebbe immaginato di doversi giocare il passaggio agli ottavi all’ultima giornata in un girone comunque abbordabile.

I PRECEDENTI

I precedenti tra le due squadre sono pochi e molto datati. Il più recente risale infatti al 2021 ed è terminato per 1-0 in favore del Belgio. Si trattava di un’amichevole internazionale ed a decidere il match è stato il bomber belga Romelo Lukaku, ancora a secco in questo Mondiale. Tutti gli altri testa a testa tra le due nazionali risalgono a date antecedenti al 2013 e risultano perciò poco utili.

PRONOSTICO

Secondo i bookmakers, si tratterà di una partita in estremo equilibrio. Infatti, la vittoria quota 2.65 per entrambe le squadre, segno che secondo gli allibratori nessuna delle due parte da favorita. La ”X”, ovvero il pareggio, paga invece 3.40 volte la posta. Il ”GOAL”, ovvero una tipologia di scommessa che paga nel caso in cui entrambe le squadre vadano a segno, quota 1.80: ciò significa che l’eventualità che entrambe le squadre segnino almeno un gol, secondo i bookmakers, è superiore al 50%.

Secondo la nostra lettura del match la Croazia giocherà un match abbastanza difensivo, forte del fatto che anche con un pareggio riuscirebbe a strappare la qualificazione. Al contrario, il Belgio dovrà spingersi oltre le proprie possibilità cercando di portare a casa il match per poter proseguire il proprio cammino mondiale. Il nostro consiglio ricade perciò sull’X2, che paga la posta nel caso in cui il Belgio vinca o pareggi.

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Flash News

La decisione su Onana: il comunicato del Camerun

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Onana

È arrivata in serata, con un comunicato ufficiale, la decisione ufficiale del Camerun sul caso Onana. Il portiere è stato sospeso.

Piove sul bagnato per il Camerun. Oltre la classifica, con un punto raccolto in 2 partite, che non sorride agli africani vi è anche da gestire un caso all’interno dello spogliatoio.

L’estremo difensore Andrè Onana, uno dei pilastri della rosa, è stato dapprima messo fuori rosa per il match odierno contro la Serbia e pochi minuti fa è stato ufficialmente sospeso temporaneamente dalla nazionale camerunense per motivi disciplinari su decisione del ct Song.

Di seguito il comunicato:

La Federazione calcistica camerunese porta a conoscenza del pubblico che, su decisione del signor Rigobert Song Bahanag, Manager-Selezioner dei Lions Indomptables del Camerun, il giocatore André Onana è stato temporaneamente sospeso dal gruppo per motivi disciplinari.

La Federazione calcistica camerunese rinnova il suo incrollabile sostegno al Manager-Selezionatore e a tutta la sua squadra di coaching nell’attuazione della sua politica volta a preservare la disciplina, la solidarietà, la complementarità e la coesione all’interno della selezione nazionale.

La FECAFOOT ribadisce il suo impegno a creare un’atmosfera tranquilla e, inoltre, a mettere a disposizione del gruppo un ambiente favorevole alle prestazioni”

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Calcio Internazionale

Brasile-Svizzera 1-0, le pagelle: gran gol di Casemiro, la Svizzera molla all’ultimo

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Brasile

Allo Stadio 974, il Brasile di Tite batte 1-0 la Svizzera con un gol di Casemiro all’83’. Partita combattuta, in cui la Svizzera ha saputo respingere per gran parte del tempo le iniziative dei verdeoro. Specialmente nel secondo tempo però, i brasiliani hanno aumentato il ritmo del gioco spingendosi di più in attacco rispetto al primo tempo, e come succede molte volte in questi casi, prima o poi il gol lo fai. Infatti la Svizzera, che veniva dalla vittoria per 1-0 contro il Camerun, si è dimostrata ordinata in campo, tenendo botta al Brasile, ma nel finale è calata e nulla ha potuto contro quel tiro di Casemiro. Svizzera a 3 punti non ancora certa della qualificazione, mentre per Thiago Silva e compagni secondo successo di fila: si vola agli ottavi.

LE PAGELLE DEL BRASILE

Alisson 7: mantiene la porta inviolata e poche volte viene impensierito.

Militao 6.5: bene sulla fascia, si spinge più volte in attacco, giocando in un ruolo diverso rispetto a quello che fa al Real.

Thiago Silva 6: nonostante non sia più un ragazzino, è sempre il leader della difesa. Soprattutto nel primo tempo, Embolo non gli rende la vita facile, ma è sempre stato sul pezzo.

Marquinhos 6: guida bene la difesa, imposta per le manovre offensive e contiene con i compagni dietro le iniziative dell’attacco svizzero.

Alex Sandro 6.5: sembra un altro giocatore rispetto a quello molto discusso a Torino. La veronica in mezzo a due giocatori svizzeri effettuata ad inizio primo tempo lo carica per il resto della partita, in cui non fa mai mancare il proprio apporto sulla fascia sinistra (dall’86’ Alex Telles SV).

Fred 6: svolge un lavoro di collante tra difesa e attacco, affiancando Casemiro (dal 58′ Bruno Guimaraes 6.5: sicuramente ha dato quel brio in più che Fred non è riuscito a dare al centrocampo, dando una grossa mano alla fase offensiva verdeoro).

Casemiro 7.5: MVP della partita per via del gol segnato, ma è anche il centrocampista che svolge il lavoro “sporco” in mezzo al campo, che è preziosissimo. Si fa trovare nel posto giusto al momento giusto inserendosi nell’area della Svizzera e tirando di controbalzo di mezzo esterno destro, tiro che finisce sotto l’incrocio, alla sinistra di Sommer.

Paquetà 6: non incide come ha fatto contro la Serbia, anzi, si lascia andare a preziosismi non necessari: in certi casi servirebbe più concretezza (dal 46′ Rodrygo 7: sembra davvero essere l’arma in più dalla panchina per questo Brasile. Sta crescendo molto e quando ha la palla tra i piedi sembra sempre che possa succedere qualcosa di pericoloso, infatti realizza lui l’assist per Casemiro).

Raphinha 6: anche lui, come Paquetà, è brillato di meno rispetto alla gara contro la Serbia (dal 73′ Antony 6: anche se ha giocato per pochi minuti, gioca meglio di Raphinha. Anche lui spesso pericoloso, sembra quasi che chi entra dalla panchina sia più incisivo di chi parte titolare).

Vinicius jr 7: incontenibile. Con le sue accelerate, fa spesso impazzire la difesa svizzera, che però allo stesso tempo è riuscita, a volte, a contenerlo come ha potuto. Realizza un gol che poi viene annullato per fuorigioco di Richarlison.

Richarlison 6: non brilla come quando ha realizzato la doppietta giovedì scorso contro la Serbia (dal 73′ Gabriel Jesus 6: entra per creare scompiglio nella difesa elvetica e ci riesce).

LE PAGELLE DELLA SVIZZERA

Sommer 6: prende gol da Casemiro, ma effettua molti salvataggi: è sempre un portiere affidabile.

Widmer 5.5: la sua partita è da alti e bassi, compie dei buoni interventi e realizza bei passaggi, mentre altre volte cerca di fermare come può i giocatori brasiliani sulla fascia (dall’86’ Frei SV).

Akanji 6: fa un gran lavoro per cercare di contenere Vinicius, a volte riuscendoci anche. Discreta partita, ha reso difficile la vita agli attaccanti verdeoro. Non era facile oggi.

Elvedi 5.5: insieme ai suoi compagni difensori non ha una serata semplice, ma si fa trovare meno pronto di Akanji.

Rodriguez 5.5: cerca di contenere come può le avanzate dei brasiliani respingendo via il pallone, non poteva fare molto altro, perchè le occasioni di spingersi in avanti sono state poche.

Sow 5: viene sovrastato dai centrocampisti del Brasile e non può nulla (dal 76′ Aebischer SV).

Freuler 5.5: oggi il lavoro di interdizione era davvero difficile, ha cercato di limitare al massimo le iniziative del centrocampo brasiliano ma i risultati sono stati pochi.

Xhaka 6: il capitano della Svizzera è un giocatore di spessore e anche oggi, per quanto ha potuto, si è fatto sentire.

Rieder 5: non incide nell’attacco elvetico, e si fa anche ammonire per una gomitata data a Rodrygo che lo aveva saltato (dal 59′ Steffen 5: quasi non pervenuto, ovvero che non ha mai impensierito la retroguardia verdeoro).

Embolo 6: oggi non era facile contro Thiago Silva e Marquinhos, ma soprattutto nel primo tempo ha lottato coraggiosamente contro i due pilastri brasiliani lavorando di fisico, proteggendo la palla per cercare di far avanzare i propri compagni (dal 76′ Seferovic SV).

Vargas 5.5: solo qualche lampo nel primo tempo, ma poi si spegne. Non basta questo per impensierire il Brasile (dal 59′ Fernandes 5: non incide e non apporta niente all’attacco elvetico).

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