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L’importanza di Marcelo

L’importanza di Marcelo

Marcelo Vieira da Silva Junior, conosciuto più semplicemente come Marcelo, è diventato ormai una vera e propria icona del madridismo. Col passare degli anni infatti, è riuscito a ritagliarsi un ruolo importante sia in campo che nello spogliatoio, diventando uno dei leader dei merengues.

10 ANNI BLANCOS

Un giovane Marcelo, ai primi anni al Real, insieme a Roberto Carlos

Marcelo approda alla Casa Blanca nel 2007, direttamente dalla Fluminense per 6,5 mln, ad appena 18 anni. Il terzino nato a Rio de Janeiro sbarca a Madrid per essere il successore nel giro di poche stagioni di un’autentica leggenda come Roberto Carlos. L’adattamento al calcio europeo però si dimostra lento. Alla prima stagione, sotto la gestione Capello, disputa solo 6 partite. L’anno successivo, l’avvento di Schuster in panchina e la cessione Roberto Carlos al Fenerbache lo portano ad avere un minutaggio sempre increscendo. Dopo 10 anni in maglia blanca, in cui vince la bellezza di 13 trofei, tra cui 2 Champions League (in quella del 2014 segna anche 1 gol in finale nel derby giocato a Lisbona con l‘Atletico), riesce anche a diventare il vicecapitano del Real, dopo l’addio di Casillas nel 2011.

MARCELO SUL CAMPO

Il gol di Marcelo nella finale di Champions contro l’Atletico (2014)

Questi 10 anni di Real lo hanno portato ad essere uno dei terzini più forti al mondo. Forse il migliore. Come tutti i terzini brasiliani ha una predisposizione naturale ad essere offensivo, una caratteristica che molte volte però ha messo in discussione quale fosse il suo vero ruolo, se terzino appunto o esterno di centrocampo. Con il passare delle stagioni però, con l’acquisizione di maggior esperienza a livello internazionale, le sue lacune difensive si sono plasmate, producendo uno dei giocatori più importanti nello scacchiere tattico di Zidane. Infatti, al giorno d’oggi Marcelo non è solo colui che si divide insieme a Kroos il ruolo di assist man, ma è anche un giocatore fortemente importante per dare equilibrio alla squadra, difficile da sostituire perché interpreta il ruolo di terzino in maniera davvero singolare. Nelle ultime stagioni, dopo la cessione di Di Maria allo United, è diventato il giocatore nella manovra del Madrid con il compito di spaccare la partita, quello più desequilibrante, grazie alla sua corsa inesauribile, l’abilità di dribblare nello stretto e i suoi cross sempre insidiosi. Negli ultimi anni è diventato ben più roccioso in fase difensiva e puntuale nelle diagonali. Facile capire come sia ormai divenuto un giocatore imprescindibile. Un tuttofare.

MARCELO = LEADER

Come abbiamo accennato, Marcelo è attualmente il vicecapitano. Questa carica non è dovuta solo al numero di presenze con la maglia dei Vikingos, ma anche al ruolo che rappresenta all’interno dello spogliatoio. Molto spesso per identificare il Real ci vengono in mente Cristiano Ronaldo e Sergio Ramos, dimenticandoci che molto spesso è Marcelo che ci mette la faccia nei momenti difficili della stagione. È quanto capitato soprattutto nel periodo di fine Febbraio e inizio Marzo di questa stagione. Dopo la sconfitta col Valencia, nel post-partita, fece meaculpa a nome di tutta la squadra per lo sbagliato approccio alla partita. Oppure dopo il pareggio casalingo per 3-3 con il Las Palmas, in cui si presentò ai microfoni per la terza volta consecutiva negli ultimi 3 incontri, dopo Valencia e Villarreal. Il Real, che dovette rimontare il punteggio da uno svantaggio di 3-1, non aveva certo brillato. Marcelo cercò di dare delle spiegazioni sul momento no e di responsabilizzare maggiormente anche giocatori importanti, come ad esempio Bale, espulso dopo uno screzio con Jonathan Viera.

Ultima (in termini cronologici) grande prestazione l’ha fornita ieri. Con il Real sull’1-1 a meno di dieci minuti dalla fine del confronto casalingo contro il Valencia, Marcelo si è messo in proprio e ha trovato, con uno splendido tiro a giro di destro (sì, destro, perché lui sa usare magnificamente entrambi i piedi) il gol del definitivo 2-1. Altri tre punti che avvicinano la squadra di Zidane al titolo.

Adesso, all’età di 28 anni, Marcelo è nel pieno della sua carriera. Ha già vinto tutto quello che c’era da vincere a livello di club, ma lui continua a correre, a trovare stimoli, a fornire grandi prestazioni. Non vuole fermarsi, vuole continuare a vincere e rimanere a livelli top, e tutto questo lo rende un grandissimo professionista, un vincente. Un vero leader.

 

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