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Intanto i Gunners, zitti zitti…

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Arsenal Manchester City 0-2, Chelsea Arsenal 3-2. E’ stato questo l’inizio della Premier League per i ragazzi Emery. Da allora le cose sono cambiate. I Gunners infatti dalla terza giornata in poi le hanno vinte tutte. In casa ed in trasferta, sia in campionato che in Europa League: uno score pazzesco, grazie al quale attualmente i londinesi si trovano al primo posto a punteggio pieno nel girone europeo (avendo prima sconfitto in Inghilterra gli ucraini del Vorskla per 4-2, poi in trasferta il Qarabag con un netto 0-3), ed il quarto in Premier, pari al Chelsea (terzo) e a -2 da City e Liverpool, a quota 23.

Quarantasettenne, Unai Emery dopo mezza stagione allo Spartak Mosca ha allenato tre anni a Siviglia e per due stagioni è stato allenatore del PSG. E’ alla sua prima esperienza in Inghilterra.

UNAI EMERY: L’UOMO DELLA SVOLTA

Dopo ben ventidue anni di Wenger, in panchina è arrivato l’ex tecnico del Paris Saint-Germain Emery, annunciato già lo scorso 23 maggio. Lo spagnolo sta utilizzando il 4-2-3-1, con tante scelte ed alternative a disposizione. In porta Leno, davanti al tedesco Bellerin e l’ex Juve Lichtsteiner sulla fascia con al centro la coppia MustafiHolding. In mediana Xhaka e l’ex Samp Torreira. Alle spalle dell’unica punta Lacazette agiscono Iwobi, Ozil e Mkhitaryan. Senza dimenticare ovviamente Aubameyang e Ramsey, forze fresche da usare a match in corso se necessario. Ogni vittoria è frutto di una prestazione di squadra, mai  casuale: pressing costante nella metà campo avversaria, recupero palla e scambi veloci. In un articolo del 12 ottobre di Rivista Undici, Jacopo Azzollini spiega così il gioco del tecnico basco:

” Lo stile di gioco verticale di Emery è storicamente piuttosto diverso da quello più cerebrale di Wenger, ed è caratterizzato da una pressione molto più alta. La sostanziale assenza di ali nella rosa a disposizione portava a interrogarsi sull’efficacia del 4-2-3-1 di Emery, mentre pure era da verificare la propensione di giocatori come Emery e Ozil ad inserirsi in un sistema di aggressione molto più intenso. Per ora, l’Arsenal ha giocato sempre nello stesso modo col pallone tra i piedi, e nelle ultime gare Emery ha pure dato continuità agli interpreti: Xhaka e Torreira in mezzo, con (da destra verso sinistra) Ozil, Ramsey e Aubameyang dietro Lacazette”.

Sono state quindi fornite dall’allenatore preziose indicazioni ai giocatori costretti a giocare fuori ruolo, che tuttavia fino ad oggi hanno contribuito ai successi della squadra londinese con prestazioni di qualità. Chi ha seguito le partite dell’Arsenal anche negli anni precedenti può confermare come quest’anno il gioco sia molto più offensivo, viste anche le caratteristiche della maggior parte dei giocatori presenti in rosa. Gioco che non deve essere fine a se stesso, ma deve come minimo riportare i Gunners in Champions League nella prossima stagione, e, perché no, qualche trofeo, non necessariamente adesso.

In Inghilterra dallo scorso febbraio, Aubameyang ha segnato sedici gol in ventidue partite.

LUCAS TORREIRA, LO RICORDATE?

Una delle migliori scoperte della Premier è stato senza dubbio il piccolo centrocampista acquistato quest’estate dalla Sampdoria Lucas Torreira. Noi italiani lo conosciamo bene, infatti, prima di arrivare in Inghilterra, l’uruguayano ha disputato ben quattro stagioni nel nostro Paese: due a Pescara in B, e due nella massima serie con la maglia blucerchiata, dove si è fatto notare ed è esploso. Emery ha scelto di non lanciare subito Torreira nell’undici titolare ad inizio stagione ma di inserirlo di volta in volta, fino a farlo diventare il perno del centrocampo. La differenza senza questo talento si sente eccome: senza di lui (in 442 minuti) sono stati fatti nove gol e subiti dieci, mentre con l’ex Samp in campo(in 548 minuti), ne sono stati segnati venti e subiti soltanto tre.

https://youtu.be/7rdEa-BwOmk?t=37

Sarà ora interessante vedere se gli esperimenti del nuovo allenatore si rafforzeranno col passare del tempo, come sembra ora, e se la squadra londinese riuscirà a fare un salto di qualità tale da poter ambire a qualcosa di più della solita qualificazione in Europa. Stiamo a vedere, lo spettacolo della Premier è appena cominciato.

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Gzira 1-6 Inter, vittoria schiacciante per i nerazzurri

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Inter

Durante la sosta per il Mondiale in Qatar, l’Inter ne ha approfittato per tenere il ritmo partita, e si è concessa un’amichevole contro lo Gzira United, club che milita nella prima divisione del campionato maltese. La gara è terminata con il risultato di 1-6 per la squadra di Simone Inzaghi. I nerazzurri si sono portati subito in vantaggio di due gol nella prima mezz’ora, con le reti di Bellanova e Kristjan Asllani. Il club di Malta ha poi accorciato le distanze sugli sviluppi di un calcio d’angolo con Jefferson. L’Inter ha dilagato e chiuso il match con le reti di Hakan Calhanoglu, Robin Gosens, Dimarco e Mkhitaryan.

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Tito post Turris-Avellino: “Dedico la doppietta a mia figlia”

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Tito

Nel post partita di Turris-Avellino, Fabio Tito, autore di una doppietta, ha analizzato la gara vinta 1-3 e il momento di forma della squadra, reduce da tre risultati utili consecutivi.

Il difensore biancoverde, visibilmente emozionato, ha dichiarato:

“Mi conoscete da un bel pò. Ho sempre messo la squadra al primo posto, anche quando segnavo a raffica e sfornavo assist. È la prima volta che provo un’emozione del genere, in una gara così importante, in un derby così sentito, realizzare due gol è un qualcosa di stupendo. Sono 3 punti pesanti, che ci consentono di allontanarci dalla zona calda. Dedico la doppietta a mia figlia che domani compie un anno. È il miglior regalo che potessi farle”.

Poi, sull’atteggiamento messo in campo:

“Se capiamo che dobbiamo scendere in campo con questa grinta, possiamo toglierci enormi soddisfazioni e raggiungere il quarto posto. Se la cattiveria viene meno, possiamo far fatica con tutti. Prepariamo la gara con l’Andria con maggiore spensieratezza ma sappiamo che non sarà facile senza i nostri tifosi. Sappiamo bene ciò che è successo a Foggia ma stanno penalizzando entrambe le società. Sarà una gara anomala senza l’apporto del pubblico, dobbiamo vincere soprattutto per loro“.

Fonte immagine di copertina: profilo Instagram Us Avellino

 

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Brasile-Corea del Sud, le formazioni ufficiali

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Alle 20:00 si disputerà l’ottavo di finale tra Brasile Corea del Sud, per il passaggio ai quarti, dove la vincente affronterà la Croazia. L’ago della bilancia sembrerebbe pendere tutto dalla parte della squadra di Tite, che vuole assolutamente cancellare il ricordo della sconfitta contro il Camerun. Dall’altra parte, Paulo Bento vuole continuare a far sognare una nazione, portando la Corea ai quarti di finale, dopo aver compiuto una vera e propria impresa contro il Portogallo. Arrivati nella fase a eliminazione diretta, ora più di prima, nessuno vuole rinunciare a sognare di alzare l’ambita coppa, chi per la prima volta nella sua storia, chi per la sesta, aumentando ancora di più il margine di distacco su Italia e Germania.

LE UFFICIALI

BRASILE (4-2-3-1): Alisson; Danilo, Marquinos, Thiago Silva, Alex Sandro; Casemiro, Lucas Paqueta; Raphinha, Neymar, Vinicius Junior; Richarlison. Commissario Tecnico: Tite.

COREA DEL SUD (4-3-3): Seung Gyu; Moon-hwan, Kim Min-jae, Young-gwon, Kim Jin-su; In-beom, Woo-young, Jae-sung Lee; Hee-chan, Gue-sung, Son Heung-Min. Commissario Tecnico: Paulo Bento.

 

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Salvatore Carmando e la storia del fisioterapista amico di Maradona

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Maradona

“Lo sai che io ti amo

ovunque tu sarai, ti seguiremo

nella mente c’è un ricordo che non mi abbandona

Il bacio di Carmando a Maradona!”

C’è una storia forse poco nota al grande pubblico, una storia di amicizia e di sport, la storia di uno dei più grandi fisioterapisti che una squadra di calcio abbia mai avuto. Quel coro sopra riportato rappresenta la testimonianza dell’amore di un popolo, quello partenopeo, che ringrazia e rende omaggio ad un grande professionista.

Mai nella storia del calcio una tifoseria aveva dedicato cori ad un membro dello staff. Quindi, per una volta, non ci soffermeremo a parlare delle gesta di un numero diez ma approfondiremo l’importanza di un massaggiatore all’interno degli equilibri di una squadra e la sua storica amicizia con il numero diez più forte di tutti i tempi, Diego Armando Maradona.

GLI INIZI DELLA CARRIERA

Salvatore Carmando nasce a Salerno ma diventerà napoletano d’adozione, figlio di Angelo Carmando, fisioterapista della Salernitana a cavallo tra gli anni ’40 e ’50, allora guidata da Gipo Viani (di cui approfondiremo nei prossimi articoli la sua importanza).

Salvatore approda al Napoli la prima volta nella stagione 1974-1975, dapprima nelle giovanili e poi nella stagione 1976-1977 come 1° massaggiatore ufficiale della squadra, che lascerà molti anni dopo, precisamente nel 2009.

L’INCONTRO CON MARADONA

Salvatore Carmando è stato per Maradona un amico, un confidente, un fidato consigliere, non semplicemente un massaggiatore.

Maradona e Carmando si trovano subito, nel primo ritiro di Castel del Piano, come afferma lo stesso Salvatore in un’intervista a “La Famiglia Cristiana” <<Mi osservò per un po’ di tempo mentre lavoravo, in silenzio. Poi Maradona mi scelse: sarai tu il mio unico massaggiatore. Non si faceva toccare da altri e per stendersi sul lettino dei massaggi aspettava che tutti i compagni fossero andati via dallo spogliatoio. Restavamo lì, da soli. Per ore. Nacque così un rapporto personale, oltre che professionale»

Ma per capire davvero l’importanza che Carmando aveva per Maradona basta sapere che nel 1986 il pibe de oro, in occasione dei Campionati del Mondo del 1986 che si sarebbero tenuti in Messico, volle Salvatore come massaggiatore della Nazionale Argentina, un’iniezione di stima e fiducia che Carmando ripagherà, anche nei momenti più difficili di quelle settimane.

Infatti come racconta lo stesso ex-fisioterapista, Carmando durante quegli interminabili giorni in Messico, fu per 10 giorni colpito da dissenteria, giorni terribili che misero a dura prova la sua permanenza con la nazionale Albiceleste, ma alla fine sappiamo tutti come ando’ a finire.

Carmando ricorda quei momenti in un’intervista rilasciata ad areanapoli.it “Arriviamo in Messico e per dieci giorni la dissenteria non mi dà tregua. A un certo punto avviso Diego che non ce la faccio più e che voglio andare via. Lui capisce che faccio sul serio solo quando mi vede preparare la valigia: viene in camera mia e mi ferma. ‘Resisti almeno un altro po’, dai’. Un attimo dopo Maradona lascia il ritiro con un componente dello staff della nazionale argentina e ricomparire dopo un’ora, trascinando due cassette d’acqua minerale italiana. Non seppi mai dove le aveva trovate, Ma il mal di pancia mi passò”.

La Nazionale Argentina vince la Coppa del Mondo e Carmando assiste al goal del secolo, dalle tribune del mitico stadio Azteca di Città del Messico e gioisce insieme all’amico Maradona una vittoria aspettata e sognata sin da bambino.

LA MONETINA DI ALEMAO

Un altro avvenimento curioso che rafforza ancora di più il rapporto tra Carmando e i suoi tifosi è rappresentato dal famoso episodio della monetina di Alemao, quel famoso 8 Aprile del 1990, dove in palio c’era uno scudetto e il Napoli di Maradona era ospite al Comunale di Bergamo per giocare contro l’Atalanta.

Vedete, se oggi per un calciatore è difficile giocare solo in alcuni stadi, dove si sente maggiormente la pressione del tifo di casa, un tempo era cosi’ per tutte le partite giocate in trasferta.

Quel giorno, a Bergamo, ci si giocava lo scudetto.

Al minuto 32′ del secondo tempo una monetina da 100 lire colpisce il capo di Ricardo Rogerio de Brito, al secolo “Alemao” che si accascia a terra.

Carmando corre verso il campo per prestare soccorso ed esclama quelle parole che ancora oggi a Napoli ricordano bene: “Statte ‘n terra”. Carmando disse queste parole semplicemente per curare meglio il calciatore brasiliano, ma vennero interpretate dal pubblico come una “bugiardata” fatta ad-hoc per ingigantire l’accaduto.

I tifosi dell’Atalanta si accanirono sul fisioterapista partenopeo per quelle parole che, secondo loro, avrebbero deciso il campionato.

Il Napoli infatti, a 3 giornate dalla fine, riceve la vittoria a tavolino e quella partita resterà negli annali della storia del calcio poichè il Napoli vincerà lo scudetto tre settimane dopo.

Salvatore Carmando, aldilà di questo episodio controverso, è considerato da tutti il re dei fisioterapisti e oggi tutti ne ricordano l’impegno e soprattutto l’amicizia profonda con El Diez più forte di tutti i tempi, Maradona.

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