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Innamorati del football

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La gioia incontenibile nel vedere una rete che si gonfia, l’esplosione di una popolazione intera al solo ingresso in campo di chi ha la fortuna di dilettarsi nel futebal con la maglia del proprio cuore ed il battito cardiaco che accelera al solo rumore dello scarpino sul pallone.Ciò che è mancato, agli amanti del calcio, non sono le vittorie o i trofei ma i sentimenti.Proprio il fattore emozionale è il vero motore pulsante di tutto l’etere calcistico. Questo periodo di pausa ha concesso a tutti del tempo per riflettere e per far sì che i sentimenti più reconditi si impersonificassero in una sfera.

Profilo IG: @Uefa_Official

LA PASSIONE CHE DIVENTA AMORE

Questo tempo, senza il nostro gioco preferito, è servito per capire che in quel rettangolo verde possono fiorire dei sogni talmente irraggiungibili da essere reali. La passione diventa amore ed è in quel momento che volgendo lo sguardo oltre il tramonto osserviamo che ha lo stesso colore del doppio passo di Ronaldinho. Non si può non notare come le nuvole abbiano la stessa leggiadria di Messi con la pelota tra i piedi. Ogni elemento ha il suo posto nel quadro dipinto da Madre Natura come ogni tassello del suo asset ha un compito ben preciso nelle squadre di Guardiola. In ogni dove ed in qualsiasi luogo, se Cupido ha fatto breccia in quel cuore nessun’accadimento può interrompere quel flusso di sentimenti.

Se stessi ad un matrimonio con un vestito bianco e piombasse un pallone infangato, lo stopperei di petto senza pensarci. (Diego Armando Maradona)

NEANCHE UN FILM PUÒ BASTARE

Molti registi hanno provato a raccontare certe emozioni ma nessuna pellicola riesce a racchiudere la grandezza di quest’amore. Chi riuscirebbe a mettere l’Universo dentro una scatola? Jimmy Grimble ha tentato di dipingere una delle più belle love story in quel di ManchesterPete Dunham ha provato fino all’ultimo a far vedere la passione che circola intorno a quel campo verde e a quelle magliette sudate. Danny Dier, addirittura, ha interpretato prima Tommy Johnson e dopo si è armato di videocamera per decantare il fuoco che scorre dentro a chi ama questo sport. Quasi impossibile raccontare questo sentimento irrazionale con una semplice opera d’arte. Il calcio è altro: è una forma d’arte intrinseca, è l’essenza del divertimento. Queste emozioni, per fortuna, non si insegnano da nessuna parte.

“Mi chiamo Matt Buckner, la scorsa Primavera sono stato espulso da Harvard ma quello che stavo per imparare nessuna Università avrebbe potuto insegnarmelo.”

(Matt Buckner, dal film Hooligans)

UNITI SENZA IPOCRISIE

Non si vogliono issare ponti su cui far crescere l’ipocrisia, qualsiasi tifoso è legato a filo doppio con il simbolo davanti la camiseta; tutte le altre squadre appaiono bruttine solo per il fatto di essere avversarie. Che i mattoni vengano usati per costruire strade che uniscono e non muri che dividono, ma non per questo dobbiamo eliminare uno dei valori dello sport: la competizione. Quanto sarebbe bello tornare a vedere il proprio capitano sollevare un trofeo o un titulo (per dirla alla Mourinho)? La risposta è scontata ma ciò che questa sosta obbligata ha fatto trapelare è la nostalgia delle giocate. Ed ecco che riaffiora nella mente quando Riquelme danzava come un primo ballerino davanti alla Bombonera. Uniti come appassionati di calcio ma rivali; come se si dovesse conquistare l’unica dama della contea, come se per sopravvivere servisse esprimere al massimo le proprie sensazioni.

“La nuvola nasconde le stelle e canta vittoria ma poi svanisce: le stelle durano.”

(Tagore)

profilo IG: @fifamuseum

E CI SEI ADESSO TU

Una lettera d’amore non è mai abbastanza, come una canzone può solo arredare per un po’ di tempo le sinapsi. Il calcio sembra stia tornando, con delle limitazioni ovviamente, ma in realtà non se n’è mai andato. Quanti rewind sono stati fatti in questi giorni? Quante sliding door sono state aperte con l’immaginazione? Le squadre sono state, ugualmente, vicine ai tifosi così come i giocatori.I sogni non si interrompono, sopratutto quelli reali. Quel pallone non hai mai smesso di rotolare perché riesce a disegnare il sorriso sul volto di milioni di persone. Ci si tornerà a stringere e ad abbracciare per un gol segnato e a consolarsi per una rete subita, perché tutto questo fa parte di un bagaglio emozionale non da poco. Il calcio è della gente ed il popolo non si ferma mai, ogni cosa insegna e magari tutto questo ha fatto capire quanto è amato il football.

“Ciò che segna insegna. Gioia e dolore insegnano le strade da ripercorrere e quelle da evitare. Le persone da cercare e quelle da dimenticare.”

(A. De Pascals)

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Flash News

Verso Turris-Avellino: Rastelli recupera Aya

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Turris Avellino

In casa Avellino, continua la preparazione verso il match contro la Turris in programma domenica alle 17:30. Gli irpini, dopo il pareggio casalingo contro la Juve Stabia, sono obbligati a vincere per sperare ancora nei playoff.

Il tecnico Massimo Rastelli però, dovrà ancora far fronte alla situazione infortunati. Aya ha recuperato definitivamente ed è tornato ad allenarsi in gruppo ma è l’unica nota positiva. Dall’Oglio e Di Gaudio infatti, stanno ancora smaltendo i fastidi lavorando a parte. Così come Ricciardi e Micovschi, che stanno continuando il programma di recupero prima del reintegro.

L’Avellino ha disperato bisogno di trovare punti lontano dal Partenio Lombardi. Il rendimento esterno, sino ad ora, è stato disastroso. Soltanto 4 punti conquistati in 8 uscite, frutto del pareggio contro il Foggia e della vittoria di Francavilla, alla prima in panchina di Rastelli.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

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ESCLUSIVE

ESCLUSIVA – Luca Toselli sulla Juve: “Giusto confermare Allegri”

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Juventus

La Juventus sta attraversando uno dei periodi di maggior difficoltà della sua storia. Risultati che faticano ad arrivare e dimissioni improvvise di tutto il C.D.A., situazioni che non fanno passare nottate tranquille ai tifosi bianconeri. In esclusiva per Numero Diez la voce di Luca Toselli, influencer grande esperto e tifoso della Vecchia Signora seguito da centinaia di migliaia di persone sui propri account social. Di seguito l’intervista.

L’ERA ANDREA AGNELLI

Nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane e cinque Coppe Italia, questi i successi della Juventus nei dodici anni di gestione Andrea Agnelli. Quali parole ti senti di rivolgere nei confronti dell’operato dell’ormai ex presidente?

“Un ringraziamento per gli anni che ci sono stati di vittorie e successi nonostante gli ultimi non siano andati bene. Probabilmente la presidenza di Andrea Agnelli era ormai giunta al termine. Il fatto che si sia arrivati alla divisione per altre cause è un dispiacere ma probabilmente ci stava dopo dodici anni un cambio in cima alla piramide della Juventus”.

LE PREOCCUPAZIONI DEL MOMENTO

Da tifoso che sente la maglia bianconera come una seconda pelle, quali sensazioni stai provando in questo periodo così delicato?

“Confusione e sorpresa. Non mi spaventa il fatto di avere un presidente, bensì la dinamica e le tempistiche nel quale è avvenuto questo cambiamento. Vista dalla nostra prospettiva viviamo questo avvenimento in modo confusionario e, come un qualcosa in continua evoluzione”.

LE POSSIBILI NUOVE FIGURE DIRIGENZIALI

Prima Del Piero poi Trezeguet: due leggende del club che si sono proposte di tornare per aiutare la loro vecchia squadra. Pensi che potrebbero contribuire alla rinascita del club?

“Vedo molto più adatto Del Piero a livello dirigenziale, Trezeguet penso sia maggiormente un uomo da campo. È ovvio che due figure del genere che nel momento più buio della storia bianconera hanno deciso di scendere all’inferno con la Vecchia Signora è un qualcosa che non può fare altro che piacere”.

IL RUOLO DI MASSIMILIANO ALLEGRI

L’unico mai messo in discussione in questi giorni così intensi è stato Massimiliano Allegri. Si è parlato di possibili dimissioni non accettate, condividi la scelta di tenere il tecnico o avresti optato per un altro profilo?

“Riguardo Allegri penso sia un discorso in continua evoluzione. In caso di dimissioni di Agnelli per un nuovo progetto tecnico avrei capito un immediato cambio in panchina ma, in questa situazione di confusione, cambiare anche l’allenatore sarebbe stato un problema per i giocatori. Allegri dovrà tenere il ruolo di collante in questo momento così delicato”.

LA POSSIBILE REAZIONE IN CAMPO DELLA SQUADRA

In conclusione, come credi possa reagire la squadra sul lato sportivo al rientro dalla sosta? Riusciranno i ragazzi a gestire il peso di giocare in queste condizioni?

“Questa è la mia più grande paura. Sicuramente il momento non è felice e, qualcuno, potrebbe avere delle preoccupazioni a livello di campo. Sappiamo tutti benissimo che all’interno del rettangolo verde di gioco la testa conta tanto e, tutta questa situazione extra-campo, potrebbe provocare dei malumori”.

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Calcio Internazionale

Barcellona, interesse per Onana: le ultime

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Onana

Il Barcellona, nonostante i problemi riguardo alla liquidità, agirà sul mercato di gennaio: sono infatti tanti i nomi di Inter e Milan e che piacciono al club blaugrana.

BARCELLONA-MILANO: ASSE CALDO

Al Barcellona piacciono tanti nomi dell’Inter: si comincia da Lautaro e Skriniar concludendo con Brozovic. Ma non si ferma qui, infatti passando all’altra parte di Milano piacciono molto sia Rafael Leao, che Bennacer.

Secondo Tuttosport, però, l’obiettivo principale del Barcellona per gennaio è un portiere che faccia da vice a Ter Stegen: tutti gli indizi portano ad Onana. L’ex Ajax è un obiettivo concreto dei blaugrana, che stanno preparando un piano per sferrare l’attacco finale a gennaio.

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Calcio Internazionale

Tata Martino non è più il CT del Messico: le ultime

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Messico

Nonostante la vittoria del Messico ieri sera, ormai l’esperienza di Gerardo Martino sulla panchina della Nazionale Messicana sta per volgere al termine. Decisiva sembra essere stata infatti la non qualificazione agli ottavi di fiamme dei Mondiali in Qatar.

MESSICO-TATA MARTINO: È FINITA

Lo ha confermato lo stesso Tata Martino ieri sera dopo la partita con l’Arabia Saudita:

Dovrò trovarmi un altro futuro, la mia esperienza sulla panchina del Messico è terminata quando l’arbitro ha fatto il triplice fischio. Il mio contratto con la Nazionale termina qua”.

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