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L'impresa delle Aquile del Picco: la salvezza dello Spezia

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L’impresa delle Aquile del Picco: la salvezza dello Spezia

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Spezia

Dopo la prima stagione in Serie A sotto l’attenta guida di Vincenzo Italiano, lo Spezia ha agguantato la seconda salvezza consecutiva; un esito che, prima della partenza del campionato, era tutto fuorché scontato. Con l’arrivo di Thiago Motta sulla panchina alla sua prima vera esperienza nel nostro massimo campionato, dopo una breve parentesi con il Genoa due anni fa, la squadra delle Aquile ha fatto miracoli. Tra le difficoltà insorte dopo il blocco del mercato imposto dalla Fifa per quattro anni, l’allenatore italo-brasiliano è riuscito a diventare collante per il gruppo.

Un inizio rocambolesco

Ormai l’estate sta giungendo al termine, Siamo a fine agosto 2021, è lunedì 23. Lo Spezia inaugura il secondo anno in Serie A in trasferta contro il Cagliari, trovando un pareggio ricco di gol; il tabellone al triplice fischio recita 2-2. Il primo punto ottenuto fa ben sperare la compagine ligure, capace di proporre un gioco propositivo e coraggioso, anche ad alti ritmi. Il calcio però, non è matematico: il carattere aleatorio di questo sport racchiude in sé migliaia di variabili.

La seconda giornata di campionato però, ha rappresentato sia per la squadra sia per gli spezzini, una grande batosta: all’Olimpico di Roma, Immobile, autore di una tripletta, e la Lazio di Maurizio Sarri demoliscono gli 11 giocatori in maglia nera per 6-1. Dopo qualche giorno, con il morale “sotto i tacchetti”, la prima gara in casa all’Alberto Picco davanti ai propri tifosi è da incubo; arriva inesorabile un’altra sconfitta, contro l’Udinese di Gotti, portato in paradiso da Samardzic con un gol al termine dei 90′.

I ragazzi di Motta dovranno attendere fino al 19 settembre per ottenere la prima vittoria e 3 punti fondamentali a Venezia, grazie ad un gol vitale di Bourabia all’ultimo respiro.

Andare avanti, nonostante tutto

La consapevolezza e l’audacia di voler rimanere tra le grandi sono due tra i fattori cardine per ambire all’obiettivo salvezza prefissato dalla società. Tra alti e bassi, i liguri chiudono così il 2021 a quota 16 punti. Un bottino tutt’altro che cospicuo, tanto da suscitare l’idea esonero immediato per mister Motta, che trascorse il freddo dicembre ligure in bilico.

I giocatori in maglia bianconera sono riusciti ad andare in gol con una certa frequenza, soprattutto tra le mura del Picco, dove i tifosi sono stati rappresentanti di una vera e propria fede legata alla città. Un fattore non da poco. Nonostante questo però, risultati utili con continuità non sono arrivati fino all’inizio del 2022. A gennaio infatti, le Aquile hanno ottenuto 9 punti su 12 disponibili: 2 vittorie decisive in trasferta contro il Milan, partita al cardiopalma con l’errore dell’arbitro Serra, e contro il Genoa, poi l’ultimo successo casalingo trovato contro la Sampdoria.

Nell’estate dello scorso anno, quando il presidente Platek volle fortemente la firma di Thiago Motta, l’ambiente era carico di energia positiva. Fin dal suo arrivo, il nuovo allenatore ha cercato di compattare e di “modellare” il gruppo. Identità in campo e personalità ben delineata, nonostante il blocco del mercato, le poche rotazioni e una rosa fanciullesca.

Lo stile di gioco espresso in campo dai suoi giocatori, come già anticipato nell’introduzione, è stato sicuramente propositivo. I moduli utilizzati durante l’annata appena conclusa sono stati il 3-5-2 e il 4-3-3, dove tutti gli interpreti hanno ricoperto un ruolo definito sia in fase offensiva, sia in quella difensiva. Le punte, tra cui Manaj e Nzola, si sono spesso sacrificate come chiedeva il tecnico ex PSG e, i due attaccanti esterni Verde e Gyasi, venivano impiegati per il pressing alto per dare una mano ai centrocampisti.

Gioventù da salvezza

La salvezza spezzina è sicuramente frutto di un grande spirito di sacrificio e del duro lavoro negli allenamenti. La formazione ligure ha chiuso come quarta squadra della Serie A nella classifica del rapporto tra il posizionamento ottenuto in campionato e il budget speso. Un altro dato interessante sta nel secondo miglior rapporto percentuale tra calciatori cresciuti nel club e minuti giocati.

Durante la cavalcata che ha portato le Aquile al 16°posto in classifica, si sono contraddistinti due calciatori che rappresentano, ad oggi, due dei migliori prospetti Under 23 della Serie A. Il classe 2000 Jakub Kiwior e il ventunenne David Strelec hanno qualità tecniche che non sono passate inosservate.

Il capitano Giulio Maggiore, alla sua seconda esperienza nel maggior campionato italiano, ha donato una sensazione di equilibrio alla squadra in campo; ricoprendo una posizione più difensiva rispetto all’annata di Italiano, il “figlio di Spezia”, sotto la guida di Thiago Motta ha realizzato meno reti (2 in 35 presenze). Nonostante ciò, il numero 25 si è rivelato vitale sui palloni recuperati davanti alla difesa e sulle ripartenze veloci figlie di un’ottima intelligenza tattica. Il suo percorso di crescita nel rettangolo verde è ancora in divenire, ma la personalità non gli manca affatto: dalla trafila nel settore giovanile e il tifo in curva del ribollente Picco, è diventato un simbolo per i tifosi spezzini. Con il contratto in scadenza a giugno 2023, le trattative per il rinnovo con il Ds Pecini sono in corso.

Con il blocco dei trasferimenti ancora vigente, tutta La Spezia brama la permanenza del 24enne diventato un simbolo vero e proprio della città; intanto, dopo essere stato pedina insostituibile della Nazionale Under 21, Giulio sogna la chiamata di Mancini. Con il gruppo degli Azzurri da rifondare, il ct dell’Italia potrebbe pensare concretamente al capitano più giovane della Serie A.

Maturità da salvezza

Quella di Daniele Verde può essere definita la stagione del riscatto, senza se e senza ma. Se gli spezzini hanno ottenuto per il secondo anno consecutivo la salvezza con una giornata d’anticipo, è merito anche dei gol arrivati dal numero 10 partenopeo. Capocannoniere con 8 reti e 6 assist derivanti da altrettanti passaggi vincenti, il 25enne ha colmato quel vuoto realizzativo lasciato da Nzola. Mancino naturale e puro, è riuscito ad essere un’insidia per le difese avversarie grazie alla spiccata rapidità nel dribbling nello stretto.

I gol decisivi sono arrivati proprio contro i blucerchiati nella vittoria interna e nel pareggio fondamentale ottenuto al’Arechi di Salerno. L’ultimo è arrivato ad Udine, nel successo in rimonta che ha decretato la salvezza matematica dei bianconeri. La maturità finalmente espressa dall’attaccante ex-Roma gli ha permesso di trovare la sua dimensione, aggiudicandosi il premio di Aquilotto Reale assegnato dai suoi stessi tifosi. Chissà, magari la sua prossima annata potrà andare ancora meglio!

Dopo un anno difficile ma allo stesso tempo gratificante, si può affermare con convinzione che il progetto dello Spezia sia valido e che rappresenti un esempio nel panorama calcistico nazionale. La maturità a livello corale si coltiva con il tempo e non è immediata, ma in questi 3 anni complicati anche dalla pandemia, il tris del club bianconero in A è formidabile.

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La crescita di Brescianini e l’intrigante interesse della Juve

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LA CRESCITA  DI BRESCIANINI E L’INTRIGANTE INTERESSE DELLA JUVE – Nonostante la brusca frenata e il riavvicinamento alla zona rossa della classifica, il Frosinone rimane uno dei club più interessanti della stagione.

Il gioco e le idee profuse da Di Francesco sono i fattori principali della crescita e la valorizzazione di svariati giocatori in rosa, uno tra tutti Marco Brescianini.

Il centrocampista italiano, grazie ad un ottima stagione dal punto di vista prestazionale, è finito sui taccuini di svariati top team. Uno tra tutti la Juventus, contro cui tra l’altro ha siglato il suo terzo gol stagionale nella sfortunata trasferta del 25 febbraio.

Brescianini è divenuto una colonna della mediana ciociara, condensando qualità, fisicità ed intelligenza tattica.

CARATTERISTICHE TECNICHE E COME GIOCA NEL FROSINONE

Il classe 2000, nel suo arsenale di qualità ne vanta una in particolare: il senso di posizione.

La sua heatmap parla infatti abbastanza chiaramente. Brescianini è in grado di generare spazi e procacciarsi palloni come pochi centrocampisti in Serie A, questo grazie ad una spiccata intelligenza tattica miscelata ad un atletismo prorompente.

È inoltre un ottimo incursore (prova di ciò i 2 gol su azione a referto) e gode di una notevole tecnica di base.

Da citare poi le buone capacità balistiche sia col pallone in movimento che su punizione, dinamica con cui è riuscito tra l’altro ad andare in gol in un’occasione.

Nonostante il metro e 88, Brescianini non gode però di un impatto fisico particolarmente efficace: 55 i duelli vinti in stagione, a discapito però degli 84 persi.

Migliorabile inoltre la percentuale di passaggi riusciti, stabile all’80%, dato che per un centrocampista offensivo come l’ex Milan potrebbe sicuramente essere più alta.

Nel modulo di Di Francesco ricopre il ruolo di centrocampista dinamico, ed è spesso affiancato da un equilibratore come Barrenechea o Mazzitelli, giocatori dotati chiaramente di caratteristiche differenti tra loro, ma entrambi ben integrabili con quelle del numero 4.

In questo ecosistema tattico profondamente fluido e mutabile Brescianini riesce a trovare il suo habitat ideale, riuscendo ad enfatizzare il suo immenso talento nello smarcarsi e nel “leggere calcio”, caratteristica rara e unica per un calciatore, soprattutto della sua età.

IL FUTURO

Marco Brescianini, soprattutto nell’ultimo periodo, sta attirando su di se l’attenzione delle grandi di Serie A, grazie a svariate prestazioni convincenti.

Il Milan, non più proprietaria del cartellino del calciatore, gode comunque di una clausola che gli garantirebbe il 50% da una sua cessione, e le pretendenti come appena annunciato non mancano.

Come raccontato da Gazzetta, infatti, la Juventus ha chiesto informazioni in modo concreto in vista della prossima stagione (che sarà ormai quasi sicuramente caratterizzata da un numero di impegni maggiore rispetto a quest’anno causa competizione europea).

Su di lui sembra esservi anche l’interesse di Lazio e Atalanta, ma la Vecchia Signora beneficerebbe di una via preferenziale dati gli ottimi rapporti con il Frosinone.

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Le probabili formazioni di Monza-Roma: De Rossi modifica la difesa

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In foto: Daniele De Rossi, allenatore della Roma.

LE PROBABILI FORMAZIONI DI MONZA-ROMA – Domani, sabato 2 marzo, all’U-Power Stadium ci sarà la sfida tra Monza e Roma, valida per la 27° giornata del campionato di Serie A. Il calcio di inizio è programmato per le ore 18.00. Quali scelte faranno i due allenatori per conquistare i 3 punti? Di seguito riportate le probabili formazioni del match.

PROBABILI FORMAZIONI MONZA-ROMA – COME ARRIVA IL MONZA

La squadra di Palladino arriva alla partita in un ottimo stato di forma. Nelle ultime 5 partite sono arrivati 3 successi e 2 pareggi, chiudendo quindi questa cinquina di match da imbattuti. Tra le 3 vittorie c’è stata anche quella di prestigio contro il Milan, in un’assurda partita risolta solo sul finale. In vista della partita contro i giallorossi, Palladino dovrà scogliere i dubbi riguardo alcuni possibili ballottaggi. Caldirola e D’Ambrosio concorrono per un posto dal 1′ in difesa. Maldini e Colombo, invece, insidiano rispettivamente Valentin Carboni e Djuric. Assente Izzo per squalifica e Vignato per un fastidio agli adduttori, mentre sarà da valutare Ciurria.

PROBABILI FORMAZIONI MONZA-ROMA – COME ARRIVA LA ROMA

I giallorossi sono stati rigenerati dalla cura Daniele De Rossi, che insegue il sesto successo in 7 partite sulla panchina capitolina. Dovrebbe esserci il ritorno alla difesa a 4, con Mancini e N’Dicka favoriti su Smalling e Huijsen. Non ci sarà Karsdorp per infortunio, per cui sulla destra agirà Kristensen e sulla sinistra Spinazzola. A centrocampo e in attacco non ci dovrebbero essere grandi sorprese. Pellegrini, Cristante e Paredes in mediana, Dybala, Lukaku e El Shaarawy in avanti. Il belga e l’italo-egiziano tornerebbero così titolari dopo le recenti panchine.

PROBABILI FORMAZIONI MONZA-ROMA – I NOMI

Monza (4-2-3-1): Di Gregorio; Birindelli, Marì, Caldirola, A. Carboni; Pessina, Gagliardini; Colpani, V. Carboni; Djuric. All. Palladino.

Roma (4-3-3): Svilar; Kristensen, Mancini, N’Dicka, Spinazzola; Paredes, Cristante, Pellegrini; Dybala, Lukaku, El Shaarawy. All. De Rossi.

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Simone Inzaghi entra nella storia della Serie A: il dato

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Monza-Inter

L’Inter di Simone Inzaghi è tra le migliori squadre d’Europa e la stagione che sta disputando ne è una conferma. Dal suo arrivo sulla panchina dei nerazzurri nella stagione 2021-2022, freschi vincitori del diciannovesimo Scudetto della loro storia, ad oggi si sono susseguiti diversi momenti importanti.

La prima stagione da tecnico dell’Inter, terminata con la vittoria di una Coppa Italia e di una Supercoppa italiana, rimane purtroppo macchiata dal trionfo in campionato strappato dal Milan. La scorsa stagione per l’allenatore piacentino sulla panchina dei nerazzurri, ha segnato davvero la svolta: a metà percorso la squadra era irriconoscibile e, l’allungo del Napoli in Serie A, ha consentito alla squadra di concentrarsi maggiormente sulle altre competizioni a disposizione. Il capolavoro della stagione 2022-2023 di Simone Inzaghi si chiude con una Coppa Italia e una Supercoppa italiana, stravinta contro i cugini milanisti, e una finale di UEFA Champions League contro il Manchester City da ricordare. La prima parte della stagione dell’Inter 2023-2024 è stratosferica: alla ventiseiesima giornata di campionato il distacco sulla prima inseguitrice è di ben 12 punti, vantando un’ulteriore vittoria in Supercoppa italiana e il cammino in Champions League ancora in vita.

INZAGHI DA RECORD: IL DATO

La mano del tecnico sulla squadra è notevole e i 22 trionfi ottenuti in campionato non sono un dato qualsiasi. Questi successi, infatti, hanno contribuito al raggiungimento delle attuali 178 vittorie da allenatore in Serie A. Nel posticipo di lunedì contro il Genoa, Simone Inzaghi taglierà il traguardo delle 300 panchine nella competizione diventando, così, l’allenatore con più successi dopo lo stesso numero di gare nella storia del campionato, superando le 172 vittorie di Carlo Ancelotti e le 171 di Massimiliano Allegri.

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Pronostico Manchester City-Manchester United

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Dove vedere Manchester City-Burnley

PRONOSTICO MANCHESTER CITY-MANCHESTER UNITED – Il derby di Manchester tra City e United andrà in scena domenica 3 marzo alle ore 16:30. A scontrarsi due squadre ben distanti in classifica: i Citizens si trovano al 2° posto, in piena lotta per la vetta della classifica (a -1 dalla capolista Liverpool e +1 sull’Arsenal terzo). I Red Devils, invece, occupano il 6° posto, a -3 dalla quinta posizione occupata dal Tottenham e -8 dal piazzamento per la qualificazione in Champions League, occupato al momento da un sorprendete Aston Villa.

COME ARRIVANO LE DUE SQUADRE

Il Manchester City di Pep Guardiola arriva al match con la solita consapevolezza di una squadra ormai stabilmente al top in Premier ed Europa. Sono 18 i risultati utili consecutivi finora, con la squadra che punta ad un altro “triplete“, essendo ancora dentro a tutte le tre maggiori competizioni. Il derby di Manchester è comunque fondamentale, non solo per la storia, ma anche per la classifica. Il Liverpool e l’Arsenal sono lì, e un passo falso comporterebbe, nel peggiore dei casi, all’allungo dei Reds e al sorpasso dei Gunners

Di ben altro tenore il momento del Manchester United di Erik Ten Hag. La squadra dell’ex Ajax si trova, come detto, al momento fuori dall’obiettivo 4° posto, con la vittoria in FA Cup col Nottingham Forrest che ha solo parzialmente fatto dimenticare il cocente ko in casa contro il Fulham. Partita complicata contro la corazzata di Guardiola, ma lo United sa come accendersi in queste partite in cui il risultato non è mai scontato.

PRONOSTICO MANCHESTER CITY-MANCHESTER UNITED

La sfida dell’Etihad Stadium vedrà scontrarsi due squadre in momenti di forma diversi e, probabilmente, anche con tassi tecnici distinti, che propendono a favore dei padroni di casa. Innegabile però, che la qualità ci sia anche dall’altra parte, seppur forse non basterà contro il City. Ciò detto, il pronostico di Numero Diez vede vincente il Manchester City, ma con il Manchester United che riuscirà almeno a fare un gol. La combo 1+GOL è data a 2.40.

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