I tendoni rossi sono già pronti ad oscurare il palcoscenico della stagione dell’Inter. Prima che cali il sipario però, c’è ancora l’ultimo atto dell’opera da inscenare. Fin qui lo spettacolo è stato sicuramente più che gradevole, grazie soprattutto all’ottimo operato del regista, Antonio Conte, e alle performance dei suoi attori, i giocatori. Lo stesso tecnico leccese ci ha tenuto ha sottolineare proprio questo aspetto al termine dell’ultima gara contro l’Atalanta, lanciando una frecciata alla società. “Questi 82 punti ce li gustiamo io e i giocatori”. A questo si sono aggiunte parole dure verso il presidente e la dirigenza, che hanno destabilizzato gli ultimi giorni ad Appiano Gentile.

Il polverone alzatosi a seguito delle dichiarazioni dell’allenatore ha raggiunto dimensioni considerevoli, forse anche eccessive conoscendo il carattere dell’ex ct della Nazionale. Una delle ragioni del suo sfogo è sicuramente da ricondurre al disappunto introspettivo per non essere riuscito a raggiungere la vetta, nonostante non avesse comunque i favori del pronostico. Per uno come lui, abituato a vincere fin da subito, arrivare “primo tra i perdenti” non è semplice da accettare. Antonio sa di essere riuscito ad ottenere il massimo che poteva fino a questo momento, ma d’altra parte è consapevole di non essere stato in grado di spingersi oltre ai limiti, come suo solito.

Per trasformare lo show da gradevole ad eccellente servirebbe dunque un finale ad effetto. Uno di quegli atti conclusivi che lascia senza fiato gli spettatori per qualche minuto, mentre cercano di capire come terminerà la trama. Proprio per questo motivo il condottiero dei nerazzurri cercherà di spronare i suoi il più possibile per tentare di arrivare fino in fondo in Europa League. L’andamento della Beneamata nella competizione continentale condizionerà senza dubbio il bilancio della stagione. Infatti aggiungere un trofeo in bacheca, per giunta di caratura internazionale, aumenterebbe non di poco la positività nel giudizio della prima annata interista targata Conte.

LO STATO DELL’INTER

La condizione fisica e psicologica attuale della squadra meneghina può essere analizzata in due differenti ottiche. Da un lato, Lukaku e compagni arrivano alle finals europee ancora sulla cresta dell’onda dopo l’ultima fase del campionato giocata ad alti livelli. Il mese di luglio non era iniziato nel migliore dei modi per la Beneamata, per via della sconfitta contro il Bologna e del pareggio a Verona, ma con un’abile colpo di reni l’undici interista ha concluso in crescendo la stagione nazionale.

Le recenti vittorie contro Napoli e Atalanta sono infatti il risultato di prestazioni impeccabili sia dal punto di vista tattico che da quello agonistico. Inoltre nelle ultime sei giornate di Serie A i nerazzurri hanno subito solamente due reti (entrambe contro la Roma), collezionando ben cinque clean sheet. In effetti, le ultime uscite hanno mostrato una squadra compatta e difficile da mettere in crisi. Come affermato da capitan Handanovic in conferenza stampa, lui e i suoi colleghi formano un gruppo provvisto in grande quantità dalla “cazzimma” (e uno sloveno milanese che cita il napoletano non si vede proprio tutti i giorni).

L’esultanza dell’Inter nel match contro l’Atalanta (fonte: profilo Instagram @inter).

Il lato oscuro della medaglia dice però che da metà giugno via i milanesi hanno giocato ininterrottamente ogni tre o quattro giorni. Per questo motivo non è da escludere che i giocatori risentano di un calo sotto l’aspetto fisico. Questo vale ovviamente in maniera particolare per chi è stato impiegato maggiormente nelle scorse settimane. Su tutti il trascinatore Big Rom, che nel post lockdown ha saltato unicamente 329 minuti sui 1’260 totali. Situazione analoga anche per Nicolò Barella, il quale non è mai uscito dal campo nelle ultime quattro gare (contro Roma, Fiorentina, Napoli e Atalanta).

A questo proposito, mister Conte può sorridere per il ritorno tra i convocati di Stefano Sensi. Da febbraio ad oggi il centrocampista ex Sassuolo è sceso in campo per soli due minuti nel match di Coppa Italia a Napoli. Ciononostante il suo rientro fa ben sperare, poiché permette di allungare la coperta in mezzo al campo (che conta tra l’altro l’assenza di Vecino).

L’AVVERSARIO

Cinque mesi fa, quando il Getafe fu sorteggiato come avversario, in casa Inter non c’era molto da sorridere. In quel momento infatti gli iberici viaggiavano a ritmi altissimi: in Spagna occupavano il quarto posto in classifica e in Europa avevano eliminato l’Ajax ai sedicesimi. Insomma, non proprio una squadra materasso. A distanza di di una ventina di settimane però, l’undici di Bordalas non spaventa più come prima. Lo stop forzato ha fatto male alla squadra della grande Madrid, che, alla ripresa delle competizioni non è riuscita ad imporsi come in precedenza. Negli undici turni conclusivi della Liga, il Getafe ha totalizzato cinque pareggi, quattro sconfitte e appena una vittoria.

I giocatori del Getafe festeggiano nel giorno della loro ultima vittoria in campionato, datata 29 giugno (fonte: profilo Twitter @mata_jaime9).

La formazione spagnola si era distinta per la capacità di costruire una muraglia in fase difensiva e capitalizzare al meglio le (poche) occasioni da gol in avanti. Lo stile di gioco attendista, combinato alla grande attenzione alla tattica, è valso alla squadra il paragone con il modo di giocare “all’italiana”. Da metà giugno a metà luglio però il sistema ha smesso di funzionare, e gli Azulones hanno subito la bellezza di dodici reti in undici gare, segnandone solo sei. La corazzata vista prima della pandemia si è frantumata? Può darsi.

Tuttavia l’Inter non può permettersi di abbassare la guardia. L’ottavo di finale di Europa League è infatti fonte di enorme motivazione per un club non abituato a competere a questi livelli. Perciò c’è da mettere in conto che i rivali si batteranno con le unghie e con i denti per proseguire l’avventura continentale. Spinti da tale stimolo, potrebbero riuscire a ritrovare la solidità e l’indole a combattere mostrata prima della pandemia. Per i nerazzurri sarà dunque fondamentale mantenere alta la concentrazione.

Fonte immagine in evidenza: profilo Instagram @inter