Dove trovarci

In equilibrio sopra la follia

Primi a pari merito con il Barcellona, grazie a due vittorie su due e, quindi, sei punti su sei: in Champions League è En plein nerazzurro. Successi importanti, non soltanto in termini di punti (dove comunque è stata decisiva la sconfitta del Tottenham contro il Barcellona per le combinazioni di classifica), ma anche perché queste sono vittorie che possono lasciare convinzioni diverse rispetto alle proprie potenzialità.

OLANDA VS ITALIA

Collegare qualità di gioco e risultati non è mai stato facile per nessuna squadra, figuriamoci per un’Inter ancora in cerca di sé stessa sotto tanti punti di vista. Un pari al Philips Stadion poteva servire, ma giocare per la “x” poteva essere controproducente.

“Io i calcoli non li ho mai fatti, perché poi ti mettono in imbarazzo quando devi trasferire qualcosa ai calciatori e finisce che non si fidano delle proprie qualità. Noi andiamo in campo per vincere (Spalletti)

E l’ha fatto l’Inter, battendo di misura (ma solo nel risultato) un Psv a stretta somiglianza del suo allenatore Van Bommel, nemico dell’estetica, in un calcio fatto di pressing, ripartenze immediate e tagli in diagonale.

Risultati immagini per Psv inter 1-2

Il problema dell’Inter è stato quello di non aver concretizzato la marea di occasioni da goal create contro un Psv non impermeabile in difesa

Serviva una prestazione che fosse all’altezza di quei risultati che, in un modo o nell’altro, stanno arrivando. Fondamentale nell’ottica dei tre punti per i nerazzurri è stato reggere l’intensità e il ritmo sostenuto dagli olandesi, in continua ricerca di spazi da aggredire: sostanziale, in questo caso, è stato ridurre al minimo gli errori tecnici per evitare le ripartenze, ovvero il pane quotidiano del Psv.

Un’Inter applicata, sul pezzo, consapevole dell’importanza della partita, che ha ripagato della stessa moneta la squadra olandese con accelerazioni improvvise per sorprendere gli avversari. Le cosiddette “folate” (copyright Spalletti) molto sofferte da un Psv tormentato per tutta la partita dalle ali dell’Inter che riuscivano ad arrivare quasi sempre sul fondo.

EVOLUZIONE

Dalle ultime vittorie l’Inter ha ricevuto una grande spinta sul piano della personalità. Lo dimostra l’ennesimo successo arrivato in rimonta: i nerazzurri hanno imparato a reagire. È proprio nella differenza di atteggiamento che si insidia il salto di qualità dell’Inter.

“Esiste un modo di vincere da Inter che non è replicabile con facilità. Oggi più che mai bisogna tessere l’elogio della follia interista, nella sicurezza che del domani nerazzurro non vi è alcuna certezza”.

Citava così la Gazzetta dello Sport subito dopo la pazza vittoria dei nerazzurri contro il Tottenham. Contro inglesi e olandesi il fine è stato uguale (2-1 per l’Inter in entrambi in match), ma il mezzo per arrivarci è stato differente, merito di un progresso di squadra che ha portato a una maturazione generale.

Il gioco lento visto nelle prime uscite stagionali è stato via via sostituito da un gioco di pazienza, premiato quando spuntava una crepa tra i reparti rivali. Ma il salto di qualità, o presunto tale, è arrivato nelle ultimissime gare, specie contro il Psv, dove si è vista un’Inter con una propria identità imporre il match, dominandolo grazie a varietà di soluzioni offensive. Diversificare è quindi la parola chiave, il concetto su cui ha battuto tasto Spalletti, aumentando le partenze verso la porta di Perisic e Politano e lavorando sull’intesa tra Nainggolan e Icardi, che delle zone centrali ne sono i predatori.

Il risultato? Un’Inter meno prevedibile e maggiormente qualitativa, con più sbocchi e più vie per arrivare al goal.

Risultati immagini per Psv inter 1-2 icardi

SINGOLI

Contro il Tottenham è stata un’Inter iperattiva, però inconcludente. Contro il Psv, invece, il ritmo e l’intensità di gioco sono rimaste tali, ma ciò che è cambiato è stata la frenesia nel voler concludere a tutti i costi l’azione, a beneficio di una squadra che ha messo da parte l’attitudine alla battaglia (ma comunque tosta dal punto di vista fisico) per favorire una qualità di gioco che da tempo non si vedeva nella Milano sponda nerazzurra.

Merito dei singoli che si sono galvanizzati in un contesto di squadra degno di nota: a partire da chi indossa la fascia; Spalletti chiedeva la concretezza e Icardi, da capitano, ha dato l’esempio: prime due partite in Champions League e primi due goal.

Risultati immagini per Psv inter 1-2

Icardi è uno che il girone dell’Inter l’ha messo in discesa inventando dal nulla una rete contro il Tottenham, ed è lo stesso che ha deciso il secondo match europeo dell’Inter con un goal a metà tra l’errore del portiere e la sua bravura nell’utilizzare il fisico

Chi è entrato nel tabellino marcatori è stato anche Radja Nainggolan, il simbolo delle ambizioni di questa annata interista, il “colpaccio” di mercato per far fare il salto di qualità al progetto spallettiano in chiave Champions.

“Ci dà le vampate, l’aggressività, la velocità di idee e di sviluppo dell’azione, la forza d’urto, tutte qualità che l’anno scorso non abbiamo trovato in tanti nostri uomini. Fondamentale la sua forza verticale, la sua potenza, il suo spirito da lottatore, il suo pressing sul regista avversario” (Spalletti)

I suoi goal, anche. D’altronde, proprio Spalletti si è inventato un Ninja trequartista di spinta, con la patente da bomber aggiunto.

Una citazione speciale riguardo alla partita la meritano anche i vari Politano, uno dei pochi coraggiosi nel puntare l’uomo e capace di saltarlo, Handanovic, che anche in Olanda ha tenuto a galla l’Inter con interventi importanti e tutt’altro che semplici e Borja Valero, ormai considerato il regista degli ultimi assalti che, come con il Tottenham, con il suo passetto ha scalfito le residue sicurezze del Psv, aiutando allo stesso tempo l’Inter a montare le tende nella metà campo avversaria.

L'immagine può contenere: 4 persone, spazio all'apertoSono cinque edizioni di Champions League che chi vince le prime due poi non si fa sfuggire gli ottavi. Parlare di qualificazione anticipata è sicuramente presto, ma chissà, se l’Inter imparasse a respirare più forte in partite in cui l’aria si fa massiccia…

Lascia un commento

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Altro in Generico