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Calcio Internazionale

Inter Barcellona 1-0, le pagelle: Calhanoglu rilancia i nerazzurri!

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Dimarco

Quando meno te l’aspetti, l’Inter rialza clamorosamente la testa. La squadra di Simone Inzaghi trionfa con una pazza vittoria sul Barcellona di Xavi. Decide il gol di Calhanoglu che risolve una contesa difficilissima. Vittoria, questa, che potrà rilanciare i nerazzurri anche in campionato.

LE PAGELLE DELL’INTER

Onana 6.5: Non fa parate difficili, ma da sicurezza al reparto con un paio di uscite fondamentali. Sicurezza, questa, che forse capitan Handanovic non riesce più a garantire.

Bastoni 6.5: Anche lui, come i suoi compagni di reparto, sembra un altro giocatore rispetto a quello di inizio stagione. Puntuali le sue chiusure, precise le sue coperture. A volte si propone anche in fase offensiva, il che non guasta mai.

De Vrij 6.5: Sicuramente il miglior De Vrij stagionale, probabilmente anche il migliore degli ultimi due anni. Francobolla Lewandowski e gli impedisce di intendere e di volere. Peccato che una prestazione del genere venga parzialmente rovinata dai guai muscolari che lo costringono ad abbandonare il campo. (Dal 76′ Acerbi 6: De Vrij gli lascia in scomoda eredità Lewandowski, a lui però non tremano le gambe e si fa valere).

Skriniar 6.5: Il fatto che l’Inter vista stasera sia tutt’altra cosa rispetto a quella dell’avvio di stagione lo dimostra Milan Skriniar. Lo slovacco, forse distratto dalle voci di un trasferimento parigino, era sembrato fin qui l’ombra di se stesso, oggi però è parso rinato. Le chiusure su Lewandowski avranno fatto tornare alla memoria dei tifosi nerazzurri alcuni highlights del vecchio muro invalicabile. La fascia da capitano lo ha responsabilizzato e non poco.

Dimarco 7: Migliore in campo senza storie. Solo in teoria sarebbe un esterno offensivo, nella pratica il lavoro difensivo su Dembelè è straordinario. Il francese sarebbe uno dei più in forma dei blaugrana, ma l’esterno italiano lo annulla e lo costringe addirittura al cambio di fascia. Meravigliosa, poi, l’apertura che da avvio al gol di Calhanoglu. (Dal 76′ Gosens 6: Rischia con un passaggio kamikaze in uscita, ma alla fine è attento pure lui).

Mkhitaryan 6.5: Forse il meno appariscente del centrocampo nerazzurro, ma di certo il suo lavoro non è secondario. Fondamentali, anzi, i suoi raddoppi su Dembele che contribuiscono a rendere Dimarco il migliore in campo.

Calhanoglu 7: Alla fine dei conti è l’unico in grado di impegnare Ter Stegen. Prima al sesto minuto esplode un destro potentissimo dai trenta metri, poi al tramonto del primo tempo trova la biglia che vale la vittoria dei suoi. (Dal 85′ Asllani s.v. il tempo di tirare due calcioni al pallone)

Barella 6: Chiudiamo più di un occhio sull’ingenua ammonizione per proteste e per un paio di errori in impostazione. Per il resto è il solito BareLla, anzi, il vecchio solito Barella.

Darmian 6: Si conferma il giocatore affidabile che si è sempre dimostrato nel corso della sua carriera interista. Nel gol del vantaggio nerazzurro c’è anche il suo zampino. (Dal 76′ Dumfries 5.5: Volevamo evitarla, ma ecco l’unica insufficienza nerazzurra. Entra e rischia di concedere un clamoroso rigore al Barça, per sua fortuna le immagini non sono chiare).

Lautaro 6.5: più Leone che Toro. Partita, come sempre, di grande cuore e sacrificio. Dal sessantesimo è in debito di ossigeno e acciaccato fisicamente, ma di mollare non se ne parla. Entra in tutte le, seppur poche, controffensive nerazzurre.

Correa 6: Inzaghi decide di dargli un’occasione nel match più importante, e il Tucu ripaga la fiducia con una buona prestazione. Si vede poco in fase offensiva, ma nell’unica occasione buona conquisterebbe un calcio di rigore che però il fuorigioco di alluce di Lautaro annulla. Encomiabile, invece, l’abdicazione in fase di non possesso. (Dal 56′ Dzeko 6: probabilmente Inzaghi lo mette in campo per fare la boa e tenere alti un paio di palloni. I palloni però non arrivano e allora il bosniaco decide di mettersi a fare il difensore aggiunto).

LE PAGELLE DEL BARCELLONA

Ter Stegen 6: Para una bomba di Calhanoglu, non può nulla sul tiro all’angolino sempre del turco. Per il resto l’Inter non si fa vedere dalle sue parti.

Marcos Alonso 6: Decisamente più presente in fase di spinta che in quella di copertura, ma da quella parte la fascia destra dell’Inter lo annulla. (Dal 63′ Balde 6: Gara di fatto identica a quella di Marcos Alonso).

Eric Garcia 6.5: Voto forse un po’ troppo generoso ma si vuole premiare la straordinaria chiusura che, al 72esimo, cancella il possibile 2-0 dai piedi di Lautaro.

Christensen 6: Il Barcellona difende praticamente a centrocampo, lui è attento con un paio di buoni interventi nelle sporadiche ripartenze nerazzurre. Si infortuna per una sfortunata coincidenza su un contrasto con Mkhitaryan. (Dal 57′ Pique 6: negli occhi una super chiusura su Edin Dzeko).

Sergi Roberto 5.5: Non spinge e non difende, di fatto una comparsa.

Pedri 7: Poesia in movimento, vederlo danzare sul pallone ricorda i grandi centrocampisti del passato. Trova anche il gol dell’1-1, ma un fallo di mano di Ansu Fati gli cancella una rete che avrebbe meritato.

Busquets 6: In due parole: classe ed eleganza. Vederlo toccare più di una volta il pallone è raro come la neve in agosto,. I centrocampisti dell’Inter lo sanno, forse anche per questo motivo la copertura su di lui è sempre perfetta.

Gavi 5.5: Gara non all’altezza del suo straordinario talento. Gioca a nascondino con il centrocampo nerazzurro e alla fine vince lui, perché ne quelli dell’Inter ne i suoi compagni riescono mai a trovarlo. (Dal 83′ Kessie 6: Fa ammonire Bastoni con una bella giocata, la punizione che ne deriva è l’ultimo sussulto della partita).

Raphinha 5: Soporifero per tutti i 63 minuti giocati. Quasi mai punta Darmian e Skriniar, mai riesce a superarli o a tentare il sinistro in porta. Xavi lo sposta sulla sinistra al sessantesimo, ma il risultato non cambia. (Dal 63′ Ansu Fati 5.5: il suo tocco di mano cancella l’1-1).

Lewandowski 5: Skriniar e De Vrij lo portano al guinzaglio per tutto il match. Si muove poco e male, rendendosi impossibile da servire. Con questi fanno due match deludenti consecutivi in Champions League, strano.

Dembele 6: Il cuore pulsante dei catalani, il Barcellona gioca solo dalla sua parte e lui batte anche angoli e punizioni. Peccato per lui che dalla sua parte ci sia un Dimarco in formato Ivan Perisic che, di fatto, lo annulla. Rimane comunque il più pericoloso dei suoi.

 

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Cristiano Ronaldo aspetta l’Europa, vuole ancora giocare la Champions

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Portogallo

Cristiano Ronaldo è in attesa di scoprire cosa gli riserverà il futuro. Secondo Nicolò Schira, prima di accettare la ricca offerta dell’Al Nassr, CR7 preferisce aspettare un’offerta da parte dei club europei che giocano la Champions League.

Proprio per accontentare le richieste del suo cliente, Jorge Mendes, è al lavoro per trovare una sistemazione europea all’ormai ex giocare del Manchester United. Mentre il suo agente cerca soluzioni per il suo futuro, Cristiano Ronaldo rimane in Qatar con il suo Portogallo. Ieri sera, dopo la vittoria della sua Nazionale contro la Svizzera, uscendo dallo stadio si è esposto sul suo futuro con poche parole ma efficaci: “Accordo con l’Al Nassr? No, non è vero“, queste le dichiarazioni riportate da Record. CR7 sta aspettando l’Europa.

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“Paura Juve” – La Rassegna del Diez

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Rassegna

La rassegna stampa è senza alcun dubbio il miglior modo per iniziare la giornata. Ecco quindi le prime pagine dei principali quotidiani sportivi nazionali e internazionali per la giornata di oggi.

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Santos sulla situazione Ronaldo: “Non sta a me dire se giocherà la prossima partita”

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Ronaldo

E’ un Fernando Santos soddisfatto, ma non al 100% quello ai microfoni della stampa nel post partita della sfida con la Svizzera. Il suo Portogallo ha demolito gli elvetici per 6-1, ma l’attenzione della stampa è andata soprattutto verso la delicata situazione di Cristiano Ronaldo, oggi partito dalla panchina, e spettatore impotente della tripletta di Goncalo Ramos, il talentino che potrebbe avergli tolto il posto da titolare nello scacchiere portoghese.

Queste le parole di Fernando Santos nel post: “Non è stata una serata perfetta, ma abbiamo disputato una grande partita mettendo in campo il giusto atteggiamento per tutti i novanta minuti di gioco. L’assenza di Cristiano Ronaldo? Ne ho già parlato e non lo farò più; lui e Gonçalo Ramos sono due calciatori diversi. Ronaldo è il nostro capitano, non ci sono stati problemi in seguito alla mia decisione: è un ragazzo che cerca sempre di dare il suo contributo, ma non sta a me dire se giocherà o meno nella prossima partita. Vedremo cosa succederà“.

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Ottavi di finale archiviati: manca sempre meno alla Finalissima

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Inghilterra

Senza troppo clamore, ma con qualche squillo di tromba, il Mondiale in Qatar ha intrapreso, con gli ottavi di finale, la sua fase discendente verso un finale ancora tutto da scrivere ma sicuramente entusiasmante. Nel tragitto, è vero, ci siamo persi per strada alcune Nazionali che, nel tempo, hanno fatto la Storia di questa manifestazione (la Germania, ad esempio), ma il meglio – ne siamo certi – ce lo devono ancora riservare chi è rimasto a giocarsi le proprie chance e ambizioni. E’, come sappiamo e come abbiamo spiegato più e più volte, un Mondiale anomalo perchè inserito, prima volta da quando ha emesso i suoi primi vagiti, nel bel mezzo di una stagione calcistica, alimentando quei dubbi e quelle perplessità che ancor oggi permangono.

Dicevamo che siamo entrati negli ottavi di finale della rassegna, nelle partite da dentro o fuori, negli scontri vis-a-vis dove non si può più sbagliare per non rischiare di giocarsi l’osso del collo tornandosene a casa anzitempo. Al proscenio il solito, pressoché inarrestabile Brasile, un collettivo di gran classe che fa perno sul talento straordinario di Neymar ma soprattutto sulla efficacia pedatoria di un gruppo che non pare aver difetti se non quello di un irrefrenabile narcisismo. E che dire dell’altra sudamericana, l’Argentina del sette volte Pallone d’Oro, Leo Messi? Beh, se tutto va bene, una finale anticipata (peccato non la finalissima, purtroppo!) sarà il loro scontro diretto, una partita tutta da vedere, vivere e godere e alla quale spero tanto di poter assistere anche se – ahimè – soltanto dal divano di casa mia con qualche amico fidato e un buon bicchier di vino da sorseggiare, in mano.

E poi, questo Marocco, fuor di dubbio, la rivelazione della competizione. Decisamente bello, disinvolto e intraprendente nel suo incedere, ma anche fragile per la poca esperienza da esibire. Una menzione a parte la meritano Spagna e Inghilterra. Soprattutto quest’ultima che ai Mondiali (e non solo…) ha sempre fallito ad eccezione di quelli del ’66 proprio in terra d’Albione che i bianchi di Sua Maestà con i quattro leoni sul petto, s’aggiudicarono – in finale con i teutonici crucchi – quando però il Var ancora non esisteva. Altrimenti!!! Vabbè, acqua passata… Insomma, godiamoci quest’ultimo scorcio di manifestazione e – come si dice in questi casi -, vinca il migliore!

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