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Inghilterra-Senegal 3-0, le pagelle: Foden e Bellingham alla carica

Le pagelle del Diez

Inghilterra-Senegal 3-0, le pagelle: Foden e Bellingham alla carica

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Inghilterra Shaw Saka Maguire Sterling Mount Stones Kane Mondiale Qatar 2022 Euro Nations League FA

I pronostici sono stati rispettati a pieno: ai quarti di finale sarà Francia-Inghilterra. Uno scontro epocale che si ripete da secoli in vari campi, dalla storia, all’economia, fino al calcio. Uno scontro che il prossimo sabato 10 dicembre varrà un posto in semifinale. L’Inghilterra ci arriva dopo aver battuto con il risultato di 3-0 il Senegal. Ma la partita non è stata proprio la classica passeggiata di piacere per gli uomini di Southgate. Il primo tempo appare, anzi, molto equilibrato: gli inglesi attaccano, il Senegal resiste e cerca il contrattacco. La rete di aperutra porta la firma di Henderson, che raccoglie un ottimo assist di Bellingham. A ridosso del fischio di fine frazione, Kane raddoppia, segnando la prima rete personale in questo mondiale. Nella ripresa ci pensa Saka a calare il tris.

PAGELLE INGHILTERRA

Pickford 7: Chiamato spesso in causa, risponde in maniera chiara ed efficace, abbassando la saracinesca e facendo registrare il terzo clean sheet consecutivo.

Walker 5.5: Soffre particolarmente le sgasate di Sarr, che dalle sue zone trova spesso campo libero. Forse aveva già la testa allo scontro con Mbappé ai quarti di finale.

Maguire 6.5: Riferimento sia nelle azioni offensive che difensive dei suoi, che cercano di sfruttare le sue doti aeree per avere la meglio sui ruvidi e imperiosi centrali di difesa senegalesi.

Stones 6: Nella prima frazione sbaglia qualcosa, perdendo qualche duello contro Dia, ma dal rientro in poi è ai limiti dell’impeccabile (dal 77′ Dier 6: Uno spezzone di partita di sostanza ed equilibrio, in cui ha poco da fare in fase di marcatura e difesa).

Shaw 6: Dalle sue parti non arriva nessun genere di problema che lo spinga ad una prestazione al di sopra di una classica gestione di avversari e dei minuti che passano.

Henderson 7: Fare gol non è il suo compito principale, ma nel momento del bisogno si fa trovare pronto. Il suo gol risveglia i connazionali dal torpore dei primi minuti (dall’82’ Phillips s.v.).

Rice 6: Quando Southgate cerca un tir da mettere di traverso, davanti alla difesa, sa di trovare in lui un degno alleato.

Bellingham 7.5: Poco da dire su quello che si sta rivelando sempre di più un fuoriclasse. Ad un certo punto decide di portare in vantaggio i suoi, quindi sale in cattedra, accelera e serve un cioccolatino solo da scartare per il sinistro di Henderson, che fa 1-0. Lascia il campo da superstar (dal 76′ Mount 6: Passa un po’ troppo sotto traccia, un po’ perchè si trova in un ruolo non suo, un po’ perchè entra a partita già in pieno garbage time).

Saka 6.5: Non è partito molto lucido quest’oggi, nè in zona-gol, nè in veste di assistman, ma all’ora di gioco è puntuale a raccogliere il pallone di Foden e metterlo elegantemente in rete (dal 65′ Rashford 6: Con grande voglia cerca il gol fino agli ultimi minuti, pur non ricevendo nessun pallone giocabile).

Kane 7: Mette la firma a fine primo tempo con la sua prima rete del mondiale, che si aggiunge ad altri tre assist e all’ennesima partita di sacrificio e aiuto ai compagni.

Foden 7.5: Una buona percentuale della rete di Kane è merito suo, con un passaggio di prima intenzione che libera il 9 al tiro. Ma non gli basta, e quindi mette in porta anche Saka per il tris dell’Inghilterra (dal 65′ Grealish 6: Prova subito ad entrare nel tabellino dei marcatori e partecipare alla festa, ma pecca di imprecisione).

PAGELLE SENEGAL

E. Mendy 5.5: Sulla rete di Saka ha una buona fetta di colpa, ma neanche sulle altre è completamente incolpevole.

Sabaly 5: Tanta volontà e spirito di sacrificio per colmare lo scompenso fisico e tecnico contro gli inglesi. Ma con Foden serve anche qualcosa di più.

Koulibaly 6.5: Speso provvidenziale in anticipi e interventi, come previsto è la colonna a cui si poggia la retroguardia senegalese.

Diallo 6: Si limita a dare man forte a Koulibaly e limitare le infilate centrali degli inglesi, ma perde contatto su Henderson nel gol di apertura.

Jakobs 5: Anello debole della retroguardia, concede davvero troppo agli inglesi, che dalle sue parti passeggiano (dall’85’ Ballo-Touré s.v.).

Ciss 5: Ha il difficilissimo compito di prendere in causa Bellingham: lo fa, ma con pessimi risultati e Cissé lo richiama dopo solo 45 minuti (dal 46′ Gueye 5.5: Non riesce a garantire il tanto atteso cambio di passo che il suo allenatore desiderava da lui).

N. Mendy 6: Una delle piacevoli sorprese di quest’oggi, anche se col passare del tempo si spegne insieme al resto della squadra.

Diatta 6.5: La sua partita dura solo un tempo, nel quale si fa vedere spesso e volentieri in attacco, pur senza riuscire a sfondare la difesa dell’Inghilterra (dal 46′ Sarr 6: Entra con carisma e autorevolezza, facendosi vedere spesso in fase di regia e con qualche colpo che non impensierisce Pickford).

Ndiaye 5.5: Non appare particolarmente ispirato nel ruolo di trequartista, dove tocca pochi palloni e non riesce a incidere come ci si aspetta (dal 46′ Dieng 5.5: Eccetto una punizione a tempo scaduto che si infrange sulla barriera dell’Inghilterra, nient’altro da registrare nella sua partita).

Sarr 6.5: Costantemente alla ricerca di uno spazio in cui inserirsi, è indubbiamente il più ispirato e pericoloso della formazione di mister Cissé. I difensori inglesi, che lo conoscono bene, lo limitano in tutto.

Dia 6.5: Costantemente indiavolato, attacchi gli spazi con la fame di chi vuole lasciare il segno, ma non riesce a trovare la gioia del gol (dal 71′ Diedhiou 6: Poco più di 20 minuti, se si calcola il recupero, in cui è un uomo nel deserto: dai suoi arrivano pochi palloni, mentre i due di difesa non gli lasciano respiro).

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Torino-Fiorentina 0-0, le pagelle: tensione e poco altro all’Olimpico

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Alessandro Buongiorno Torino Serie A Coppa Italia

Finisce qui all’Olimpico Grande Torino! La partita tra Torino e Fiorentina termina con un pareggio a reti inviolate e con poche occasioni da entrambe le parti. Fino al 45′ il Torino domina, ma l’espulsione di Ricci rimescola le carte. Nella seconda frazione di gioco la Fiorentina cresce e ci prova di più, senza però riuscire ad impensierire veramente Milinkovic-Savic. La tensione tra gli allenatori nel finale di gara imbruttisce ulteriormente un match non proprio entusiasmante. Di seguito trovate le pagelle di Torino-Fiorentina.

LE PAGELLE DEL TORINO

Milinkovic-Savic 6.5: i suoi lanci lunghissimi si confermano un’arma in più per il Torino (come sul gol annullato) e anche tra i pali si comporta bene, prima su Bonaventura e poi su Gonzalez.

Djidji 6: del terzetto difensivo granata è quello più in difficoltà, anche se non va mai totalmente fuori giri né con Sottil né con Ikoné.

Buongiorno 6.5: torna a comandare la liea difensiva dopo un lungo periodo di stop. Fa buona guardia insieme ai compagni e talvolta si fa trovare pronto in zona offensiva.

Masina 6.5: segue Nico Gonzalez praticamente a uomo e lo fa bene. Se l’argentino non riesce a incidere è anche merito suo.

Bellanova 6.5: è uno dei più in forma e si vede nitidamente. Arriva su tutti i palloni che i compagni gli lanciano in avanti e la sua lucidità quando si tratta di crossare è migliorata moltissimo. Insieme a Zapata, è la principale spina nel fianco della Fiorentina.

Vlasic 6.5: bravo a farsi trovare e nei suggerimenti verticali per i compagni. Duetta bene con Zapata e Bellanova. Nel secondo tempo si sacrifica in attacco e in difesa, aiutando Zapata e seguendo Barak senza palla.

Ilic S.V.: dopo poco più di 5′ è costretto a uscire a seguito di un contrasto durissimo con Biraghi che gli gira il ginocchio. Gli facciamo un grosso in bocca al lupo per il recupero. (Dal 9′ Ricci 4.5: allo scadere dal primo tempo lascia i suoi in 10 per doppia ammonizione dopo una protesta ingenua ed evitabile. La punizione inflitta dall’arbitro però, è francamente severa).

Linetty 6: partita ordinata e senza sbavature per un giocatore ormai completamente ritrovato. Non perde lucidità nemmeno in inferiorità numerica. (Dal 87′ Sazonov S.V.)

Rodriguez 6: dalla sua parte pochi pericoli nonostante la presenza di Nico Gonzalez, ma nulla di che a livello offensivo. Partita onesta del capitano del Torino.

Zapata 6.5: quando si allarga sulla sinistra per poi rientrare è quasi inarrestabile. Segna un gol di pura potenza, e forse anche troppa, visto che viene annullato al VAR per una spinta plateale ai danni di Milenkovic. Esce stremato dopo una partita encomiabile. (Dal 84′ Pellegri S.V.)

Sanabria 5.5: il suo lavoro lo fa bene, aprendo spazi ai compagni e facendo la guerra con i difensori avversari, ma i suoi problemi sotto porta rimangono. Nel primo tempo ha una grande occasione a tu per tu con Terracciano, ma si dimentica di calciare. (Dal 45′ Gineitis 6.5: entra con un buon piglio e tanta personalità. Spacca in due il centrocampo viola con una bella progressione e si prende un calcio di punizione dal limite che esce di poco. Juric può essere più che soddisfatto).

All. Juric 6.5: il Torino interpreta alla grande il primo tempo andando vicino al gol in un paio di occasioni. Purtroppo l’ingenuità di Ricci e la cattiva gestione arbitrale lasciano i granata in 10, ma anche in inferiorità numerica la squadra non si scompone, portando a casa il pareggio senza nemmeno soffrire troppo.

LE PAGELLE DELLA FIORENTINA

Terracciano 6: risponde presente quando chiamato in causa. Con i piedi sbaglia qualche lancio.

Kayode 6: solito impegno e solita buona spinta sulla fascia, dove praticamente si annulla a vicenda con Rodriguez. Oltre a questo poco altro.

Milenkovic 6: nei duelli con Zapata va un po’ in difficoltà, ma in area di rigore fa buona guardia e rimedia bene a situazioni scomode.

Ranieri 5: si prende un giallo dopo pochi minuti e per poco non regala il gol dell’1-0 a Sanabria. Rispetto al suo compagno di reparto, se la cava peggio. (Dal 54′ Mandragora 6: sostituisce il compagno ammonito in un ruolo non suo e lo fa dignitosamente, lasciando a Milenkovic il gioco sporco e limitandosi a pulire i palloni più sporchi).

Biraghi 5.5: soffre incredibilmente le sgroppate di un Bellanova che da quella parte fa le fiamme. Mette dentro qualche bel cross, ma la prestazione è tutto sommato insufficiente.

Arthur 5.5: complice anche la compattezza degli avversari, non riesce a far girare la squadra come suo solito, trovando grandi difficoltà in impostazione. (Dal 45′ Lopez 6: meglio rispetto ad Arthur, con la superiorità numerica che sicuramente lo aiuta. Pur senza brillare, la Fiorentina nel secondo tempo gira meglio la palla e crea qualche pericolo).

Bonaventura 6: il meno peggio rispetto a tutti i suoi compagni in una serata per nulla positiva. Ha sulla testa una grande occasione neutralizzata alla grande da Milinkovic-Savic. (Dal 85′ Nzola S.V.)

Nico Gonzalez 5.5: nonostante una partita qualitativamente sotto i suoi standard, l’argentino rimane comunque l’uomo più pericoloso in campo, soprattutto dentro l’area di rigore. Nel secondo tempo cresce un po’, ma è troppo poco.

Beltran 5.5: prova a farsi vedere tra le linee ma non riesce a rendersi pericoloso. Qualche buono spunto, ma il primo tempo totalmente insufficiente della Fiorentina condiziona anche lui. (Dal 45′ Barak 5.5: il suo contributo va a corrente alternata, ma i picchi positivi sono sporadici e poco incisivi).

Sottil 5.5: anche lui, pur provandoci, fatica ad incidere. Sulla sinistra crea qualche grattacapo a Djidji, ma ancora una volta è troppo poco per meritarsi la sufficienza. (Dal 68′ Ikoné 5.5: allo scadere fa una buona giocata su Djidji a cui però non dà il giusto seguito. Ci prova ma alla fine rispetto a Sottil cambia poco).

Belotti 5: torna a Torino per la prima volta da titolare e si vede un po’ di timidezza. I compagni di reparto non lo aiutano e l’ex Roma si fa schiacciare dagli attenti centrali granata.

All. Italiano 5: giornata no per la Fiorentina, che si rende pericolosa solo nel finale grazie a un paio di giocate di Nico Gonzalez. Da una squadra di questo livello che gioca 45′ in superiorità numerica ci aspettiamo ben di più.

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Monza-Roma 1-4, le pagelle: Bondo disastroso, super Lukaku

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Romelu Lukaku esulta Roma Serie A Europa League Coppa Italia

La 27ª giornata di Serie A offre un match di grande qualità e intensità tecnica, tra le mura dell’U-Power Stadium: Monza-Roma. La Roma di De Rossi fa visita ai brianzoli con la motivazione a mille per fare bene. La vitoria di lunedì scorso, contro il Torino allo Stadio Olimpico è stata una boccata d’ossigeno per i giallorossi, che ora vogliono proseguire al massimo su questa strada. Ma di fronte c’è un Monza che, tra le mura di casa, non ci sta a fare da vittima sacrificale.

Nel primo tempo la Roma prende le misure e, non senza soffire, colpisce con un destro-sinistro degno dei migliori pugili. Prima Pellegrini su suggerimento di Lukaku, poi lo stesso belga su servizio di Dybala arrotondano il risultato in 4′. Il Monza è in confusisione e la prima frazione, caratterizzata anche da due infortuni in 26′ e terminata con 6′ di recupero, termina 2-0 per gli ospiti.

Nella ripresa, i giallorossi dilagano grazie ai calci piazzati. Un Bondo un po’ troppo disattento commette un fallo fuori area e Dybala ringrazia e insacca la punizione del 3-0. Poi, sempre Bondo, atterra Hujsen in area e dal dischetto Paredes non perdona. A poco serve la rete di Andrea Carboni, che nel finale mette la firma finale di questo Monza-Roma con la rete dell’1-4.

PAGELLE MONZA

Di Gregorio 5.5: una buona partita, arricchita da qualche buona parata. Non può nulla su Pellegrini e Lukaku, la punizione di Dybala lo beffa.

Birindelli 6: una partita dai due volti. Tanto pericoloso in avanti, perché in più di un’occasione mette nei guai Angelino, quanto distratto in fase difensiva.

Caldirola 5: non riesce a stare dietro alle sportellate di Lukaku in area di rigore, perdendo molti duelli contro il belga. (dall’85’ Donati SV).

Pablo Marì 5.5: un po’ meglio del suo compagno di reparto, anche se pure lui non brilla particolarmente.

A. Carboni 6.5: sebbene il ruolo di terzino non gli calza come dovrebbe, tanto da costringere Palladino ad accentrarlo e inserire Kyriakopoulos, è il più pericoloso nelle fila del Monza. Trova la rete del 4-1 nel finale.

Gagliardini 6: una partita di sofferenza tattica, che diventa sofferenza fisica: dopo un colpo alla spalla, costretto al forfait. (dal 22′ V. Carboni 5.5: entra ed è subito connesso sulla gara, guadagnandosi qualche occasione per fare del male alla Roma, ma senza sfruttarle).

Bondo 5: tantissimi errori che, in fin dei conti, si mostrano decisivi: palloni importanti persi ed è lui a fare fallo prima della punizione e del rigore che valgono 3-0 e 4-0.

Colpani 5.5: qualche buona fiammata, che diventa sempre più fioca col passare dei minuti: lascia il campo a fine primo tempo. (dal 46′ Kyriakopoulos 6: Palladino lo getta in campo per tentare di dare più ordine ad una squadra spesso in difficoltà, ma il suo apporto non si sente mai sul serio).

Pessina 5.5: deve cucirsi in corsa il ruolo da mezz’ala, dopo l’infortunio di Gagliardini. Lo fa mostrando qualche fatica, specie in fase di non possesso.

Dany Mota 6: qualche leziosità di troppo nelle sue giocate che gli costa caro, ma è una spina nel fianco per la Roma. (dal 66′ Maldini 6: a risultato acquisito, la Roma si chiude a riccio e lui non ha la possibilità di trovare spazi per fare male).

Djuric 6.5: la gioia del gol si ferma sul palo della porta sotto la Curva Nord, ma lui disputa una gara di grande voglia e intelligenza. La squadra si aggrappa a lui per addrizzare questo Monza-Roma. (dall’85’ Akpa-Akrpo SV).

All. Palladino 6: i dettami tattici scelti al fischio di inizio durano poco, per l’infortunio di Gagliardini; gli aggiustamenti in corsa non riescono a riaddrizzare un Monza-Roma che fa pendere sempre più la bilancia verso gli ospiti.

PAGELLE ROMA

Svilar 6: una partita che sa di beffa perchè non è mai chiamato all’intervento. La palla più pericolosa del Monza si ferma sul palo, ma nel finale Carboni gli nega il clean sheet.

Kristensen 5.5: non la sua migliore partita: combatte per 26′, commette fallo e viene ammonito (era diffidato) ed esce per infortunio per le conseguenze dell’intervento falloso. (dal 27′ Celik 6: coraggio e grinta sull’out di destra, dove è spesso presente in zona cross e si propone come uomo in più).

Mancini 6: dalle sue parti gravita il fastidioso Dany Mota, che spesso lo costringe a lavorare di velocità e uno-contro-uno e un po’ lo limita: lui risponde comunque bene quando può. (dal 77′ Huijsen SV)

N’dicka 6: attento e prezioso, prende in custodia Djuric ribattendo ai duelli fisici colpo su colpo e limitandolo quando possibile.

Angelino 5.5: appare un po’ troppo affaticato, Birindelli trova più volte spazio utile dalle sue zone di campo ed è in ritardo su qualche palla importante. (dal 59′ Smalling 6: la sua esperienza si fa sentire in mezzo al campo: in mezz’ora tiene alta la tensione della linea arretrata giallorossa).

Cristante 6: lavora dietro le quinte, facendo quel lavoro sporco fondamentale per pulire tecnicamente le giocate dei suoi

Paredes 7: metronomo fondamentale per le manovre della Roma, decide di iscriversi la festival del gol di Monza-Roma con il rigore del 4-0.

Pellegrini 7.5: sempre più un faro per la Roma, fondamentale in ogni zona di campo, si inventa praticamente da solo il gol del vantaggio. (dal 59′ Bove 6: subito sul pezzo sin da quando entra, la grinta e la forza che lo contraddistinguono lo rendono un fastidioso ostacolo per un Monza che cerca di accorciare le distanze).

Dybala 8: ogni palla toccata è una delizia. Ne consegna una a Lukaku solo da spingere in rete da due passi e, nella ripresa, pennella una punizione magistrale. (dal 77′ Baldanzi SV)

Lukaku 8: bravo e intelligente nel servire la palla che Pellegrini ammaestra e scaraventa a rete; letale poco dopo nel concretizzare il 2-0.

El Shaarawy 6: un po’ in ombra, ma il suo lavoro è fondamentale negli ultimi 25-30 metri per creare le occasioni per arrivare ai gol.

All. De Rossi 7: una squadra geometrica e che si muove come un solo corpo: aggredisce sin da subito il Monza in casa, mettendo la gara in discesa in 4′ e dilagando nella ripresa.

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Udinese-Salernitana 1-1, le pagelle: perle di Kamara e Tchaouna, Ebosele disastroso

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Walace, giocatore dell'Udinese e Lassana Coulibaly, giocatore della Salernitana, Serie A, Coppa Italia

UDINESE-SALERNITANA, LE PAGELLE – Il Bluenergy Stadium di Udine apre il sipario del sabato calcistico della nostra Serie A. Sono chiamate a darsi battaglia l’Udinese di Gabriele Cioffi e la Salernitana di Fabio Liverani. Il match si preannunciava intensissimo e ricco di emozioni, vista e considerata la situazione di classifica delle due compagini. Infatti la squadra campana affronterà un trittico di partite con appunto Udinese, Cagliari e Lecce che ha il sapore di ultima speranza per rimanere disperatamente aggrappati al treno salvezza, e non sprofondare completamente nel baratro. I bianconeri invece avevano oggi la ghiotta occasione di allontanarsi a passo deciso dalle zone bollenti di classifica e raggiungere la tanto ambita calma piatta, per un tranquillo e senza patemi finale di stagione.

Inizio di partita scoppiettante, con la Salernitana che parte subito forte e trova la rete al primo tentativo nello specchio: Tchaouna pesca il jolly al 10′ con uno spettacolare tiro a giro da fuori area. L’Udinese, ferito nell’orgoglio, reagisce con veemenza: al 17′ Lucca gira in porta di prima su cross di Payero, ma sbatte su un monumentale Ochoa. Il primo tempo prosegue nel segno dell’equilibrio fino al 38′, quando un’invenzione di tacco di Thauvin presenta Lovric di fronte alla porta, che spreca malamente. Poi, proprio sul gong, i friulani trovano il pareggio: al 47′ gesto atletico impressionante di Kamara che ribadisce in rete in rovesciata su invito dolcissimo di Thauvin.

Seconda frazione all’insegna della lotta a centrocampo, poi arriva l’episodio che potrebbe dare una svolta al match: al 65′ Ebosele entra in modo sconsiderato su Basic e riceve il secondo giallo, lasciando l’Udinese in dieci uomini. Subito dopo, al 69′, Giannetti buca l’intervento ma viene graziato da Tchaouna,  che calcia sul palo con Okoye in uscita. La partita si conclude senza altri sussulti, eccezion fatta per alcuni contropiedi sfruttati male dalla compagine granata.

Alla fine Udinese e Salernitana guadagnano un punto a testa, come nella partita di andata. Ovviamente fa molto più comodo ai bianconeri, che per come si era messo l’incontro si accontentano del pareggio. Chi doveva forse spingere un po’ di più alla ricerca del colpo grosso erano probabilmente i campani, che non sfruttano a dovere la superiorità numerica per più di mezz’ora. Fa ovviamente scalpore l’esclusione di Dia per tutta la partita, nonostante il peso specifico dello scontro salvezza. Segno inevitabile che il calciatore è chiaramente un separato in casa ed è fuori dal progetto.

UDINESE-SALERNITANA, PAGELLE UDINESE

Okoye 6: non può nulla sulla perla di Tchaouna, per il resto è spettatore non pagante.

N. Perez 6: solitamente fa del furore agonistico la sua arma migliore. Oggi invece, stranamente, è troppo tenero nell’uscire a contrasto in occasione della rete di Tchaouna. Poi però il guerriero argentino si redime e riprende le redini della difesa in modo perentorio.

Giannetti 5.5: Weissman è reso inoffensivo, e il merito è anche suo. Viene graziato dal palo in occasione di un suo liscio difensivo.

J. Ferreira 6: il braccetto portoghese è autore di una partita attenta e ordinata.

H. Kamara 7: una partita di normale amministrazione la sua. Perlomeno sino al 47′, quando con una rovesciata dal coefficiente di difficoltà elevatissimo pareggia i conti per i suoi. (dal 75′ Zemura SV)

Payero 5.5: si innervosisce troppo, sentendo probabilmente il peso dell’importanza capitale della partita. (dal 67′ Ehizibue 6: prestazione intelligente, a differenza del compagno di fascia Ebosele)

Walace 6: dal 2021 è primo nei top 5 campionati europei per palloni recuperati, ben 782. Davanti a mostri sacri come Rodri e Casemiro, per intenderci. Oggi però non spicca particolarmente, anche se la sua presenza è fondamentale per l’Udinese.

Lovric 5.5: fa rivedere a spizzichi e bocconi i lampi che ne avevano caratterizzato la scorsa stagione. Spreca un’occasione interessante al 38′.

Ebosele 4.5: gli spunti offensivi e le accelerate sono degne di nota, ma al momento di fare la scelta più opportuna sbaglia perennemente. Come in occasione dell’espulsione, quando è troppo irruento su Basic, sapendo di avere un giallo pendente sulla testa.

Thauvin 7: Flo oggi è ispiratissimo: prima si inventa dal nulla un colpo di tacco magistrale per Lovric, poi pennella per l’acrobazia di Kamara. Tutte le azioni più pericolose passano dai suoi piedi, prestazione maiuscola.

Lucca 6.5: ottima prova, nonostante non arrivi il gol. Dialoga a meraviglia con il compagno di reparto Thauvin, creandosi anche alcune occasioni per incidere. Viene fermato solo da un ottimo Ochoa.

All. Cioffi 6: un pareggio senza infamia e senza lode, con la sua squadra che ha avuto il merito e la bravura di rimettere in piedi il confronto dopo l’iniziale svantaggio. La prova viene inevitabilmente inficiata dalla prematura espulsione di Ebosele.

UDINESE-SALERNITANA, PAGELLE SALERNITANA

Ochoa 6.5: il Clark Kent messicano veste anche oggi i panni di Superman per salvare la porta della Salernitana. Almeno un paio di interventi prodigiosi per tenere in vita i suoi. Si arrende solo all’estemporanea di Kamara.

Bradaric 6: il pendolino croato oggi si limita alla fase di contenimento.

Pellegrino 5.5: si fa guidare dal collega Manolas, ma non ha la stessa solidità.

Manolas 6: il centrale greco è, per distacco, il più esperto della retroguardia. E infatti lo si evince dalla sua granitica prova difensiva e di comando. Viene sostituito perché ha dato tutto per la causa. (dal 73′ Pasalidis 6: conclude il lavoro iniziato da Manolas)

Zanoli 6.5: buoni spunti per l’ex Napoli, arrivato a gennaio nella vicina Salerno in cerca di continuità di impiego e rendimento. Crea scompiglio con il suo inserimento in occasione del gol di Tchaouna. (dall’86’ Sambia SV)

Basic 6: poche sortite offensive, ma ha il merito di procurare l’espulsione di Ebosele.

Maggiore 6.5: oggi impiegato nel ruolo di play, non sfigura assolutamente. Buona gestione dei palloni transitati dalle sue parti. Ottima chiusura su Ferreira appena prima della sostituzione. (dall’86’ Legowski SV)

L. Coulibaly 6: un mastino, lotta su tutti i palloni. Gioca claudicante per buona parte della partita. (dal 73′ Gomis 6: ottimo esordio in Serie A, con personalità)

Candreva 6.5: il solito Antonio che con i suoi bagliori di luce vivissima cerca di illuminare una Salernitana che senza di lui sarebbe smarrita. Alcune ottime imbucate per i compagni, manca solo la gioia personale.

Tchaouna 7.5: partita sontuosa, cominciata con un tiro a giro meraviglioso. Fa impazzire la retroguardia friulana con la sua dote migliore, ovvero la velocità. La doppietta gli viene negata solo dal palo.

Weissman 5: l’attaccante israeliano si era presentato col botto, gol all’esordio condito da buonissime sensazioni per il futuro. Quest’oggi invece è spento e tocca pochissimi palloni. (dal 71′ Ikwuemesi 5.5: impalpabile)

All. Liverani 6: la sua Salernitana non ha nulla da perdere, e difatti gioca con spensieratezza ed efficacia. Si poteva cercare di sfruttare maggiormente l’uomo in più, per provare a portare a casa il bottino pieno.

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Lazio-Milan 0-1, le pagelle: Zaccagni ritrovato, Pulisic il rossonero più attivo

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Milan-Sassuolo 1-0, decide Pulisic: il resoconto

LAZIO-MILAN 0-1, LE PAGELLE: ZACCAGNI RITROVATO, PULISIC IL ROSSONERO PIU’ ATTIVO – La Lazio ospita il Milan allo stadio Olimpico nell’anticipo della ventisettesima giornata di Serie A. I biancocelesti arriva dalla sconfitta di Firenze, che gli ha fatto perdere contatto dalla zona Europa, ed oggi vogliono ritrovare la strada del successo davanti ai propri tifosi. D’altro canto la squadra di Stefano Pioli vuole consolidare la propria posizione tra le prime 4 della classifica, che vale un posto nella prossima edizione della Champions League, e ha bisogno di punti per raggiungere questo obiettivo.

Per il gol che sblocca la partita bisogna attendere fino all’87’: Leao mette al centro per Okafor, che calcia verso la porta trovando però la parata di Provedel. Sulla respinta il primo ad arrivare è Giroud. Gila si oppone al tiro del francese, ma la palla torna all’ex Salisburgo, che conclude a rete portando avanti il Milan. Nel finale Guendouzi e Marusic raggiungono Pellegrini anzitempo nello spogliatoio e la Lazio conclude la partita in 8.

Al triplice fischio di Di Bello è il Milan a festeggiare. La squadra di Pioli vince 1-0 sul campo della Lazio e si porta momentaneamente a -1 dalla Juventus al secondo posto e a +5 dall’Atalanta, quinta.

LE PAGELLE DELLA LAZIO

Provedel 6: viene poche volte chiamato in causa e compie una buonissima parata su Loftus-Cheek.

Marusic 5.5: per sua fortuna Leao non è lo stesso visto in campo a San Siro con l’Atalanta. Il portoghese è meno brillante e lui è bravo a non mollarlo e non lasciarlo esprimersi. L’espulsione è un’ingenuità.

Gila 6: si dimostra ancora una volta, come se non ce ne fosse bisogno, di essere un giocatore importante per la retroguardia biancoceleste. Qualche chiusura di buon livello e bravo nella costruzione.

Romagnoli 6: come il proprio compagno di reparto, la sua è una prestazione solida. Tiene stretto Giroud e non lo fa mai andare via.

Pellegrini 5: nel primo tempo le sue sovrapposizioni aggiungono peso offensivo e danno qualche pensiero a Stefano Pioli, mentre dietro è molto attento e limita Pulisic. Nella seconda frazione invece gioca appena 10 minuti, tempo di prendere due cartellini gialli e lasciare la Lazio in 10 uomini.

Guendouzi 6: è il giocatore più in forma e si vede. Combina aggressività, sostanza e tecnica. I suoi inserimenti sono un fattore di pericolo per il Milan.

Vecino 6.5: si conferma il pericolo numero 1 delle squadre avversarie nelle situazioni da calcio d’angolo e infatti dopo neanche 10 minuti sfiora il gol. Efficace in fase di interdizione, ma anche in impostazione (dal 77′ Cataldi s.v.)

Luis Alberto 6.5: mette a disposizione la sua intelligenza e la sua tecnica per creare azioni offensive. Sarri lo sacrifica dopo l’espulsione di Pellegrini (dal 60′ Hysaj 6: entra per sopperire alla mancanza di Pellegrini, espulso. Dà un buon supporto alla causa).

Felipe Anderson 5.5: si accende ad intermittenza. Rimane a volte dietro le quinte, ma quando si mette in proprio fa un lavoro interessante.

Castellanos 5.5: lanciato dal primo minuto a sorpresa, dopo diverse partite da subentrato. Lotta tanto con la rocciosa difesa rossonera, ma non riesce a far cadere il muro e a mettersi in luce (dal 60′ Immobile 5.5: ha una grande occasione da gol, ma non riesce a sfruttarla, complice il disturbo di Kjaer e l’uscita bassa di Maignan. Poi resta all’oscuro di tutto, complice anche l’inferiorità numerica che non permette alla Lazio di portarsi troppo avanti).

Zaccagni 6.5: torna titolare dopo l’infortunio e fa capire a tutti quanto sia mancato a Sarri. È molto attivo e ha voglia di mettersi in mostra. È sicuramente uno dei migliori in campo della Lazio (dal 66′ Isaksen 6: non riesce ad incidere).

All. Sarri 6: in parità numerica, è la sua squadra che ha il pallino del gioco in mano, ma non riesce a concludere con successo. L’espulsione di Pellegrini condiziona la partita della Lazio e nella ripresa il compito diventa più difficile. Il gol di Okafor è una doccia gelata.

LE PAGELLE DEL MILAN

Maignan 6: riceve solo qualche tiro centrale e non deve sforzarsi troppo.

Florenzi 5.5: soffre l’imprevedibilità e il talento di un Zaccagni molto in forma. Rischia anche il disastro con un’incomprensione con Maignan nel primo tempo (dal 64′ Calabria 6: partita ordinata e gestita bene).

Kjaer 6: si vede poco perché la Lazio passa più dalle vie laterali che dal centro, ma lui non sbaglia un intervento quando gli capita di dover mettersi al’opera (dal 81′ Tomori s.v.)

Gabbia 6: ancora una volta fornisce una buonissima prestazione. Castellanos e Immobile non lo mettono troppo in difficoltà, ma lui è bravo a tenerli a bada. Esce dopo aver preso un’ammonizione (dal 81′ Thiaw s.v.)

Theo Hernandez 5.5: rimane in ombra e la sua partita è senza acuti fino a pochi minuti dal termine, quando contribuisce alla ripartenza che porta poi al gol del Milan.

Adli 6: rispetto a Bennacer è più ordinato e si prende meno rischi. Comunque non eccelle. (dal 71′ Okafor 7: entra per dare più peso offensivo e per sfruttare la superiorità numerica del Milan. Gli capitano poche palle tra i piedi, ma sfrutta la migliore e regala i 3 punti al Milan).

Bennacer 5.5: partita contraddistinta da luci ed ombre. In fase di costruzione, a volte è prezioso, ma in certe occasioni commette errori che sono frutto di un po’ di leziosità (dal 64′ Reijnders 6: entra per gestire il gioco e lo fa con un buon risultato).

Pulisic 6.5: crea la prima ed unica occasione del primo tempo del Milan con un tiro da fuori a fine frazione. È il migliore tra le fila rossonere anche nella ripresa.

Loftus-Cheek 6: gioca tra le linee, ma è quasi sempre ingabbiato e chiuso. Impegna Provedel con un tiro al volo dal dischetto.

Leao 5.5: il giocatore visto meno di una settimana fa è un lontano ricordo. Oggi il 10 non brilla e non spaventa la difesa della Lazio. Trova anche il gol, ma questo viene annullato per un suo fuorigioco.

Giroud 5.5: riceve pochi palloni ed è sempre marcato stretto. Spesso in ritardo nella fase di pressing e talvolta impreciso nelle sponde e nel gioco di squadra.

All. Pioli 6.5: sfrutta bene la superiorità numerica e si gioca la carta Okafor per rendersi più offensivo. Azzecca a pieno la sua scelta, infatti l’ex Salisburgo porta i 3 punti al Milan.

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