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Incognita Zaza

Il mondo capovolto in un attimo. Da attaccante al centro del progetto a esubero con poche, pochissime offerte. Simone Zaza, 27 anni, è diventato la quarta scelta dell’attacco valenciano, dietro a Rodrigo e ai due nuovi acquisti, Batshuay e Gameiro.

Solo un anno fa, l’attaccante di Policoro veniva acquisito a titolo definitivo dalla Juventus per 16 milioni. L’inizio di stagione a Valencia fu convincente e tutto lasciava pensare ad una nuova vita da protagonista in Spagna per l’ex Sassuolo. Un finale di stagione anonimo e la discontinuità delle prestazioni, però, hanno convinto la società a virare su profili che garantissero più certezze.

UOMO SCUDETTO

Gli inizi della carriera di Zaza sono costellati da prestiti in tutta Italia: nei primi 5 anni, l’attaccante lucano fa spola fra Atalanta, Samp, Viareggio, Ascoli e Juve Stabia, senza mai trovare la sua dimensione.
Nel 2013 viene acquistato dal Sassuolo e a Reggio Emilia si consacra come prima punta e vero bomber. 20 reti in 64 partite è il consistente bottino che gli consente salto di qualità. Nel tridente con Berardi e Sansone, occupa il ruolo di finalizzatore nel 4-3-3 di Di Francesco, e con i nero-verdi conquista un 17esimo e un 12esimo posto.

Le due stagioni in Emilia Romagna convincono i vertici bianconeri a fare un importante investimento su di lui: 18 milioni per un giovane attaccante che avrebbe completato il nuovo pacchetto offensivo della Vecchia Signora, con Morata e Dybala. A Torino, Simone matura grazie ai consigli dei senatori dello spogliatoio, ma le presenze in campo sono poche. Con 664 minuti giocati, sono 5 i goal che il 7 bianconero riesce a mettere a segno, con l’ottima media di un goal ogni 132 minuti.

Zaza riesce a far breccia nel cuore degli juventini il 13 febbraio del 2016. Nel match scudetto con il Napoli, Simone gioca l’ultima mezz’ora e a 2 minuti dal termine, trafigge Reina con la rete che vale il sorpasso in classifica ai partenopei, lanciando la Juve verso il primo scudetto dell’era Allegri.

EURO-MALEDIZIONE, RISCATTO SPAGNOLO

A suon di prestazioni esaltanti, Zaza riesce a conquistarsi l’ultimo posto disponibile per la nazionale ad Euro 2016. Conte lo usa pochissimo ma nel quarto di finale con la Germania il ct lo manda in campo sul finire dei supplementari per inserirlo tra i rigoristi. Ma il destino sa essere crudele e Zaza sbaglia il suo rigore, che diverrà storico a causa della bizzarra rincorsa. È l’inizio dell’inferno: prima le prese in giro social, poi i problemi professionali; nessuno vuole più puntare su di lui.

Ma  la Juve crede ancora nel suo talento e trova il modo per mandarlo in prestito per 6 mesi al West Ham. In Inghilterra le presenze sono solo 11 e l’attaccante resta a secco. Poi, la svolta: a Gennaio Zaza vola in Spagna, destinazione Valencia. Con i pipistrelli le presenze sono 15 e le reti che valgono il riscatto e la permanenza del club nella massima serie, addirittura 7. Il bomber del Sassuolo sembra essere tornato a incantare.

In Spagna, l’ex bianconero regala prestazioni da vero top. La garra che l’ha sempre contraddistinto, torna a farsi vedere. Pressing asfissiante sul portatore di palla e fitto dialogo con i compagni di reparto diventano le sue peculiarità che gli valgono un anno da protagonista assoluto a Valencia. A settembre del 2017, infatti, vince il premio “giocatore del mese” grazie ai 4 goal nelle prime 4 partite. Memorabile la tripletta contro il Malaga in appena 8 minuti.

DALLE STELLE AL MERCATO

A fine stagione le reti della punta italiana saranno 13, condite con 5 assist in 39 presenze. Un buon bottino che aiuta il Valencia ad ottenere l’ultimo posto disponibile per conquistare la Champions League.

Ma quando tutto sembra andare per il meglio, qualcosa si rompe. Gli ultimi mesi spagnoli evidenziano uno Zaza scarico fisicamente e mentalmente, come dimostra la pioggia di cartellini abbattutasi su un giocatore spesso troppo irruento negli interventi. Cosi la dirigenza, volenterosa di alzare il tasso tecnico della squadra, mette l’attaccante sul mercato.

I primi movimenti in questo senso li fa il Milan: la squadra rossonera, scontenta di Kalinic e Andrè Silva, individua in Zaza l’attaccante con le caratteristiche giuste per il 4-3-3 di Gattuso. Nel progetto di Mirabelli, la cattiveria agonistica di tecnico e attaccante avrebbe potuto creare un’intesa vincente per rilanciare il talento dell’azzurro e le ambizioni dei rossoneri. Con il passaggio a Elliot, però, i piani sono cambiati e la società ha abbandonato questa pista, molto calda soprattutto a fine giugno.

BIVIO DECISIVO

Sfumata la chance milanista, tutto passa nelle mani del giocatore. Da Valencia fanno capire che con la nuova stagione, lo spazio sarà poco, lasciando comunque la possibilità che il campo possa sovvertire le gerarchie grazie a prestazioni migliori delle aspettative.

L’alternativa, invece, sarebbe quella di cercare una squadra che gli dia il giusto spazio per tornare a brillare come ai tempi del Sassuolo. In Italia si segnala solo l’interesse del Torino, destinazione molto gradita dall’attaccante, che tornerebbe cosi nella città che lo ha accolto tre anni fa. Per il momento due nodi bloccano l’affare: l’attacco dei granata è da sfoltire e i 16 milioni per il cartellino sono ritenuti ancora troppo alti. Le parti sono al lavoro per trovare un punto d’incontro.

Nelle ultime ore, si è registrato un interessamento da parte del Nizza. La squadra francese, perso Balotelli, accoglierebbe un nuovo nazionale italiano per il suo attacco, con la speranza che i risultati ottenuti con Mario, possano ripetersi. Rilanciare un giocatore come Zaza potrebbe rivelarsi un prezioso regalo per il ct della nazionale Mancini. Nel mirino c’è il prossimo Europeo. E’ l’ora del riscatto.

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