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Infinito Nadal

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La carriera di Rafa Nadal, lo sappiamo, è sempre stata ricca di alti e bassi. Questo dovuto ai suoi (troppi) problemi fisici, ginocchia su tutto. Nadal ha sempre avuto un gioco molto dispendioso dal punto di vista fisico e per uno che a 19 ha vinto il suo primo Slam è normale che prima o poi il corpo presenti il suo conto. A lui, il corpo, il conto lo ha presentato relativamente presto, ma nonostante tutto, lo spagnolo a 31 anni è ancora al top.

QUANTI RITORNI

2005-2008: un’ascesa unica. Il 2005 può essere considerato l’anno 0 del tennis sulla terra rossa. In quell’anno un semi sconosciuto tennista spagnolo di nome Rafael Nadal conquista il suo primo Roland Garros alla prima partecipazione in un torneo dello Slam. Da quel momento in poi, il ragazzo di Manacor conquista praticamente tutti i tornei che vengon disputati sulla terra rossa segnando record su record e stabilendosi come unico vero rivale di Federer. I suoi miglioramenti sono tangibili a vista d’occhio su ogni superficie ed i risultati così sorprendenti di un ragazzo così giovane sono veramente impressionanti.

Nel 2009, però, arrivano i primi problemi al ginocchio che non gli permettono di trionfare nel Roland Garros, perdendo la sua prima partita a Parigi, e di non partecipare a Wimbledon. Qua iniziano i primi problemi fisici i quali non lo fanno più rendere al meglio. Il cammino verso la fine dell’anno, difatti, è mediocre ed i “federeriani” lo considerano già finito, una meteora.

L’anno successivo, di contro, torna numero 1 del mondo vincendo 3 Slam e facendo finale in tutti e quattro, nonostante una pausa di un mese sempre per la tendinite alle ginocchia, una costante che diventerà sempre più presente nella carriera dello spagnolo.

2011-2012: due stagioni mediocri per Rafa. E per mediocri intendiamo che ha vinto solo il Roland Garros. L’avvento di Djokovic nella sua rivalità con Federer ha peggiorato le cose. Il serbo a tratti si rivela più veloce, più resistente e più forte mentalmente di lui. Il problema del maiorchino sta soprattutto nel dispendio di energie durante la stagione, i suoi risultati dagli US Open in poi sono sempre scarsi per i suoi standard. L’ennesimo problema al ginocchio lo costringe anche a saltare le olimpiadi di Londra per le quali era stato nominato portabandiera. La sua stagione nel 2012 termina a luglio.

2013: il primo grande ritorno dopo il primo lungo stop. Tutti avevano molte perplessità sulle condizioni del ragazzo, ma lui ha risposto alla grande tornando a vincere e dominare sulla terra e sul cemento. L’unico neo rimane non essere più riuscito a fare bene a Wimbledon. In ogni caso chiude la stagione al numero uno del mondo con il record personale di 10 titoli.

2014-2016 inizia una lunga altalenante discesa che lo porta fuori dalla top 5 mondiale dopo più di 10 anni. In mezzo tanti infortuni ed operazioni ad entrambi i polsi. Qualche vittoria, sì, ma le sconfitte inaspettate iniziano ad essere troppe. La sensazione generale è che Nadal non tornerà mai più quell’atleta che mangiava fisicamente sul campo i suoi avversari.

SOLO LUI NEL 2017?

Rafa si presenta all’inizio dell’anno senza alcuna pretesa. Eppure la lunga pausa del 2016 sembra averlo riportato nelle migliori condizioni. Agli Australian Open disputa una finale memorabile contro Federer ed è l’inizio di una stagione inaspettata che lo riporterà ai vertici della classifica mondiale.

Fino ad ora lo spagnolo ha disputato 8 finali vincendone 5 e perdendo due volte contro un Federer eccezionale almeno quanto lui. I due hanno animato la stagione in corso mostrandoci i fasti della loro rivalità che dura ormai da 15 anni. Si sono divisi praticamente tutti i titoli principali con due Slam ciascuno e altrettanti Master 1000. Se non fosse stato per loro due, avremmo assistito ad una stagione molto povera dal punto di vista tecnico con le assenze di Djokovic e Murray.

La domanda fondamentale, alla luce di quello che abbiamo visto finora è: quanto avrebbe vinto Rafa se non fosse stato per Federer quest’anno? La risposta ovviamente non la sapremo mai, ma, la sensazione è che lo spagnolo avrebbe vinto molto di più senza il suo eterno rivale “risorto” nello stesso momento.

LA SUA FORZA? FACILE, LA TESTA

Nadal ha portato al tennis una nuova aria. Ha alzato all’inverosimile la preparazione fisica facendone la sua forza e, chi voleva mantenere il suo livello, ha dovuto notevolmente migliorare sotto questo aspetto, Federer su tutti. Ma ciò che da sempre ha impressionato di Rafa è il suo atteggiamento mentale e la voglia di non mollare mai.

Il suo vero punto di forza, la chiave delle sue vittorie è stata proprio la sua determinazione in ogni singolo punto, che si tratti di una finale o di un allenamento, lui è sempre lì pronto a far sentire la sua pressione. È anche uno dei migliori a leggere i momenti importanti dei match, riuscendo sempre a tirare fuori qualcosa in più. Questo suo atteggiamento lo induce a regalare pochissimo in termini di punteggio agli avversari.

Molti sono gli episodi in cui ce lo ricordiamo in estrema difficoltà come a Roma contro Ferrero quando aveva vesciche su tutta la mano o in Australia contro Wawrinka con un problema alla schiena. Ma niente gli ha mai permesso di non tentare il tutto per tutto in campo.

RAFA NON FERMARTI ORA

Tanti “accusano” Nadal di aver approfittato di questa stagione senza un vero leader per imporsi, come se le assenze degli altri fossero una sua colpa; stesso discorso per il recente US Open vinto. La verità, tuttavia, è che lo spagnolo è stato bravo a dominare senza tanti avversari di livello ma, comunque, non si è tirato indietro, dimostrando di meritare tutto ciò che ha conquistato quest’anno, compreso il primato mondiale.

Con la forma fisica fatta vedere a New York e qualche settimana di riposo, nessun obiettivo per lui deve essere precluso, compreso trionfare alle Finals che è l’unico grande torneo che gli manca. Gli avversari ritorneranno, ma le qualità tecniche a Rafa non sono mai mancate e se il fisico lo assisterà a dovere come successo quest’anno potrà restare al vertice per ancora molto tempo.

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Avellino-Andria a porte chiuse: ricorso respinto

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La Corte D’Appello Nazionale ha respinto il ricorso dell’Us Avellino. Il match contro l’Andria si giocherà a porte chiuse.

Nulla da fare per i tifosi biancoverdi; la gara, in programma domenica alle 17:30, si disputerà in assenza di pubblico. Un fattore non da poco, come dichiarato da bTito nel post partita contro la Turris. L’Avellino ha già giocato senza l’apporto dei propri tifosi nel corso di questa stagione: in quell’occasione il Giugliano vinse 0-1 al Partenio Lombardi.

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Gzira 1-6 Inter, vittoria schiacciante per i nerazzurri

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Durante la sosta per il Mondiale in Qatar, l’Inter ne ha approfittato per tenere il ritmo partita, e si è concessa un’amichevole contro lo Gzira United, club che milita nella prima divisione del campionato maltese. La gara è terminata con il risultato di 1-6 per la squadra di Simone Inzaghi. I nerazzurri si sono portati subito in vantaggio di due gol nella prima mezz’ora, con le reti di Bellanova e Kristjan Asllani. Il club di Malta ha poi accorciato le distanze sugli sviluppi di un calcio d’angolo con Jefferson. L’Inter ha dilagato e chiuso il match con le reti di Hakan Calhanoglu, Robin Gosens, Dimarco e Mkhitaryan.

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Tito post Turris-Avellino: “Dedico la doppietta a mia figlia”

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Nel post partita di Turris-Avellino, Fabio Tito, autore di una doppietta, ha analizzato la gara vinta 1-3 e il momento di forma della squadra, reduce da tre risultati utili consecutivi.

Il difensore biancoverde, visibilmente emozionato, ha dichiarato:

“Mi conoscete da un bel pò. Ho sempre messo la squadra al primo posto, anche quando segnavo a raffica e sfornavo assist. È la prima volta che provo un’emozione del genere, in una gara così importante, in un derby così sentito, realizzare due gol è un qualcosa di stupendo. Sono 3 punti pesanti, che ci consentono di allontanarci dalla zona calda. Dedico la doppietta a mia figlia che domani compie un anno. È il miglior regalo che potessi farle”.

Poi, sull’atteggiamento messo in campo:

“Se capiamo che dobbiamo scendere in campo con questa grinta, possiamo toglierci enormi soddisfazioni e raggiungere il quarto posto. Se la cattiveria viene meno, possiamo far fatica con tutti. Prepariamo la gara con l’Andria con maggiore spensieratezza ma sappiamo che non sarà facile senza i nostri tifosi. Sappiamo bene ciò che è successo a Foggia ma stanno penalizzando entrambe le società. Sarà una gara anomala senza l’apporto del pubblico, dobbiamo vincere soprattutto per loro“.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

 

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Brasile-Corea del Sud, le formazioni ufficiali

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Alle 20:00 si disputerà l’ottavo di finale tra Brasile Corea del Sud, per il passaggio ai quarti, dove la vincente affronterà la Croazia. L’ago della bilancia sembrerebbe pendere tutto dalla parte della squadra di Tite, che vuole assolutamente cancellare il ricordo della sconfitta contro il Camerun. Dall’altra parte, Paulo Bento vuole continuare a far sognare una nazione, portando la Corea ai quarti di finale, dopo aver compiuto una vera e propria impresa contro il Portogallo. Arrivati nella fase a eliminazione diretta, ora più di prima, nessuno vuole rinunciare a sognare di alzare l’ambita coppa, chi per la prima volta nella sua storia, chi per la sesta, aumentando ancora di più il margine di distacco su Italia e Germania.

LE UFFICIALI

BRASILE (4-2-3-1): Alisson; Danilo, Marquinos, Thiago Silva, Alex Sandro; Casemiro, Lucas Paqueta; Raphinha, Neymar, Vinicius Junior; Richarlison. Commissario Tecnico: Tite.

COREA DEL SUD (4-3-3): Seung Gyu; Moon-hwan, Kim Min-jae, Young-gwon, Kim Jin-su; In-beom, Woo-young, Jae-sung Lee; Hee-chan, Gue-sung, Son Heung-Min. Commissario Tecnico: Paulo Bento.

 

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