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Inghilterra Germania: più di una semplice partita

Calcio e dintorni

Inghilterra Germania: più di una semplice partita

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Martedì 29 Giugno andranno in scena, a Wembley, gli ottavi di finale di Euro 2020 tra Inghilterra e Germania. Quello tra anglosassoni e tedeschi non è mai stato un confronto banale, ha rappresentato l’atto conclusivo di un mondiale ed ha tracciato, nella mente di calciofili e tifosi da ogni parte del mondo, ricordi indelebili.

LA TREGUA DEL NATALE 1914

Avverse praticamente in ogni guerra che si ricordi, quella tra Germania ed Inghilterra è una rivalità sviluppatasi su un campo di battaglia, prima ancora che su uno da calcio. Quello che successe, a tal proposito, il 25 Dicembre 1914, nella cittadina belga di Ypres, è incredibile quanto commovente. Siamo nel vivo della Prima Guerra Mondiale ed i soldati tedeschi e inglesi, braccati nelle trincee, hanno combattuto fino a quel momento gli uni contro gli altri. Nel mese di Dicembre del 1914, però, si iniziarono a fare insistenti le richieste di una momentanea tregua, anche da parte di personaggi di spicco, come papa Benedetto XV. Non ricevendo però alcuna direttiva ufficiale, il giorno della vigilia di Natale, i soldati tedeschi ed inglesi decisero di fare da soli. Una decina di volontari (provenienti da entrambe le fazioni) deposero le armi e, con un pallone fatto di stracci, si sfidarono giocando a calcio.

Fonte: Wikipedia

Ancora oggi non è chiaro come sia finita quella partita. Questo match improvvisato, però, ci ha dimostrato, forse per la prima volta nella storia, l’incredibile forza di coesione di questo meraviglioso sport.

LA PRIMA VOLTA: MONDIALI 1966

Il primo incontro, stavolta su un campo da calcio vero e con ventidue giocatori professionisti, tra Inghilterra e Germania è la partita per antonomasia: la finale di un mondiale, precisamente quello del 1966, proprio in Inghilterra. Gli Inglesi arrivano alla finale, spinti dal pubblico di casa, da favoriti assoluti. Fino a quel momento la selezione britannica aveva vinto ai gironi contro Messico e Francia, ai quarti contro l’Argentina ed in semifinale contro il Portogallo del fenomeno Eusebio. I tedeschi, dal canto loro, guidati da Beckenbauer ed Haller, dopo il pareggio per 0-0 contro l’Argentina, avevano fatto di un sol boccone Svizzera, Spagna, Uruguay ed Unione Sovietica. L’atto conclusivo del torneo si tiene a Wembley, teatro, guarda caso, della partita di domani sera, di fronte alla cifra spaventosa di 96mila spettatori. Il match è bellissimo, i primi 90 minuti finiscono in parità, 2-2, si va ai supplementari.

Fonte: Barcalcio

Al minuto 101′ di quella leggendaria partita, poi, si verifica uno di quei momenti indelebili nella mente dei più dei quali parlavamo poco fa. Quello, infatti, è il minuto del gol fantasma più famoso del calcio. E l’undicesimo del primo tempo supplementare quando l’attaccante inglese Geoff Hurst stoppa e calcia nel cuore dell’area di rigore. Il pallone – uno di quelli storici, modello Slazenger 25 Challenge 4 Stars – picchia sulla parte inferiore della traversa e rimbalza in campo, è gol o no? L’arbitro, lo svizzero Dienst, ci pensa e poi, richiamato dal guardalinee, convalida la rete, la seconda in quella partita per Hurst (che al 120′ farà tripletta). Rivedendo le immagini a rallentatore, però, il pallone sembra non aver attraversato interamente la linea di porta, il gol, dunque, in realtà non ci sarebbe.

 

LE PROTESTE E LA “VENDETTA”

Le lamentele, che ci furono, non cambiarono la decisione dell’arbitro e il risultato finale. La partita finirà 4-2 in favore dei tre leoni che conquisteranno la loro prima – e per ora unica – coppa del mondo. Le proteste comunque ci sono tutt’ora: c’è chi definisce quello del direttore di gara un “semplice” errore di valutazione, altri, invece, ci vedono del marcio e definiscono quella inglese una sorta di rivincita nei confronti dei tedeschi che bombardarono Londra durante il secondo conflitto mondiale.

Quella tra Inghilterra e Germania sembra una sorta di ciclo infinito, destinato a ripetersi continuamente. Un episodio quasi analogo a quello del 1966 si è verificato infatti, stavolta a parti invertite, ai mondiali in Sudafrica del 2010. Era il 27 Giugno e le due compagini si stavano scontrando negli ottavi di finale del torneo. L’episodio incriminato parte dai piedi del numero otto inglese: Frank Lampard. Alla metà della prima frazione di gara è proprio l’allora centrocampista del Chelsea a lasciar partire un bolide con il destro dai 25 metri. Il pallone prima picchia sulla traversa (come nel ’66) e poi finisce nettamente oltre la linea di porta. Il gol è bellissimo ma nè arbitro nè guardalinee lo convalidano, ritenendo che la palla non sia entrata. In diretta, e soprattutto nei replay, però, è evidente come la sfera sia dentro la porta di almeno mezzo metro.

Proprio questo avvenimento, che ai fini del risultato sarà ininfluente perchè la Germania surclasserà gli avversari per 4-1, convincerà la FIFA ad inserire la Gol Line Technology nei mondiali successivi del 2014.

FOOTBALL’S COMING HOME

Se agli Europei del 1996 c’era una assoluta favorita per la vittoria finale quella era proprio la nazionale ospitante del torneo: l’Inghilterra del c.t. Terry Venables. I sogni dei milioni di tifosi inglesi erano ritmati sulle note della canzone Three Lions, incisa proprio in occasione di quegli Europei. A diventare iconico, di quella canzone, fu senz’altro il ritornello: “Football’s coming home”, a significare che il calcio, nato proprio in Inghilterra, si accingeva a tornare a casa dopo trent’anni dall’ultima volta (i mondiali del 1966, appunto). I padroni di casa rispettano le aspettative della vigilia vincendo il loro girone e battendo la Spagna ai rigori nei quarti di finale. In semifinale, ora, gli anglosassoni dovranno affrontare i nemici di una vita della Germania. Ad aprire la contesa, in data 26 Giugno 1996, ci pensa dopo tre minuti Alan Shearer con il suo quinto gol della competizione. I tedeschi, comunque, non rimangono a guardare e ristabiliscono, al sedicesimo, la parità grazie ad un bel gol di  Kuntz. 

Fonte: Uefa.com

Finiranno per 1-1 sia i 90 regolamentari che i 30 supplementari, saranno dunque decisivi i rigori. Determinante, dagli undici metri, l’errore dell’attuale CT inglese Southgate, che spegnerà sul più bello le speranze di un paese intero buttando fuori l’Inghilterra ad un passo dalla finale.

Quelli descritti, ad ogni modo, non sono gli unici incontri tra le due compagini. Germania ed Inghilterra si sono incontrate, fino a questo momento, 32 volte nella storia (13 vittorie inglesi, 13 tedesche e 6 pareggi). Dopo più di 10 anni, le due squadre tornano ad affrontarsi nella fase finale di una competizione internazionale importante (europei o mondiali). Nessuno sa come finirà, ma quasi sicuramente sarà spettacolo, e allora buon calcio a tutti!

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Nuytinck rompe il silenzio stampa: la delusione sui social

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Nonostante il silenzio stampa imposto dalla Sampdoria, il difensore olandese Bram Nuytinck ha espresso sui propri canali social il suo disappunto per il pareggio arrivato nel finale di match contro il Monza.

In particolare il neo-acquisto dei blucerchiati ha pubblicato una storia su Instagram in cui ha affermato: “Torniamo a casa molto frustrati. Ora analizzeremo la partita e recupereremo”. Nonostante il messaggio di incoraggiamento, il centrale ex Udinese potrebbe subire delle sanzioni da parte della società, la quale aveva vietato di rilasciare interviste e dichiarazioni già nel post-partita di ieri. Sono attesi, quindi, provvedimenti disciplinari per il giocatore di mister Stankovic, che preparerà i suoi in vista del match contro l’Inter.

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Verso Sanremo 2023: 5 canzoni sul calcio

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VERSO SANREMO 2023

Verso Sanremo 2023: 5 canzoni sul calcio – Nella settimana in cui Sanremo canta l’Italia, il pallone non resta a guardare: c’è il campionato in concomitanza, tra postici ed anticipi. Come è noto, la musica e il calcio formano una connubio perfetto e duraturo da sempre. Nel corso degli anni infatti, tanti artisti hanno dedicato parole e melodie al mondo di questo sport e tanti brani sono diventati delle vere e proprie colonne sonore che accompagnano gli appassionati prima e dopo le partite.

Sono tanti i cantanti che hanno voluto dedicare una canzone ai loro beniamini. Dagli 883 a Francesco De Gregori, sempre con un solo obiettivo: essere la colonna sonora di un intero stadio.

Ecco una top 5 delle canzoni sul calcio più belle di sempre:

 

VERSO SANREMO 2023 Francesco De Gregori – La leva calcistica della classe ’68

La leva calcistica della classe 68 è un brano di Francesco De Gregori, presente nell’album Titanic, pubblicato nel 1982. La canzone, per quanto ne sappiamo, è stata dedicata ad Agostino Di Bartolomei, capitano della Roma di quegli anni. Il protagonista del brano è un bambino di soli 12 anni che inizia a muovere i primi passi nel mondo del calcio e si ritrova subito a capire cosa significhi la sconfitta. Questa è una metafora per incoraggiare tutti coloro che si trovano ad affrontare un momento difficile. Infatti, come ricorda il cantautore romano, noi, come Nino, “non dobbiamo aver paura di sbagliare un calcio di rigore, perché non è da eventi particolari come questo che si giudica un giocatore”.

 

VERSO SANREMO 2023: Antonello Venditti – Grazie Roma

Grazie Roma/Roma capoccia è un brano di Antonello Venditti, pubblicato nel 1983. La canzone è stata scritta durante l’anno della conquista del secondo scudetto della Roma. Lo stesso autore ha però spiegato, che Grazie Roma fu scritto quando tornò a vivere a Roma, quando certamente non poteva aspettarsi che la squadra potesse vincere lo scudetto: il brano fu infatti registrato l’8 marzo 1983. Il pezzo nasceva per gratitudine verso la città e verso la sua squadra, essendo le due inscindibili. Un inno di gioia ed amore. La dimostrazione che l’amore verso una squadra di calcio può legare un popolo intero.

 

VERSO SANREMO 2023: 883 – La dura legge del gol

La dura legge del gol è un brano degli 883, pubblicato nel 1997.  La canzone è una metafora della vita: non conta sempre vincere e fare gol, ma dare spettacolo con il gioco di squadra e divertirsi, per uscire dal campo senza rimpianti. Nella vita bisogna sapere incassare i gol e anche le decisioni avverse dell’arbitro, senza arrendersi mai. L’unione di intenti, la passione, la bellezza seppur talvolta effimera contano più del risultato finale poiché può riservare soddisfazioni ed emozioni molto più importanti e vere di una vittoria fine a se stessa.

 

VERSO SANREMO 2023: Edoardo Bennato e Gianna Nannini – Un’estate italiana

Un’estate italiana fu scritta da Giorgio Moroder con un’idea precisa in testa: accompagnare gli Azzurri verso la vittoria della Coppa del Mondo che sarebbe tornata a disputarsi in Italia dopo 56 anni. Anche se il sogno venne infranto in semifinale dall’Argentina, le notti magiche di quell’estate rimarranno per sempre nella memoria e nei cuori di tutti i tifosi. E se si dice che le canzoni siano immortali questa ne è l’esempio: nell’estate del 2021, durante gli Europei del 2020 (rimandati causa covid) la canzone diventa la colonna sonora di ogni partita. Sulle note del brano, gli Azzurri alzeranno la Coppa a Wembley.

 

VERSO SANREMO 2023: Antonello Venditti – La coscienza di Zeman

La coscienza di Zeman è un brano di Antonello Venditti, presente nell’album Goodbye Novecento, pubblicato nel 1999. Il brano è dedicato all’allenatore di calcio, Zdenek Zeman. Il testo è una parafrasi della Coscienza di Zeno di Italo Calvino. Zeman era stato appena esonerato dalla guida della Roma e le sue scelte tecnico-tattiche e le sue sedute d’allenamento erano state discusse in numerose occasioni. Non si può negare però, la visione del tecnico boemo che lascerà una traccia indelebile nel futuro del calcio italiano. Non a caso nel ritornello, l’autore si chiede “Perché non cambi mai?”, proprio in riferimento alle scelte che gli hanno fatto perdere la panchina giallorossa.

 

 

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LaLiga apre un’indagine per gli insulti razzisti a Vinicius

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Vinicius

Un altro brutto episodio di razzismo nel mondo del calcio, questa volta nella Liga, primo campionato spagnolo. Lo sfortunato protagonista è stato ancora una volta Vinicius Jr, esterno brasiliano del Real Madrid.

LIGA, INDAGINE PER GLI INSULTI A VINICIUS

Vinicius Jr, esterno del Real Madrid, è stato nuovamente insultato in occasione della gara tra blancos e Mallorca. Secondo quanto riportato da Alfredo Pedullà, a causa di tutto ciò, la Liga avrebbe aperto un’indagine sugli insulti razzisti che ha ricevuto il fuoriclasse dei blancos. Anche le prove televisive hanno approvato che un tifoso avrebbe chiamato “scimmia” Vinicius. Lo stesso brasiliano è stato anche insultato fuori dallo stadio mentre si era fermato a firmare autografi e scattare selfie con i suoi fan.

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Calcio e dintorni

La Curva Nord a sostegno degli ultras giallorossi: “Cose che non ci appartengono”

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inter

Nella giornata di ieri, degli ultras della Stella Rossa di Belgrado hanno aggredito alcuni tifosi del gruppo ultras della RomaFedayn“. Scontro avvenuto a Piazza Mancini, con i romanisti che sono stati presi all’improvviso in inferiorità numerica, a cui sono stati anche sottratti degli striscioni.

Il motivo dello scontro dovrebbe risalire agli scontri di poco tempo fa tra ultras romanisti e napoletani, con i serbi che hanno stretto una gemellanza da anni con i partenopei. Anche la Curva Nord nerazzurra ha preso posizione sul fatto, schierandosi al fianco del gruppo romanista e condannando l’azione degli ultras serbi.

Questo il comunicato del tifo organizzato interista:

OLTRE LA RIVALITÀ, I FATTI DI ROMA NON APPARTENGONO ALLA NOSTRA MENTALITÀ
Quanto accaduto con l’azione compiuta e rivendicata dal gruppo serbo della Stella Rossa a Roma non può lasciare indifferente il mondo ultras italiano e non lascia sicuramente indifferente la Nord.
Se è vero che non esistono regole scritte nel nostro mondo, a nostro avviso le dinamiche di rivalità devono consumarsi faccia a faccia e non con atti indegni seppure coordinati tra più persone.
Non è stata un’azione certamente da poco quella compiuta ai danni di uno dei più storici gruppi della Sud romanista ma rimane un agguato compiuto da molti a danno di pochi giocando sull’assoluta imprevedibilità di un gesto compiuto in assenza di uno scontro diretto.
Ci sembra doveroso condannare questa deriva dei comportamenti ultras senza senso e che può pericolosamente spostare gli equilibri delle dinamiche legate alle rivalità, in un campo che non ci appartiene con regole prive di valori come Onore e Lealtà.
Ci auguriamo che questo precedente non stimoli emulazioni che, lo ripetiamo, col mondo ultras nel quale siamo cresciuti non ha niente a che fare”.

 

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