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A prova di fuga

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IMPREVISTI

Nel campionato italiano ci sono sfide già pronosticate come epocali, da tutto esaurito: Napoli-Juventus, Milan-Inter, Juventus-Inter e via dicendo. L’odierna sfida tra il Napoli e l’Inter di Spalletti arriva carica di un blasone inaspettato, perchè il Napoli primo e l’Inter seconda non era un binomio troppo identificabile dai pronostici. Eppure, il match del San Paolo sarà una piccola sfida delle verità per entrambe le formazioni, con il Napoli che deve dare continuità al suo progetto e l’Inter che deve capire fino a dove può spingersi.

Ovviamente chi perde non è assolutamente fuori dai giochi, non ci saranno ribaltoni incredibili se questa partita dovesse andare male, per qualsiasi delle due squadre. Quindi si potrebbe pronosticare un gran bello spettacolo in salsa italiana con un Napoli entusiasmante e circense contro i neroazzurri cinici e compatti. I titoli dei giornali che inneggiavano a come l’Inter fosse più fortunata che bella è un’accusa che vale fino a un certo punto, perchè se è vero che Icardi e co non giochino un bel calcio è anche vero che carta canta, e i milanesi possono vantare un solitario secondo posto davanti agli acerrimi rivali della Juve. I padroni di casa invece devono vincere per confermare i lungimiranti progressi di Sarri e della sua creatura, in bella mostra martedì all’Etihad, che stasera possono confermare di essere veramente i primi della classe e demolire, dopo le vittorie dell’Olimpico con Lazio e Roma, anche la seconda in classifica.

NAPOLI

Il Napoli non è la squadra più forte del campionato italiano, o meglio, non ha un undici titolare da poter essere ritenuto tale. Tuttavia Sarri in tre anni ha ribaltato obbiettivi e percorsi di un club la cui precedente gestione era stata fallimentare, e oggi l’allenatore toscano ne raccoglie i frutti: 26 gol in otto partite, una squadra che oramai, almeno nel centrocampo,  non vede eccessiva differenza tecnica tra riserve e titolari. Il Napoli si è rodato a tutti gli effetti e vincere il match con l’Inter significherebbe continuare la sinfonia di vittorie che per ora eleggono i partenopei primi in classifica. Inoltre, e non è da sottovalutare, vincere in casa contro la seconda in classifica testimonierebbe come gli azzurri siano la squadra da battere in questo campionato, e che in più, per motivi più razionali o di classifica, allungherebbe ancor di più sulle inseguitrici.

Insigne è ancora in dubbio per la gara e probabilmente il suo posto verrà preso da Piotr Zielinski, anche se il polacco è nuovo nel ruolo e con Sarri ha sempre e solo giocato a centrocampo. Per il resto formazione dei titolarissimi e concentrazione massima nella chiusura degli spazi: il derby ha ulteriormente rafforzato l’idea che l’Inter effettivamente giochi pessime partite ma riesca sempre a colpire l’avversario sul fianco debole, sfruttando un errore o approfittando dei cali di concentrazione.

Oltre al rigore, Icardi ha segnato due gol praticamente da smarcato, e i difensori azzurri non potranno permettersi di perderlo di vista neanche per un secondo. L’idea generale è che il Napoli possa vincere questa partita e possa farlo anche con un buon risultato, ma la guardia, l’attenzione, la concentrazione devono essere concetti fondamentali per affrontare un avversario simile. Tra l’altro il super test di Manchester ha evidenziato come il Napoli abbia acquisito una gran personalità, costruita sulla cura dei dettagli e sull’elevata rete di passaggi che ha santificato in tutta Europa il gioco di Maurizio Sarri.

L’allenatore toscano ha scoperto in Ghoulam un nuovo valido guerriero e questo inizio di stagione ha eletto il terzino sinistro come uno dei migliori del Napoli, capace di difendere con tempismo e sovrapponendosi, oltre ad attaccare bene la profondità. Il ritrovato Hamsik dopo gli affanni delle prime partite è un grande sollievo per l’allenatore, che sul ruolo del capitano slovacco pone gli accenti per la finalizzazione della sua fase offensiva. Il Napoli è pronto  questa sfida, una (piccola) prova della verità sia per allungare che per confermare.

INTER

L’Inter oramai c’è, non può farci niente. Si è seduta al tavolo dei grandi senza neanche saperlo e ora deve continuare in questo House of Cards dei potenti della Serie A. Con una rosa quasi identica a quella dell’anno scorso Spalletti ha portato solidità e coraggio a una formazione che dopo la scorsa stagione ha parecchio da dimostrare. Senza Europa e con l’obbiettivo Champions i neroazzurri hanno vinto tutte le partite tranne la X del Dall’Ara ma aver pareggiato una partita che sembrava persa è stato un segnale del destino importante.

Anche nel derby, ma più in generale in quasi tutte le gare, l’Inter ha delle grandi difficoltà a segnare e a gestire il risultato, eppure il gol non manca mai e il tabellino alla fine dice vittoria. Il cinismo, vera arma dei meneghini, sta aiutando Spalletti a mettere da parte punti preziosi per quando si verificherà il calo di condizione che colpisce, un po’ a rotazione, tutte le squadre; Spalletti dice che aver vinto sette partite su otto non è un caso, eppure le prestazioni non riescono a giustificare le vittorie.

Senza nulla togliere all’Inter, il blasone della sfida di stasera arriva ad Appiano Gentile un po’ per caso, contro le aspettative, considerando anche che attualmente l’Inter in classifica è realmente davanti alla Juventus. Il giocattolo interista stasera ha di fronte un ostacolo importante, una montagna parecchio alta per Icardi e Perisic, ma sia l’argentino (convocato da Sanpaoli per il play-off) sia il croato sono le bandiere tecniche del gruppo interista, con pochi ma buoni elementi tecnici.

https://www.youtube.com/watch?v=6vb6doVgb-s

La sfida del San Paolo sarà più difficile di quella settembrina dell’Olimpico contro la Roma, perchè il Napoli arriva in porta più velocemente degli uomini di Di Francesco e i loro tagli in area sono una delle realtà offensive meglio espresse di tutto il campionato. Certamente l’Inter non ha problemi difensivi visto che ha subito solo cinque reti in tutto il campionato (come il Napoli) e la rivelazione di Skriniar ha contribuito a questo dato. Difensore roccioso e tecnicamente valido, l’ex Sampdoria è ad oggi uno dei migliori cinque centrali della Serie A e padroneggia la difesa con audacia nonostante la giovane età. Il -2 della classifica fa molta gola a Spalletti che va al San Paolo per fare risultato, e nel match che attirerà gli occhi di tutto il campionato, l’Inter ha la possibilità di vincere una partita che porterebbe il morale alle stelle, e in più garantirebbe il prestigio di guardare tutte le rivali dall’alto.

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Calcio Internazionale

Francia, Deschamps: “Mbappé è sempre in grado di fare la differenza”

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Francia

Domani sera, alle ore 20, andrà in scena uno dei quarti più affascinanti di questo Mondiale. All’Al Bayt Stadium si affronteranno i vice campioni d’Europa dell’Inghilterra e i campioni del Mondo in carica della Francia. Il tecnico dei galletti, Didier Deschampsha presentato la sfida ai Tre Leoni di Southgate in conferenza stampa: “Più vai avanti, più la qualità migliora. È meraviglioso giocare un quarto di finale al Mondiale. Ma bisogna giocarsela per ottenere la qualificazione. Mbappé? Immagino che l’Inghilterra prenderà accorgimenti, come hanno fatto i nostri precedenti quattro avversari. Kylian ha questa capacità di essere in grado di fare la differenza. Nell’ultimo match, dove non era al massimo della forma rispetto ai primi due, è stato comunque decisivo. Dobbiamo distribuire il pericolo così che il nostro avversario eviti di puntare tutto su Kylian”.

COME ARRIVA LA FRANCIA

I Blues sono arrivati a questo Mondiale da favoriti, un po’ alla pari del Brasile di Neymar. La squadra di Deschamps ha da subito mostrato tutte le sue qualità con un netto 4-1 all’Australia e un 2-1 alla Danimarca. Nel terzo match del girone ampio turnover contro la Tunisia, sconfitta per 1-0, e agli ottavi hanno annichilito la Polonia con un netto 3-1. La stella indiscussa è senza dubbio Mbappéautore di 5 reti fino ad ora. Ma i Galletti hanno tante frecce al proprio arco. Griezmann, impiegato da trequartista, è una trovata geniale. Il giocatore dei Colchoneros è il perfetto collante tra le varie zone di campo. Il 2-0 momentaneo contro la Polonia arriva da un suo rinvio dentro la propria area di rigore stoppato egregiamente da Giroud (3 gol fin qui), pallone che poi giunge a Dembelé che serve Mbappé per il gol. I francesi davanti hanno una potenza di fuoco inaudita che, con l’aggiunta degli inserimenti di Rabiot e l’arrivo da dietro di Theo Hernandez, rendono la vita difficile ad ogni difesa. Dietro ci sono Tchouameni a centrocampo che detta i tempi di gioco e mostra i muscoli agli avversari e una difesa composta dai vari Upamecano, Varane, Konaté, Saliba. L’unico neo, forse, di questa formazione è la mancanza di un terzino destro di spinta, con Koundé che comunque serve a dare equilibrio.

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Calcio Internazionale

Argentina, Valdano presenta la sfida all’Olanda: “Occhio a Van Gaal”

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Van Gaal

Jorge Valdano, campione del Mondo con l’Argentina nel 1986, ha parlato della sfida di stasera tra Argentina Olanda. Il campione Albiceleste è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport ed ha parlato di un’Argentina superiore, ma anche di un’Olanda da non sottovalutare. L’ex attaccante del Real Madrid ha parlato così del match: “Vedo l’Argentina leggermente superiore. Ha un grande vantaggio: perdere la prima partita produce un circolo vizioso che l’Argentina ha pagato contro il Messico, con la squadra molto legata, e un circolo virtuoso che ti obbliga a cambiare: i giocatori hanno superato le difficoltà e oggi si sentono molto più forti. Messi è molto maturo, ha imparato ad assaporare le cose e di solito accade alla fine di una vita, a lui di una carriera. Attenzione all’Olanda di Van Gaal, squadra che non fa catenaccio a differenza di quanto dicono tutti”.

COME CI ARRIVANO LE DUE SQUADRE

Oramai siamo alla fase calda del Mondiale, con le migliori 8 formazioni al mondo pronte a sfidarsi per le semifinali. L’Argentina, fresca vincitrice della Copa Americaha inziato con un tonfo contro l’Arabia Saudita che ha fatto pensare al peggio. Dopodiché sono arrivate prestazioni convincenti contro Messico, un Messi in grande spolvero, Polonia, una bella vittoria di squadra ed infine Australia con un brivido finale. La squadra del CT Scaloni, per modo di giocare, ha fatto un pò di fatica contro tutte squadre chiuse dietro ed oggi potremmo assistere alla prima Argentina di questo Mondiale.

L’Olanda, tranne qualche difficoltà contro l’Ecuador, non ha avuto grossi problemi. Ai gironi abbiamo ammirato un Gakpo in forma smagliante, mentre agli ottavi un super Dumfries, gol e due assist per lui, ha annichilito un ottimo USA. 

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Calciomercato

Lazio, Luis Alberto via solo a titolo definitivo: i dettagli!

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Lazio

In casa Lazio, ormai dalla scorsa stagione, tiene banco il caso Luis AlbertoIl mago Sarri non si sono mai trovati, con il tecnico toscano che spesso gli ha preferito i vari Cataldi, Basic e in particolar modo Vecino. In estate sembrava fatta per un suo ritorno in Spagna con il Siviglia molto vicino al giocatore, ma alla fine è rimasto nella capitale. Stando alla Gazzetta dello Sport, il mercato invernale che inizierà il 2 gennaio potrebbe essere l’occasione per cedere l’iberico, ma i biancocelesti hanno posto una condizione: il giocatore può andare via solo a titolo definitivo.

COSTO, PRETENDENTI E SOSTITUTO

Il mago, insieme ad Immobile ed il sergente Milinkovic Savicè stato uno dei grandi della Lazio di Simone Inzaghi. Lo spagnolo era una pedina irrinunciabile, con l’attuale tecnico dell’Inter che gli garantiva ampia libertà. Con Sarri la musica è cambiata. Nel 4-3-3 dell’ex tecnico partnopeo è molto importante il ruolo delle mezzali anche a livello difensivo, cosa che Luis Alberto difficilmente può garantire.
biancocelesti non lo considerano incedibile, ma le pretendenti lo vorrebbero in prestito. L’obiettivo, invece, dei capitolini è una cessione a titolo definitivo per una cifra intorno ai 20 milioni. In caso di cessione la Lazio andrebbe forte su Ilic dell’Hellas Verona, giocatore da tempo indicato da Sarri come pedina perfetta del suo scacchiere.

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Calciomercato

Da Lobotka a Zielinski: il punto sui rinnovi del Napoli

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Napoli

Dopo i rinnovi di Meret e Anguissa, il Napoli lavora per estendere i contratti anche di Stanislav Lobotka e Piotr Zielinski. Secondo Il Mattino, per il centrocampista slovacco la firma dovrebbe arrivare prima di Natale. C’è l’accordo per il rinnovo fino al 2025, mancano da sistemare solo alcuni dettagli sui bonus. Spalletti, dunque, continuerà a fare affidamento sul suo perno di centrocampo.

Per Zielinski, invece, la situazione è diversa. L’ex Empoli, vicino alla cessione quest’estate, ha un contratto in scadenza nel 2024. L’obiettivo di Giuntoli, che ha già convocato i suoi agenti per discutere, sarà quello di abbassare leggermente il suo ingaggio. L’incontro si terrà, verosimilmente, al ritorno della squadra dalla Turchia.

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