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Inter 1-2 Milan, le pagelle dei nerazzurri: insufficienze dietro, bene Dzeko

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Inter 1-2 Milan

La squadra di Inzaghi ha dominato per un’ora piena, prima di crollare rovinosamente nell’ultimo quarto d’ora di gioco, venendo disillusi da un doppio Olivier Giroud. Troppi rimpianti, discorso primo posto nuovamente in discussione. Vediamo le pagelle dei nerazzurri.

LE PAGELLE DELL’INTER

SAMIR HANDANOVIC 5: A differenza del suo compagno di reparto avversario, Maignan, lo sloveno viene chiamato in causa poche volte. Non colpevole sul primo gol, colpevolissimo nel secondo. Troppo lento nel respingere l’ottima conclusione (abbordabile) dell’ispirato Giroud.

MILAN SKRINIAR 5,5: L’unico contro quattro nella propria area di rigore cercando di salvare il pallone del pareggio. Il 75′ è stato il minuto in cui Milan, e tutta la difesa, hanno premuto il tasto “off” nel match.

STEFAN DE VRIJ 5,5: Partita imprecisa del difensore centrale olandese. Poca solidità e troppo macchinoso nelle scelte palla al piede.

ALESSANDRO BASTONI 5,5: Insieme a De Vrij in ritardo nel primo gol, in confusione nell’ultimo quarto d’ora come i suoi compagni di reparto, grazie anche ad un Olivier Giroud “on fire”. (Dall’ 82′ MATTEO DARMIAN s.v.)

DENZEL DUMFRIES 6: Contro Theo Hernandez regge la sfida e si propone più volte in fase offensiva, risultando pericoloso in alcune.

NICOLO’ BARELLA 6: Partita solida del centrocampista sardo. Lo si vede sia in fase di manovra, che a raccogliere palla fuori dalla propria area di rigore.

MARCELO BROZOVIC 6,5: Partita di sacrificio, come suo solito, e macchina pensante del 3-5-2 offerto da Inzaghi. Cala anche lui nel finale di gara. (Dall’ 82′ MATIAS VECINO s.v.)

HAKAN CALHANOGLU 6,5: Parte attiva del dominio interista per la maggior parte dei 90′. Con l’ennesimo assist da calcio d’angolo si dimostra un asso nelle assistenze anche in questa occasione. (Dal 73′ ARTURO VIDAL 6: Offre solidità e cerca in tutti i modi di aiutare i compagni per la ricerca del pari finale)

IVAN PERISIC 6,5: Impatta bene il pallone offerto da Calhanoglu, che permette all’Inter di terminare la prima frazione in vantaggio. Propone anche lui molti spunti offensivi, risultando una spina nel fianco per la difesa milanista. Esce per un indurimento del polpaccio nel secondo tempo. (Dal 69′ FEDERICO DIMARCO 6: Offre alcuni spunti con il suo mancino educato e svolge il compito richiesto)

LAUTARO MARTINEZ 6: Non entra nel tabellino dei marcatori ma lotta su ogni pallone e aiuta la squadra costruendo con essa le basi di velenosi contropiedi. (Dal 69′ ALEXIS SANCHEZ 5,5: Entra ma viene investito dall’onda negativa della squadra, e cala con essa)

EDIN DZEKO 6: Stesso discorso di Lautaro, non segna ma risulta un punto cardine nello sviluppo della manovra. La maggior parte delle azioni passa per i suoi suggerimenti, la sua visione, la sua copertura del pallone. Imprescindibile.

All. SIMONE INZAGHI 6: Domina un Milan impreciso per 75′, poi i ruoli si invertono. La sua squadra crolla verticalmente concedendo tre punti sacrosanti ai cugini, che ora bussano alla porta del primo posto, a -1 proprio dai nerazzurri.

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Bologna, Sansone e Vignato avrebbero chiesto di andare via

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inter

Secondo “La Gazzetta Dello Sport“, in casa Bologna si respira aria d’addio per due giocatori.

Emanuel Vignato e Nicola Sansone avrebbero chiesto la cessione per cercare più minutaggio altrove dato lo scarso utilizzo sotto la guida di Thiago Motta.

Per Vignato, il Bologna starebbe pensando ad una cessione in prestito, dato che non vorrebbe privarsi totalmente del classe 2000.

Per Sansone, la cessione sarebbe definitiva, data anche la scadenza di contratto che risulta a giugno 2023.

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I 5 peggiori acquisti dell’era Agnelli

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Peggiori Acquisti Agnelli

Sì è conclusa l’era più gloriosa non solo della storia della Juventus, ma del calcio italiano: il presidente Andrea Agnelli e tutto il CdA bianconero hanno rassegnato le dimissioni. Dopo nove Scudetti, cinque Supercoppe Italiane, cinque Coppe Italia e due finali di Champions League, la Juventus dice addio al presidente che è riuscito a portarla ai vertici del calcio mondiale dopo gli anni bui di calciopoli. Sì chiude così un’era vincente e senza precedenti, in cui grandi campioni hanno scelto di vestire la maglia bianconera, per una spesa totale di oltre 1.7 miliardi di euro. Sono molti gli acquisti che si sono rivelati fondamentali per la causa bianconeri, ma sono altrettanti quelli che hanno deluso le aspettative. Di seguito vi proponiamo i 5 peggiori acquisti dell’era Agnelli.

MARKO PJACA

Era l’estate del 2016 quando la Juventus prelevò dalla Dinamo Zagabria il 21enne Marko Pjaca. Sigla il suo primo gol in bianconero il 22 febbraio 2017, nella partita vinta per 2-0 sul campo del Porto nell’andata degli ottavi di finale di Champions League. Un mese dopo, però, subisce un infortunio al ginocchio destro e da lì ha iniziato il suo calvario. Dopo vari prestiti in giro per l’Europa e diversi infortuni che lo hanno costretto a saltare molte partite, è ancora parte dell’organico bianconero e milita in prestito all’Empoli. Nella sua esperienza alla Juventus, Pjaca ha collezionato solo 5 presenze ed un gol.

JORGE MARTINEZ

Tra i peggiori acquisti dell’era Agnelli, non possiamo dimenticare Jorge Martinez. Dopo 3 ottime stagioni con la maglia del Catania, nel 2010 la Juventus acquista l’uruguaiano per 12 milioni di euro. Complici infortuni e scelte tecniche, però, l’esperienza dell’uruguaiano con la maglia bianconera si rivelerà particolarmente sfortunata: in 5 stagioni totalizza 2 reti in 20 presenze: 6 milioni di euro per ogni gol realizzato.

NICOLAS ANELKA

Nel gennaio 2013 la Juventus mette a segno il colpo Nicolas Anelka, attaccante francese acquistato a parametro zero dopo l’esperienza cinese allo Shanghai Shenhua. Come possiamo ben immaginare, il suo sì può essere considerato a tutti gli effetti uno degli acquisti peggiori della Juventus degli ultimi anni. Al momento dell’arrivo a Torino pe aspettative nei suoi confronti erano molto alte, tant’è che i bianconeri lo seguivano da diverse stagioni e lo inserirono subito in lista Champions. Inutile dire che la sua esperienza a Torino si rivelò totalmente fallimentare: scese in campo solo 3 volte e dopo 6 mesi si trasferì al West Bromwich a parametro zero.

ELJERO ELIA

Nella stagione 2011/12, sul fotofinish del calciomercato estivo, Agnelli porta in bianconero Eljero Elia, ala olandese acquistato dall’Amburgo per 9 milioni di euro più bonus. Nonostante le aspettative fossero abbastanza dopo le prolifiche stagioni in Germania, non convinse per nulla l’allora allenatore bianconero Antonio Conte, che lo relegò in panchina per tutta la stagione. Al termine dell’annata, Elia collezionò solo 4 presenze e venne ceduto al Werder Brema.

MILOŠ KRASIĆ

Quando si parla dei peggiori acquisti dell’era Agnelli, non si può certamente omettere Miloš Krasić. Giunse a Torino nel 2010, prelevato per 15 milioni di euro dal CSKA Mosca. Per le sue caratteristiche tecniche e fisiche venne etichettato come il nuovo Nedvěd. È evidente, però, che non avesse nulla in comune con la Furia Ceca. Dopo una serie di partite saltate per infortuni e per squalifiche, conclude la sua prima stagione alla Juventus con 7 reti in 33 presenze. La sua seconda annata, però, si rivelerà ancora più negativa. Il serbo non riesce ad imporsi nelle gerarchie del nuovo tecnico, Antonio Conte, e verrà spesso lasciato in panchina per scelta tecnica. Nella stagione 2011/12 totalizzerà solo 7 presenze e una rete, prima di trasferirsi al Fenerbahçe. Sì rivelerà uno degli acquisti peggiori di Agnelli, se non il peggiore, considerando l’etichetta con cui era sbarcato all’ombra della Mole.

 

 

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L’elogio del CT della Polonia su Messi: “Le sue movenze? Come Alberto Tomba sulle piste da sci”

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Messi

In quello che sarà il suo ultimo Mondiale, Leo Messi è chiamato a portare l’Argentina verso la qualificazione alla fase successiva della competizione. Nella sfida alla Polonia, un punto potrebbe non essere sufficiente per il passaggio del turno. Ragion per cui, l’Albiceleste dovrà puntare alla vittoria contro un avversario insidioso. In merito alle gesta dell’uomo simbolo della nazionale di Lionel Scaloni, ha parlato, in conferenza stampa, il CT polacco Czeslaw Michniewicz.

“Le movenze di Messi in campo mi ricordano molto quelle di Alberto Tomba sulle piste da sci. Riesce a schivare chiunque come Alberto schivava le porte quando era in pista”.

Parole al miele per la Pulga che, stasera, dovrà scacciare i brutti ricordi del passato, cercando di portare la Selección il più lontano possibile nella spedizione in Qatar.

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Calcio Internazionale

Mbappè potrebbe sedersi in panchina contro la Tunisia

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Mbappé

Secondo il “Mundo Deportivo“, il CT francese Didier Deschamps potrebbe decidere di lasciare la stella Kylian Mbappè in panchina nel match contro la Tunisia.

L’asso francese avrebbe accusato un piccolo fastidio alla caviglia e per questo potrebbe non essere rischiato per un match di poca rilevanza, dato ormai il certo passaggio del turno dei transalpini e dell’avversario che verrà fronteggiato dai blues.

Probabile l’assenza nel pomeriggio per Mbappè, che verrà tenuto a riposo per averlo al 100% per gli ottavi.

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