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Ritorno al futuro

Ritorno al futuro

Inter e Fiorentina inaugureranno il loro campionato alle 20.45 a San Siro. Una gara dalle numerose, suggestive sfumature e che vedrà affrontarsi due squadre che, quest’estate, hanno intrapreso strade opposte.

SUL MERCATO

Chi ha attuato pochi, oculati, cambiamenti e chi invece ha rivoluzionato l’intera rosa. Inter e Fiorentina hanno vissuto una sessione estiva di calciomercato lungo direttive totalmente diverse.

I nerazzurri hanno confermato gran parte della rosa della scorsa stagione, mettendo alla guida un leader (sul campo e nelle parole) come Spalletti. Molti giocatori dovranno essere valorizzati dal tecnico toscano e integrati con rinforzi funzionali, tra cui proprio i due ex viola Borja Valero e Vecino. Un mercato senza particolari acuti, in entrata così come in uscita, eccezion fatta per il caso Kondogbia. Infatti, quello che sembrava dovesse essere l’uomo mercato dei nerazzurri in ottica partenze, Ivan Perisic, è ormai destinato a rimanere e rinnovare il suo contratto con la Beneamata.

Discorso totalmente opposto quello che riguarda la Fiorentina. I viola hanno cambiato leader, come i nerazzurri, in panchina, con la differenza che la squadra ha perso pezzi uno dopo l’altro. Senza contare la questione proprietà ancora da risolvere. Oltre ai già citati centrocampisti, sono partiti Tatarusanu, Gonzalo Rodriguez, Ilicic, Tello, Bernardeschi, Kalinic… e la lista continua. La spina dorsale della squadra titolare e qualcosa in più. Ben tredici, invece, i volti nuovi. A Pioli l’arduo compito di non far rimpiangere i giocatori di talento che hanno lasciato, creare nuovi leader che sostituiscano quelli partiti (in mezzo al campo Badelj, che ha deciso di rinnovare, mentre in difesa Astori, pronto a prendere l’eredità di Rodriguez come riferimento del reparto) e amalgamare i tanti volti nuovi.

PASSATO RECENTE

Inter-Fiorentina sarà anche la gara di Vecino, Borja Valero e Pioli. Degli ultimi due soprattutto.

È noto l’amore che lo spagnolo e la moglie provavano per Firenze (tanto che lei si è fatta tatuare su una gamba uno schizzo del marito con la maglia viola). Così come è noto l’apprezzamento del tifo gigliato per il centrocampista. Professionista esemplare, leader sul campo ed esempio fuori da esso. Un destino da bandiera viola infranto da un difficile rapporto con la società, la voglia, forse, di trovare nuovi stimoli e un corteggiamento dell’Inter che non può certo lasciare indifferenti. I tifosi hanno digerito, seppur a fatica, l’addio di Borja, così come lui ha detto addio a una città che gli è rimasta impressa nel cuore. Per lui, soprattutto per lui, la partita di stasera avrà un significato speciale.

Borja Valero all’Inter farà ciò che faceva già a Firenze: comandare il centrocampo. Sin dalle prime amichevoli ha dimostrato subito, oltre alle qualità in regia già note, una grande abnegazione e spirito di sacrificio in fase difensiva. Il regista (che poi regista vero non è) che tanto mancava ai nerazzurri gli scorsi anni. Il suo apporto sarà fondamentale sul campo ma anche nello spogliatoio, dove può fungere da esempio in un gruppo in cui è stato palesato, in molti, uno scarso amore per la maglia, poca coesione e svagatezza.

C’ERAVAMO TANTO AMATI

Un amore che sembrava in procinto di sbocciare è quello tra Pioli e l’Inter. L’ex tecnico della Lazio sembrava aver riparato, nel giro di poche settimane, tutto quanto era andato storto con la precedente gestione. La fase difensiva, la coesione del gruppo e, conseguentemente, i risultati. Poi un traguardo Champions apparso ormai irraggiungibile ha staccato la spina e la nave è naufragata. Pioli con essa. Quello con meno colpe, alla fine, anche se a lungo andare è diventato anche lui piccolo complice del disastro finale. Sempre una parola buona per la squadra anche quando le cose andavano male, troppo male, forse perché semplicemente non sapeva spiegarsi un crollo così drastico dopo i barlumi di speranza dei primi mesi.

entusiasmo

A Firenze, ora, gli spetta un compito non del tutto diverso. E forse ancora più difficile. La Fiorentina non è una squadra da aggiustare e riassemblare, ma anzi una squadra ancora tutta da ricostruire dopo il crollo delle fondamenta.

IN CAMPO

Torniamo alle cose strettamente di campo. La partita di stasera ha tutto per far vivere 90 minuti più che piacevoli. Le squadre che vedremo stasera, entrambe, saranno intenzionate a proporre un buon calcio.

La nuova Inter di Spalletti, con l’unico ballottaggio VecinoJoao Mario (e il conseguente arretramento di Borja Valero nel caso in cui il 10 portoghese partisse titolare), è una squadra che mai come quest’anno potrà avere le redini del gioco. Sgravata di Medel e Kondogbia, troppo lenti e inadeguati al lavoro di impostazione e circolazione di palla, l’Inter ora ha nel suo centrocampo un set di giocatori con buone qualità palla al piede. A questi si aggiungono due terzini nuovi di zecca come Dalbert e, presto, Joao Cancelo. Due esterni che sanno trattare la palla.

Dall’altra parte c’è una Fiorentina che, nonostante la rivoluzione, non ha cambiato la propria filosofia. È solo questione di tempo perché i tanti volti nuovi assimilino i dettami di Pioli. Pioli che dovrà fare a meno, però, di uno dei pochi punti di riferimento, Federico Chiesa, assente per squalifica. Indisponibile Saponara.

Queste le probabili formazioni:

Inter (4-2-3-1): Handanovic, D’Ambrosio, Miranda, Skriniar, Dalbert; Vecino, Gagliardini; Candreva, Borja Valero, Perisic, Icardi. All. Spalletti

Fiorentina (4-2-3-1): Sportiello, Tomovic, Victor Hugo, Astori, Oliveira; Veretout, Sanchez; Benassi, Eysseric, Gil Dias, Babacar. All. Pioli

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