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Umiltà e rispetto: le chiavi del Napoli per battere l'Inter

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Umiltà e rispetto: le chiavi del Napoli per battere l’Inter

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Barcellona, Juventus e Borussia Dortmund, queste sono state le squadre che fino a ieri avevano battuto l’Inter in questa stagione, alla lista si aggiunge anche il Napoli di Gattuso che espugna il Meazza con tanta sofferenza grazie al gol di Fabian Ruiz. L’ex tecnico del Milan imbriglia un’Inter apparsa scarica dopo la vittoria del derby di domenica e vendica la sconfitta di un mese fa al San Paolo.

Una partita totalmente diversa rispetto a quella di un mese fa, Gattuso fa tesoro dell’esperienza passata e lo si nota già dai primi minuti. Il Napoli concede poco all’Inter che fatica tremendamente a trovare dei varchi, spazi stretti e reparti molto vicini fra loro con gli azzurri posizionati con un 4-5-1 in fase di non possesso pronto a tenere sotto custodia i due centravanti nerazzurri. Lukaku scompare per tutto il primo tempo, nemmeno un tiro messo a segno dal belga nei primi 45 minuti mentre il suo compagno di reparto sembra il più pimpante, lotta su ogni pallone e fa a sportellate con Manolas e Demme per cercare spazio, da Ospina però arrivano pochi palloni e tutti tranquillamente addomesticabili. Gli azzurri dal canto loro soffrono, attendono per poi ripartire, la sconfitta contro il Lecce brucia troppo per poter giocare in maniera sfrontata, volta all’attacco, lo ha detto lo stesso Gattuso nel postpartita: “Quando staremo meglio alzeremo la fase di non possesso. Ora non possiamo regalare uomini agli avversari”. Difatti nessun nerazzurro ha avuto ampi tempi per manovrare se non nella propria metà di campo. Il primo tempo si chiude con l’unico vero squillo della frazione: sulla ripartenza Mertens imbuca Zielinski che a tu per tu con Padelli centra il portiere mancando l’occasione del gol, dopo la ribattuto De Vrij tocca il pallone con la mano ma Calvarese non lo reputa passibile di sanzione ed il Var conferma la scelta. L’olandese allarga il braccio senza mai guardare in direzione del pallone, un gesto ritenuto naturale dall’arbitro, forse ha influito la poca incidenza del tocco data l’assenza di qualunque giocatore partenopeo in prossimità del difensore.

L’Inter continua a spingere nel secondo tempo ma Ruiz colpisce al petto i nerazzurri con un sinistro a giro che finisce alle spalle di un Padelli leggermente fuori dai pali. Lo spagnolo non segnava dal 22 Settembre ed ora sembra essersi sbloccato, è lui a trascinare i compagni nelle uscite offensive, il ritorno al suo vero e proprio ruolo ed un periodo di riposo hanno portato i propri frutti. Conte corre ai riparti ed inserisce prima Eriksen e poi Sanchez provando un 4-3-3 inedito con Lukaku a svolgere il compito di ala sinistra. I nerazzurri provano a sfondare sempre di più e vanno vicini al pareggio solo per due volte, prima con una carambola nell’area piccola dove Lukaku ha visto respingersi il pallone per ben due volte da un Maksimovic monumentale e poi all’ultimo secondo proprio il belga pesca D’Ambrosio che viene chiuso in uscita da Ospina. Cala il sipario a San Siro con un risultato che fa ben sperare il Napoli in vista del ritorno ma l’Inter sarà lì a dare il tutto per tutto per provare la rimonta tra le mura del San Paolo.

IMPRESCINDIBILE

Fa rumore come Diodato anche Diego Demme, il tedesco sembra essere il vero imprescindibile di questo Napoli targato Gattuso. L’ex Lipsia è il punto di equilibrio della squadra, ripulisce i palloni dalla pressione dell’Inter in prima uscita e non molla la presa sugli avversari fino al fischio finale. Un arrivo sottovalutato che però attualmente sta avendo un impatto importante nella rosa del Napoli, cuore, gamba ed intelligenza, soprattutto nella costruzione dal basso. Un altro nome da sottolineare questa sera è quello di Nikola Maksimovic che ha confezionato una brutta serata per Lukaku. Se il belga ha inciso poco rispetto al solito il merito va tutto all’ex Torino che ha sbagliato poco e nulla in marcatura anticipando più volte il 9 nerazzurro, un sostituto da tenere stretto.

AL DI LÀ DEI RISULTATI

Premettendo che l’Inter non è in cima alla classifica di Serie A per caso, c’è da tenere in considerazione la forma dei nerazzurri dall’inizio del 2020. La banda di Conte ha perso smalto nel nuovo anno, la squadra sembra in affanno a prescindere dalla prestazione di stasera, i 3 pareggi di fila di gennaio ed il primo tempo del derby ne sono la prova. L’Inter è una macchina che sta andando al massimo del proprio potenziale ma che per questioni di rosa rischia di avere un calo fisico pericoloso, urge trovare una soluzione lungo il cammino altrimenti la candela nerazzurra potrebbe spegnersi nel momento più bello della stagione. Eriksen deve trovare continuità così da fornire una variante tattica non indifferente per gli schemi offensivi dell’Inter. Con squadre che concedono poco, che lasciano pochi spazi a Lukaku e Lautaro per partire in progressione e tirare avanti con il proprio fisico, l’Inter non riesce a trovare la quadratura offensiva e piano piano in Italia se ne stanno accorgendo.

UMILTÀ

Non è un caso che delle 6 vittorie sotto la gestione di Gattuso la metà siano avvenute contro le prime 3 del campionato, il picco di attenzione degli azzurri è molto più alto contro le big, la partita viene gestita con umiltà e rispetto lasciando le chiavi del gioco all’avversario per concedere il meno possibile, da qui si vede la voglia di rivalsa della squadra partenopea, la voglia di non sottomettersi facilmente a quelle che dovevano essere le squadre con cui giocarsi lo scudetto. C’è quell’orgoglio che contro le cosiddette piccole non si è visto, un orgoglio che in quei casi si vede solo negli occhi di un Gattuso mai domo che non vuole soffermarsi sulla vittoria contro una grande perché nel mentre sta ancora pensando alle sconfitte con Fiorentina e Lecce. Il Napoli ha l’obbligo di ripartire dalla difesa per poi trovare la propria dimensione di gioco altrimenti dopo il primo gol subito rischia di sciogliersi come neve al sole, di rivedere i fantasmi che difficilmente andranno via prima di maggio, non concedere nulla dovrà essere il mantra di Gattuso per risalire la china.

PAGELLE

Inter: Padelli 5.5, Skriniar 5.5 (1′ st D’Ambrosio 6), De Vrij 6, Bastoni 5.5 ; Moses 5 (29′ st Sanchez 5.5), Barella 5.5, Brozovic 5.5, Sensi 5 (21′ st Eriksen 6), Biraghi 5.5; R.Lukaku 5.5, L.Martinez 6.

Napoli:  Ospina 6; Di Lorenzo 5.5, Manolas 6, Maksimovic 7, Mario Rui 6; Elmas 6, Demme 7, Fabian Ruiz 7; Callejon 6 (33′ st Politano s.v.), Mertens 6 (28′ st Milik 6), Zielinski 5.5 (37′ st Allan s.v.).

 

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Klopp

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Rinnovo Lazio-Romero, frenata nella trattativa: il motivo

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Luka Romero in gol

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SUL RINNOVO

Infatti, l’accordo per il rinnovo era stato trovato, la firma era quasi certa. Poi la brusca frenata di Romero, deluso dallo scarso impiego. Non sappiamo per quanto possa ancora slittare la firma, in quanto si arriverebbe ad un punto in cui il potere contrattuale sarà quasi pari a 0 e si rischia di perdere un giovane di prospettiva senza incasso.

La richiesta per l’ingaggio e per la firma subito è di 800 mila euro a stagione, cifra che Lotito non vorrebbe investire, soprattutto alla luce dell’accordo già trovato a cifre inferiori. Ma Romero non ci sta, vuole essere più considerato da Sarri, e al momento è tutto bloccato.

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Nessun aumento di capitale fino al 2025 per la Juventus

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Tifosi bianconeri

Come è noto, sono giorni difficilissimi in casa Juventus. I risultati sul campo latitano, l’unica gioia in Coppa Italia, e e la situazione societaria, se vogliamo, è messa ancora peggio. Dopo i 15 punti revocati, i bianconeri temono nuove sanzioni, ma bisogna comunque rispondere sul campo e restare concentrati. Nel frattempo in casa Juve si analizza anche il capitale da investire.

Come riporta Tuttosport, nelle scorse ore la Juventus ha diffuso il documento che spiega come fino al termine della stagione 2024-2025 non siano previsti ulteriori aumenti di capitale. Piove sul bagnato a via Druento.

 

 

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