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Calcio Internazionale

Un anno dopo, Andrés Iniesta parla dell’esperienza in Giappone

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Nel mondo del calcio Andrés Iniesta è uno dei nomi iscritti nell’Olimpo di questo sport. Un uomo, prima che un calciatore, che ha saputo far innamorare il mondo intero grazie ai suoi piedi e alla sua classe, mostrati nei 16 anni con la stessa maglia, quella del Barcelona. Don Andrés infatti è stato un caposaldo dei blaugrana con i quali ha alzato al cielo ben 32 trofei, conditi dalle tre coppe vinte con le Furie Rosse della Spagna.

Iniesta é una vera e propria leggenda, che l’anno scorso ha scelto di dare l’addio al suo club storico e cambiare completamente vita, trasferendosi in Giappone alla corte del Vissel Kobe. A un anno di distanza dalla sua scelta Iniesta si è concesso in un’intervista al sito ufficiale del Barcellona, parlando delle differenze tra la Spagna ed il paese del Sol Levante e di quanto stia emergendo il movimento calcistico giapponese:

Il calcio giapponese è molto competitivo e anche se non sembra i tifosi sono molto travolgenti. L’atmosfera negli stadi è veramente fantastica. Si vedrà quando giocheremo contro il Barça il 27 luglio a Kobe, perchè il Noevir Stadium sarà sicuramente pieno.

Difatti, Iniesta giocherà contro i suoi ex compagni e amici tra qualche giorno: un match di sicuro indimenticabile. Oltre questo, il centrocampista ha ribadito come la sua vita sia stata contraddistinta da grandi scelte e cambiamenti, che però non hanno fatto altro che migliorarlo sia come persona che come calciatore. Tutto ciò è stato possibile soprattutto grazie all’aiuto della sua famiglia:

Ci sono momenti nella vita in cui devi prendere decisioni. Io ne ho già fatta una quando avevo 12 anni, con il supporto della famiglia, quando sono partito da Fuentealbilla per andare a la Masia. Ne ho fatta un’altra un anno fa, un’altra volta con il supporto della mia famiglia estesa. Sono venuto in Giappone per continuare con il calcio ed è quello che sto facendo tuttora perchè è ciò che amo di più.

(fonte immagine di copertina: profilo Instagram @andresiniesta8)

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Konaté commenta la sconfitta della Francia: “Odio perdere”

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Konaté

Dopo la sconfitta contro la Tunisia, il difensore francese Ibrahima Konaté si è espresso così ai microfoni di BeIN Sport: Odio perdere. Non posso dire che ci siano stati troppi cambiamenti, se siamo qui oggi, non possiamo giocare con quella scusa. Non eravamo al livello, abbiamo sprecato troppo”.

Queste le parole del difensore del Liverpool, che poi ha subito voluto voltare pagina pensando al prossimo avversario della Francia.

“Dobbiamo concentrarci sulla prossima partita, restare uniti e dimenticare quel piccolo errore. Che sia Argentina, Messico o chiunque sia, sarà una partita difficile”.

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Arabia Saudita-Messico 1-2, le pagelle del match: Chavez MVP

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Messico

Il Messico batte 2-1 l’Arabia Saudita ma viene eliminato ugualmente a causa della differenza reti. Partita subito scoppiettante con chance da una parte e dell’altra. Subito Vega si trova a tu per tu col portiere ma Al-Owais esce e chiude miracolosamente. L’Arabia risponde con una punizione di Kanno alta di poco. El Tricolor prende in mano il pallino del gioco e chiude la squadra di Renard nella sua metà campo. Pineda va vicino al gol in due occasioni, mentre Lozano e Vega cercano spesso l’imbucata decisiva o il dribbling per creare superiorità in attacco. Nel finale però è Al Buraikan ad andare vicino al gol di testa dopo un cross interessante di Al-Ghannam.

Il secondo tempo è un’altra musica. Al 48′ passa subito in vantaggio il Messico: calcio d’angolo allungato di tacco da Montes e Martin appoggia in rete da due passi. Dopo neanche cinque minuti raddoppia con un calcio di punizione straordinario Chavez. Sentendo anche del successo dell’Argentina, la squadra di Martino spinge per il terzo gol. Lozano da fuori ci va vicino ma Al-Owais respinge all’angolino. Un’altra occasione clamorosa e sui piedi del bomber Martin che al volo dal limite dell’area piccola spedisce alta un’altra sponda di Montes. Chavez per un soffio non trova la doppietta su punizione. Il Messico continua a spingere e Antuna non riesce a segnare nemmeno a porta vuota dopo un’azione personale devastante di Lozano. Sempre il giocatore del Napoli spara sul portiere avversario una punizione dal limite ma al 95′ a spegnere le speranze è il gol di Al-Dawsari dopo una disattenzione difensive.

LE PAGELLE DELL’ARABIA SAUDITA

Al-Owais 6: pronti via e chiude in uscita su Vega e poi rischia aspettando troppo per un’uscita. A volte troppo scenografico si distingue però per una buona prestazione anche sulla punizione di Chavez parte in ritardo.

Al-Ghannam 5,5: disattento fin da subito in fase difensiva, riesce a dare il suo contributo in attacco con qualche sovrapposizione interessante ma mai decisiva. (dal 88′ Bahebri s.v.).

Al-Amri 5: più in difficoltà rispetto al compagno di reparto ma tiene anche lui il primo tempo. Nella ripresa cala alla distanza compiendo anche errori banali.

Al-Tambakti 5,5: tiene bene a bada Martin ma soffre e fa quel che può nel limitare l’avanzata prepotente della squadra avversaria. Il secondo tempo è un incubo come per tutta la sua squadra.

Al-Boelahi 6: adattato a sinistra come terzino riesce a contenere bene Lozano. Deve abbandonare il campo anzitempo a causa di un infortunio. (dal 37′ Sharahili 5: con il suo ingresso in campo cala notevolmente la difesa dell’Arabia. In mediana prova a tappare i buchi ma è spesso in ritardo).

Abdulhamid 6: dopo aver giocato terzino le prime due, viene spostato sulla linea di centrocampo. Non sfigura e anzi sfrutta la sua velocità per fare delle importanti incursioni palla al piede.

Al-Hassan 5,5: soffre la rapidità dei centrocampisti messicani, nello specifico Chavez che lo fa ammonire e va più volte al tiro indisturbato. (dal 46′ Madu 5: entra per dare più solidità ma la squadra crolla appena l’arbitro fischia l’inizio del secondo tempo e lui non tiene i ritmi degli attaccanti avversari).

Kanno 5,5: giganteggia a centrocampo, sembra veramente di un’altra categoria. Anche in posizione più avanzata è un catalizzatore di palloni ma nel secondo tempo perdendo l’uomo sul calcio d’angolo.

S. Al-Dawsari 6: il trascinatore delle ultime due partite fallisce la gara più importante. Nonostante Sanchez non sia in forma non sfonda mai su quella fascia. Nel finale segna un gol storico, il suo terzo ai Mondiali.

Al-Buraikan 5,5: dopo le molte energie spese nelle prime partite questa sera è un po’ più statico e riceve meno palloni. Ha ugualmente due chance discrete che non sfrutta a dovere per delle mancanze tecniche.

Al-Shehri 5: riceve pochi palloni e non aiuta molto il centrocampo in difficoltà. In generale prova dei dribbling improbabili e fallisce passaggi importanti per mandare in porta i compagni. (dal 62′ Al-Oboud 6: con la sua velocità prova a tenere qualche pallone in una situazione disperata per l’Arabia).

 

LE PAGELLE DEL MESSICO

Ochoa 6: assolutamente inoperoso per tutto il primo tempo. Anche nel secondo non deve compiere interventi particolari ed è incolpevole nel gol.

Sanchez 5,5: il giocatore dell’Ajax sembra sempre in affanno e sbaglia anche controlli semplici o comunque i suoi inserimenti vengono ignorati. (dal 86′ K. Alvarez s.v.).

Montes 7: non corre grossi rischi in difesa e amministra bene il palleggio da dietro. La sua altezza lo aiuta parecchio nel gioco aereo e con un colpo di tacco fa un assist importantissimo.

Moreno 5: l’ex Roma non deve fare alcun tipo di intervento particolare e come il compagno di reparto amministra bene il pallone. Nel finale sbaglia incredibilmente dimenticandosi degli avversari e permettendo il gol all’Arabia.

Gallardo 6: spinge molto a sinistra trovando buone combinazioni con Vega e arrivando spesso al cross. Il suo contributo lo rende un’arma in più in zona offensiva.

Pineda 6,5: oggi è la sorpresa di formazione e la sua vivacità rende più offensivo il Messico. Prima conclude debolmente e poi di testa ha una grande chance. Lui è l’uomo pericoloso quest’oggi. (dal 77′ Rodriguez s.v.).

E. Alvarez 5,5: ammonito dopo un quarto d’ora, lui che è uno specialista in fase di interdizione, soffre e non riesce a padroneggiare in mediana anche a causa di Kanno. (dal 86′ Funes Mori s.v.).

Chavez 7: è vivace a centrocampo anche se a volte troppo frettoloso. Sciorina qualità a centrocampo e dopo l’ennesimo tiro trova un super gol su punizione. Ci prova sempre su calcio piazzato ma questa volta ci va solo vicino.

Lozano 6: prova a caricarsi la squadra sulle spalle ma da solo non può fare tutto. Mette in mezzo palloni interessanti e poi prova anche da fuori ma trova attento Al-Owais.

Martin 6,5: il centravanti dell’America non arriva mai primo sul pallone e nel primo tempo non si vede mai. Nella ripresa cambia tutto quando si trova nel posto giusto per appoggiare in rete il gol del vantaggio. (dal 77′ Jimenez s.v.).

Vega 6: ha un’occasione clamorosa dopo pochi minuti ma la fallisce. Guizza con numeri interessanti sulla fascia e dialoga bene con Gallardo. (dal 46′ Antuna 6: il suo ingresso permette fin da subito una maggiore imprevedibilità. La mossa di Martino si rivela così vincente anche se si mangia il gol qualificazione a porta vuota).

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Il Manchester United su Gakpo: i dettagli della trattativa

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Gakpo

Il giocatore rivelazione di questo Qatar 2022 è sicuramente l’olandese Cody Gakpo, che si sta mettendo in lue per qualità e completezza tecnica. Nelle prime battute del mondiale, l’attaccante del PSV ha già totalizzato ben tre reti in altrettante partite. Attirando su di sè l’interesse dei top club europei.

Il classe 1999 attualmente gioca nel campionato olandese, dove ha già registrato ben 9 gol e 12 assist in sole 14 partite. Secondo quanto riportato da Nicolò Schira, il Manchester United a farsi avanti per il calciatore. Sarebbe dunque in corso la trattativa tra il club olandese e quello inglese, con quest’ultima che offre a Gakpo un contratto fino al 2027, con opzione per il 2028.

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Szczesny causa e para il calcio di rigore, è il secondo nella storia

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Juve, sospiro di sollievo per Szczesny

Con il rigore parato a Messi questa sera, Wojciech Szczesny entra nella storia dei Mondiali con un dato abbastanza particolare. Il portiere della Juventus ha prima causato il calcio di rigore e poi si è fatto perdonare parandolo. Un’impresa abbastanza molto particolare. Ma Szczesny non è il primo ad averlo fatto, nella storia dei Mondiali. Come riportato da Opta, prima di lui è toccato al francese Joel Bats, contro il Brasile nel Mondiale di Messico 1986. Sicuramente una bella soddisfazione per Szczesny, che inoltre, in questo mondiale, ha già parato un rigore contro l’Arabia Saudita.

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