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Inter-Lazio, come Inzaghi può fermare Conte? | Numero Diez

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Come si ferma quest’Inter?

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È inutile provare a togliere l’osso dalla bocca del cane, si rischierebbe soltanto di farsi del male da soli. Piuttosto, si può provare a distrarlo. Lo sa benissimo Simone Inzaghi, che da quando siede sulla panchina della Lazio (fine stagione 2016-17) è riuscito a sfilare il giocattolo dalla morsa dell’Inter soltanto una volta. Rispetto ad allora, però, sulla panchina dei nerazzurri c’è un vero e proprio Rottweiler.

LA FAME DI CONTE

È una pura metafora, chiaramente. Non ce ne vogliano Vecchi e Spalletti (tra l’altro imbattuti nelle sfide ai biancocelesti), ma l’Inter di Antonio Conte, per quanto fatto finora, si è dimostrata una squadra con la stessa fame di punti di un cane da caccia. Quattro su quattro recita la classifica, bottino pieno e nessuna briciola lasciata agli avversari. In questo scenario, come si può fermare questa Inter?

La fame di vittorie è solo una conseguenza dell’appetito mostrato in campo dai nerazzurri. Nel linguaggio calcistico questo atteggiamento si può tradurre in pressing, cattiveria agonistica e tanta corsa. Rispondere a tono è la giusta soluzione per non subire la squadra avversaria, ma dal non perdere ad incidere sul risultato ne passa di acqua sotto i ponti.

(Fonte immagine: profilo Instagram dell’Inter)

Prevenire è meglio che curare, fin dall’alba dei tempi. Perché sforzarsi di togliere l’osso dalla bocca del cane quando l’osso, ancora per terra, può essere nascosto? La Lazio può fare questo, occultare il giochino ai nerazzurri. L’Inter utilizza Lukaku più come punta da sponde che attaccante da fionde? Si crea una diga di uomini davanti alla difesa; Conte ha preferito schierare Candreva rispetto a D’Ambrosio? Si sfrutta la scarsa propensione difensiva dell’ex laziale sul versante destro. Le soluzioni sono molteplici. Ma quali restano le più adatte per fronteggiare i nerazzurri?

CRONISTORIA

L’unica squadra finora capace di fermare la compagine interista è stata lo Slavia Praga, in un campo amico dell’Inter (a San Siro) ma nemico del suo allenatore (l’Europa, che per Conte rimane quasi un tabù). Come ci sono riusciti i ragazzi di Trpišovský? Pressing e atteggiamento a parte, la squadra ceca ha portato la variante dell’affollamento nell’area interista (attaccando con più uomini) e la reattività sulle seconde palle (respinte di Handanovič comprese). Il goal del vantaggio, d’altronde, è proprio nato dall’insieme di questi due aspetti.

L’altra delle due reti incassate in questa stagione dai nerazzurri è il colpo di testa di João Pedro in Cagliari-Inter, dove il filo conduttore tra il goal dello Slavia Praga e la marcatura del brasiliano rimane il cross proposto dalla destra (teso in Europa, alto sul secondo palo in Serie A). A proposito di cross e lanci sul secondo palo: nell’unica vittoria di Inzaghi contro l’Inter, nel marzo scorso, il goal che ha portato i biancocelesti a vincere di misura sui nerazzurri è sbocciato da un colpo di testa di Milinković-Savić, comparso proprio sul secondo palo dietro a Brozović.

(Fonte immagine: profilo Instagram della Lazio)

Preso atto della forza interista sulle palle inattive, tanto in attacco quanto in difesa, per Inzaghi non resta che puntare sulle scorribande dei suoi. Ad una squadra solida, rognosa, si può provare a rispondere proponendo calcio, e la Lazio, giocatori con questo potenziale, ne ha. Due su tutti: Luis Alberto e Correa. Dove l’argentino può essere la corrente che sposta la boa Immobile, lo spagnolo deve diventare il faro di luce in mezzo ad un mare di squali. Quelli che l’Inter propone, gli stessi che la Lazio deve contrastare.

(Fonte immagine di copertina: profilo Instagram della Lazio)

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Colley lascia la Sampdoria: è ad un passo dal Besiktas

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Colley

Omar Colley è ad un passo dal Besiktas, l’affare è in via di definizione. Come riporta Gianluca Di Marzio alla Sampdoria andranno 2,5 milioni di euro per il costo del cartellino. La volontà del difensore gambiano è chiara, con l’arrivo di Nuytinck e Gunter è aumentata la concorrenza in difesa e Colley vuole avere la certezza del suo posto in campo.

I NUMERI DI COLLEY ALLA SAMPDORIA

Colley è arrivato a Genova, sponda blucerchiata, nel 2018. In questi anni ha collezionato 123 presenze 3 reti, la società l’avrebbe anche tenuto in rosa ma la volontà del giocatore ha fatto la differenza nel trasferimento.

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Nicolò Barella compie 26 anni: l’orgoglio sardo e nerazzurro

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punti 2022

Nicolò Barella è uno dei centrocampisti più forti in Italia da ormai qualche anno. La sua crescita nel Cagliari per poi proseguire nell’Inter con Conte si è dimostrata vincente. Gol, assist, qualità unita all’immensa grinta in campo, che certe volte lo porta a quel tanto amato cartellino giallo come uno dei suoi idoli, ovvero Daniele Conti, che lo ha aiutato tanto nel suo percorso.

Prima Conte, ora Inzaghi, con i colori nerazzurri Barella non ha smesso di stupire per meravigliosi assist o gol dalla difficile realizzazione: uno di questi sicuramente quello al Camp Nou contro il Barcellona in un periodo che lo ha visto goleador (in campionato 5 gol e 6 assist, già record di reti in Serie A. Difficile sarà invece battere il record di 13 assist dello scorso anno).

“Le mie radici sono in Sardegna, nella città dove sono cresciuto. Quando sono giunto a Milano non ho avuto difficoltà ad ambientarmi, la determinazione è stata fondamentale nel mio percorso di crescita. Nel mio percorso ha influito anche Daniele Conti con la sua umiltà per i colori rosso-blu”.

DA GIGI RIVA A SAN SIRO

Nicolo è partito proprio dalle sue radici, come lui ha anche dichiarato. In quella scuola calcio che tanto fa sapere di storia per il Cagliari, quella di Gigi Riva, leggenda del club sardo e del calcio italiano (marcatore all-time della Nazionale). Barella non ha mai smesso di rincorrere i suoi sogni, tra sacrifici della famiglia e disciplina ed educazione in una delle migliori scuole calcio per i ragazzi.

A soli 9 anni passa subito nelle giovanili del Cagliari Calcio che credono nelle sue potenzialità.

“Vedere quella foto in cui siamo insieme mi crea sempre grande emozione. Chi ha vissuto Cagliari, anche i non tifosi, sa cos’ha rappresentato per Cagliari. Puoi fare di tutto nella tua carriera, ma non farai mai quello che ha fatto Gigi Riva per il Cagliari. Il fatto che mi abbia fatto i complimenti mi ha reso orgoglioso, spero di renderlo ancora così in futuro. Penso sia la persona più umile e umana del mondo. Io il suo erede? Lui è il più grande cannoniere della storia della Nazionale e il vincitore dello Scudetto con il Cagliari, superarlo sarà impossibile, è il numero 1”.

Barella nell’intervista a DAZN.

Con il Cagliari esordirà in Serie A nella stagione della retrocessione, quando sulla panchina dei rossoblù sedeva Zdenek Zeman. Una stagione durissima, che ha visto il cambio di presidenza da Cellino e Giulini, tre allenatori fra cui appunto il boemo, Gianfranco Zola e Gianluca Festa che non riuscirà ad evitare la retrocessione. Intanto, il giovane Barella nonostante l’esordio non troverà molto spazio anche nella stagione successiva in Serie B e per trovare più campo passa al Como dal gennaio 2016. Sarà lì che mostrerà le sue vere qualità che porteranno il Cagliari a puntare sul talento classe 1997.

“Al Como è stata la mia prima esperienza fuori casa, era destino fosse vicino a Milano. È stata un’avventura difficile perché è arrivata la retrocessione, però è stata bella perché ho trovato un gruppo di ragazzi magnifici con i quali sono ancora in contatto.”.

CONTINUITÀ

Non tutti sono riusciti a fare meglio da una piccola squadra che detiene meno responsabilità più spensieratezza in campo ad una big italiana. Spesso ci sono voluti anni o comunque del tempo per vedere un giovane mostrare tutte le proprie potenzialità. Barella ci è riuscito fin dal primo momento che ha vestito la maglia dell’Inter nell’estate del 2019 grazie al lavoro di Antonio Conte che porterà il club a conquistare il titolo di Campione d’Italia nella stagione 2020/2021 e primo grande trofeo per il centrocampista sardo.

Anno dopo anno ha sempre migliorato, partendo da quella caratteristica che lo ha sempre contraddistinto come quella dell’irruenza o dell’essere troppo falloso che gli è stata sempre criticata. Poi sono arrivati altri importanti successi. L’Europeo subito dopo il campionato vinto, la Supercoppa e la Coppa Italia lo scorso anno con Inzaghi in panchina. Quest’anno ancora la Supercoppa nel derby contro il Milan. Proprio quest’ultimo è stato lo scontro che ha visto l’Inter uscirne vintrice contro un Diavolo abbastanza in confusione che non vince da 7 partite di fila.

Fino ad ora questa è la sua miglior stagione di sempre. Riuscirà con il club a portare a casa qualche altro trofeo in bacheca?

 

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Sottil nebuloso sul rientro di Deolofeu: “Non credo tornerà prima della fine della stagione”

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Deulofeu

Uscito anzitempo nella gara contro la Sampdoria lo scorso 22 gennaio a causa di un infortunio, il rientro in campo di Gerard Deulofeu è adesso un rebus. Il classe ’96, con ogni probabilità, come riportato dall’Udinese,  dovrà sottoporsi nelle prossime settimane ad un nuovo intervento chirurgico per risolvere il problema al ginocchio. Adesso, però, dalle parti di Udine si interrogano riguardo i tempi di recupero dall’infortunio, ed una delle domande che più prolifera è quella relativa alla data del ritorno sul rettangolo verde dell’ex Everton e Watford.

In merito a ciò, si è espresso ieri il tecnico dei bianconeri Sottil in conferenza stampa, in seguito alla sconfitta contro il Torino. Questo il pensiero dell’allenatore dei friulani su Deulofeu:

PREOCCUPAZIONE – “Quando siamo andati sotto la squadra ha chiaramente reagito cercando di riacciuffare il pari attraverso il gioco. Ma siamo alle solite e in questo momento siamo un po’ in emergenza perché abbiamo perso Deulofeu, Nestorovski e Pereyra e quindi non c’erano tante alternative. Spero e mi auguro che rientrino, ma Deulofeu non credo”.

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La Curva Fiesole è già in clima Juve-Fiorentina: arriva il comunicato

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Juventus-Fiorentina non è mai una partita qualunque. Da decenni ormai aleggia la rivalità tra queste due squadre, alimentata anche dal fatto che molti giocatori hanno vestito entrambe le maglie. Anche sugli spalti, gli animi sono sempre tesi. Di seguito, il comunicato ufficiale della Curva Fiesole che riguarda la partita Juventus-Fiorentina, in scena all’Allianz Stadium domenica alle ore 18.

IL COMUNICATO-“I gruppi organizzati della Curva Fiesole comunicano che non parteciperanno alla prossima trasferta a Torino. Non accetteremo mai le condizioni imposte da chi da sempre rappresenta il male assoluto del calcio. Non pagheremo mai queste cifre folli per assistere al loro sporco spettacolo. Non saremo mai disposti a iscriverci al sito ufficiale della Juventus, come esplicitamente richiesto per acquistare i biglietti. Rivolgiamo pertanto un invito a tutti I Tifosi Viola a boicottare la trasferta di Torino. È arrivata l’ora di dare un segnale forte ai “padroni” che hanno fatto di questo sport un business”.

 

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