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Inter, Moratti dice la sua

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Inter, Moratti dice la sua

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Momento estremamente positivo in casa Inter, con i nerazzurri a punteggio pieno dopo tre partite, merito sicuramente dell’eccellente campagna che ha portato ad Appiano Gentile un mix di talento ed esperienza; doti che torneranno sicuramente utili al Mister Antonio Conte per poter essere l’anti Juventus. Non sarà di certo facile, ma la storia insegna che l’ex Ct della nazionale nelle ultime due panchine di club in cui si è seduto, quindi con Chelsea e i bianconeri, ha vinto il titolo durante la prima stagione.

MORATTI

Sulla scia del periodo positivo i vertici del club nerazzurro, capitanati Jindong e Steven Zang, si sono radunati a Milano; alla cena ha preso parte anche l’ex storico presidente del club: Massimo Moratti. L’ex patron, rimasto nel cuore di tanti nerazzurri, si è espresso, a margine del convivio, riguardo la sua Inter avendo parole di elogio per Antonio Conte, del quale apprezza il modus operandi. Momento nostalgico quando ha accostato il talento della nazionale Stefano Sensi, al quale attribuisce il merito di aver modificiato i meccanismi della squadra,  a uno degli eroi del Triplete come Wesley Sneijder. Non si nasconde Moratti, il quale pur non sbilanciandosi sul derby in programma sabato, afferma che l’Inter può competere già quest’anno per il titolo.

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Salernitana, Candreva è in un buon momento contro la Juve: la statistica

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Candreva

Antonio Candreva, centrocampista della Salernitana, ha preso parte a tre gol nelle ultime tre sfide contro la Juventus. Infatti ha segnato una rete con la maglia della Salernitana nel match di andata di questa Serie A, terminato 2-2, e un’altra con la maglia della Sampdoria la passata stagione, nella gara d’andata in cui mise a referto anche un assist. I granata, che arrivano da una vittoria importantissima fuori casa contro il Lecce, sono pronti a dare il massimo per fare risultato in casa contro i bianconeri, che non vincono in campionato dal 7 gennaio contro l’Udinese.

Un altro dato molto importante di questa sorta di legame tra Candreva e la Vecchia Signora è che le sue prime due reti nella massima divisione italiana sono arrivate proprio con la maglia a strisce bianche e nere. Infatti, arrivato alla Juventus nella finestra di mercato invernale della stagione 2009/2010, disputò 16 gare nel girone di ritorno con la maglia bianconera.

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De Rossi polemico sul mercato: “L’allenatore va ascoltato”

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De Rossi

L’attuale tecnico della SPAL, Daniele De Rossi, è intervenuto nella conferenza stampa di viglia per rispondere alle domande dei giornalisti. La squadra di Ferrara, oggi pomeriggio, è impegnata in un match molto difficile contro il Bari. Tra i vari quesiti posti, spicca una domanda sul calciomercato. L’ex capitano giallorosso è entrato a gamba tesa chiarendo una situazione molto delicata.

IL CALCIOMERCATO – “La prima esperienza col mercato è stata traumatica. Ho letto che il ds Lupo ha detto che sono soddisfatto ma, in realtà, non è vero. Sono soddisfatto dei giocatori che ho, ma secondo me in un rapporto di collaborazione bisognerebbe ascoltare le indicazioni dell’allenatore sulle caratteristiche. Purtroppo da due mesi a questa parte questo non è mai successo.  Questa è una situazione che mi è dispiaciuta tanto: lo sa Tacopina e lo sanno i dirigenti perché gliel’ho detto in faccia. Fortunatamente il calcio mercato è finito. 

Sembra, quindi, che la situazione in casa SPAL non sia delle migliori. Il tecnico, oltre all’arrivo di Nainggolan, si aspetta qualche rinforzo in più per andare a caccia dei playoff.

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Carnevale non ha dubbi: “Questo Napoli è più forte del mio”

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Napoli

Andrea Carnevale, ex giocatore del Napoli ai tempi di Maradona, è stato intervistato ai microfoni del Corriere dello Sport parlando della sua ex squadra e affrontando qualche tema in ottica calciomercato. L’ex attaccante partenopeo ha militato in Campania dal 1986 al 1990, collezionando 152 presenze condite da ben 47 reti. Adesso è l’attuale osservatore dell’Udinese e fu proprio lui a portare Beto in Italia.

Di seguito riportiamo la sua intervista

IL NAPOLI DI OGGI – “E’ migliore di quello nostro, ma non per i record. Il Napoli entra in campo con grandissima sicurezza e determinazione, facendo la differenza in qualsiasi partita. Inoltre anche la rosa con la sua compattezza è migliore rispetto alla nostra. “

BETO DELL’UDINESE – “Secondo me Beto è un ottimo giocatore ed ha le caratteristiche molti simili ad Osimhen. Il nigeriano, al momento, è una vera iradiddio.”

UN FUTURO IN CAMPANIA PER BETO – “Potrebbe esserlo secondo me. Al momento, però, non c’è stato alcun contatto tra le società.”

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Spezia-Napoli, Spalletti:”Gara difficile, ognuno deve fare la propria parte, sia noi che i tifosi”

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Domani alle 12:30 al Picco andrà in scena Spezia-Napoli, gara valida per la 21esima giornata di Serie A. Gli azzurri dovranno mantenere la solidità mostrata fino a questo momento per iniziare a cucire sulla maglia un pezzo di scudetto, mentre i bianconeri dovranno cercare di fare risultato contro la squadra più in forma del nostro campionato. Sarà sicuramente un compito difficile per la squadra di Gotti, ma c’è bisogno di fare punti perché la zona retrocessione dista solo 5 lunghezze. Alla vigilia del match, il tecnico degli azzurri, Luciano Spalletti, ha parlato alla stampa nella sala conferenze del Training Center di Castel Volturno. Di seguito le sue parole.

SULLO SPEZIA- “La partita trappola esiste se facciamo discorsi che riguardano vittorie facili, proiettandoci già ad un finale scoppiettante. Allo Spezia interessa dei punti salvezza che merita per la storia del club e della città. Io ci sono stato e so quanto tempo dedicano alla squadra di calcio. Noi dobbiamo concentrarci su un match importantissimo, sarà una gara difficile in un campo difficile, solo l’attenzione e la dedizione, l’applicazione ci permetterà di andare a sfruttare l’occasione”.

SUL RAPPORTO DIRETTO CON I TIFOSI – A me sembra che ci sia sempre, visto l’affetto che raccogliamo per le strade e nei pensieri dei tifosi, quello a cui fa riferimento lei necessita di strutture e regole a cui attenersi. Credo però ci sia l’impegno di essere insieme, è fondamentale, è indispensabile che ognuno di noi faccia la propria parte, sia noi che i tifosi, senza mollare di un centimetro. I calciatori hanno orecchio alle indicazioni dell’allenatore, l’altro all’incitamento della Curva, se manca qualche componente è difficile, lo stesso che dicevamo della personalità a volte si passa da coglioni per guadagnarci dopo, anche quando devi avere una reazione per forza altrimenti sei considerato meno di quello che sei in realtà. Quello è il momento in cui bisogna star zitti, ingoiare ed andare avanti. Se stiamo insieme, se avessimo avuto la Curva a la Spezia come l’anno scorso, saremmo stati più forti”.

SUL POSSIBILE CALO DI GENNAIO – Quando dicevano che sarebbe stata dura a gennaio, l’attenzione era rivolta ad allenarci bene, a far venire bene gli allenamenti, con ritmo, un pallone che gira a duemila con una qualità e precisione tale per evidenziare il nostro livello. Il risultato per me era difficile poterlo dire, ma l’attenzione a quei particolari che lo potevano determinare è stata massimale e la risposta dei giocatori sul comportamento da avere è stata totale”.

SUL +13, IL PENSIERO – “Se ci voltiamo insieme, vediamo tante cose che non si sono realizzate. Si diceva all’inizio che non potevamo fare questo percorso, c’erano dubbi. Poi è stato segnato da eventi e risultati totalmente diversi. Ora pensiamo allo stesso modo che gli altri non possano fare questo percorso che noi abbiamo fatto, è la stessa cosa! Perché una di quelle 6 squadre non può fare ciò che abbiamo fatto noi? A noi ci resta l’obbligo di fare risultati, in modo da non farli venire vicini per crearci difficoltà. Serve la consapevolezza che i fatti, i risultati, sono capaci di scrivere la storia. Bisogna continuare a farli, ci sono squadre forti, in grande salute tipo l’Atalanta, anche se sono a distanza”.

SU RASPADORI – In allenamento è una roba incredibile per serietà, forza, applicazione, per un allenatore… si dice tutti sono uguali, ma io sono più disponibile verso chi si allena in un certo modo. Chi si comporta in un certo modo, chi pensa in un certo modo, chi viene al campo un’ora prima e lo prepara, non chi viene gli ultimi 2 minuti. È una difficoltà di questo lavoro dover tenere fuori calciatori che fanno questo, però bisogna tener presente tutto e lui è uno di quelli che poi lo chiami e riesce subito ad entrare nel contesto giusto, come nell’ultima gara”.

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