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Paranormale

Si sfiora l’impresa al San Siro: il Pordenone si arrende solo ai rigori contro un’Inter completamente rimaneggiata. I Ramarri escono a testa altissima alla scala del calcio con una prestazione inaspettata contro un’Inter su cui riflettere. Spalletti dovrà pensare bene alle sue seconde linee dopo questa partita che certamente poteva finire in una maniera più tranquilla per i nerazzurri. L’approccio sbagliato dell’Inter ha dato il là ad una partita da ricordare per la favola che stava per realizzarsi.

TEST SBAGLIATO

Spalletti ha voluto provare tutte le sue seconde linee a disposizione per quel che poteva essere un semplice test match. Il tentativo è stato miseramente fallito grazie alla partita incredibile del Pordenone e l’attitudine mostrata in campo dai ragazzi di Spalletti. Uno dei più attesi era il giovane Karamoh che ha dimostrato di essere poco freddo davanti alla porta. Il francese sbaglia 3 occasioni piuttosto lampanti contro un super Perilli. Per quanto i peccati di gioventù possano essere sorpassabili, lo stesso non lo si può dire per Eder. L’italobrasiliano aveva l’occasione per mettere minuti nelle gambe e farsi trovare pronto da mister Spalletti. Il risultato è stato una prestazione da fantasma conclusasi con i crampi nei supplementari. Veramente un bottino scarno per chi dovrebbe essere il sostituto di Icardi.

Il secondo sostituto  del bomber argentino è il giovanissimo Pinamonti che è durato un solo tempo, nella quale ha toccato solo 14 palloni. In una partita del genere in cui l’Inter ha tenuto il pallino del gioco, toccare così pochi palloni è piuttosto un delitto. Perisic prova ad risollevare i nerazzurri ma il croato è in una delle sue giornate negative. Molti cross dell’ex Wolfsburg sono stato disinnescati dalla roccaforte dei friulani. La ciliegina sulla torta è il tiro disperato nel seconde tempo supplementare che è finito nelle braccia di un tifoso in curva. Una prestazione del genere fa notare quanto la coperta sia corta per l’Inter che celatamente sta puntando all’obiettivo più grosso in campionato.

MENZIONI SPECIALI

Queste vanno fatte ovviamente a chi ha tenuto in piedi l’Inter. Il man of the match è chiaramente Padelli che non fa rimpiangere il fenomeno Handanovic. L’ex Torino ha ipnotizzato Misuraca e Parodi dagli undici metri, regalando i quarti all’Inter. Cancelo è stato un motorino instancabile: anche al 120mo bruciava la fascia per cercare quel agognato gol della vittoria. Il portoghese mostra tutta la sua duttilità partendo come trequartista destro per poi spostarsi nella difesa a quattro con l’ingresso di Icardi all’ottantesimo. Un protagonista di questa Inter spallettiana è Yuto Nagatomo che da rigorista incallito non sbaglia il rigore che ha decretato il passaggio dei nerazzurri. Il giapponese è uno dei giocatori rigenerati dalla cura del tecnico ex Roma ed ora la concorrenza con Dalbert è piuttosto agguerrita.

STELLA INASPETTATA

Il Pordenone tutto garra e cuore è impersonificato dal portiere Perilli. Il numero uno dei ramarri ha retto la sua squadra con delle ottime parate. Erano ben 19 le partite di Coppa Italia al San Siro in cui l’Inter segnava almeno una rete, se la striscia è stata interrotta i meriti vanno certamente al portiere avversario. Su Karamoh e Ranocchia compie degli interventi pregevoli; sui rigori Perilli fa quel che può provando a restare più volte fermo fino all’ultimo, ma non ci possono essere recriminazioni.

MODELLO INGLESE

Si parla tanto dello spettacolare modello inglese, portandolo in alto come se fosse la musa ispiratrice. Sotto sotto questo atteggiamento è piuttosto giusto, anche se siamo anni luce rispetto al campionato d’oltremanica. Certo che la sorpresa dell’Alessandria di due anni fa e questa impresa sfiorata ai rigori riporta un po’ allo spettacolo dell’FA cup dove tutto sembra possibile. Vedere però la squadra di casa giocare con la terza maglietta è qualcosa di mai visto sui campi inglesi e su tutti gli altri campi in generale. “Speravo di morire prima di vedere un Napoli-Juventus grigi contro gialli”. Per quanto Sarri non sia un maestro nella comunicazione, con queste parole ha colpito decisamente in pieno questo problema. Se si vuole vendere un prodotto così allora si sta sbagliando inconfutabilmente strada.

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