LAVORI IN CORSO

Il Barcellona 2020/2021 è un autentico cantiere aperto: giocatori, staff e dirigenti vanno e vengono. Il futuro rimane un enorme punto interrogativo. I piani saranno certamente più chiari dopo il 7 marzo, quando verrà eletto il nuovo presidente del club che sostituirà Josep Bartomeu. L’obiettivo stagionale è, quindi, evidente: concludere il periodo di “transizione” nel miglior modo possibile, evitando di rimanere a bocca asciutta per il secondo anno consecutivo.

La missione sembrava ormai fallita il mese scorso, alla luce delle pesanti sconfitte in Copa del Rey e Champions League contro, rispettivamente, Siviglia e Paris-Saint Germain. Il clima tutt’altro che tranquillo e la mancanza di una dirigenza stabile ha aumentato tensioni e polemiche, dentro e fuori dal campo.

Tuttavia, la squadra di Ronald Koeman ha saputo rialzarsi, accorciando le distanze con l’Atletico in Liga e ribaltando il punteggio dell’andata ai danni dei Nervionenses.

Il lavoro dell’ex difensore blaugrana è evidente. Sul piano tattico, ha modificato lo scacchiere principale, passando dal 4-3-3 al 3-5-2. Tale sistema di gioco mantiene l’apporto offensivo classico, che si fonda sugli inserimenti delle mezzali, ma garantisce una maggiore sicurezza difensiva grazie al ripiegamento degli esterni.

L’allenatore olandese si è inoltre affidato fin da subito ai giovani. Alcuni di essi hanno trovato spazio a causa degli infortuni dei titolarissimi, come Araujo e Mingueza; altri hanno scalato le gerarchie diventando delle alternative concrete.

In questo contesto si è inserito Ilaix Moriba, ragazzo classe 2003 prelevato dalla Cantera, di ruolo centrocampista.

DALLA GUINEA A BARCELLONA

Il giovane è nato in Guinea, ma è di cittadinanza spagnola. La provenienza sembrerebbe essere la stessa del compagno Ansu Fati, il quale è però originario della Guinea Bissau.

Ilaix è stato acquistato dalle giovanili dell’Espanyol all’età di 7 anni ed è calcisticamente cresciuto nel Barça B. Dopo un inizio difficile sotto la guida di Victor Valdes, il centrocampista ha impressionato tutti. Ha trovato il suo primo gol dopo 9 presenze, l’8 marzo 2020 contro il Llagostera; tale marcatura gli ha consentito di diventare il secondo giocatore più giovane a segnare con la seconda squadra.

 

In patria è stato immediatamente paragonato a Paul Pogba per le caratteristiche fisiche. Tuttavia, Moriba preferisce giocare qualche metro più dietro rispetto al francese, da vertice basso. È inoltre dotato di notevole tiro dalla distanza, come testimoniato dal gol (primo dei tre) contro il Real Madrid Castilla, in amichevole.

L’IMPATTO CON I GRANDI

La prima convocazione di Moriba in prima squadra arriva il 9 gennaio 2021, nella trasferta di Granada. Il centrocampista aveva già esordito tra i “grandi” in Copa del Rey, contro Cornellà e Alcoyano. Tali partite sono spesso delle opportunità per le big per mettere in mostra i loro giovani talenti.

Il battesimo nella Liga spagnola avviene il 13 febbraio, in casa con l’Alavés. È il primo 2003 a debuttare con la prima squadra. Ronald Koeman schiera i giovani Ilaix e Riqui Puig intorno al totem Busquets. Il numero 27, posizionatosi mezzala, non trema, ma è pronto al grande salto. Il primo gol del Barcellona parte proprio dai suoi piedi: dopo un cross di Mingueza respinto dal portiere avanzato, Ilaix trova il pallone e serve Trincao, che deve solo appoggiare il pallone in rete. Nonostante il gol sia del giovane portoghese, tutta la squadra abbraccia il ragazzo di origine guineana, autore di un’ottima prestazione. A 18 anni e 25 giorni è diventato il più giovane giocatore ad assistere un compagno alla partita d’esordio nel XXI secolo.

L’allenatore blaugrana ha piena fiducia in lui e lo lancia nella trasferta successiva, a Siviglia. Il Barça è avanti 1-0 e difende il prezioso vantaggio che li porterebbe a -5 dall’Atleti. Moriba prende il posto di un acciaccato Pedri, ricoprendo nuovamente il ruolo di mezzala. Aiuta Busquets e compagni nella fase di copertura ed è protagonista della seconda marcatura blaugrana che chiude la partita: riceve un pallone da Messi spalle alla porta, lo protegge dall’attacco di Koundé e manda in porta l’argentino con un colpo di tacco.

L’impatto del canterano è devastante, oltre ogni più rosea aspettativa. È un calciatore diverso rispetto ai suoi compagni di reparto, che fanno del palleggio la loro arma migliore. Tuttavia, il giro-palla blaugrana risulta spesso fine a sé stesso, in particolare contro formazioni piuttosto guardinghe, che si chiudono e colpiscono in contropiede. Pertanto, un centrocampista box-to-box che possa, all’occorrenza, calciare da fuori è necessario. In quest’ottica, il 18enne può essere visto come il sostituto di Ivan Rakitic, che in estate ha lasciato il club dopo 6 anni di militanza.

Ora è tutto nelle mani del Barcellona, che non può fare altro che blindarlo. Ilaix possiede una clausola di 100 milioni e il suo contratto scade nel 2022. Nonostante la sua priorità sia quella di restare al Camp Nou, molti club europei sono già alla finestra. La squadra in pole sembra essere il Manchester United, pronto a fare follie per assicurarsi il wonderkid.

Perdere un giovane di tali prospettive sarebbe un colpo durissimo per il popolo catalano, che non vuole vedere un nuovo caso Xavi Simmons, venduto al Paris-Saint Germain per necessità di bilancio. L’ex presidente Bartomeu ha infatti valorizzato poco la Cantera della squadra, vendendone i pezzi pregiati per sistemare conti tutt’altro che a posto.

La speranza è che chi lo sostituirà saprà ridare lustro alla squadra B più famosa al mondo, che cerca di riprendersi dopo anni difficili. Moriba è, in questo senso, il simbolo della rinascita della Masia, che torna a vedere la luce. Nel frattempo, il Barça se lo gode.

(Fonte immagine in evidenza: barcablaugranes.com)