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Inter, vietato parlare di fallimento! L'analisi della stagione

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Inter, vietato parlare di fallimento! L’analisi della stagione

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Guai a pensare che per l’Inter sia stata un’annata fallimentare. Si sa, la stragrande maggioranza dei tifosi basa il proprio giudizio sull’ultimo atto dell’anno, dunque sui risultati conseguiti al termine del campionato. La stagione dell’Inter non può e non deve essere valutata soltanto per la mancata vittoria dello Scudetto, ma bisogna necessariamente pensare al suo difficile preludio.

L’INIZIO DELLE DIFFICOLTÀ

Facciamo un salto nel passato e torniamo a maggio 2021. Siamo alle battute finali del campionato di Serie A 2020/21. Il mese inizia con la vittoria dei nerazzurri per 0-2 sul campo del Crotone. Il giorno successivo, il pareggio dell’Atalanta al Mapei Stadium di Reggio Emilia spazza via ogni scenario di una clamorosa rimonta dei bergamaschiL’Inter è Campione d’Italia per la diciannovesima volta nella sua storia. Le successive quattro gare di campionato vengono vissute con la solita grinta, ma allo stesso tempo con la spensieratezza di chi ha già raggiunto il proprio obiettivo. La festa Scudetto si svolge però in un contesto attraversato da numerose voci intorno alla figura di Antonio Conte.

Il tecnico ex Chelsea lamentava da tempo la mancanza di una progettualità da parte dei vertici della società, con ovvio riferimento alla famiglia Zhang. La proprietà cinese già nell’estate 2020 aveva infatti avuto limitata libertà di azione. Le nuove direttive del governo comunista di Pechino impedivano – e tutt’ora impediscono – agli imprenditori cinesi di compiere investimenti di decine di milioni di euro in attività non strategiche. Tra tali attività non essenziali rientra anche il calcio. Tolto il riscatto di Sensi e il già annunciato arrivo di Achraf Hakimi, gli obiettivi di mercato di Conte per l’estate 2020 (tra i quali Tonali, Kumbulla e Allan) sono così definitivamente sfumati. Già allora il tecnico leccese aveva mostrato forte disappunto, minacciando l’addio dopo appena una stagione. Fortunatamente per la Milano sponda nerazzurra, alla fine i rapporti tra le parti vennero (momentaneamente) ricuciti e si decise di continuare insieme.

SUNING-OAKTREE E IL MERCATO DEGLI ADDII

A distanza di un anno, le nuove direttive provenienti dalla Cina risultavano però intollerabili. Per ovviare alle difficoltà finanziarie del club, Suning aveva trovato l’accordo per il prestito di 275 milioni di euro da parte del fondo Oaktree Capital. Una delle clausole che aveva portato alla stretta di mano definitiva prevedeva però che gli Zhang avrebbero dovuto saldare il debito entro tre anni, pena il passaggio delle quote di maggioranza – detenute dalla proprietà cinese – in mano al fondo statunitense. Necessario dunque ricavare tale quota attraverso una gestione sostenibile dell’Inter; non solo si diceva quindi addio ad ogni tipo di mercato stellare, ma diventava necessario monetizzare il più possibile da una o più cessioni illustri.

Situazione inaccettabile per Antonio Conte, specialmente dopo aver riportato la Beneamata sul tetto d’Italia dopo 11 anni di digiuno. Arriva dunque la rottura definitiva: il 27 maggio 2021 l’Inter ufficializza la fine del rapporto con l’ex ct, che riceve una buonuscita di 7,5 milioni di euro. L’addio di Conte poteva sembrare con un unico fulmine a ciel sereno, duro ma comunque solitario. Niente di più sbagliato, era solo l’inizio delle difficoltà dei nerazzurri.

L’ARRIVO DI INZAGHI E L’ADDIO DI HAKIMI

Perso Antonio Conte, i dirigenti dell’Inter vanno subito alla ricerca di un degno sostituto. Stuzzica l’idea Max Allegri, in quel momento ancora senza squadra, ma si studiano diversi profili. Oltre alle idee Sarri e Mihajlovic, il nome più in voga è quello di Simone Inzaghi. Il tecnico piacentino è legato alla Lazio, con cui ha fatto molto bene nelle precedenti stagioni. Oltre alle grandi capacità di gestione della squadra e alla maturità già mostrata sulla panchina dei biancocelesti, il plus rispetto agli altri due tecnici sta nelle caratteristiche delle sue idee di gioco. Alla Lazio Inzaghi utilizza il 3-5-2, modulo tanto amato da Conte e che ormai è fortemente impresso nel sistema di gioco dell’Inter. Ingaggiare un allenatore come Sarri, le cui idee difficilmente si sarebbero sposate al modulo con la difesa a tre già rodato dai nerazzurri, sarebbe stato un ulteriore problema.

Si arriva alla decisione definitiva: Simone Inzaghi è l’uomo giusto per l’Inter.

Il problema era però dietro l’angolo. Il tecnico era prossimo al rinnovo di contratto con la Lazio: bisognava dunque accelerare i tempi. Beppe Marotta avvia subito i contatti con l’allenatore; nel giro di qualche giorno, Inzaghi saluta Formello – spiazzando completamente Lotito che era certo del rinnovo – e approda ufficialmente all’Inter. La sfida accettata era più difficile di quanto previsto: provare a riconfermarsi nonostante una squadra rimaneggiata. Ancor più complicata viste le cessioni eccellenti arrivate nel corso dell’estate. Parte infatti Achraf Hakimi per circa 68 milioni di euro, dopo una sola stagione di permanenza e nonostante la sua volontà di rimanere a Milano. Tutti pensavano che la dolorosa separazione dall’ex Borussia Dortmund sarebbe stato l’unico sacrificio capace di mettere a posto i conti del club. Ma per i tifosi nerazzurri le sorprese non erano ancora finite.

IL CASO ERIKSEN E I PRIMI ARRIVI

Dai campi di Euro2020 arriva una notizia che lascia tutto il mondo con il fiato sospeso: il cuore di Christian Eriksen ha smesso di battere. Tutti ricorderanno le immagini dello staff medico della Danimarca in campo, circondato da tutti i calciatori in uno stadio in lacrime. Fortunatamente Christian ce l’ha fatta ed è pure tornato a giocare; ma l’Inter è stata costretta a salutarlo definitivamente, poiché i protocolli del campionato italiano vietano l’impiego di un calciatore con impiantato un defibrillatore sottocutaneo. Ennesima tegola per MarottaAusilio, è necessario dunque correre ai ripari.

La scelta ricade su Hakan Calhanoglu. Il turco non ha trovato l’accordo per il rinnovo con il Milan ed è pronto a salutare il Diavolo. La dirigenza interista non può farsi sfuggire un colpo del genere e avvia i contatti con il calciatore. Alla fine si raggiunge l’accordo e l’ex Bayer Leverkusen transita dall’altra sponda del Naviglio: uno smacco che i cugini rossoneri probabilmente non gli perdoneranno mai.

LE TURBOLENZE INTERNE E LA PARTENZA DI LUKAKU

Tra le voci interne più critiche nei confronti dell’operato di Suning, spicca quella di Lele Oriali. L’ex mediano, con un glorioso passato da calciatore con la maglia nerazzurra, non poteva tollerare l’ennesimo smantellamento di una rosa vincente nonché la totale assenza degli Zhang in un momento così delicato. La sua posizione si è sempre più aggravata, fino a quando è stato sollevato dal suo incarico. La figura di Oriali non solo era stata essenziale nell’inserimento di Conte all’interno dell’ambiente Inter, ma rappresentava anche uno dei membri dello staff più apprezzati dai tifosi.

Entrati nel mese di agosto, con l’inizio della stagione che si avvicinava sempre più, l’Inter seppur rimaneggiata poteva comunque contare ancora sul suo bomber: Romelu Lukaku. Le due stagioni precedenti erano state a dir poco sensazionali e l’intesa del belga con il compagno Lautaro Martinez era al limite della perfezione. Nonostante avesse più volte assicurato la sua permanenza a Milano, ecco che nel giro di pochi giorni arriva il suo clamoroso addio. Il numero 9 torna così in Premier League, in quel Chelsea che giovanissimo lo aveva lanciato nel calcio che conta per poi cederlo altrove. La cifra dell’operazione è da record: 115 milioni di euro.

Mentre una tifoseria imbestialita manifesta contro la società, arrivano altri colpi in entrata a chiudere il travagliato mercato nerazzurroLukaku viene sostituito con gli acquisti di Joaquin Correa dalla Lazio ed Edin Dzeko a parametro zero dalla Roma; sulle fasce torna Federico Dimarco dal prestito al Verona, oltre a un Denzel Dumfries protagonista a Euro2020 con la sua Olanda. Il mercato è finalmente chiuso, adesso testa al calcio giocato.

STAGIONE 2021/22: IL GIRONE DI ANDATA

L’obiettivo dell’Inter è quello di lottare per le competizioni domestiche, pur sapendo le differenze di valori rispetto alla squadra della stagione precedente. Nel primo atto della stagione, la Beneamata accoglie tra le mura amiche il Genoa di Davide Ballardini. Il match termina con un sonoro 4-0 per i padroni di casa, ma ciò che colpisce è la qualità di gioco espressa dai ragazzi di Simone Inzaghi. Un calcio propositivo, votato all’attacco, in cui tutti i calciatori vengono coinvolti nella manovra di costruzione. Un ruolo importante viene svota dai laterali del terzetto difensivo: essi spesso salgono ad aiutare la manovra offensiva con inserimenti e sovrapposizioni sui lati. I giocatori sembrano trovarsi a memoria, come i musicisti delle orchestre più prestigiose che, dirette da un maestro competente e sicuro di sé, nell’insieme danno vita ad una musica che da anni non si sentiva dalle parti di San Siro.

Al termine del girone di andata, l’Inter è prima con 46 punti (4 in più del Milan secondo) e si laurea Campione d’inverno.

Il percorso in Champions League è coerente a quanto espresso in campionato. Per la prima volta dalla stagione 2011/12, i nerazzurri riescono a superare il girone arrivando secondi alle spalle del Real Madrid. A differenza delle stagioni precedenti, quest’anno la squadra è stata in grado di ottenere il massimo anche nelle partite decisive, in primis nella gara di San Siro contro lo Shakhtar Donetsk. Grandissima soddisfazione per i ragazzi di Inzaghi e primo obiettivo stagionale raggiunto.

STAGIONE 2021/22: IL GIRONE DI RITORNO

Il 2022 nerazzurro si apre con il rinvio last-minute causa Covid della gara contro il Bologna. La squadra lombarda si era regolarmente presentata al Dall’Ara, ma i padroni di casa non sono scesi in campo. Dopo una lunga serie di ricorsi, la gara viene ufficialmente annullata e rinviata a data da destinarsi. Dopo il successo ai danni della Lazio arriva il tanto atteso giorno della Supercoppa Italiana. L’Inter, Campione d’Italia in carica, affronta la Juventus, vincitrice dell’ultima edizione della Coppa Italia. La gara non va oltre l’1-1 al termine dei tempi regolamentari; stesso copione nei supplementari, fino all’ultima azione del secondo tempo. Quando tutti erano preparati alla lotteria dei rigori, un errore di Alex Sandro spalanca la strada a Darmian che serve prontamente Alexis Sanchez, il quale con una zampata vincente regala il trofeo ai nerazzurri. Primo trofeo interista dunque per Simone Inzaghi.

Mentre in Champions l’Inter uscirà – ma a testa altissima – dalla doppia sfida con il Liverpool, in campionato si vivono le prime grandi difficoltà. Tra gennaio e marzo, la Beneamata vive un periodo di calo fisico e mentale, con appena 3 vittorie in 10 gare di Serie A, trend decisamente diverso rispetto a quanto espresso nella prima frazione di stagione. Arrivano inoltre cocenti sconfitte, come quella per 1-2 nel Derby della Madonnina con doppietta di Giroud e lo 0-2 sul campo del Sassuolo. La prima posizione sembra ormai persa, ma è allora che il gruppo si compatta alla ricerca di un ennesimo e clamoroso ribaltone ai danni dei cugini rossoneri.

Prima della volata-Scudetto finale c’è da giocare un’altra finale, ancora contro la Juventus. Oltre alla ovvia sete di vendetta per la Supercoppa strappata all’ultimo secondo, la Vecchia Signora punta alla vittoria poiché rischia di rimanere a secco di trofei per la prima volta dopo 10 anni. E così sarà: con un pirotecnico 2-4 l’Inter si aggiudica la Coppa Italia in una gara che vede Ivan Perisic come protagonista assoluto. E con questa vittoria, i trofei salgono a due.

Tuttavia, i nerazzurri non riusciranno ad aggiudicarsi il terzo trofeo domestico. Fatale la sconfitta nella gara di recupero contro il Bologna, dove i felsinei si impongono per 2-1 approfittando di un clamoroso errore individuale del portiere Ionut Radu. Dopo quella gara l’Inter le vincerà tutte, ma non basterà per strappare il primo posto ai cugini. Il Milan vince dunque il diciannovesimo campionato della sua storia, staccando i rivali nerazzurri di appena 2 punti.

STAGIONE 2021/22: I PUNTI DI FORZA PER IL FUTURO

Non avrà confermato il Tricolore sul proprio petto, ma la stagione dell’Inter è senza dubbio positiva. In pochi si sarebbero aspettati di vedere i nerazzurri coinvolti in una lotta Scudetto al cardiopalma fino all’ultima giornata. In pochi avrebbero puntato su un Simone Inzaghi capace di dare un’anima nuova e brillante ad una squadra rimaneggiata dalle troppe partenze. Forse nessuno avrebbe puntato sulla vittoria di due trofei nonché sul tanto atteso passaggio turno in Champions che mancava ormai da troppo tempo. Al netto di tutte le valutazioni fatte e delle complicate premesse di inizio anno, possiamo dire con certezza che la stagione dell’Inter è stata da incorniciare.

Spunti per il futuro? Innanzitutto è necessario confermare i grandi protagonisti di questa cavalcata, per puntare all’ambita seconda stella già nella prossima stagione. La società si è già mossa blindando i vari Barella, Brozovic, Lautaro tramite estensione contrattuale. È necessario proseguire lungo questa strada, evitando – ove possibile – altre cessioni sofferte. Serve che l’intero ambiente non perda la fiducia nei propri ragazzi e in chi lavora dietro le quinte perché, com’è stato ampiamente dimostrato con la riapertura degli stadi, la compattezza tifoseria-squadra è un punto di forza essenziale per arrivare al successo.

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Gila carica la Lazio: “Una vittoria stasera vale metà stagione”

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Mario Gila, difensore della Lazio

Il difensore della Lazio Mario Gila ha parlato ai microfoni di DAZN a pochi minuti dall’inizio della sfida tra i biancocelesti e il Milan. Una gara, quella dell’Olimpico, che per i biancocelesti è fondamentale per restare ancorata alla corsa per ottenere un posto in Champions League. Proprio su questo si è soffermato il centrale spagnolo poco prima dell’inizio della gara contro i rossoneri. In questo momento, infatti la Lazio è ottava in classifica, a -8 dal Bologna quarto e -6 dall’Atalanta che occupa la quinta posizione, che al momento potrebbe valere comunque un posto in Champions League il prossimo anno. I biancocelesti sono reduci dalla sconfitta in casa della Fiorentina e contro il Milan vogliono cambiare subito marcia.

3 PUNTI FONDAMENTALI – “Partita importantissima per noi, tre punti che ci possono dare tranquillità e farci avvicinare alla Champions. Tre punti questa sera possono valere metà stagione”, ha dichiarato Gila.

Dopo un inizio di stagione rilegato in panchina, Gila ha conquistato il posto da titolare complice anche qualche problema fisico di Romagnoli e Casale e da metà novembre è sempre stato schierato dal 1′ da Maurizio Sarri, fino all’espulsione contro il Torino. Il 23enne torna oggi titolare dopo aver scontato la squalifica nella scorsa giornata contro la Fiorentina e agirà al fianco di Romagnoli.

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Lotta Napoli-Juventus per il Mondiale per Club: ADL presenterà ricorso alla FIFA per estromettere i bianconeri

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Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, Serie A, Coppa Italia, Champions League

Siamo già in tema Napoli-Juventus. Questo weekend, precisamente domenica sera alle ore 20:45, la sfida di Serie A. Fuori dal campo, però. la partita è concentrata sulla partecipazione delle due squadre al prossimo Mondiale per Club. I bianconeri formalmente possono solo sperare che i partenopei vengano sconfitti al ritorno di Champions dal Barcellona. Il Napoli, invece, se vincesse almeno altre due partite in Europa, accederebbe alla nuova competizione che prenderà il via nel 2025.

Secondo quanto riportato da Radio Kiss Kiss, però, il patron del Napoli Aurelio De Laurentiis sarebbe al lavoro per presentare un ricorso alla FIFA per l’estromissione della stessa Juventus dal prossimo Mondiale per Club. Ciò garantirebbe al Napoli una grandissima possibilità per l’accesso alla competizione, visto che come pretendente rimarrebbe la Lazio, ma che è ben più indietro nel ranking.

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I convocati dell’Olanda per le partite di marzo: prima volta per Zirkzee, ci sono anche due interisti

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Bigica

L’Olanda si prepara a scendere in campo contro la Scozia (in casa) e contro la Germania (in trasferta). Si tratta di due amichevoli, utili a CT e giocatori per rodare i meccanismi verso Euro2024. In vista di questi due impegni, Ronald Koeman, tecnico della Nazionale olandese, ha diramato l’elenco dei convocati. Tra questi, figurano ben sei giocatori presenti in Serie A, tra cui la prima – meritatissima – volta di Joshua Zirkzee. L’attaccante in forza al Bologna, tra l’altro, incrocerà dall’altra parte del campo uno che di solito gli fornisce gli assist come Lewis Ferguson.

Oltre all’ex Bayern, ci sono Denzel Dumfries, Stefan De Vrij, Teun Koopmeiners e Tijjani Reijnders. Presenti anche tre conoscenze del nostro campionato come Matthijs De Ligt, Jerdy Schouten e Gini Wijnaldum. Scopriamo, dunque, la lista completa dei giocatori che vestiranno la maglia Orange nei due impegni che attendono l’Olanda.

LA LISTA DEI CONVOCATI DELL’OLANDA

Questo, dunque, l’elenco completo dei convocati di Ronald Koeman:

  • PORTIERI: Bizot, Flekken, Olij, Verbruggen;
  • DIFENSORI: Ake, Blind, Van Dijk, Dumfries, Frimpong, Geertruida, Hartman, De Ligt, Timber, De Vrij, Van De Ven;
  • CENTROCAMPISTI: Frenkie De Jong, Koopmeiners, Reijnders, De Roon, Schouten, Verman, Wijnaldum, Wieffer;
  • ATTACCANTI: Brobbey, Depay, Gakpo, Malen, Xavi Simons, Zirkzee, Weghorst.

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Ranieri presenta la sfida di Empoli in conferenza: “Determinerà il nostro futuro”

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Ranieri conferenza Milan-Cagliari

Claudio Ranieri è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match contro l’Empoli, decisivo in ottica salvezza. I rossoblù arrivano alla partita chiaramente galvanizzati dopo il pareggio acciuffato all’ultimo istante contro il Napoli e ora vogliono i tre punti. Scopriamo le parole di Ranieri in conferenza.

LA CONFERENZA STAMPA DI RANIERI

Queste, dunque, le dichiarazioni di Ranieri:

INFORTUNI PAVOLETTI E PETAGNA – “Perdiamo in fisicità. Mi avrebbe fatto piacere poter scegliere“.

IMPORTANZA GARA DI EMPOLI – “Determinerà il nostro futuro. Ci vorrà tanta umiltà. Loro si sono tirati fuori dai guai. Bisogna fare i complimenti a Nicola per il lavoro“.

MANCANZE DIFENSIVE EMPOLI – “Non sono d’accordo. Chiudono bene gli spazi e si aiutano l’uno con l’altro“.

GERARCHIE – “Scelgo gli elementi in base alla gara. Chi mi garantisce determinazione e concentrazione va in campo“.

GOL DI LUVUMBO – “Lottando fino alla fine si ottengono i risultati. Abbiamo giocato una gara di grande sacrificio e sarebbe stato brutto perdere. Il Napoli ha confermato contro il Sassuolo di essere una squadra che sa fare molto male all’avversario“.

DEIOLAHa qualità ed anche difetti. Nei social so che viene crocifisso e non so il perchè. Quando lo mando in campo so che può fare tanto, e lui mi fa capire che vuole mettere il cuore e che vuole rimanere in Serie A. Poi che mi sbagli la palla a me non interessa. Se qualcuno vuole Messi o Dybala ha sbagliato squadra“.

LAPADULA – Non si dà mai per vinto, ce la mette sempre tutta. Ha bisogno di ritrovare il goal, ma in allenamento da sempre il massimo. Farà un grande finale di stagione“.

MODULO – No, io vario in base all’avversario. Non ho un modulo fisso“.

NANDEZ Mi dà un grandissimo equilibrio ed è un leader in campo, è insostituibile”.

JANKTOSi sta riportando ai livelli di un tempo. Mi auguro che in questo finale di campionato ci possa dare una mano perchè conto molto su di lui“.

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